default.asp default.asp
Notizie Est
1997-2004

Archivio ospitato da
Bulgaria-Italia
News e analisi sulla penisola balcanica
BALCANI ECONOMIA CHI SIAMO ARCHIVIO LINKS RICERCA
Albania
Bosnia-Erzegovina
Bulgaria
Croazia
Grecia
Kosovo
Macedonia
Romania
Serbia-Montenegro
Slovenia
 
Balcani società
L'Italia e i Balcani
La regione balcanica
  Stampa printer friendly

"L'opposizione bulgara si prepara alle elezioni"

Data: 14-01-2001 Fonte: "Notizie Est"
Autore: Andrea Ferrario

NOTIZIE EST #388 - BULGARIA
14 gennaio 2001


L'OPPOSIZIONE BULGARA SI PREPARA ALLE ELEZIONI
di Andrea Ferrario


In Bulgaria si terranno quest'anno elezioni parlamentari e presidenziali. Il partito al potere, la SDS (Unione delle Forze Democratiche) del premier Kostov, una forza che fa parte dell'internazionale democristiana ed è su posizioni di centro-destra/destra, sta giungendo a tale appuntamento in profonda crisi. Dopo la secca bocciatura ricevuta dall'elettorato con le amministrative dell'autunno del 1999, nel partito, fino ad allora saldamente unito nella gestione del potere, sono cominciate le faide interne. Alcuni tra i suoi uomini più potenti nel paese, come i viceministri Aleksandar Bozhkov e Evgeni Bakardziev, hanno dovuto abbandonare il campo per corruzione, nel caso del primo, o cedere posizioni in attesa di una rivincita, nel caso del secondo. Altri, come il ministro degli interni Bogomil Bonev, hanno abbandonato il governo di propria volontà per fondare nuove forze politiche apertamente ostili alla SDS. Per fare fronte alle pressioni dell'opinione pubblica, ma anche per cercare di serrare le fila nel partito, Kostov è dovuto giungere negli ultimi mesi a ulteriori regolamenti di conti che hanno avuto come esito l'uscita dalla dirigenza del partito delle due principali eminenze grigie della SDS, Hristo Biserov e Jordan Conev. Si sono fatti tesi anche i rapporti tra il governo e il presidente della repubblica, Petar Stojanov, l'unico politico che nei sondaggi riesce a raccogliere ancora un discreto favore. Nonostante l'isolamento e la fragilità, e nonostante il fatto che i problemi del paese, in particolare la disoccupazione e le condizioni economiche della popolazione, continuino a peggiorare, i sondaggi preelettorali parlano di un ridimensionamento della SDS, ma non di una sua débacle. Il partito raccoglie infatti il consenso di circa il 20% degli aventi diritto al voto, più o meno quanti ne raccoglie il BSP (Partito Socialista Bulgaro), principale forza dell'opposizione. Si tratta di dati che alle elezioni dovrebbero tradursi in percentuali di gran lunga più alte in termini di voti ottenuti sul totale di coloro che si recheranno alle urne, viste le previsioni unanimi secondo cui il vero vincitore delle prossime elezioni sarà l'astensionismo. Data la prevista parità tra le due maggiori forze, è probabile che a fare da ago della bilancia sarà il DPS (Partito dei Diritti e delle Libertà), che raccoglie i voti della minoranza turca e di parte di quella musulmana di lingua bulgara. Il BSP, ad ogni modo, si trova per la prima volta dopo quattro anni di fronte alla possibilità di un ritorno al governo.

