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"Ladri, terroristi e omosessuali: la Romania nelle settimane dopo l'11 settembre"
| Data: 15-10-2001 | | Fonte: "Notizie Est" |
| Autore: Nando Sigona |
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NOTIZIE EST #483 - ROMANIA
15 ottobre 2001
LADRI, TERRORISTI E OMOSESSUALI: LA ROMANIA NELLE SETTIMANE DOPO L'11 SETTEMBRE
di Nando Sigona
La Romania è rimasta molto scossa dagli attentati dell'11 settembre a New York, il paese ha dei forti legami sentimentali con la nazione americana e il suo mito. Non c'è da sorprendersi dunque del fatto che, un po' come ovunque, anche qui gli attacchi terroristici abbiano innescato una spirale di reazioni a catena. L'attenzione dei media, soprattutto dei giornali, si è concentrata su tre vicende. In un caso, quello del leader di Romania Mare, gli atti terroristici dell'11 settembre e le dichiarazioni fatte da Tudor sono l'occasione e il pretesto per una resa dei conti tra la maggioranza e il suo principale oppositore. Nel secondo caso, il restringimento della libertà di stampa di cui si discute in questi giorni a proposito dei media americani diventa uno strumento della leadership romena per chiedere il silenzio su fatti che rivelano gravi illeciti ai danni della collettività. Nel l'ultimo caso, quello del cittadino americano Michael Guest, l'attuale crisi internazionale fa solo da contorno al dibattito per la rimozione delle norme contro l'omosessualità ancora in vigore nel paese.
Nei giorni immediatamente successivi agli attentati Tudor, in un'affollata e pittoresca conferenza stampa, ha dichiarato, dicendosi in possesso di prove inconfutabili, che tra il 1995 e il 1996 la Romania avrebbe ospitato circa 3000 guerriglieri palestinesi per un campo di addestramento in una caserma dell'esercito. La notizia ha fatto sussultare il presidente Iliescu e il premier Nastase che hanno preso la palla al balzo per condannare pubblicamente "la pazzia e la pericolosità" di Tudor, ma la cosa è andata oltre. Le dichiarazioni, lesive del prestigio nazionale secondo la maggioranza, sarebbero sufficienti per avviare al Senato, dove è stato eletto Tudor, il procedimento di revoca dell'immunità parlamentare e nel caso fosse provata la falsità delle accuse, la perdita del seggio. Ancora pochi giorni fa Tudor continuava a ribadire le sue accuse annunciandone di nuove ancora più gravi. Staremo a vedere.
Un altro fronte apertosi nelle ultime settimane è quello contro la stampa critica verso il governo e alcuni suoi alti dignitari. Il giornalista Marius Oprea di "Romania Libera", partendo dalle affermazioni contenute in una vecchia intervista ad Osama Bin Laden in cui menzionava la Romania tra i 13 paesi dove l'organizzazione di quest'ultimo operava soprattutto per la raccolta di denaro, ha ricostruito, utilizzando documenti riservati, le reti di traffico illeciti che sarebbero riconducibili a prestanome arabi. Oprea ha ricostruito la vicenda della riduzione delle tasse doganali per le sigarette tra il 1992 e 1994 a favore di aziende di proprietà saudita. Nei fatti sarebbero implicati personaggi di massimo livello nel paese tra cui il generale Victor Marcu, attualmente alto funzionario della Autorità Nazionale per le Privatizzazioni. Dall'ufficio di presidenza di Iliescu è partito nei giorni scorsi un comunicato stampa in cui si invitava il procuratore generale a prendere provvedimenti contro Oprea per l'uso di materiale informativo segreto. L'interesse di Iliescu si capirà meglio tenendo presente che negli anni in cui si svolse la vicenda egli era presidente della Repubblica e quindi in qualche modo coinvolto nell'approvazione del provvedimento altamente discrezionale che favorì le aziende di proprietà dei cittadini arabi Hassan A Hassan e Omar Alì.
Sostiene Oprea in un suo articolo che "i soldi risparmiati con il taglio delle tasse furono lavati attraverso l'acquisto di armi da aziende romene ,destinate in larga parte ai movimenti islamici radicalisti - e implicitamente ad Osama Bin Laden".
Michael Guest é un cittadino statunitense sui quaranta anni, aspetto distinto, un leggero strabismo, legato sentimentalmente da ormai un decennio a John S., cittadino americano. La storia di una coppia omosessuale come tante, si dirá. Ma in Romania qualcuno ha gridato allo scandalo e per oltre un mese i media hanno raccontato nuovi particolari della love story. I due sono arrivati a Bucarest a metà settembre, per motivi di lavoro. Michael è il nuovo ambasciatore americano in Romania.
L'omosessualitá, é bene ricordarlo, è reato nel paese. Della sua decriminalizzazione si discute in parlamento da mesi, ma l'opposizione, un fronte trasversale, riesce a ritardare l'approvazione del provvedimento. Un fronte tanto trasversale che lo stesso presidente Iliescu, affrettatosi a porgere tutti gli onori al nuovo ambasciatore, qualche ora dopo ha presieduto una conferenza internazionale, organizzata congiuntamente da cattolici e ortodossi, contro aborto e per la famiglia "secondo natura".
Molti commentatori hanno messo in relazione l'invio di Guest a Bucarest con la storica scelta di Washington di mandare un ambasciatore nero a Mosca in piena guerra fredda. La presentazione dell'ambasciatore al paese é avvenuta il 26 settembre su Romania 1 (la Rai 1 romena) dopo il tg della sera. Un'intervista esclusiva che sembrava piú un messaggio alla nazione del presidente della repubblica. Guest ha preferito evitare ogni riferimento alle polemiche che hanno accompagnato il suo arrivo a Bucarest e, ricordando il tempo in cui la Romania godeva dello status di nazione favorita degli USA, si é soffermato sul ruolo strategico della Romania nel sud-est europeo e sul suo futuro ingresso, con gli auspici americani, nella Nato. Ma la telenovela politico-sentimentale é continuata sui giornali. Il quotidiano "Ziua" ha titolato il 29 settembre in prima pagina: Talibanul nostru (il nostro talibano). Il talibano in questione era tale Ion Coja, presidente di due oscure organizzazioni delle destra nazionalista ultraortodossa: la Lega per Combattere l'Anti-romenitá e l'Unione per patria romena. Coja, riporta il quotidiano, ha inviato una lettera al presidente degli Stati Uniti e al Congresso americano in cui esprime "disapprovazione e disgusto" per la scelta di inviare un omosessuale in Romania a rappresentare gli USA. "Il fatto che Guest, scrive il talebano Coja, ha deciso di porre fine alla catena delle sue successioni é sicuramente un gesto personale che noi non accusiamo, non é il primo in questa situazione... Non é che una persona con handicap verso la quale vi assicuriamo che avremo tutta la compassione cristiana". Ma una storia che rispetti non poteva finire senza l'arrivo della CIA, cosí, mentre il telegiornale del 10 ottobre riferisce di una donazione di $25.000 dell'ambasciatore per il restauro di un museo a Bucarest, un quotidiano riporta la notizia di una lettera riservata inviata dai Servizi d'Informazione Romeni su pressione diretta della CIA ai direttori dei maggiori quotidiani del paese nella quale li si sollecita a trattare con maggiore "cura" le notizie che riguardano Guest.
| Data: 15-10-2001 | | Fonte: "Notizie Est" |
| Autore: Nando Sigona |
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