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"Il governo greco contro i lavoratori immigrati"

Data: 15-07-1999 Fonte: Associated Press, Reuters
Autore: Patrick Quinn

NOTIZIE EST #256 - GRECIA
15 luglio 1999

IL GOVERNO GRECO CONTRO I LAVORATORI IMMIGRATI
di Patrick Quinn - (Associated Press, 7 luglio 1999)


[Il governo greco, mentre se la prende a casa con gli immigrati dall'Albania, continua la propria espansione economica nei Balcani. L'azienda telefonica greca a controllo statale, OTE, dopo avere acquistato nel '97 una importante quota della Telecom serba e nel '98 una quota di controllo della Telecom romena (600 miliardi di lire), ha stipolato questa settimana un accordo per l'acquisto, come capofila di un consorzio con l'olandese KPN, di una quota di controllo della BTK, cioè la Telecom bulgara (950 miliardi) ("Pari", 12 luglio 1999). Il 12 luglio il governo greco ha firmato un accordo di cooperazione con Albania e Macedonia, per svariati grandi progetti, tra i quali un'autostrada che collegherà la Grecia all'Albania e un gasdotto che trasporterà gas proveniente dall'Algeria dal terminale di Atene in Albania ("Stratfor", 12 luglio)]

ATENE - La scena reca un marchio famigliare in una regione abituata alla paranoia etnica: centinaia di stranieri circondati da poliziotti che brandiscono manganelli e fatti marciare in stadi o in strutture al coperto. Solo che il punto caldo dei Balcani è questa volta la Grecia, dove un numero crescente di cittadini ritiene che gli immigrati dall'Albania o da altri paesi mettano in pericolo le loro abitudini di vita. Martedì 6 luglio la polizia ha fatto una retata nelle strade, fermando centinaia di immigrati albanesi legali e illegali per prendere loro le impronte digitali e per verificare i rispettivi documenti. E' stata la seconda retata di questo tipo in meno di una settimana e le autorità hanno detto che continueranno fino a quando gli immigrati illegali - che sono centinaia di migliaia - verranno espulsi dalla Grecia. Ma molti gruppi per i diritti umani e partiti di sinistra hanno accusato il governo socialista di usare le maniere dure con gli stranieri - e con gli albanesi in particolare - allo scopo di placare l'opinione pubblica e dare una spinta alla popolarità in calo dell'amministrazione. "Le immagini che vediamo stanno portando alla criminalizzazione in massa di un'intera comunità", ha detto Gazmen Kaplani, responsabile del Forum per gli immigrati albanesi.

La Coalizione di Sinistra e il Partito Comunista della Grecia accusano il governo di violare i diritti civili fondamentali al fine di calmare l'opinione pubblica. Ma i gruppi conservatori, tra i quali il principale partito dell'opposizione, Nuova Democrazia, dicono che il governo non sta facendo abbastanza. Gli albanesi, che costituiscono la maggioranza dei 650.000 immigrati illegali in Grecia, vengono sempre più accusati di essere colpevoli di quello che viene percepito come un aumento del crimine violento. Ma il rapporto più recente del Ministero dell'ordine pubblico indica che gli stranieri sono responsabili solo del 5 per cento dei reati complessivi. "L'opinione pubblica, alimentata dai media, si è creata artificialmente il problema di una nostra esposizione a rischi per colpa degli immigrati", ha detto Panaghiotis Dimitras, direttore del gruppo per i diritti umani Greek Helsinki Monitor. "Si sceglie apertamente di accettare metodi razzisti per affrontare il razzismo".