DALLA CATASTROFE ELETTORALE ALLA SVOLTA FILOATLANTICA
Il BSP, erede del Partito Comunista Bulgaro, non è mai riuscito a riprendersi negli ultimi anni dal colpo durissimo subito dal suo governo tra il 1996 e il 1997. All'inizio del 1995, ritornato al governo dopo una netta vittoria elettorale, il BSP aveva costituito un esecutivo monocolore guidato dal giovane premier Videnov. Diviso in fazioni interne, espressioni nella maggior parte dei casi di interessi affaristici di alcuni dei suoi principali esponenti, ma anche della divisione tra una corrente "nostalgica" e una "liberal-socialdemocratica", il partito non è mai riuscito nei due anni successivi ad affrontare seriamente i problemi del paese. Nell'inverno '96 e '97 la Bulgaria è stata travolta da un'ondata di scandali e da una catastrofica iperinflazione. La SDS, allora principale forza di opposizione, ha saputo manovrare bene la situazione, conquistando in breve tempo il potere e formando un governo di transizione, seguito da una successiva vittoria alle elezioni anticipate. Totalmente screditato agli occhi della maggior parte della popolazione, sempre più diviso in fazioni interne, abbandonato da molti dei circoli affaristici che lo sostenevano, il BSP ha continuato a vegetare per più di tre anni in una posizione di sostanziale passività politica, incapace di trovare alleati nel paese e di allacciare rapporti internazionali, e scarsamente interessato a dare voce alla crescente insoddisfazione dei bulgari. Nella prospettiva di un eventuale ritorno al potere il BSP negli ultimi mesi si è fatto più attivo, anche se quasi esclusivamente sul piano dell'"ingegneria politica". La prima svolta importante si è verificata nella primavera scorsa, quando in occasione del proprio congresso i socialisti si sono pronunciati nel loro programma apertamente a favore della NATO, cancellando così con un colpo di spugna la loro netta opposizione all'alleanza atlantica, esplicitatasi in particolare nel corso dei bombardamenti NATO sulla Jugoslavia dell'anno precedente. Tale mossa ha avuto una doppia funzione: sul piano internazionale, quella di riabilitare il partito come "affidabile" per gli occidentali, sul piano interno, quello di aprire uno spiraglio nei confronti del DPS, che dei voltafaccia ha fatto una propria bandiera, ma non per quanto riguarda la NATO, essendo stato sempre di rigida osservanza filoatlantica. Sui rapporti tra BSP e DPS ha sempre pesato l'innegabile responsabilità che molti alti esponenti del primo hanno avuto, quando erano funzionari del partito comunista, nel tragico "processo di rinascita" degli anni '70 e '80, nel corso del quale sono stati uccisi centinaia di turchi e ne sono stati deportati centinaia di migliaia. Per il BSP è molto difficile rinnegare tale passato, visto che il "nocciolo duro" dei suoi elettori è profondamente antiturco - da qui la necessità di aprire su un altro fronte uno spiraglio nei confronti di un alleato probabilmente indispensabile. Il DPS ha prontamente raccolto l'invito e nel mese di aprile, per la prima volta dopo l'89, vi è stato un amichevole incontro tra i leader dei due partiti, Georgi Parvanov e Ahmed Dogan, proprio nel momento in cui i rapporti tra il DPS e la SDS raggiungevano il loro punto più basso degli ultimi anni.

