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"Tutti gli uomini del presidente"

Data: 17-02-2001 Fonte: "Reporter"
Autore: Milan Becejic

NOTIZIE EST #403 - SERBIA/MONTENEGRO
17 febbraio 2001


TUTTI GLI UOMINI DEL PRESIDENTE
di Milan Becejic - ("Reporter", 13 febbraio 2001)


I settori più informati dell'opinione pubblica della Serbia sono rimasti abbastanza sorpresi dalla composizione del gabinetto di consiglieri del presidente Vojislav Kostunica. Non vi sono dubbi che si tratti di persone esperte in singoli campi di competenza del capo dello stato, ma la scelta del Predrag Simic e di Aleksandar Tijanic, in particolare, è abbastanza preoccupante se si tiene conto dei loro passati "successi". Simic, nella sua veste di consigliere di Vuk Draskovic, ha fatto davvero poco affinché il leader del SPO rispondesse del suicidio politico, soprattutto se si pensa che l'autorità di Simic è stata di gran lunga maggiore di quella degli altri consiglieri di Vuk, senza tenere poi conto del fatto che si occupava di problemi di politica estera. In generale, avrebbe almeno dovuto prendere le distanze dalla posizione del SPO secondo cui l'unico che poteva trarre vantaggio dalle elezioni di settembre era Milosevic e che tali elezioni lo avrebbero rafforzato. In genere si ritiene che i consiglieri politici non dovrebbero formulare delle valutazioni così drasticamente sbagliate. Tra i membri del gabinetto di Kostunica risalta con evidenza la presenza di persone della cerchia di Bogoljub Karic [miliardario in passato vicino a Milosevic; del suo gruppo imprenditoriale e mediatico BK ("Fratelli Karic") fanno parte anche il fratello e altri parenti - N.d.T.]. Persone informate hanno rilevato verso la metà di gennaio un intensificarsi delle visite di Sreten Karic nell'edificio del SIV e tale insistenza ha evidentemente dato come frutto l'entrata di Tijanic nel team di Kostunica. Parallelamente, Tijanic si è insediato al posto di vicepresidente della società BK che controlla i media [Tijanic è molto noto al pubblico serbo: è stato ministro dell'informazione sotto Milosevic, con il quale è poi entrato in conflitto; è stato editorialista del "Dnevni Telegraf" di Curuvija, giornalista anch'egli ex "pupillo" della famiglia Milosevic, ucciso nel 1999; Tijanic ha inoltre rivestito per un solo giorno la carica di direttore di "Politika", dopo la svolta del 5 ottobre, e ha dovuto rinunciare all'incarico a causa delle lotte intestine nella DOS, all'interno della quale egli è un aperto sostenitore di Kostunica e oppositore di Djindjic - N.d.T.]. Oltre a quella di Dragan Duric e Gradimir Nalic, la presenza di persone della cerchia che gravita intorno ai Karic, e questo proprio nel momento in cui gli USA con "sanzioni mirate" lasciano nell'elenco degli indesiderati anche Bogoljub Karic, si fa davvero notare. Un'altra caratteristica del gabinetto di Kostunica è il suo orientamento nazionale, cosa che in fin dei conti corrisponde alla sensibilità del presidente stesso. Nonostante Svetozar Stojanovic abbia negato di essere un "consigliere-ombra" del presidente è difficile sfuggire alla sensazione che sia lui che Slobodan Samardzic siano un "pacco dono" di Dobrica Cosic. Andrebbe ricordato che il presidente Kostunica, dopo il rivolgimento politico ha dato istruzioni ai propri uomini nella DSS di non accettare dopo il 5 ottobre alcun nuovo membro in tale partito senza averne prima verificato la biografia politica. Perché in occasione della formazione del proprio gabinetto non abbia applicato gli stessi parametri, solo lui lo sa. Non è da escludersi che in un'équipe di Kostunica selezionata in questo modo vi siano anche dei controspioni nascosti di Zoran Djindjic, visto che il nuovo premier ha deciso, tra le altre cose, di rovistare anche tra gli affari dell'impero di Karic, al cui indirizzo sono già state inviate allusioni da parte del ministro federale delle telecomunicazioni, Boris Tadic. Nei circoli politici si afferma che nella divisione della torta dei media Kostunica si schiererà a favore della BK Televizija e Djindjic invece della TV Pink. Dopo tutto, suona piccante, o almeno interessante la dichiarazione rilasciata nel giugno dell'anno scorso dall'ex consigliere di Milosevic e di Karadzic, Zvonimir Trajkovic, uomo che dopo il 5 ottobre si è trovato al servizio anche del nuovo presidente Kostunica. Egli ha in quell'occasione espresso la propria opinione secondo cui Milosevic avrebbe abbandonato il potere quando avesse trovato un sostituto adeguato, vale a dire quando avesse trovato il suo Putin. Persone vicine a Vojislav Kostunica affermano che il presidente jugoslavo sceglie attentamente i suoi consiglieri. Bisogna credere che egli abbia proceduto in tal modo anche nel creare il proprio gabinetto, che è molto variegato per quanto riguarda il passato ideologico e politico dei suoi membri, ma a differenza dell'équipe del suo predecessore, al suo interno almeno non siedono anonimi singoli burocrati che impiegano un profumo di partito identico. Kostunica finora ha nominato sei consiglieri, ma tra il team circolano alcune altre importanti personalità che formalmente non fanno parte del gabinetto del presidente. Persone bene informate affermano che uno dei criteri più importanti delle scelte operate da Kostunica è che i prescelti avessero una posizione critica nei confronti del regime di Milosevic.

