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"Disoccupazione, corruzione e banche"

Data: 23-06-2000 Fonte: "Monitor", AIM, "Sega"
Autore: Autori vari

NOTIZIE EST #337 - BULGARIA
23 giugno 2000


DISOCCUPAZIONE, BANCHE E CORRUZIONE

[
Negli ultimi mesi la crisi in Bulgaria si è fatta sempre più profonda, sia a livello economico sia a livello politico. Avevamo accennato di sfuggita in altri materiali alle forti spaccature all'interno del governo della SDS e alle lotte intestine a suon di dossier, cui si sono aggiunte accuse di oscuri intenti golpistici e un tira e molla tra governo e presidenza della repubblica sulla riforma dell'esercito. Qui sotto riportiamo tre materiali, che danno almeno un'idea sulla situazione attuale. Il primo è sul crollo della situazione sociale nel paese, il secondo sulla "esclusione dal giro" di uno dei boss della SDS, Aleksandar Bozkov, mentre il terzo è un aggiornamento sull'acquisto della Bulbank, la maggiore banca bulgara, da parte dell'italiana UniCredito (si veda "Notizie Est" #332, 13 giugno 2000) e sui retroscena "milanesi" che coinvolgono la figlia del premier Kostov - a.f.]

LA SITUAZIONE STA PRECIPITANDO
di Anelija Ivanceva - ("Monitor" [Sofia], 21 giugno 2000)


La situazione va verso il precipizio, dopo che da lungo tempo è stata sottoposta a colpi da tutte le parti. Negli ultimi tempi al premier Kostov non accade nulla di buono. A tale punto nulla di buono che non ha più nemmeno la forza di guardare il nostro stato dall'alto del suo aereo e di dire che meraviglioso giardino è diventato sotto il suo governo "blu" [il colore della SDS, che guida l'attuale governo - N.d.T.]. E cosa mai si può ormai ammirare (anche dall'alto del cielo) se addirittura i dati forzatamente addomesticati dell'Istituto di Statistica Nazionale (NSI) disegnano a tratti sempre più chiari un quadro da fare spavento. In questi giorni, secondo un'indagine condotta dal NSI sui budget delle famiglie, si è giunti alla conclusione che il bulgaro medio mangia sempre meno. Non perché si è messo da solo a dieta seguendo l'esempio del primo ministro e di sua moglie, ma perché vi è costretto. E non sono privazioni che riguardano solo qualche "extra" come la carne, il latte, la frutta, la verdura e altri prodotti alimentari "di lusso". Le tasche vuote del bulgaro medio, infatti, lo costringono a ridurre drasticamente perfino il consumo di pane. Le statistiche indicano che nel nostro paese da lungo tempo non si consumavano così pochi generi di prima necessità, come avviene oggi. Il livello di vita dei bulgari è tornato a essere quello del 1965, quando, come si ricorda ancora gran parte della popolazione, ci eravamo avviati sulla via della costruzione della società socialista, "dopo il periodo di transizione dal capitalismo al socialismo", ma ancora un bel po' prima che l'edificazione della società socialista avesse preso il via. Così oggi veniamo nuovamente rispediti al livello di vita di 35 anni fa, nelle fasi precoci del socialismo. Con il piccolo particolare che la quantità di carne che il bulgaro medio consumava allora rimane identica (poco più di 3 kg. al mese), mentre il consumo di pane è diverso. E' diminuito di due volte rispetto ai 22,12 kg. in media per persona del 1965. Perfino nel difficile biennio 1989-1990 mangiavamo 2 kg. al mese di pane e verdura fresca in più. Tutto questo i nostri governanti lo sanno. L'unico loro problema, come è diventato chiaro già a febbraio, è stabilire se siamo poveri o molto poveri. In quell'occasione l'élite "blu" ha optato per la definizione di "poveri". Ora tuttavia emerge dai dati del NSI che il bulgaro medio (cioè la stragrande maggioranza della nazione) non è povero, bensì letteralmente allo stremo. Ma perfino questo non suonerebbe così tremendamente, se non ci fosse la presa in giro da parte delle forze di governo. Il più grande colpevole della spaventevole diminuzione del potere di acquisto dei bulgari è la disoccupazione. E i governanti lo sanno. Lo stesso Kostov la ha definita più volte come il problema maggiore. Ma è una vera presa in giro mentire nel "Programma 2001", appena riscritto, affermando che si conta sull'apertura di 250.000 posti di lavoro e alcuni mesi dopo uscire fuori con qualche giustificazione alla bell'e meglio e porre delle condizioni per quanto è già stato promesso. L'altroieri siamo venuti a sapere che secondo le attuali previsioni il prodotto interno lordo andrà a colpire l'obiettivo di 25,5 miliardi di lev [un lev è pari all'incirca a 1.000 lire italiane - N.d.T.]. Allora il governo, si dice, potrà finalmente reindirizzare i propri sforzi verso la risoluzione del problema della disoccupazione e lo stimolo alla creazione di nuovi posti di lavoro. Ma nonostante il PIL continui ad aumentare, il galoppo della disoccupazione rimane da vero "campione". Il numero delle persone rimaste senza lavoro è aumentato in Bulgaria del 40% in un anno [secondo gli ultimi dati la disoccupazione ufficiale è al 19%, rispetto al 13% circa di un anno fa - N.d.T.]. I disoccupati registrati sono oltre 700.000. "La disoccupazione in Bulgaria è qualcosa che dovrebbe spaventare ogni politico", ha scritto l'autorevole pubblicazione britannica "Economist Intelligence Unit" nel suo ultimo rapporto sul nostro paese. I politici bulgari tuttavia non si spaventano. In realtà non gliene frega un bel niente. Sarà interessante vedere, però, quanti dei disoccupati e degli affamati si metteranno in fila per andare a votare.


