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"L'ondata di transfughi dal SPS alla DOS"
| Data: 29-12-2000 | | Fonte: "Reporter" |
| Autore: Vanja Mekterovic |
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NOTIZIE EST #382 - SERBIA/MONTENEGRO
29 dicembre 2000
L'ONDATA DI TRANSFUGHI DAL SPS ALLA DOS
di Vanja Mekterovic - ("Reporter", 20 dicembre 2000)
**Tutti i partiti della DOS hanno aumentato il numero dei propri membri, o almeno così affermano, senza accogliere tra le proprie fila, o comunque senza accogliere in maniera massiccia, membri del SPS e della JUL. E' tuttavia difficile credere che tanta genta in Serbia si sia sentita all'improvviso desiderosa di occuparsi attivamente di politica.**
"Non ci sono scadenze. Possono iscriversi al nostro partito vita natural durante", ha risposto Milorad Vucellic alla domanda fino a quando gli ex membri del SPS potranno passare nel suo Partito Socialista Democratico, appena costituito. Sembra comunque che non vi sia partito della DOS che dopo il 5 ottobre non si sia vantato di avere aumentato il numero dei propri membri, anche se la maggior parte di essi afferma di non accettare tra le proprie fila ex membri del SPS e della JUL, o almeno non quelli che hanno avuto un ruolo significativo. A parte il logico interesse degli ex socialisti a disfarsi del proprio ormai ingombrante passato partitico, si trascura l'interesse che da parte loro hanno alcuni singoli leader della DOS, soprattutto nei piccoli centri in cui non vi è un numero sufficiente di quadri politici dotati di esperienza, a tirare dalla propria parte qualche socialista che sa come si lavora, ma non ha più dove lavorare. Circolano ancora racconti su come una decina di giorni fa Nebojsa Covic abbia avuto a Lazarevac un incontro programmato in anticipo con alcuni noti quadri locali del SPS che desideravano passare alla sua Alternativa Democratica (DA). I ragazzi di Otpor, che ci stanno tutti guardando, hanno impedito l'incontro bloccando l'albergo in cui esso doveva tenersi. Covic successivamente si è giustificato affermando di non sapere chi lo stesse aspettando all'interno.
I NUMERI
Non è stato facile la settimana scorsa arrivare fino all'occupatissimo Covic, affinché potesse rispondere alla domanda con chi ce l'abbia di più: con quelli di Otpor o con i socialisti di Lazarevac. Tuttavia, Nada Kolundzija, vicepresidente della DA, afferma che il suo partito, il quale altrimenti, visto il pedigree partitico di Covic [ex alto esponente del SPS e sindaco di Belgrado per quest'ultimo - N.d.T.], risulta interessante per egli ex socialisti, ha accettato tra le proprie fila membri del SPS, ma solo persone che non si sono compromesse. "Per la maggior parte sono indesiderati", dichiara e conferma che i transfughi sono più numerosi nei piccoli centri. "E' aumentato l'interesse nei confronti della DA, ma noi lavoriamo in maniera selettiva e attenta", afferma Kolundzija. Anche il Partito Democratico (DS) ha bisogno di persone di qualità. E così questo partito, che fino ai rivolgimenti di ottobre aveva 50.000 membri, ha aumentato il numero di questi ultimi di circa il 45%, ha dichiarato a "Reporter" il Centro di calcolo del DS, partito che oggi ha poco meno di 75.000 membri. Il presidente del Comitato di Lozan del DS, Mihajlo Puric, ha detto a "Reporter" che solo i democratici di tale comune si sono rafforzati nel giro di due mesi di circa 400 nuovi membri. Anche loro non desiderano avere tra le proprie fila persone compromesse. Nuova Democrazia (ND) è aumentata nello stesso periodo, secondo i dati della sua sede di Belgrado, di circa 800 nuovi membri. Il presidente del Comitato di Nis di tale partito, Goran Dimic, afferma che solo in tale comune sono stati registrati 300 nuovi membri: "Per la maggior parte si tratta di persone che fino a ora sono state apolitiche o comunque non facevano parte di altri partiti". Il Partito Democratico della Serbia (DSS), secondo la logica, potrebbe essere la destinazione più attraente per i socialisti, i quali, indipendentemente dal fatto che siano ancora nel SPS o meno, sentono continuamente la necessità di difendere Vojislav Kostunica (patriota e galantuomo) da Zoran Djindjic (criminale e traditore). Avendo constatato che tutti i comitati comunali del DSS inviano informazioni sull'enorme interesse a iscriversi al partito, quest'ultimo ha emesso la settimana scorsa un comunicato nel quale si pone la domanda di come si faccia a riconoscere coloro che si iscrivono per il programma e che sono pronti a dedicare parte della loro giornata lavorativa al bene comune, e coloro che invece si attendono di trarne vantaggi personali. Inutile dirlo, nel comunicato non vi sono risposte.
