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Traffico di eroina: Albania, il centro d'Europa
| Data: 06-07-2004 | | Fonte: "Panorama", "Shekulli" |
| Autore: V. Karaj, A. Bogdani |
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N.E. BALCANI #825 - ALBANIA
6 luglio 2004
TRAFFICO DI EROINA: ALBANIA, IL CENTRO D’EUROPA
Almeno ogni giorno viene arrestato un trafficante di droga di nazionalità albanese. Emerge così un’organizzazione complessa e internazionale per il commercio di eroina, che coinvolge quotidianamente le due sponde dell’Adriatico, per poi estendersi agli altri paesi consumatori. E secondo l’Agenzia dell’Onu contro la droga, l’Albania resta in Europa lo snodo principale per il narcotraffico. Due articoli che hanno come protagonista l’Albania, l’Adriatico e il traffico di droga - Lucia Pantella
SCOPERTO LO SCHEMA DEL TRAFFICO DI EROINA
di Vladimir Karaj (“Panorama” [Tirana], 27 giugno 2004)
Scoperta la struttura dei trafficanti: capi, intermediari e spacciatori. Secondo la Polizia l’organizzazione agiva direttamente in Italia e in Albania
La Polizia della Procura è riuscita a scoprire lo schema del funzionamento della rete del traffico di eroina. Le indagini della polizia hanno rivelato, in seguito a diverse inchieste, le modalità di azione dell’organizzazione criminale, la cui mente in Albania è Arjan Selimi. Si è fatto riferimento a un organismo che agiva in maniera perfetta, fino a quando è stato scoperto e colpito dalla Procura Antimafia italiana e dalle istituzioni contro il crimine in Albania. Un organismo che, stando alle supposizioni, dovrebbe essere composto da decine di membri, tra i quali finora sono stati arrestate solo 17 persone, mentre gli altri sono stati dichiarati latitanti.
L’organizzazione in Albania
Le fonti della polizia dicono che finora i sospetti per l’identificazione del capobanda cadono su Arjan Selimi, mentre non si esclude la possibilità dell’esistenza di altre persone appartenenti alla cupola del gruppo di narcotrafficanti. Secondo la polizia, era Selimi che con delle telefonate, dava gli ordini e organizzava tutte le attività. Anzi, essi affermano di aver registrato anche le telefonate che quest’ultimo ha effettuato con il telefono di suo cugino, Perikli Dhales.
Gli ordini venivano dati attraverso diverse persone, facenti parte dell’organizzazione per il traffico di eroina. Tuttavia, è stato verificato anche che lo stesso Selimi dirigeva tutti gli altri membri della banda criminale, dallo stadio iniziale, la ricezione della droga, fino al suo trasporto in Italia. Per mezzo degli intermediari selezionati in Italia, egli rendeva possibile il collegamento tra i membri italiani dell’organizzazione, ai quali veniva consegnata l’eroina. Ma, nei paesi vicini e negli altri paesi occidentali, fino agli Stati Uniti, vi erano alcuni membri albanesi dell’organizzazione, i quali distribuivano direttamente la droga. Fino a questo momento è stato reso noto che dopo di lui venivano il figlio di Mehmet Fejzullaj, Blenard, e Petraq Avrami, il più giovane dell’organizzazione e intermediario per l’Italia. Blenard Fejzullaj, dal suo canto, poichè in possesso della Green Card, poteva circolare liberamente negli Stati Uniti, dove, si suppone, avesse il controllo della distribuzione della droga. Avrami invece sembra essere la persona che gestiva i legami e i contatti con i membri del gruppo presente in Italia.
L’organizzazione in Italia
Sembra che la rete dei trafficanti avesse un boss anche sull’altra sponda dell’Adriatico. Si fa riferimento a Federico Bevilacqua, 50 anni, il quale dirigeva il traffico e la distribuzione dell’eroina a Campobasso. La Polizia italiana ha arrestato quest’ultimo insieme ai suoi figli lo stesso giorno in cui l’operazione veniva effettuata in Albania. La Polizia italiana tuttavia ha arrestato e messo in manette anche 10 Albanesi. Nel frattempo i giornali italiani, citando le dichiarazioni della procura di Campobasso, affermano che il capo dell’organizzazione era un albanese di 28 anni, il quale dirigeva la banda dall’Albania, mentre i membri meno influenti del gruppo erano i corrieri e i distributori dell’eroina. Gli arrestati sono Arjan Selimi, Petraq Avrami, Blenard Fejzullaj, Mehmet Fejzullaj, Elis Progrozhda.
Gli italiani: “E’ stata creata una mafia multinazionale”.
Lo sviluppo dell’operazione contemporaneamente in Italia e in Albania, non ha lasciato il tempo ai trafficanti di eroina, dell’uno e dell’altro paese, di allontanarsi e di sfuggire alla giustizia. In Italia la parte più rilevante dell’operazione si è sviluppata nel corso della notte del 22 giugno, così come in Albania, e si è concentrata nella regione del Molise.