LE ALLEANZE
L'altro versante sul quale il BSP si è attivizzato è quello delle alleanze con le altre forze di sinistra, presso le quali negli ultimi anni, nonostante i ripetuti tentativi, non era riuscito a ottenere alcun successo concreto. Va subito detto che tali altre forze sono di dimensioni molto ridotte o addirittura ridottissime, ma per il BSP è importante averle con sé per darsi un immagine di partito riformato (nel caso dei rapporti con i partiti socialdemocratici) e contemporaneamente di partito che non rinnega totalmente le proprie radici (nel caso dei rapporti con le forze "comuniste" e "patriottiche"). I partiti che in Bulgaria si richiamano a idee socialdemocratiche sono quattro. Il più importante è la Evrolevica (Eurosinistra, o BEL), guidata da Aleksandar Tomov, partito fondato da "riformatori" distaccatisi dallo stesso BSP nel corso della crisi del '96/'97 e con il tempo avvicinatosi sempre di più alla SDS, della quale ha progressivamente fatto proprie molte posizioni di destra. Il secondo è il BSDP (Partito Socialdemocratico Bulgaro), forza erede dei socialdemocratici messi fuori legge dal regime comunista dopo la seconda guerra mondiale e guidata dal'ex emigrante Petar Dertliev, morto alcune settimane fa. Dertliev ha sempre goduto di una notevole popolarità personale in Bulgaria, ma sul suo partito ha pesato l'eccessivo ruolo degli emigranti politici di età anziana e la mancanza di una chiara linea politica, come testimonia il fatto che il BSDP ha negli anni collaborato anche con la SDS. Negli ultimi tempi sono emerse altre due miniformazioni che si definicono socialdemocratiche: l'OBT (Blocco Unito del Lavoro) di Krastju Petkov, ex leader del maggiore sindacato del paese (KNSB), e il Movimento Politico "Socialdemocratici", costituito da ex membri di Evrolevica che hanno abbandonato quest'ultima in segno di dissenso per la sua deriva di destra. Un suo rolo lo ha avuto anche il "Klub na 100-te" ("Club dei 100"), un'associazione di intellettuali socialisti e socialdemocratici, che si è fatta notare in particolare per essere stata teatralmente invitata a un incontro ufficiale dall'ambasciatore USA Richard Miles. Negli ultimi mesi del 2000 Georgi Parvanov è infine riuscito a siglare un'alleanza preelettorale, battezzata "Nova Levica" ("Nuova Sinistra"), con il BSDP, l'OBT e il movimento "Socialdemocratici", mentre ha definitivamente rinunciato a coinvolgere l'Evrolevica, il cui stesso futuro è ora messo in causa: nonostante i suoi tentativi di formare una "Nova Levica-2", infatti, molti ritengono che per questo partito l'unica possibilità di sopravvivenza sia quella di un'integrazione nella SDS. I rapporti tra le varie forze dell'alleanza "Nova Levica" rimangono complessi, data la disproporzione tra il BSP e i minipartiti socialdemocratici e il conseguente ruolo egemone che vi svolge il primo. Il più "inquieto" di tutti sembra essere Krastju Petkov, leader dell'OBT, che sta cercando di spingere a destra la coalizione. Petkov ha lanciato infatti pubblicamente l'idea che la coalizione "Nova Levica" proponga come proprio candidato alle prossime presidenziali Simeon Koburtgotski, meglio noto come Simeon II, erede al trono e figlio dell'ultimo zar bulgaro, Boris III. La mossa di Petkov è stata astuta, visto che una recente indagine d'opinione aveva rilevato che il 48% degli elettori del BSP vede di buon occhio lo zar in esilio. Negli ultimi giorni Petkov ha virato ulteriormente a destra, affermando che dopo le elezioni la "Nova Levica" dovrà formare una coalizione anche con alcune formazioni di destra, come i nazionalisti della VMRO, i monarchici della FCB e il partito dell'ex ministro degli interni Bonev. Le imbarazzate reazioni del segretario del BSP Parvanov sono state tutto fuorché una chiara smentita di tali ipotesi. Sul fronte delle forze alla sinistra del BSP Parvanov si è impegnato molto meno rispetto a quanto non abbia fatto con i socialdemocratici. E' stata comunque siglata un'alleanza elettorale con l'Unione degli Antifascisti Bulgari di Velko Valkanov (in passato è stato candidato alla presidenza della repubblica per il BSP, virulento nazionalista e acceso sostenitore di Milosevic), gli agrari del BZS Stambolijski (piccolo partito "patriottico" di sinistra), l'Unione Patriottica e altre formazioni minuscole, tra le quali due tra gli innumerevoli minipartiti "comunisti" e l'ultranazionalista Comitato per la Difesa degli Interessi Nazionali. Non è ancora escluso, tuttavia, che alcune delle forze a sinistra del BSP possano infine optare per la formazione di un blocco di sinistra in proprio, magari con fuoriusciti dal BSP insoddisfatti della linea "liberal-socialdemocratica" (così la definisce lo stesso Parvanov) del suo segretario.

