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"La rapina d'Albania"

Data: 27-06-1997 Fonte: da "Konkret"
Autore: Autori vari

LA RAPINA D'ALBANIA

Quella che segue e' la traduzione di una intervista a Wolfgang Pohrt, collaboratore della rivista di politica e cultura di Amburgo KONKRET ed autore del libro "Brothers in crime" sulle bande criminali oggi al potere nella gran parte dei paesi dell'Europa orientale. Il testo appare sull'ultimo numero della stessa rivista (4/'97), a pag. 3.

D: "Da quando il blocco orientale non esiste piu'" - ha scritto lei nelsuo libro appena uscito - "al suo posto e' sorto un laboratorio disperimentazione sociale in una terra di nessuno". Quali conclusioni sipossono trarre dai nuovi sviluppi in Albania?

R: Non c'e' niente di particolarmente nuovo, ma solo la riscoperta diqualcosa di gia' noto. Adorno aveva ammonito di non scambiare gli uominicon le condizioni sociali in cui essi vivono. Che i primi non siano poitanto terribili quanto le seconde lo si puo' vedere oggi di nuovo inAlbania.
Finora non c'e' stata nessuna "notte dei lunghi coltelli", benche' lepersone siano armate. Non c'e' un'elite a spiegare alle masse chidebbano ammazzare e perche' (...) La folla va al deposito militare echiede che le siano consegnate le armi, il soldato ci pensa: in fondo ilfucile se lo possono portare via, non e' mio... Perche' mai dovreiscacciare a fucilare questi poveri diavoli? Il soldato potrebbe fare unacosa del genere solo se fosse convinto di difendere la democrazia, lapatria, la cultura, la civilta', l'umanita', i diritti umani e tutto ilresto in questa maniera. Ma queste convizioni gli dovrebbero essere stategia' inculcate da qualcuno, qualcuno che tenga saldamente in mano lecoscienze. Berisha non e' uno di questi, e percio' risulta "simpatico"rispetto ad un Weiszaecker...

D: Cosa puo' esserci di "simpatico" in una creatura che e' statainteramente costruita dalla Fondazione Konrad Adenauer e dalla CIA?

R: (...) Gli americani sono di nuovo arrivati al punto che devono farintervenire gli elicotteri, come un tempo a Saigon. Sono giorni e giorniche si preoccupano di evacuare persone che vengono indicate come"cittadini americani". Questi devono essere stati proprio un bel po',nonostante che per l'americano medio l'Albania non fosse proprio una metaturistica cosi' ambita!... Anche la mafia italiana pare avere avuto interireggimenti in Albania, come si evince dalle grandi "azioni di salvataggio"che sono state organizzate. I gangster di tutto il mondo avevano trovatoun ottimo posto da saccheggiare, ora pero' tutta la canaglia e' in fuga.

D: Eppure ci viene detto che gli stranieri fuggono dall'anarchia e dalcaos in cui sta precipitando l'Albania.

R: Questo e' cio' che scrivono da noi quelli che vogliono suscitareintenzionalmente un clima di un certo tipo, ma i reporter (...)sottolineano in tutte le maniere che il tutto avviene in manierapacifica. Laggiu', anche nella stessa Tirana, sta avendo luogo una verae propria insurrezione popolare, e scorre meno sangue che a Washington oa Rio in una notte qualsiasi. Pare che fino ad ora il numero dei morti siaggiri tra i 50 ed i 100. E' stato solo per un caso fortuito che a Rostockdurante il pogrom [1] non siano morte decine di persone tra le fiamme.Allora pero' nessun elicottero dell'esercito federale e' intervenuto asalvare le persone che cercavano scampo dal fuoco e dalle fiammerifugiandosi sul tetto.

D: Quello che succede ora in Albania potrebbe ripetersi piu' avanti inOccidente?

R: Opinionisti e uomini politici sembrano proprio temere questo. Guardiamoai fatti, per come ci sono noti qui da noi: la gente in Albania sirifornisce di armi e di farina nei depositi governativi. Ognuno prendecio' di cui ha bisogno, senza risse ed in modo pacifico. I nuovigiocattoli scatenano l'euforia, e si spara molto con i fucili. Quattro, osette morti sono causati dai proiettili vaganti in una notte, si scrive.Se la gente avesse motociclette a disposizione, piuttosto che fucili,forse il conto delle vittime sarebbe stato molto piu' pesante. E' questoche si sarebbe dovuto enfatizzare, in Occidente: il processo diprivatizzazione finalmente incomincia per davvero! Macche': al contrario,Sabine Christiansen urla come un bambino piagnone: "L'Albania sprofondanel caos, assassinii, saccheggi, guerra civile", scrive, ed il reporter daTirana deve correggerla: nessun assassinio, solo qualche incidente, ed ineffetti neppure una guerra civile. (...)
La stampa ha scoperto improvvisamente che in Albania ci sono due gruppietnici: i Tizi al nord ed i Caii a sud, antiche rivalita' ecc. Ma laFrankfurter Allgemenine Zeitung in Albania non la leggono, ovvero (perusare le parole di Reissmueller [2]) la gente di li' "ha unacivilizzazione carente". La rabbia popolare, dice Reissmueller, si e'incentrata contro manovre finanziarie sbagliate; non si tratterebbedunque della difesa della dignita' umana. Infatti e' proprio cosi': loslogan non e' Democrazia, Diritti Umani o qualche altro Trallalla', bensi'- puro e semplice -: ridateci i soldi!!!

