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"Sopravviverà la federazione jugoslava alla fine dell'anno?"
| Data: 18-07-2001 | | Fonte: "Danas" |
| Autore: Jasmina Lukac |
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NOTIZIE EST #456 - SERBIA/MONTENEGRO
18 luglio 2001
SOPRAVVIVERA' LA FEDERAZIONE JUGOSLAVA ALLA FINE DELL'ANNO?
di Jasmina Lukac - ("Danas", 14-15 luglio 2001)
In Serbia, nel pieno di un'estate che avrebbe dovuto portare un periodo di lenta "siesta" dopo i tempestosi e gravi avvenimenti degli ultimi 13 anni terminati con il giorno di San Vito (Vidovdan) di quest'anno, è in atto una prova di forza generale sulla scena politica. Tutti gli attori importanti, nonostante all'opinione pubblica risultino noiose e prive di interesse le loro mosse, si stanno sforzando di "tirare" il più possibile la situazione, al fine di dimostrare come sono forrti. Secondo una delle scuole di pensiero politico, si tratta del preludio a un confronto che avrà una durata e delle conseguenze imprevedibili, con l'eccezione di quelle peggiori - dato che ai vertici dello stato non esiste un accordo affidabile sulla divisione dei poteri, e questo a danno dei cittadini e di una loro vita normale in una società democratica, continueranno le dispute machiavelliche per il controllo di tutto ciò che nel paese ha valore, dalle dogane fino all'esercito. Secondo un'altra corrente di pensiero, si sta facendo "molto rumore per nulla", vale a dire che la prova di forza costituisce un test per nuovi accordi semisegreti, che andranno ad aggiungersi a quelli già esistenti. Gli scontri non sarebbero nemmeno lontanamente così drammatici, e i gruppi al potere in Serbia e in Montenegro sono molto più orientati a un compromesso basato su interessi materiali, nell'ambito del quale si potrà forse trovare qualche vantaggio anche per i cittadini, contrariamente a quanto avviene nel caso delle ostilità lunghe e snervanti. Detto in altre parole, sono più interessati a una spartizione della sfera di influenza che a una guerra, anche solo dei nervi.
L'ACCORDO SU MILOSEVIC
Questa seconda corrente teorica ha come maggiore elemento a proprio sostegno lo stenogramma di una conversazione telefonica tra i due più influenti leader della Serbia - Zoran Djindjic e Vojislav Kostunica, pubblicato di recente in un tabloid noto per essere bene informato da quando è stata sostituita la dirigenza della Sicurezza di stato, nonché da quando uno dei membri della redazione è entrato a fare parte nel summenzionato gruppo dirigente. Nello stenogramma, dunque, Djindjic offre a Kostunica le proprie dimissioni nel caso in cui Milosevic non fosse stato consegnato al Tribunale dell'Aia, più precisamente con le parole "prenditi tutto il potere e governa da solo". Kostunica ha subito fatto retrocedere Djindjic da una tale ipotesi, dando il proprio accordo al trasferimento di Milosevic in Olanda. Circola la voce secondo cui, nonostante l'impressione, diffusasi tra l'opinione pubblica, secondo cui vi sarebbe una forte rivalità tra questi due personaggi, e in particolare una reciproca invidia tra i funzionari dei rispettivi partiti democratici, Djindjic e Kostunica si incontrano a volte in privato, stringendosi calorosamente la mano o cenando insieme presso le abitazioni di comuni amici, cosa che lascerebbe pensare che i due non sono ancora arrivati al punto di non potersi guardare negli occhi. Non vi sono dubbi che il destino dello stato federale dipenderà soprattutto da questa coppia, e solo in seconda istanza dal presidente montenegrino Djukanovic. Kostunica cerca, come affermano fonti della coalizione di governo serba, di ottenere elezioni in autunno, e in particolare elezioni per un parlamento della Serbia e della Jugoslavia con il compito di approvare nuove costituzioni. Nei fatti, egli ha comunque la possibilità di ottenere elezioni, indipendentemente dal fatto che siano per un parlamento con la facoltà di cambiare le costituzioni o meno. A livello federale, il governo è dimissionario da quando Milosevic è stato consegnato, e il partner montenegrino, il SNP, finora ha dato prova di essere più incline al legalismo di Kostunica che ai "borbottamenti" di Djindjic - non è credibile che i funzionari montenegrini si pavoneggino fino al costo di perdere un bilancio federale al quale contribuisce esclusivamente la Serbia. L'ipotesi di nuove elezioni a livello federale, dopo le ultime richieste del SNP che nel nuovo governo Miroljub Labus non venga nominato come vicepremier incaricato per i rapporti economici con l'estero, che la Serbia e il Montenegro abbiano un numero uguale di ministeri, che Vladan Batic non li sottoponga a umiliazioni con le sue dichiarazioni e simili, sembra più reale di quanto non lo sia quella di un accordo per un nuovo governo. Il partito di Kostunica, da parte sua, ha preso la decisione di creare a ogni livello propri gruppi parlamentari, o propri gruppi nei consigli comunali, separati da quelli della DOS. Se i 45 deputati del DSS di Kostunica, più gli otto della Nova Srbija di Velimir Ilic, che ha anch'egli annunciato la fuoriuscita dei suoi uomini, si accorderanno sull'intenzione di fare cadere il governo di Djindjic nel parlamento serbo, alla rimanente parte della DOS rimarranno 123 deputati, e per una maggioranza superiore alla metà ce ne vogliono 126. D'altronde, conformemente alla tattica sperimentata dei piccoli partiti della DOS di giocare al gioco "un'ora con Kostunica, un'ora con Djindjic, per guadagnare punti politici a scapito dei due, Ilic ha subito dichiarato di non avere l'intenzione di disgregare la DOS, bensì solo quella di conservare una propria identità.
