|
|
 |
Gruppo di Vilnius: il giallo della dichiarazione a sostegno degli USA
| Data: 27-02-2003 | | Fonte: "Vjesnik" |
| Autore: Lada Stipic-Niseteo |
|
N.E. BALCANI #626 - BALCANI
27 febbraio 2003
GRUPPO DI VILNIUS: IL GIALLO DELLA DICHIARAZIONE A SOSTEGNO DEGLI USA
di Lada Stipic-Niseteo - ("Vjesnik" [Zagabria], 21 febbraio 2003)
Secondo svariate testimonianze, la dichiarazione dei paesi dell'Europa Orientale e Balcanica a sostegno della linea USA nei confronti dell'Iraq è stata scritta da funzionari USA e, nel caso di alcuni paesi, è stata firmata sotto minaccia
BRUXELLES - Anche se i diplomatici slovacchi e lettoni giurano di essere i principali ideatori e autori della dichiarazione di sostegno alla linea dura americana nei confronti dell'Iraq, dichiarazione recante la firma dei dieci paesi del Gruppo di Vilnius (Albania, Bulgaria, Croazia, Estonia, Lettonia, Lituania, Macedonia, Slovacchia, Slovenia e Romania), secondo svariate fonti di Bruxelles la verità è diversa. Il vero autore è il diplomatico americano Bruce Jackson, il quale ha fatto di tutto affinché la dichiarazione venisse firmata da tutti i dieci paesi, ricorrendo addirittura, secondo quanto si afferma, alle minacce. I paesi che intendono aderire alla NATO, come è noto, non hanno molte possibilità di scelta: la NATO è più necessaria a loro (o alle loro dirigenze) di quanto non lo siano loro alla NATO. L'opinione pubblica internazionale è rimasta scioccata dall'uscita del presidente francese Jacques Chirac, secondo il quale la Francia potrebbe rivedere la propria posizione e, invece di ratificare gli accordi di associazione all'UE siglati con i paesi candidati, potrebbe scegliere la via della ratificazione mediante referendum. Chirac naturalmente non lo farà, in considerazione della necessità di tenere unita l'UE e di rispettare l'obiettivo strategico comune di "ampliare la zona di libertà, stabilità, democrazia e benessere".
Le firme apposte sulla dichiarazione di sostegno del Gruppo di Vilnius coprono tutti i paesi di quest'ultimo, ma sono state ottenute dopo grandi pressioni. Le minacce sono state di tipo diverso a seconda del paese, e per alcuni di essi non vi è stato nemmeno bisogno di pregare o fare opera di convincimento (Slovacchia, Lituania, Lettonia e Bulgaria). Alla Croazia, l'osso duro che non fa parte dei sette paesi ai quali a Praga è stato rivolto l'invito ad aderire alla NATO, a quanto pare è stato detto che la decisione di non firmare la dichiarazione avrebbe causato l'interruzione degli aiuti americani e avrebbe comportato "più problemi con l'Aia", fattori che non sarebbero convenienti per una coalizione di governo per la quale l'entrata nella NATO è un forte asso nella manica, soprattutto nel momento in cui si sta preparando il terreno alle elezioni. E... sì, si potrebbe trovare ancora qualcosa riguardo alle carenze dello stato di diritto. "La firma non vi costa niente, è solo la conferma a principi generali", si sono sentiti dire i rappresentanti croati. Nelle discussioni con i diplomatici croati, a quanto si riferisce, sono emersi anche toni alterati e qualcosa che è stato descritto diplomaticamente come "minacce aperte".
Le firme comunque sono state raccolte. La storia della dichiarazione è una tipica sciarada politica della quale ognuno dà la sua versione. Gli slovacchi affermano di avere avuto l'idea spontaneamente in occasione di una cena alla quale hanno preso parte quasi tutti i paesi del gruppo. A tale cena, svoltasi presso l'ambasciata USA in Slovacchia, ha preso parte, a quanto pare, anche il coordinatore informale della collaborazione del Gruppo di Vilnius con l'amministrazione americana, Bruce Jackson. Quest'ultimo ha dichiarato ad alcuni giornalisti americani di essersi limitato a presenziare alla cena e di non avere nulla a che fare con il testo della dichiarazione. Ma le sue dichiarazioni sono in contraddizione con la versione lituana della storia, nella quale l'americano è il principale autore sia dell'idea che del testo della dichiarazione, soprattutto nelle sue parti più "forti", dove i paesi affermano solennemente di "comprendere la pericolosità della tirannia e che in tale contesto le democrazie hanno il dovere di difendere i valori che condividono". I membri del Gruppo di Vilnius hanno svolto diversi ruoli nella formulazione della dichiarazione, che variano a seconda del paese e della versione per il pubblico. Secondo alcuni, sono stati i candidati baltici a guidare il girotondo, mentre la maggior parte degli altri stati ha contribuito a rifinire la versione finale del testo. I paesi balctici, in particolare la Lettonia, hanno da tempo una cordiale e stretta collaborazione con Jackson, tanto che lo hanno sempre trattato come un consigliere speciale (ruolo che di fatto egli ha). La trojka baltica doveva inoltre ripagare a Washington alcuni debiti di minore e maggiore entità, e quindi la loro firma sulla dichiarazione ha contribuito a diminuire la somma principale del credito. Per motivi analoghi hanno avuto poche esitazioni anche la Bulgaria e la Romania, che si sono poi dovute scontrare con l'ira di Chirac. E' interessante notare come Chirac abbia lasciato il suo regolamento dei conti con i polacchi al proprio... ministro della difesa. Infatti la Polonia ha chiesto all'UE, in occasione del vertice di Copenhagen, fondi aggiuntivi al fine di procedere al più grande shopping di aerei da guerra americani nella storia del paese (abbandonando i propri programmi di sviluppo, ma questa è un'altra parte della storia)...
Bruce Jackson è il tipico esempio di persona potente priva di incarichi ufficiali, ma con una fama di lunga data. Ha fatto parte dei servizi segreti militari americani, è stato funzionario del Partito Repubblicano (contabilità), fautore della linea più di destra (o neoconservativa), successivamente direttore esecutivo addetto alla firma dei contratti militari (tradotto in parole povere: per la vendita di armi americane) presso la Lockheed Martin, nonché funzionario di una merchant bank in un settore specifico della difesa nazionale. I diplomatici della maggior parte dei paesi candidati alla NATO lo ritengono un grande e sincero amico, "uno di noi", come lo ha descritto un diplomatico lituano. La dichiarazione a sostegno dell'opzione militare senza indugi e senza condizioni è stata descritta dai firmatari come un atto di solidarietà nei confronti di un paese che (indubbiamente e indiscutibilmente!) ha fatto molto per liberarli dal giogo russo.
(titolo di "Notizie Est - Balcani")
| Data: 27-02-2003 | | Fonte: "Vjesnik" |
| Autore: Lada Stipic-Niseteo |
|
|
 |

|
 |
 |
Copyright © 1997-2005 Notizie Est. Tutti i diritti riservati
|