Inoltre la scoperta del fatto che le organizzazioni mafiose dei due paesi collaboravano l’una con l’altra, è stata qualificata dagli Italiani come un indice del loro rafforzamento e della creazione di una mafia multietnica. Secondo i giornali italiani, nell’arco di una notte, la polizia è riuscita a mettere in manette 10 Albanesi, sospettati di avere legami con la rete del traffico di eroina, e 2 Italiani, Francesco Bevilacqua e sua figlia Vincenzina. Secondo il giornale “Il Messaggero”, Bevilacqua era la persona che dirigeva e distribuiva gli Albanesi che operavano in questa zona.
Buona parte delle persone arrestate sono state sorprese nel sonno, perciò senza alcuna possibilità di sfuggire alla polizia. L’operazione svoltasi in Italia, è stata organizzata dalla Procura antimafia e messa in pratica dalla polizia, coinvolgendo altre città come Roma, Milano, Termoli e Campomarino. La novità consisteva proprio nella collaborazione tra le cosche mafiose albanesi e italiane. Secondo gli Italiani, il Molise è un paese troppo piccolo per la vendita di una grande quantità di eroina, ma può ben essere usato come centro per l’organizzazione di traffici più estesi mirando alle altre città italiane. In un’inchiesta della DIA (Polizia Italiana Antidroga) di Campobasso, si afferma che per la prima volta è stato scoperto che in questa piccola zona agiscono i grandi boss del narcotraffico.
L’operazione continua
L’operazione, codificata col nome “Kompas”, non ha ancora chiuso il cerchio degli arresti dei membri della rete del traffico di eroina. Secondo le indagini della polizia, sono almeno 5 le persone sulle quali è caduto l’ordine di arresto e che sono ancora ricercate. Per queste ci sono le prove dei loro contatti con i trafficanti. Non è stato ancora specificato se l’operazione si è concentrata nella capitale o nei suoi dintorni, ma si fa riferimento a persone di spicco nel traffico internazionale di droga, che restano sotto inchiesta.
I sequestri dei beni, ancora niente di pubblico
Ancora da verificare le proprietà degli arrestati per traffico internazionale di droga. Finora nulla è stato pubblicato sul sequestro dei beni da parte delle forze di polizia.
ONU: ALBANIA, FONTE DI DROGA
di Arjan Bogdani (“Shekulli” [Tirana], 27 giugno 2004)
Il capo dell’ufficio dell’Onu per il controllo della droga e la prevenzione del crimine, Antonio Maria Costa, ha reso pubblico a Mosca il rapporto per il traffico di droga nel mondo
Il paese più spesso citato in Europa come produttore di cannabis è l’Albania, che provvede al rifornimento dei Balcani e dell’Italia. Così si è espresso Antonio Maria Costa, direttore dell’agenzia delle Nazioni Unite per la droga e il crimine organizzato. Presentando il rapporto sulla droga delle Nazioni Unite durante il vertice di Mosca, Costa ha espresso tutta la sua preoccupazione per il traffico di droga nel mondo. L’Afghanistan resta il principale problema per l’Onu, ma in questo rapporto non è stata risparmiata neanche l’Albania, additata come il principale paese fornitore dell’Italia e dei Balcani. Costa ha aggiunto che, negli ultimi tempi, si è assistito a un’importante novità, vale a dire l’avvicinamento delle bande criminali albanesi del Kosovo, dell’Albania e della Macedonia coinvolte nel traffico di droga. “Ultimamente, questi gruppi di Albanesi controllano la maggior parte del mercato dell’eroina in molti paesi”.
Il narcotraffico
Secondo il rapporto dell’Agenzia dell’Onu, la maggior parte dell’eroina destinata ai paesi occidentali passa dalla Turchia e attraversa i Balcani. Questo mercato è controllato principalmente dai gruppi turchi e curdi. Quanto agli Albanesi, essi controllano il mercato della vendita dell’eroina, soprattutto nei Balcani e in Italia. Diversamente accade con la cannabis. Secondo il rapporto la cannabis viene coltivata in molti paesi dell’Europa, ma il paese più citato per la sua produzione rimane l’Albania.
Non sono mancati i commenti alle dichiarazioni di Costa da parte del governo albanese. Secondo quest’ultimo, infatti, le affermazioni del dirigente dell’Agenzia delle Nazioni Unite si basano i dati del 2002, e non tengono conto dei recenti progressi nella lotta contro il narcotraffico.
(traduzioni dall'albanese di Lucia Pantella)
| Data: 06-07-2004 | | Fonte: "Panorama", "Shekulli" |
| Autore: V. Karaj, A. Bogdani |
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