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Basi per gli USA: sì, ma quali?

Data: 16-10-2003 Fonte: "Sega"
Autore: Georgi Gotev

N.E. BALCANI #701 - USA/BULGARIA
16 ottobre 2003


BASI PER GLI USA: SI', MA QUALI?
di Georgi Gotev - ("Sega" [Sofia], 14 ottobre 2003)

Le ennesime ipotesi sulla creazione di basi militari USA in Bulgaria, mentre in Iraq le truppe bulgare sono per la prima volta coinvolte in uno scontro armato


Tornando da Colorado Springs, dove ha partecipato a una riunione-seminario, il ministro della difesa bulgaro Nikolaj Svinarov ha sorpreso i bulgari con l'annuncio che Washington si attende da noi un consenso chiaramente formulato a sostegno della creazione di basi americane in Bulgaria. "E' giunto il momento che il parlamento approvi una dichiarazione consensuale con la quale si opponga, o si dica a favore, della creazione di basi e poligoni americani nel nostro paese", ha detto Svinarov di fronte all'emittente bTV. Sinceramente, avremmo preferito che fossero gli stessi USA a dirci direttamente cosa vogliono. Ma non vogliamo mettere in dubbio le parole del ministro. Cercheremo di convincerci che non siano frutto di un "telefono senza fili" o di un tentativo astuto del nostro capotribù di soddisfare il Grande Fratello prima ancora che a quest'ultimo sia venuto in mente cosa vuole, come è accaduto più volte negli ultimi tempi.

Una dichiarazione sulle basi, va bene. Ma di che basi si tratta? Perché ormai ci siamo abituati a parlare di una cosa, per poi successivamente scoprire che la posta in gioco è del tutto diversa. Dopo l'11 settembre il parlamento aveva approvato una dichiarazione con la quale, senza che i deputati lo avessero capito, sono state modificate le priorità nazionali e da alleati della NATO ci siamo trasformati in alleati degli USA. E' molto probabile che Svinarov si attenda una dichiarazione del tipo "agli USA daremo qualsiasi base". Ma davvero tutte le basi americane avranno un effetto positivo per noi? Finora i nostri governanti hanno lasciato intendere che daremo agli americani basi come l'aeroporto di Sarafovo, nei pressi di Burgas, e il poligono di Koren. Da alcuni giorni tuttavia si parla di un eventuale ruolo del nostro paese nel progetto di scudo stellare che dovrebbe difendere USA e Canada da missili balistici, attraverso il dispiegamento di stazioni di radioricognizione sul nostro territorio [sul progetto americano di scudo stellare si veda un recente articolo de "Il Nuovo" - N.d.R.]. Lo scudo sicuramente non ci difenderà dai missili, ma secondo le parole di Svinarov, "aumenterà il livello di sicurezza del paese e metterà a nostra disposizione tecnologie di avanguardia in questo campo". E' davvero difficile pensare che gli americani possano affidare ai bulgari qualcosa che vada oltre la semplice difesa di una simile base - ma lasciamo comunque da parte questi pensieri meschini .

Un'altra idea lanciata all'improvviso è quella secondo cui sul nostro territorio potrebbero essere dislocati missili Patriot destinati a difendere l'Europa da eventuali attacchi missilistici da parte dell'Iran. Tutto questo rientrerebbe nella nuova strategia degli USA, secondo cui il ripetersi di decisioni come quella di attaccare l'Iraq è indesiderabile e di fronte alle sfide verranno cercati altri tipi di risposta. Qualcosa come la dimostrazione della saggezza del proverbio bulgaro: "a chi si scotta, non rimane che soffiare sulla polenta". Di fronte a questa abbondanza di idee e iniziative chi si potrebbe sorprendere se dovesse venire fuori che gli USA hanno bisogno del nostro territorio per dislocarvi parte del sistema Echelon per l'intercettazione globale delle comunicazioni? Un sistema del quale gli stati europei sono la vittima fondamentale, dato che, per usare il vocabolario di Svinarov, Echelon mette a disposizione delle aziende americane tecnologie d'avanguardia dei paesi europei. Tramite lo spionaggio industriale, naturalmente.

I nostri rapporti con gli USA saranno anche al loro punto migliore degli ultimi 100 anni, come dicono i governanti bulgari. Ma difficilmente ogni tipo di base americana può essere accettabile dal punto di vista dei nostri interessi nazionali - odierni e futuri. E quindi se i deputati devono approvare una dichiarazione sulle basi americane, è necessario che il ministro prima spieghi di cosa esattamente si tratta. Se glielo hanno detto.

LA BULGARIA IN GUERRA

Il 14 ottobre truppe bulgare sono state coinvolte per la prima volta in pesanti scontri a fuoco verificatisi nella zona sotto loro controllo a Kerbala, in Iraq. Le truppe bulgare hanno circondato la moschea dell'imam Hussein e hanno cercato di porre fine allo scambio di fuoco tra due opposte fazioni sciite. Tra i soldati bulgari non sono state registrate vittime, mentre gli scontri tra le fazioni sciite hanno sul terreno un morto e 21 feriti. La situazione nella città rimane tesissima.

(fonte: "Sega", 15 ottobre 2003)

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Data: 16-10-2003 Fonte: "Sega"
Autore: Georgi Gotev





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