Con le nuove misure adottate, nessuno straniero è protetto da interrogatori o dalla detenzione. Le forze di sicurezza hanno compiuto raid nei quartieri abitati dagli immigrati, negli autobus e nella metropolitana, trascinando via con la forza ogni straniero senza documenti di identità. Hanno anche detenuto tutti gli uomini, le donne e i bambini albanesi in possesso di documenti, affermando che era necessario prendere loro le impronte digitali e verificare i rispettivi documenti per vedere se erano falsi. "Ti arrestano insieme a centinaia di altri stranieri come te e ti internano in uno stadio... per metterti paura, per riderti in faccia indipendentemente da tutti i documenti che esibisci, documenti acquisiti dopo interminabili ore di soprusi", ha scritto l'editorialista Pandelis Boukalas sul quotidiano di Atene "Kathimerini". Il Ministro dell'ordine pubblico, Michalis Chrisochoidis, ha cercato di giustificare le detenzioni come misure ragionevoli in un paese che non ha praticamente mai avuto immigrati fino al crollo della Cortina di ferro. Oggi, molti greci ordinari hanno la sensazione che il tessuto culturale e sociale del paese sia sotto assedio. "Mi sembra che si tratti solo di alcune ore di scomodità per un po' di gente, della qual cosa ci scusiamo", ha detto Chrisochoidis. "Ma d'altra parte, la società greca non può vivere nel panico che è stato creato negli ultimi tempi".

Nel corso di una retata di questo tipo, condotta lo scorso fine settimana, circa 800 albanesi sono stati arrestati e rinchiusi - a volte costretti a farlo correndo - in uno stadio di calcio alla periferia della città sotto un solo cocente. La polizia successivamente ha liberato 562 detenuti che avevano documenti di identità e permessi di lavoro. La polizia ne ha deportati 208 che non avevano documenti e ne ha arrestati 18 che avevano documenti falsi. La retata è venuta dopo che il premier Costas Simitis ha approvato l'assunzione di 1.500 nuove unità di polizia di confine e il "congelamento" di un sistema che consente agli immigrati illegali di ottenere permessi di lavoro. "E' ingenuo pensare che così si combatta il crimine. Si sta semplicemente strangolando la vita pubblica e completando la ghettizzazione della nostra comunità", ha detto Kaplani.


LA GRECIA ESPELLE CIRCA 2.000 IMMIGRATI ALBANESI
(Reuters, 7 luglio 1999)


KAKAVIJE, Albania - La Grecia ha deportato circa 2.000 albanesi dall'inizio del mese a oggi, in un evidente sforzo per mettere fine all'immigrazione illegale e al crimine, ha riferito il 7 luglio la polizia albanese. L'attuale ondata di deportazioni ha avuto il suo picco massimo martedì 6 luglio, quando le persone espulse sono state circa 1.000. Molti hanno affermato di essere stati deportati illegittimamente, dato che i loro visti e i loro permessi di soggiorno erano validi. "Abbiamo verificato i documenti di circa 200 persone e abbiamo riscontrato che metà di esse avevano documenti regolari", ha detto Gezim Gjermeni, il vicecapo della polizia albanese al valico di confine di Kakavije, nell'Albania del sud.

La Grecia, l'unico membro dell'UE che ha un confine di terra con l'Albania, di norma deporta da 50 a 60 immigrati illegali al giorno. Il 1° luglio, le autorità greche hanno cominciato ad espellere gli immigrati albanesi in un numero compreso tra 100 e 400 al giorno, e funzionari albanesi hanno descritto l'attuale entità di espulsioni giornaliere come "massiccia". Alcuni deportati, che erano stati rinchiusi in celle di isolamento nelle principali città della Grecia, hanno detto di essere stati maltrattati. Altri hanno detto che la polizia greca che scortava gli autobus delle prigioni con i quali sono stati trasportati ha detto loro che ora in Grecia c'è solo posto per i fratelli serbi ortodossi, e che gli albanesi se ne devono andare dai loro connazionali in Kosovo. Molti deportati hanno affermano che poliziotti greci hanno detto loro cose come: "Andatevene ed emigrate in Kosovo. Ora qui c'è solo posto per gli immigrati dalla Serbia. Andate a cercare lavoro dalla NATO". [...]

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Data: 15-07-1999 Fonte: Associated Press, Reuters
Autore: Patrick Quinn





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