CHI SONO I CONSIGLIERI DI KOSTUNICA
Diplomazia: Pavle Jeremovic (1940), consigliere per la politica estera, diplomatico esperto, vecchio quadro del ministero degli esteri federale già fin dal 1973. E' stato consigliere anche nel gabinetto di Stipe Mesic ai tempi in cui era l'ultimo presidente della Jugoslavia socialista. Jevremovic è stato ambasciatore in India e negli Stati Uniti dal 1980 al 1984. Ha conseguito la laurea presso la Facoltà di Diritto di Belgrado e prima di entrare in diplomazia ha lavorato presso l'Istituto per il movimento operaio internazionale. Predrag Simic (1954), anch'egli consigliere per la politica estera, dottore in scienze politiche e per anni consigliere dell'Istituto per la politica e l'economia internazionali (del quale è stato anche direttore); quando il SPO è entrato nel governo federale all'inizio del 1999 è diventato anche consigliere di Vuk Draskovic. Lo ricordano come molto impegnato nell'apertura di un dialogo serbo-albanese e nei dibattiti sulla soluzione della crisi jugoslava. Ha conseguito la laurea con la tesi "Il marxismo e la rivoluzione cinese 1978-1988" ed è autore della monografia "Il marxismo e la rivoluzione cinese". Slobodan Samardzic (1954), consigliere per le questioni politiche, ha conseguito la laurea presso la Facoltà di Scienze Politiche di Belgrado con la tesi "La democrazia del mondo" e con Bosko Mijatovic e Dragoljub Popovic è coautore di uno studio sul riordinamento federale della federazione jugoslava, sulla base del quale Kostunica recentemente ha costruito la propria Piattaforma per i rapporti con il Montenegro. Samardzic ha cominciato la carriera di studioso presso l'Istituto per il movimento operaio internazionale e l'Istituto per gli studi europei. E' stato molto attivo nelle discussioni sul federalismo e in particolare si è impegnato per la determinazione di confini tra serbi e albanesi come soluzione per il problema del Kosovo. Dragan Djuric (1944) farà da consulente al suo coetaneo e amico di lunga data Kostunica in relazione alle questione economiche, delle quali si è interessato anche all'interno del DSS. E' dottore in scienze economiche ed è stata per lungo tempo collaboratore dell'Istituto per le Scienze Economiche di Belgrado. In tempi recenti è diventato professore presso l'Università "Fratelli Karic", dove insegna management finanziario, che è anche il titolo di un suo libro pubblicato l'anno scorso. Petar Ladarevic è consigliere per le questioni riguardanti i profughi e presidente del Comitato direttivo della Sezione di Belgrado del Forum Democratico Serbo, nonché suo ex segretario a Zagabria. Negli ultimi anni in cui ha risieduto a Belgrado si è interessato soprattutto dei problemi dei serbi profughi dalla Croazia e delle modalità per un loro ritorno alle proprie case. Il sesto consigliere nominato ufficialmente è Aleksandar Tijanic (1949), incaricato per i media e l'informazione.

GLI UOMINI NELL'OMBRA
Del team di Kostunica fanno parte, senza avere una funzione ufficiale di consiglieri, alcune altre persone importanti. Il generale-colonnello Slavoljub Susic è stato capo del gabinetto militare anche presso Sobodan Milosevic. La sua carriera di consigliere è cominciata già ai tempi di Veljko Kadijevic ed egli ha ottenuto il grado di generale all'interno del gabinetto dell'ex presidente della Jugoslavia Zoran Lilic. A fianco di Kostunica si trova, come uomo di fiducia e ministro della polizia incensurato, anche l'avvocato Gradimir Nalic, altrimenti rappresentante legale dei fratelli Karic e della loro azienda. Kostunica ha assegnato il posto di capo-gabinetto a Ljiljana Nedeljkovic, in passato redattore dell'agenzia di stampa Beta, mentre la funzione di segretario generale del presidente jugoslavo è stata assegnata a Filip Golubovic, compagno di partito di Kostunica fin dalla fondazione del DSS. Ci sono ancora altre persone di aiuto e di fiducia, principalmente membri del partito di cui Kostunica continua a essere presidente. Sarà particolarmente interessante il ruolo di Svetozar Stojanovic, amico personale e consigliere del primo presidente della Repubblica Federale Jugoslava (SRJ), Dobrica Cosic. Persone informate affermano che lo stesso Cosic ha dato raccomandazioni a Kostunica e che egli sarà un consigliere nascosto del nuovo presidente, anche se Stojanovic lo ha smentito, spiegando di essere solo un amico di Kostunica. Un altro particolare interessante si riferisce a Zvonimir Trajkovic, ex consigliere di Slobodan Milosevic e di Radovan Karadzic, che all'inizio della presidenza di Kostunica ha aiutato quest'ultimo nei lavori del gabinetto, ma non si sa se rimarrà membro del team, ed eventualmente in quale qualità.


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Data: 17-02-2001 Fonte: "Reporter"
Autore: Milan Becejic





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