PROKUPLJE
Ma le risposte le si trovano sul terreno. Se si deve giudicare dalle parole di Cedomir Suljagic, presidente del DSS nella municipalità di Stari Grad, a Belgrado, l'ammissione di nuovi membri in tale partito oggi assomiglia più che a ogni altra cosa all'iscrizione di nuovi membri in quella che un tempo era la Lega dei Comunisti. La compilazione dei moduli per l'accettazione in occasione del primo contatto e dell'interessamento a entrare a far parte del DSS, afferma egli, non costituisce ancora un atto di iscrizione al partito. "Gli uomini dei comitati municipali verificano in vari modi i nuovi membri. Dopo che hanno compilato il modulo per l'ammissione, i potenziale membri del DSS vengono invitati presso il comitato municipale dove, dopo una conversazione, viene effettuata l'iscrizione al partito", spiega Suljagic. Secondo le sue parole, quelli che sono maggiormente interessati al DSS sono i giovani, anche se ve ne sono stati molti che sono stati rifiutati: "Alcuni di loro erano molto attivi nel SPS o nella JUL, cosa che danneggerebbe l'immagine e le prospettive del nostro partito". Sebbene sia un partito della sinistra e, quindi, lontano parente dei socialisti, nemmeno la Socialdemocrazia (SD) di Vuk Obradovic accetta uomini di Milosevic. Meho Omerovic, segretario della Presidenza della SD, afferma che l'iscrizione massiccia al suo partito, che è un vero partito di centrosinistra, è logica. "Dopo il 5 ottobre il numero dei membri è aumentato di una percentuale compresa tra il 25 e il 30 per cento, e oggi il loro numero complessivo è di circa 30.000", afferma. La liberazione dalla paura è il motivo, secondo Omerovic, del fatto che nel caso della SD "la maggior parte di nuove iscrizioni la si è avuta nelle municipalità in cui il SPS ha mantenuto per lungo tempo il potere". Si tratta di città della Serbia orientale e sud-orientale e dei comuni nel Kosovo settentrionale. "Possono essere accettati ex membri del SPS, ma solo coloro che non si sono esposti e non sono discreditati. Agli ex membri della JUL, invece, è vietato l'accesso e l'iscrizione al nostro partito", afferma Omerovic, confermando che il suo partito effettua una differenza tra le formazioni politiche lontane e quelle ancora più lontane. Tuttavia, a Prokuplje, una delle città della fascia meridionale in cui la SD si è decisamente rafforzata, secondo quanto afferma il presidente locale del DS, Miroslav Vojvodic, gli ex funzionari dei partiti di sinistra si iscrivono in massa alla SD. "A differenza di noi, i socialdemocratici accettano in massa ex funzionari socialisti e della JUL, e ci manca poco che non gli corrano addirittura dietro", ha detto Vojvodic a "Reporter". "Nei nostri questionari non esiste un paragrafo relativo alle passate appartenenze di partito. Si tratta, sotto un certo aspetto, di motivazioni intime e noi non le abbiamo incluse nel questionario", si difende Omerovic.
PROFUGHI
Vojvodic afferma inoltre che il suo partito a Prokuplje ha circa 200 nuovi membri, ma fa notare anche che si tratta per la maggior parte di profughi dal Kosovo. "Personalmente, la cosa non mi va. Un giorno o due dopo l'iscrizione vengono e domandano se c'è del lavoro, qualcosa da fare o simili. Non sono a favore di tutto questo. Non lo so, non li ho visti quando c'erano le proteste". Anche Nada Kolundzija conferma che la maggior parte dei transfughi passati alla DA è stata registrata negli ambienti in cui la repressione è stata più accentuata e dove per anni al potere c'è stato solo il SPS. Vojvodic, da parte sua, cita il dato secondo cui la gente si iscrive massicciamente al DS nei villaggi, cosa che costituisce una novità rispetto agli anni passati. "Abbiamo 20 nuovi comitati in località dove non abbiamo mai avuto nemmeno un membro", afferma e aggiunge che si sono dimostrati molto interessati al DS coloro che fino a ieri erano membri del Partito Radicale Serbo (SRS). "Li trovo molto interessanti", dice Vojvodic, "penso che siano stati sempre un'opposizione. In un villaggio, alcuni ex radicali sono venuti e si sono iscritti. Poi ci hanno chiesto: 'E cosa succederà se anche voi ci ingannerete come ha fatto Seselj?'". E non chiedono nemmeno un lavoro. Goran Dimic, del partito Nuova Democrazia (ND) di Nis dice che gli è noto che la gente si iscrive al partito con l'intenzione di ottenere poi un posto di lavoro o di trarne qualche vantaggio. "Abbiamo un caso in cui un dottore in scienze si aspettava di trovare un posto di lavoro grazie all'iscrizione. Quando siamo venuti a sapere che prima era membro del SPS gli abbiamo detto che non accettiamo chi cambia cappotto nel giro di una notte", spiega questo funzionario, il cui partito ha passato gran parte della propria esistenza su posizioni più o meno vicine al SPS. Tutti i partiti della DOS hanno aumentato, o almeno lo affermano, il numero dei propri aderenti senza accogliere tra le proprie fila, o comunque senza accogliere in maniera massiccia, membri del SPS e della JUL. E' tuttavia difficile credere che tanta genta in Serbia si sia sentita all'improvviso desiderosa di occuparsi attivamente di politica. Per questo, forse, la domanda giusta è la seguente: anche oggi è possibile trarre guadagni dal lavoro all'interno di un partito? Anche se dalla maggior parte dei partiti abbiamo ottenuto la risposta che si tratta di un lavoro durissimo e molto lontano dai vantaggi materiali, un semplice sguardo alla Serbia, ai comitati di crisi e alle nomine in corso porta a rispondere: sì, è possibile. Perché allora prendersela con una persona che vuole approfittare dell'occasione in un paese in cui il 70% della popolazione riesce appena a sbarcare il lunario? Nella da ridire se questo qualcuno fosse socialista presso Zoran Lilic o Vucelic, dove li prendono a camionate, il tutto con un buono per il "C market". Solo che di questi tempi il "C market" non è di moda. Oggi è di moda: "Ehi bello, vieni nella DOS?".
(titolo di "Notizie Est")
| Data: 29-12-2000 | | Fonte: "Reporter" |
| Autore: Vanja Mekterovic |
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