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Caos nella chiesa ortodossa macedone
| Data: 29-01-2004 | | Fonte: "Kapital" |
| Autore: Gordana Stojanovska Icevska |
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N.E. BALCANI #752 - MACEDONIA
29 gennaio 2004
CAOS NELLA CHIESA ORTODOSSA MACEDONE
di Gordana Stojanovska Icevska - ("Kapital" [Skopje], 19 gennaio 2004)
Da anni la chiesa ortodossa macedone (MPC) chiede di essere riconosciuta dalle nuove chiese che ne sono fuoriuscite. Ma invece del riconoscimento, in Macedonia sta nascendo una nuova chiesa scismatica. E' davvero tutto a posto nella strategia e nel comportamento della MPC?
[NOTA: l'11 gennaio scorso a Skopje è stato arrestato il vescovo Jovan (il cui nome anagrafico è Zoran Vraniskovski) con l'accusa di avere alimentato l'odio interreligioso. Vraniskovski, seguito da trenta altri religiosi, ha abbandonato recentemente la chiesa ortodossa macedone chiedendone il ritorno sotto l'ala di quella serba. Il parlamento macedone, intanto, sta preparando una mozione a favore della chiesa ortodossa macedone. Riportiamo qui sotto il commento di una giornalista di Skopje su questi eventi, che si inseriscono nelle dispute ormai decennali tra chiesa serba e macedone. L'argomento verrà affrontato anche nella puntata di oggi di Scenari Verso Est, trasmessa da RaiNews 24 - N.d.T.]
Il primo è stato Jovan. Dopo di lui se ne sono andati altri. Perché trenta nuovi ecclesiastici hanno deciso di abbandonare la chiesa ortodossa macedone (MPC) e di entrare a fare parte della fratellanza di una persona che ha abbandonato la sua chiesa e ha portato una chiesa straniera nel suo paese?
E' un fatto che il vescovo scomunicato Jovan non ha fondato il cosiddetto Arcivescovado di Ohrid per convinzione propria. La sua missione è sostenuta e finanziata dall'estero. La chiesa serba, anche se non da sola e probabilmente in collaborazione con quella greca e quella russa, trae enormi vantaggi da tutto questo. E anche se è difficile da dimostrarsi, con ogni probabilità Zoran Vraniskovski e i suoi seguaci hanno contato sul fatto che il passaggio alla chiesa serba può essere vantaggioso per loro. Probabilmente hanno capito che come membri della chiesa ortodossa serba (SPC), la strada che li potrebbe portare fino alle più alte gerarchie ecclesiastiche sarà molto più breve. E comunque più redditizia. Ciò che il vescovo scomunicato Jovan ha fatto in Macedonia, probabilmente non lo avrebbe potuto fare senza un enorme sostegno da parte della SPC. Ma si pone la domanda del perché tutto questo sta accadendo alla MPC? Perché a Vraniskovski si sono uniti altri religiosi? Non è un segnale del fatto che qualcosa non funziona nelle file della chiesa ortodossa macedone?
LONTANA DAL POPOLO, VICINA AL POTERE
Se si esamina anche solo superficialmente l'operato della MPC negli ultimi dieci anni, diventa subito chiaro che in grande misura essa si comporta come un partito politico al potere. In alcune occasioni i membri della MPC hanno addirittura agito come attivisti che stanno facendo una campagna elettorale. Un esempio di tutto ciò è la solenne inaugurazione dell'enorme croce sulla cima del Vodno, voluta a suo tempo dall'ex premier Georgievski. In tale occasione il discorso pronunciato dalla più alta autorità della MPC non si è differenziato molto da quello dell'allora primo ministro e si è addirittura ispirato allo slogan che la VMRO-DPMNE, il partito del premier, utilizzava durante la campagna elettorale.
