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Verso quale Europa?

Data: 09-06-2004 Fonte: "To Vima", "Politis"
Autore: S. Psycharis, C. Stilianidis

N.E. BALCANI #814 - GRECIA/CIPRO
9 giugno 2004


VERSO QUALE EUROPA?

All’appuntamento del 12 e 13 giugno si avvicinano in modo diverso i due paesi di lingua greca dell’Unione. La Grecia, ormai una veterana, si prepara con la calma della signora disincantata, che vede proiettarsi in quest’agone internazionale le proprie battaglie politiche interne. Ed è questo che l’editoriale di “To Vima” si sofferma vivamente a criticare. Cipro, invece, lucida le proprie frecce con l’emozione e l’entusiasmo del debuttante, convinto di scoccarle nella giusta direzione, in linea con gli obiettivi futuri dell’UE. Leggendo gli articoli qui sotto riportati, sorge legittimamente un dubbio: il tanto decantato percorso comune europeo è veramente così comune?
- Antonio Frate


QUALE SIGNIFICATO HA IL VOTO PER LE ELEZIONI EUROPEE?
Di Stavros Psychàris ("To Vima" [Atene], 06-06-2004)


Da quanto pubblicato sulla stampa dei principali paesi coinvolti nella tornata elettorale europea, emerge la stessa ed unica constatazione: ai cittadini non interessa nulla di queste elezioni. Questo è ancora più sensazionale visto che Bruxelles gioca un ruolo crescente nello sviluppo e nel controllo (principalmente della sfera economica) dei paesi membri dell’Unione Europea. Se ora ci mettiamo anche i problemi di “integrazione”, dovuti all’ingresso dei nuovi stati, cui si aggiunge il problema dell’ingresso della Turchia, paese islamico, è chiaro che il futuro dell’UE si prospetta molto critico. E la Grecia? Questo disinteresse non turba in modo particolare i nostri elettori. Ben più importante il risultato che otterranno PASOK e ND rispetto alle precedenti elezioni europee. In realtà ai greci, più che vedere “un semplice elenco di candidati”, preme la risposta a un solo quesito: quale sarà la condotta europea di ogni partito in lizza? Come fronteggiare la politica agricola di ogni paese dell’UE, e tanti altri temi inerenti le attività produttive nazionali, queste erano le questioni che dovevano spingere tanto Karamanlìs quanto Papandreu ad esporsi sulla linea che avrebbero seguito i loro rappresentanti al Parlamento Europeo. Questa lacuna deve essere colmata domenica prossima in modo che il voto abbia un connotato europeo e non strettamente partitico e localizzato.


LA COSTITUZIONE EUROPEA ED IL RUOLO DELL’EUROPARLAMENTARE
Di Christos Stilianìdis (candidato del partito Cipro Europea)
("Polìtis" [Nicosìa], 06/06/2004)


Non c’è dubbio che la conferenza intergovernativa, iniziata ad aprile, è, per il futuro dell’UE, la più importante mai svoltasi sino ad ora. E questo perché dovrà definire, tra le molte altre cose, il percorso che seguirà la casa comune europea. La figura dell’europarlamentare è in via di forte ridefinizione. L’introduzione della costituzione europea, rafforzando l’istituzione parlamentare, di rimando inevitabilmente renderà sempre più importante il ruolo dei suoi membri. La nuova fisionomia dell’UE rafforzerà tanto il ruolo dell’europarlamentare quanto quello dello stato membro nonché della stessa Europa nello scenario internazionale.

La Convenzione dei Diritti Fondamentali è forse la novità più importante in quanto trasformerà il cittadino europeo in vero e proprio protagonista. Specialmente per i piccoli stati come Cipro il ruolo dell’europarlamentare sarà quello di assicurare la partecipazione del proprio stato al processo di dedcision making. Non solo: ma dovrà dimostrare di avere le capacità di assicurare la difesa del modello sociale europeo.

Il prossimo Parlamento sarà quello chiamato a rispondere a queste nuove responsabilità. Questa è la convinzione di “Cipro Europea” (partito candidato - n.d.t.), quella di dare il proprio contributo alla costruzione di fondamenta solide per la nuova Europa.

(Traduzione dal greco di Antonio Frate).

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Data: 09-06-2004 Fonte: "To Vima", "Politis"
Autore: S. Psycharis, C. Stilianidis





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