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Petrolio e tabacco nelle privatizzazioni
| Data: 12-09-2003 | | Fonte: "Danas" |
| Autore: Danas |
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N.E. BALCANI #693 - SERBIA-MONTENEGRO
12 settembre 2003
PETROLIO E TABACCO NELLE PRIVATIZZAZIONI
(due traduzioni di Lorenzo Guglielmi da "Danas")
LA VENDITA DELLA “BEOPETROL” ALLA COMPAGNIA RUSSA “LUKOIL”
(di Milan Miloradovic e R.Sinik - "Danas" [Belgrado], 27 agosto 2003)
La compagnia croata “Ina” – che era in partnernariato economico con i serbi nella ex Jugoslavia - cercherà la strada dell’arbitrato internazionale
Belgrado – La compagnia petrolifera croata “INA” continuerà a battersi con tutti i suoi mezzi legali e giudiziari per affermare i suoi diritti sulla “Beopetrol” e, se sarà necessario, ricorrerà a un arbitrato internazionale. L’“INA” punta l’indice sulla “Beopetrol” - anche se l’Agenzia per le privatizzazioni ha reso noto che nel tender per la privatizzazione la compagnia petrolifera russa “Lukoil” ha vinto circa l’80% del capitale - si sottolinea nel comunicato che è giunto alla sede del giornale “Danas” dall’ “INA”.
“ Non rinunceremo a un patrimonio che riteniamo ci appartenga. Stiamo aspettando che per lo stesso principio in forza del quale ci saranno restituite le proprietà in Kosovo – 27 pompe di benzina e i magazzini- ci sarà restituita anche la “Beopetrol”.
Con i rappresentanti del Governo serbo di recente si era convenuto di sbarazzarsi del problema con la costituzione di una azienda comune”, dice l’“INA” nel comunicato. Il Ministro per le privatizzazioni Aleksandar Vlahovic, dopo la pubblicazione dell’offerta per il tender, aveva ricordato che le richieste dell’ “INA” non frenavano la privatizzazione della “Beopetrol”.
“I nostri legali hanno esaminato a fondo ogni cosa e per noi la situazione è pienamente chiara. La Beopetrol s’era separata dall’ INA legalmente prima della dissoluzione della Jugoslavia socialista”, ha detto Vlahovic, aggiungendo che la “Beopetrol” non è quota della successione dei membri degli ex-stati”.
L’amministrazione dell’ “INA” intanto afferma che la Beopetrol è stata creata mediante l'appropriazione di 187 pompe di benzina registrate INA, e che la compagnia croata adesso sta aspettando che Serbia e Montenegro restituiscano tale patrimonio, nel processo di successione. A suo tempo si era speculato sul fatto che l’ ”INA” aveva dato il suo consenso per la vendita della Beopetrol in permuta con una quota di proprietà sull’opera dell’oleodotto Adriatico che attraversa la Vojvodina, ma i vertici dell’INA più tardi hanno smentito.
Piu’ di un decennio fa (anno 1990) un problema particolare era rappresentato dalla proprietà sociale delle ex repubbliche jugoslave che stavano “in rapporti di vicinato”. Vale a dire, tutte le ex repubbliche (a eccezione della Macedonia), avevano assorbito silenziosamente la proprietà sociale esistente sul proprio territorio con atti di decreto o leggi. La Croazia ha dichiarato l’INA proprietà dello stato come anche tutte le altre aziende a proprietà sociale nel 1990.
Immediatamente prima dell’inizio della dissoluzione della Repubblica Federale Socialista di Jugoslavia nell’anno 1991, l'allora governo della repubblica aveva emanato due decreti: il Decreto di interdizione dell’alienazione dei beni immobili in proprietà sociale che appartenevano a imprese con sede fuori della Serbia e il Decreto sull’organizzazione delle filiali di imprese con sede nel territorio di una qualche altra repubblica. In quell'occasione tutte le filiali di imprese delle altre repubbliche sono state trasformate in soggetti economici speciali. In tutti i successivi incontri, lo scontro principale ha riguardato la questione del diritto di proprietà sull’ex patrimonio comune, e tra le altre cose anche sulla restante proprietà sulla Beopetrol.