CHI BOICOTTERA' LE NUOVE ELEZIONI
E' dunque un fatto che Kostunica ha basi reali per indire nuove elezioni a entrambi i livelli, addirittura anche senza avere dalla propria parte i deputati dei partiti di opposizione dell'ex regime di Milosevic, che fanno bene attenzione a criticarlo il meno possibile e a criticare invece il più possibile Djindjic. Le elezioni converrebbero a Kostunica perché, nonostante alcune gaffe, a cominciare da quela dell'incontro con Milosevic nell'inverno scorso, fino alla dichiarazione di non avere saputo nulla della sua consegna, la popolarità di Kostunica continua a rimanere enorme. Tutti gli altri soggetti che fanno parte della DOS dovrebbero, in questo momento, lottare per le briciole sul tavolo della sua vittoria elettorale. Tuttavia, vi sono alcuni seri ostacoli a un tale esito. In primo luogo è evidente che questa coalizione, poiché alla maggior parte della DOS non convengono le elezioni, preferirebbe una caduta del governo federale, piuttosto che una nuova tornata elettorale. A livello formale, non sarebbe difficile trovare molte motivazioni a tale fine e una delle più consistenti è quella secondo cui in tale caso le riforme ritarderebbero da tre a quattro mesi, una cosa inaccettabile. In secondo luogo, anche se ci saranno elezioni federali, il DS di Djindjic non vi parteciperà - affermano i funzionari di questo partito, così come non vi parteciperà il DPS di Djukanovic. "Aspettiamo che Kostunica compia lo stesso errore fatto da Draskovic a suo tempo, e cioè di entrare in una coalizione con i comunisti. E' una cosa che al popolo non piace", così un alto funzionario del DS descrive la tattica dei democratici di Djindjic, aggiungendo che i presidente si è già macchiato di tale errore, vale a dire che è "sceso a patti con i comunisti". I "comunisti", vale a dire quello che continua a essere formalmente il SPS di Milosevic, seguono con attenzione le affermazioni di Kostunica. Le loro pressioni per nuove elezioni le esercitano "dalla strada", cioè con manifestazioni e assembramenti. Per la prima, e forse unica volta, hanno criticato Kostunica in tali manifestazioni (nel corso dei quali imitano completamente lo stile e l'approccio di quella che in precedenza era l'opposizione democratica, combinandoli con la propria esperienza propagandistica acquisita quando erano al potere, per la quale tutto è utile per le manipolazioni - da San Vito a Che Guevara), due giorni prima della consegna di Milosevic e non solo quando il fatto ormai era accaduto. Da allora non perdono l'occasione di ricordare che le posizioni espresse nella loro dichiarazione presentata al parlamento federale, nella quale si chiedeva che Djindjic rispondesse penalmente di violazione della costituzione a causa della consegna di Milosevic, coincidono con "le posizioni del presidente della Federazione Jugoslava e del premier federale". Anche se è chiaro che Kostunica, quando ha sconfitto Milosevic nel settembre scorso, lo ha fatto guadagnandosi i favori di parte degli elettori socialisti, non è così evidente il vantaggio che un ulteriore avvicinamento a tale opzione gli porterebbe. Sembra più probabile che egli conti su una sortita autonoma del DSS, anche se coloro che conoscono come stanno le cose in tale partito ritengono che la situazione interna sia lontana dall'essere ideale, poiché esistono grandi tensioni tra i cosiddetti vecchi oppositori e i membri entrati nel partito solo di recente, dopo che Kostunica è diventato presidente.
OTTIMISTI E SCETTICI
In tutta questa storia, naturalmente, un fattore molto importante è anche quello della comunità internazionale, nonché il fatto che la Jugoslavia sia stata accettata nelle organizzazioni mondiali come comunità della Serbia e del Montenegro. Tuttavia, non bisogna perdere di vista il fatto che viviamo in un mondo che cambia rapidamente, e che comporta una flessibilità portata al massimo. L'economista Bosko Mijatovic ha recentemente diviso le attese che vi sono nel mondo tra ottimistiche e scettiche. Gli ottimisti, per la maggior parte econmisti, affermano che Milosevic era l'unico ostacolo a una normalizzazione dei rapporti della Serbia con l'Occidente, e che dopo la sua consegna all'Aia le condizioni occidentali cesseranno. Gli scettici, per la maggior parte legalisti, affermano da parte loro che le condizioni poste dall'Occidente continueranno rispetto alla cancellazione del debito, allo status del Kosovo e della Vojvodina e a chissà quant'altro ancora. Forse la verità, come accade spesso nella vita, si trova più o meno nel mezzo, e tutto dipenderà anche da quello che avverrà in futuro. Non bisogna dimenticare che la verità e lo stato non sono per nulla categorie univoche.
| Data: 18-07-2001 | | Fonte: "Danas" |
| Autore: Jasmina Lukac |
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