La MPC è vicina anche all'attuale governo. Non a caso a Natale il capo della MPC e il premier Branko Crvenkovski si sono abbracciati di fronte alle telecamere. In tale abbraccio non vi è stato nulla di tragico, ma è un fatto che a tutti è stato chiaro come ciascuno di loro stesse solo eseguendo i propri piani di lavoro. La MPC ha sempre avuto l'immagine di un'istituzione assolutamente vicina al potere e di sua protettrice. La SDSM, il partito che guida il governo, non si è mai preoccupata in maniera eccessiva delle attività della MPC. Ma il lavoro è lavoro.
Nonostante i buoni rapporti con il governo, la MPC non si è mai costruita l'immagine di un'istituzione vicina al popolo. La dimostrazione migliore di ciò è il modo in cui la MPC si è comportata durante la guerra del 2001. I preti non si sono degnati di dare il proprio aiuto agli sfollati macedoni. A differenza di loro, la El Hilal e altre organizzazioni umanitarie sono sempre state le prime nella distribuzione degli aiuti. La MPC in questo campo non si è mai fatta vedere e non ha mai dato prova di se stessa. Durante la crisi dei profughi non ha dato nemmeno un bicchier d'acqua agli abitanti di Tetovo e di Kumanovo. E quel che è ancora peggio, è stato proprio durante tale periodo che la MPC ha ottenuto i soldi per la costruzione della croce sul monte Vodno. Con i soldi spesi per edificarla la MPC avrebbe potuto probabilmente risolvere i problemi di parte dei profughi. Ma la chiesa si è totalmente dimenticata del popolo. Invece di costruirsi una fiducia tra i fedeli, ha sempre aspettato che fossero le autorità a prendersi cura di loro. Con ogni probabilità questo comportamento ha influito sull'inasprirsi dei problemi con Vraniskovski.
VRANISKOVSKI SI MOLTIPLICA
La MPC doveva fin dall'inizio del problema chiamato Jovan cercare di provare a risolvere il problema senza tante complicazioni. Se fossero organizzati come si deve e disponessero di informazioni su come lavorano i loro preti, i vertici della MPC probabilmente saprebbero cosa accade sul terreno e come agiscono i suoi dipendenti. E avrebbero dovuto chiudere tempestivamente la questione Vraniskovski, ma senza relegarlo a funzioni di minore importanza, per poi infine scomunicarlo.
Tutto questo probabilmente ha diminuito la fiducia nei confronti della MPC e dei suoi vertici. Tutto questo probabilmente ha contribuito all'abbandono da parte di altri trenta monaci.
Se la MPC vuole risolvere il problema con la SPC, e con tutti gli altri fattori di disagio, deve cambiare. In caso contrario il caos proseguirà. E la MPC sarà sempre più lontana dal popolo, con la conseguenza che i piccoli scuotimenti si traformeranno per lei in grandi buchi nell'agire.
Probabilmente non sarà facile risolvere il problema. Soprattutto perché Vraniskovski non è solo nella sua impresa. Dietro di lui c'è la SPC. E dietro la SPC...
Ma se la MPC fosse bene organizzata, e se inoltre per lei gli aspetti spirituali contassero più di quelli materiali, Vraniskovski e i suoi amici diventerebbero un problema facilmente risolvibile. Per essere più precisi, non costituirebbero nemmeno un problema e rimarrebbero solo delle singole persone isolate dalle idee inaccettabili.
La MPC deve costruire una struttura e creare forza nelle proprie fila. Deve risolvere tutti i problemi e chiudere tutti gli scandali che la riguardano, a cominciare da Vraniskovski, fino agli scandali con i monaci, i club in Australia, le manifestazioni demolitrici in Canada... E dovrebbe avere più cura di guadagnarsi la fiducia del popolo. Solo così potrà sopravvivere. Ogni altro modo di agire porterà al suo indebolimento.
(traduzione di Andrea Ferrario)
| Data: 29-01-2004 | | Fonte: "Kapital" |
| Autore: Gordana Stojanovska Icevska |
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