L'allora "OOUR INA", cioè la filiale dell'impresa croata sul territorio della repubblica di Serbia è stata trasformata in un'impresa indipendente nell’anno 1990 tramite una scorporazione dalla casa madre. Tutto ciò è stato fatto in conformità alle leggi allora in vigore e non rappresenta un caso isolato.
LUKOIL: i Balcani sono la prima delle priorità.
(da "Danas" [Belgrado], 27 agosto 2003)
Il vice presidente della compagnia petrolifera “Lukoil”, Leonid Fedun, ha espresso l'opinione che le probabilità di una sottoscrizione del contratto di acquisto della “Beopetrol” sono molto alte, dopo la vittoria nel tender. Per la “Lukoil” i Balcani sono una delle aree fondamentali per la vendita dei prodotti petroliferi, poiché nella regione si trova la raffineria “Neftohim”, di proprietà “Lukoil”, ha affermato Fedun al quotidiano moscovita Vedomost. Ha poi aggiunto che la compagnia possiede già all’incirca 1.100 stazioni di benzina nell’Europa orientale e che, se l’acquisto della Beopetrol si concluderà con successo, verrà messo in atto un piano per aprire altre 500 stazioni.
LE NUOVE DISPOSIZIONI SULLE ATTIVITA’ DEL TABACCO E LE LICENZE ESCLUSIVE PER LA DIV (American British Tabacco) E LA DIN (Philip Morris)
(da "Danas" [Belgrado], 27 agosto 2003)
Una privatizzazione con la garanzia di duopolio fino al 3 gennaio per i due nuovi proprietari- colossi multinazionali. L’ ultima dichiarazione di Ivan Begovic, direttore dell’ Agenzia per il tabacco.
Belgrado - Il 6 settembre 2003 scade il termine per l’adeguamento dei commercianti e lavoratori del tabacco alle nuove condizioni della gestione degli affari nel settore. Questo significa che nei sei mesi passati (la Legge sul tabacco è entrata in vigore in marzo) tutti gli operatori che partecipano al mercato e lavorano il tabacco hanno dovuto prepararsi all’applicazione della nuova legge, ha detto ieri Vladan Begovic, neo-istituito direttore dell’Agenzia per il tabacco, durante la conferenza stampa tenutasi presso la Camera dell’Economia della Serbia.
Egli ha ricordato che, per coloro che non si saranno adeguati alle disposizioni della nuova legge e in relazione ad essa non avranno acquisito le indispensabili licenze per l’esercizio delle attività di produzione, sono prescritte sanzioni sulla lavorazione e il commercio del tabacco e la vendita verrà considerata irregolare. “Le licenze ottenute riguardano in particolare gli operatori del commercio al minuto, che in questo momento sono circa trentamila, perché le richieste per l’ottenimento della licenza inviate all’Agenzia saranno approvate attraverso le imprese che vendono all’ingrosso, che sono tra 300 e 400. Si sta aspettando che con l’applicazione della nuova legge il loro numero si riduca da dieci a venti, dal momento che non tutti potranno soddisfare i criteri prefissati. La regolamentazione di questa importante attività rientrerà nelle competenze di tre ministeri – finanza, commercio e sanità” – ha sottolineato Begovic e ha ricordato che nei prossimi due mesi avranno valore le disposizioni provvisorie, per le quali è indispensabile pagare una tassa sul guadagno di cento dinari, un indennizzo per l’impianto da 3000 dinari, e una tassa per l’iscrizione nel registro.
Begovic ha anche fatto sapere che soltanto due aziende avranno per il momento la licenza di produzione del tabacco, la DIN di Nis e la DIV di Vranje. I restanti soggetti potranno ottenere questa licenza soltanto dopo il tre gennaio dell’anno 2005. Condizione per ottenere la licenza è che l’attuale produttore si sia occupato di tale attività da un periodo precedente al primo gennaio 2002.
Radoslav Veselinovic, presidente della Camera dell’Economia della Serbia, s’è impegnato per una rigorosa applicazione della Legge sul tabacco, ponendo l’accento in particolar modo sull’elemento fiscale del commercio del tabacco e tenendo presente, riguardo all'intera faccenda, l’aspetto del bilancio statale.
| Data: 12-09-2003 | | Fonte: "Danas" |
| Autore: Danas |
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