PURGA TRA I LEADER DELLA COALIZIONE GOVERNATIVA DI SOFIA
di Georgi Filipov - (AIM Sofia, 16 giugno 2000)


Il presidente del consiglio bulgaro, Ivan Kostov, ha sollevato dal proprio incarico il responsabile delle trattive con l'UE, Aleksandar Bozkov. Si ritiene che il congedo da uno dei politici più noti dell'Unione delle Forze Democratiche (SDS) sia l'ultimo di una serie di passi contro la corruzione ai vertici del governo bulgaro. Il futuro di Bozkov verrà deciso dalla magistratura, che esaminerà il suo operato in qualità di ministro dell'industria nell'esecutivo formato dalla SDS dal 1997 al dicembre 2000, quando è stato assegnato a tale carica "europea".

Ivan Kostov ha pregato ufficialmente Bozkov di dare le dimissioni solo alcuni giorno dopo che il responsabile delle trattative aveva fatto rapporto sulla chiusura dei primi quattro capitoli delle trattative per l'ammissione all'UE. Il lavoro evidentemente buono e rapido nelle trattative con l'UE non è stato sufficiente a correggere la cattiva immagine di Bozkov conseguente agli scandali con i quali il suo nome ormai da tre anni viene messo coostantemente in relazione.

Aleksandar Bozkov è uno dei leader "blu" che ha acquisito più rapidamente la fama di ministro che ha sfruttato la propria posizione personale per arricchirsi. In breve tempo gli è stato affibbiato il soprannome di "Mister 10%" a causa della sua tendenza a cercare di ottenere una commissione per ogni affare che richiedeva la sua firma. Negli ultimi mesi, prima di essere trasferito alla sezione per le trattative con l'UE, i bulgari lo conoscevano ormai con il nomignolo di "Mister 20%". I sospetti di malversazioni finanziarie non sono comunque stati provati. Indipendentemente da ciò, Bozkov in occasione del rimpasto di governo del dicembre 1999 è rimasto fuori dal governo e poco dopo è stato lasciato fuori anche dagli organi esecutivi della SDS.

Oggi, sei mesi più tardi, il successore di Bozkov, Petar Zotev, ha accusato l'ex ministro di abuso d'ufficio. Contro Bozkov è stata aperta un'indagine che deve confermare quale sia la sua partecipazione all'emissione con modalità illegali di buoni di compensazione che secondo la legge sulle compensazioni spettano ai proprietari di beni statalizzati. Tali buoni vengono rilasciati ai proprietari, o ai rispettivi eredi, in relazione alle imprese che dopo il 9 settembre 1944 sono state sequestrate "a favore del potere popolare". Con tali buoni ora si può partecipare alla privatizzazione delle aziende statali.

