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"Governo bulgaro o governo Soros?"
NOTIZIE EST #60 - BULGARIA GOVERNO BULGARO O GOVERNO SOROS? Il miliardario americano George Soros è sempre più attivo sulla scena balcanica, nella quale ha negli ultimi anni particolarmente intensificato la propria presenza nel campo dei media, delle organizzazioni umanitarie e degli apparati statali, spesso in collaborazione diretta con l'amministrazione americana (sono note le sue personali relazioni di amicizia con Madeleine Albright e con il mediatore di Washington nei Balcani Richard Holbrooke, nominato in questi giorni ambasciatore americano presso l'ONU). In Bulgaria, in particolare, Soros è riuscito a ottenere, in prima persona o attraverso le proprie fondazioni, come la "Open Society", una presenza diretta nelle strutture di governo. Indicativa delle modalità di intervento del miliardario americano è una vicenda di cui ha scritto recentemente il settimanale di Sofia "Kapital". Il governo bulgaro ha annunciato pubblicamente la settimana scorsa la decisione di creare una società mista tra l'azienda statale BTK, cioè la Telecom bulgara, e il miliardario americano, per la creazione di un "teleponte" di comunicazione tra la Bulgaria e gli Stati Uniti, il quale permetterebbe alle aziende americane di affidare in tempo reale lavori di elaborazione software agli esperti e poco costosi informatici bulgari. Fin qui nulla di particolarmente nuovo, ma sono i particolari di questa operazione che danno una misura del modo in cui Soros opera. Gli accordi sono stati presi due mesi fa (e tenuti segreti fino a oggi) in occasione di un viaggio ufficiale del premier bulgaro Ivan Kostov negli Stati Uniti, viaggio che è stato finanziato in parte da Soros stesso. Kostov era accompagnato da una delegazione che ha prolungato il proprio soggiorno per trattare direttamente con Soros, formata da: Aleksandar Bozkov, vice-primo ministro, ex esperto di economia della fondazione "Open Society" di Soros; Georgi Prohazki, consulente economico del governo, ex direttore esecutivo di "Open Society"; Grozdan Karadzov, presidente del consiglio di amministrazione della BTK ed ex segretario generale di "Open Society". Il settimanale di Sofia "Kapital" si chiede per quale motivo il governo abbia deciso proprio ora la formazione di una joint venture per la BTK, che dovrà essere privatizzata entro la fine dell'anno e per la quale sarebbe stato più logico lasciare decidere i nuovi proprietari. E' evidente che l'entrata di Soros nella BTK pone quest'ultimo in una posizione ideale per conquistarne il controllo al momento della privatizzazione. Ma non è tutto - la joint venture tra la BTK e il miliardario americano dovrà ricevere l'approvazione definitiva della società finanziaria che gestisce le aziende da privatizzare per conto del governo bulgaro. Questa società è la Deutsche Morgan Grenfell, che è consulente anche per le privatizzazioni in Russia e che nell'autunno scorso ha acquisito il controllo del colosso delle telecomunicazioni russo Svjazinvest nell'ambito di un consorzio guidato da una società di... George Soros. Ovviamente, il vice-primo ministro bulgaro Bozkov ha dichiarato di non vedere alcun conflitto di interessi nelle modalità con le quali è stata creata la joint venture tra BTK e Soros e si è inoltre rifiutato di spiegare perché la decisione è stata presa senza un voto del consiglio di amministrazione della BTK e perché sia stato lui a guidare le trattative, e non l'altro vice-primo ministro, responsabile per le telecomunicazioni, Bakardziev, che, a differenza di Bozkov, non è un ex-membro di "Open Society". L'influenza di Soros in Bulgaria si è fatta particolarmente forte nel 1997, quando la destra è riuscita a fare cadere il governo socialista ed è stato nominato un governo a interim, guidato da un altro membro di primo piano di "Open Society", Stefan Sofijanski, che per tre mesi ha governato in assenza di parlamento e ha avviato tutte le riforme liberistiche che ora il governo Kostov prosegue. (libero riadattamento di A. Ferrario dall'articolo: 'Soros poiska rakata na BTK' di Asen Asenov, pubblicato dal settimanale bulgaro "Kapital", 8-14 giugno 1998) [top]
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