D: Ed e' di questo che si ha paura in Occidente?

R: Cosi' mi spiego io il tono catastrofale ed aggressivo con cui vengonocommentati gli sviluppi in Albania. I piani per un intervento militarevengono messi a punto, la stampa gia' lo richiede (...). Si parla diassassinii, ruberie - mancano solo gli stupri etnici -, e si presta fede atutto questo perche' si vuole credere che la gigantesca macchinaoppressiva dello Stato puo' impedire alle persone di ammazzarsi a vicenda.Le vicende albanesi tuttavia - ed e' proprio qui il sensazionale -dimostrano il contrario.

D: Eppure il governo federale dichiara di non voler inviare truppe...

R: Questo era quello che dichiarava anche all'inizio del conflittojugoslavo... Ma se prestiamo piu' attenzione: Kohl non dice "No", bensi'chiede: "E cosa gli diciamo ai soldati?"Ovvero: Ragazzi della stampa e della TV, datevi da fare! Gli eventialbanesi devono essere rappresentati in modo tale che un povero cristianosemplicemente non si possa tirare indietro.Prima servono i vari "Medicins sans frontieres", con i reporter cheli accompagnano. Poi viene la campagna per i diritti umani... QualcheVerde mette in scena uno "spogliarello dell'anima" in parlamento eracconta del suo difficile e doloroso percorso individuale, che lo hacondotto alfine a riconoscere la necessita' di un intervento dellaBundeswehr, con un occhio ad Auschwitz ed anzi proprio in considerazionedel passato non proprio onorevole della Wehrmacht [3]. I tedeschi hannofatto tanti errori, adesso e' ora di riparare... (...) Alla fine,controvoglia e sotto la forte pressione dell'opinione pubblica, il governosi adegua...E percio' i disoccupati devono sparire dai titoli di prima pagina. L'unicofattore di incertezza in tutto cio' sono i soldati stessi. "Interventomilitare tedesco a Tirana", ha strillato con giubilo la radio bavarese.Eppure gli eroi [4] non sembrano piu' tali ad uno sguardo successivo,quando ad esempio se ne vogliono andare via (...)
Per ora l'UEO ed il del-Fino di Berisha prendono accordi. Quando l'azioneumanitaria comincera', comincera' contemporaneamente anche la catastrofeumanitaria. Ma forse i "peacemaker" riusciranno ad unire tutta l'Albaniacontro l'aggressore straniero: non sarebbe la prima volta. Ed in ognicaso la perdita di potere della cricca di Berisha, fosse anche solo unaccadimento temporaneo, potrebbe essere d'esempio. Mentre arrivavano lenotizie dall'Albania, giungevano contemporaneamente anche le immaginidelle dimostrazioni dei minatori sugli schermi. Certo, l'Europa non e'uguale all'Albania. Ma nemmeno il nuovo capitalismo banditesco e dirapina e' uguale a quello vecchio.

[1] Tre anni fa nella citta' tedesca di Rostock decine di personeattaccavano un ostello per stranieri, distruggendolo con sassi e molotov.Il tutto veniva ripreso da telecamere, mentre la polizia interveniva conun ritardo inspiegabile di varie decine di minuti.
[2] Editorialista della Frankfurter Allgemeine Zeitung, il piu' diffusogiornale tedesco.
[3] L'esercito del Terzo Reich.
[4] Cosi' sono stati definiti dalla Bild Zeitung i soldati tedeschi chehanno risposto al fuoco a Tirana durante un'azione, ferendo alcuni civilialbanesi.

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La traduzione dal tedesco e' stata curata dalCOORDINAMENTO ROMANO per la JUGOSLAVIA.Nessuna previa autorizzazione e' stata chiesta agli autori;i traduttori si impegnano comunque a corrispondere il dovuto secondo lenorme in materia in caso di contestazioni.

Per contatti: crj@ecn.org

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Data: 27-06-1997 Fonte: da "Konkret"
Autore: Autori vari





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