Alle imprese illegali del ministro ha partecipato anche il suo viceministro Edit Getova, sulla quale già da molto tempo pesavano sospetti di corruzione. Un controllo ha dimostrato che i due hanno rilasciato buoni di compensazione che superano di 250 volte il valore reale della ditta "Strug - Vagan - Engibarov" statalizzata a suo tempo. Getova ha stilato un rapporto secondo il quale all'erede Anzel Engibarova-Smit doveva essere data una compensazione del valore di 78 milioni di marchi, invece che di 310.000 marchi. Indipendentemente dall'entità del danno confermato per tali casi di emissione di buoni, su tale documento si trova la firma di Aleksandar Bozkov.

Proprio nel medesimo periodo il ministero dell'industria ha adottato un paio di decisioni che consentono una maggiore libertà nello scambio dei buoni di compensazione e così il loro valore ha fatto un balzo verso l'alto. Engibarova-Smit ha venduto gran parte dei buoni alla ditta dei fratelli Dzankovi, che a loro volta li hanno utilizzati per partecipare alla privatizzazione dello stabilimento di macinazione di Sofia. Hanno vinto il concorso e hanno pagato l'intero prezzo con tali buoni, e così lo stato non ha ottenuto quasi nulla, in termini di somme reali, dalla vendita dello stabilimento. E' interessante notare il particolare che nel concorso la ditta dei fratelli Dzankovi aveva avuto la meglio su un'azienda greca. La settimana scorsa, tuttavia, la medesima azienda greca, la Lulis, ha comunque acquistato lo stabilimento di macinatura e i due fratelli hanno così realizzato un consistente profitto.

Quale è stato il vantaggio che Getova e Bozkov hanno tratto da tale emissione illegale di buoni di compensazione è qualcosa che dovrà essere chiarito dagli organi competenti della magistratura. Quello che è allarmante è il fatto che, evidentemente, non si tratta di un caso isolato, bensì di una delle molte occasioni in cui esponenti dell'alta dirigenza della SDS hanno abusato della propria carica d'ufficio per portare a termine affari sfavorevoli per lo stato o per adottare decisioni illegittime.

La decisione di Kostov tuttavia è indicativa. La questione dell'esistenza della corruzione ai vertici dello stato è stata portata all'ordine del giorno sei mesi fa da parte del presidente del paese, Petar Stojanov, nonché dagli oppositori politici della SDS. I dubbi sulle azioni illegittime dei membri dell'esecutivo gettano un'ombra sull'immagine del governo, che è drasticamente peggiorata tra gli elettori, sempre meno fiduciosi nei confronti dell'esecutivo. In tutti i casi in cui si è cercato di trovare una risposta alla domanda sull'esistenza della corruzione, Kostov ha difeso i suoi collaboratori. Ha rimosso dalla loro carica solo due di essi, noti entrambi come "M.M." - si tratta del responsabile del centro stampa del governo, Mihail Mihajlov, e dell'ex viceministro dell'industria, Marin Marinov, perché erano sospettati di corruzione. La decisione di sollevarli dall'incarico ha validità temporanea, fino a quando non verranno portate a termine le verifiche delle autorità che conducono le indagini. Nel caso di Bozkov, tuttavia, Kostov ha dato prova di una maggiore decisione nel fare i conti con alcuni dei leader "blu" che violano la legge.

Non è chiaro quale sarà il contrattacco di Bozkov, che è una delle persone più influenti nella SDS. Per molto tempo si è pensato che Kostov non avrebbe potuto fare i conti con lui per svariati motivi, addirittura solo per il fatto che è l'unico nel governo che parla fluentemente l'inglese. Bozkov manteneva i contatti con il FMI. Era anche un esponente della lobby ebrea che il premier sicuramente non desidera perdere. E, non all'ultimo posto, Bozkov ha condotto la maggior parte del processo di privatizzazione delle imprese statali. Egli controlla leve economiche che, in caso di eventuali attriti tra singole personalità della SDS, e al di fuori di essa, potrebbero svolgere un importante ruolo.

Comunque, se non riuscirà a migliorare la propria immagine, il partito di governo rischia di perdere le elezioni politiche dell'anno prossimo. Le istituzioni finanziarie internazionali, da parte loro, premono anch'esse affinché il governo risolva il problema della corruzione. In caso contrario Kostov potrebbere perdere anche il loro sostegno. Egli ha già avviato una guerra con un altro noto ministro, estromesso con il rimpasto di governo del dicembre scorso: Evgenij Bakardziev. Non è chiaro se riuscirà ad arrivare fino in fondo con tanti avversari. Sembrerebbe, a uno sguardo superficiale, che egli possa contare sul sostegno del presidente Petar Stojanov, che gode di un'alta fiducia nella società ed è stato il primo a sollevare la questione di una pulizia tra le fila dei "blu".

All'interno della SDS c'è odore di guerra, a meno che le recenti decisioni non siano solo un tentativo di gettare polvere negli occhi degli elettori, in funzione di qualche compromesso politico.


KOSTOV, SUA FIGLIA, L'UNIVERSITA' BOCCONI E LA UNICREDITO
(da "Sega", 15 giugno 2000)

Alessandro Profumo, direttore del gruppo finanziario UniCredito Italiano, prescelto come acquirente preferito per la Bulbank, è membro del consiglio di amministrazione della SDA, la scuola di business e management della prestigiosa università milanese di Economia "Bocconi", dove studia la figlia maggiore del premier Ivan Kostov, Jana Kostova. Lo riporta la nota biografica su Profumo fornita ai giornalisti bulgari. "Davvero? E' assurdo", ha dichiarato il premier Kostov. Egli ha affermato che non sapeva del legame. Sua figlia si è presentata agli esami, ha aggiunto. Nel sito Internet della scuola si scrive che essa ha prestato servizi alla Bulgaria. Molti degli insegnanti di ruolo hanno partecipato all'elaborazione di progetti di privatizzazione per il nostro paese. "Voglio capire in che misura e dove esattamente è stata data una tangente per la Bulbank. Si è trattato di una cifra compresa tra 50 e 100 milioni di dollari? Che il premier risponda", si è chiesto alcuni giorni fa l'ex ministro degli interni Bogomil Bonev [estromesso anch'egli, come Bozkov e Bakardziev, in occasione del rimpasto di governo del dicembre scorso - N.d.T.]. Dopo avere chiesto come stanno le cose con le commissioni, egli ha aggiunto: "Perché, se no, essere primo ministro di uno stato sperduto in fondo alla penisola balcanica?". La UniCredito si è guadagnata la Bulbank per un prezzo di 350 milioni di euro, di cui il 5% verrà tenuto bloccato su un conto fiduciario. L'offerta del secondo candidato, la Canovas, è di 333 milioni di euro, che verrebbero pagati immediatamente. Il vicepremier Zotev ha rifiutato di spiegare perché solo la UniCredito ha diritto a un conto fiduciario. La Canovas, legata alla famiglia greca Vardinojanis, ha accusato la Commissione di consolidamento delle banche (BKK) di averla ingannata. "7-8 volte la BKK ha ripetuto categoricamente che il prezzo della Bulbank avrebbe dovuto essere pagato in contanti. Se ci fosse stata offerta la possibilità di un conto fiduciario, la nostra offerta sarebbe stata decisamente più alta", ha spiegato Pavlos Vardinojanis. La vendita della Bulbank doveva essere conclusa il 15 giugno, ma successivamente il termine è stato prorogato e il contratto probabilmente verrà firmato all'inizio di luglio. Come Jana Kostova sia arrivata alla prestigiosa università milanese Bocconi rimane anch'esso avvolto nella nebbia. In linea di principio, l'università accetta 180 stranieri all'anno, metà dei quali da paesi dell'UE. Vi è una difficile prova di ammissione. "Io studiavo diritto a Blagoevgrad e mi sono resa conto che in realtà non volevo studiare diritto, bensì finanze", ha spiegato la figlia del premier al giornale "Trud", quando è venuta in Bulgaria per l'iniziativa "Pasqua bulgara" organizzata da suo padre. "Ho una piccola borsa di studio, ma non è dell'università. Viene da una società italiana, con la quale ho firmato un contratto", ha detto ancora la signorina Kostova. La figlia del primo ministro non ha spiegato quale società la paga per studiare finanze. L'opposizione si prepara a presentare in Parlamento un'interrogazione sul premier e sul legame tra la sua famiglia e società italiane candidate alle privatizzazioni in Bulgaria. (titolo di "Notizie Est")



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Data: 23-06-2000 Fonte: "Monitor", AIM, "Sega"
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