CONSOLIDAZIONE INTERNA
Uno dei motivi per cui Parvanov è riuscito a muoversi più agilmente rispetto al passato nella formazione di alleanze con i socialdemocratici è il successo ottenuto in occasione del congresso del BSP dell'anno scorso. Il segretario uscente, infatti, è stato rieletto al primo turno con il 77% dei voti e l'opposizione interna è stata praticamente estromessa dagli organi di dirigenza del partito. Tale opposizione interna è guidata da Krasimir Premjanov e dalla sua piattaforma "Forum Aperto", che propugna un nazionalismo più esplicito e orientato verso il "tradizionale alleato" della Bulgaria, cioè la Russia, ed è favorevole a un maggiore controllo dello stato sull'economia. Schierati con Premjanov sono le due eminenze grigie dei socialisti, il già citato premier Videnov e, soprattutto, Aleksandar Lilov, ex membro del politburo sotto il regime comunista. Su una linea vicina a quella di Premjanov è anche il giornale del partito, "Duma", attualmente edito, insieme all'altro giornale della sinistra, "Zemja", dall'ex capo della Sicurezza di stato del regime comunista, Dimitar Ivanov. Grazie anche alla "pulizia" all'interno del partito, comunque, Parvanov è riuscito ad acquisire un certo credito internazionale, confermato, oltre che dall'incontro degli intellettuali socialisti e socialdemocratici con Richard Miles, anche dai viaggi del segretario socialista a Berlino, Bruxelles e Mosca. Permane comunque la "ferita aperta" del mancato accoglimento dei socialisti bulgari nell'Internazionale Socialista, dovuta al veto della Evrolevica che ne fa parte insieme al BSDP. Si prospetta però la possibilità di un ammissione del BSP in qualità di osservatore.

PAROLE, PAROLE E PAROLE
Ma a parte le purghe interne e le manovre per costruire alleanze elettorali, cosa ha proposto in concreto il BSP ai bulgari? Come ha efficientemente riassunto un quotidiano di Sofia: "solo parole, parole e parole". Il partito non ha saputo dare voce a nessuna delle innumerevoli insofferenze della società bulgara rispetto al governo della destra. Al di là di (pochi) slogan populistici, i socialisti sono stati totalmente latitanti nella difesa dei diritti dei lavoratori, che affermano di volere rappresentare: nel corso del 2000 non si è registrata neanche una protesta o altra iniziativa dei socialisti in tale campo. Nemmeno riguardo alla corruzione, tema giustificatamente molto sentito dall'opinione pubblica e tra l'altro molto più facile da sfruttare a fini politici, il BSP è andato oltre alle minacce di iniziative in parlamento, mai concretizzatesi. Quali sono i motivi di questa "timidezza"? Innanzitutto, al BSP è ben chiaro che se la SDS è stata fortemente punita in occasione delle elezioni amministrative del '99, in buona misura lo sono stati anche gli stessi socialisti, che là dove avevano le loro roccaforti hanno paradossalmente perso a favore della destra. E sicuramente i leader socialisti si rendono conto di non avere alcuna autorevolezza per pretendere di rappresentare i gli interessi dei lavoratori, dopo l'esperienza del loro ultimo governo, talmente disastrosa da essere ancora fortemente viva nella memoria della maggior parte dei bulgari. Ma c'è dell'altro, e cioè che il BSP in realtà non rappresenta in alcun modo un'alternativa alla destra oggi al governo e, anzi, sotto molti aspetti le assomiglia. Con il paravento dei richiami a una strampalata "liberal-socialdemocrazia" Parvanov ha cercato di fare passare l'obiettivo molto più prosaico di una piena integrazione nelle politiche occidentali, il cui esempio più chiaro è la recente svolta filoatlantica. Anche in campo economico le differenze sono esili e non va dimenticato, per fare un solo esempio, che il consiglio valutario con il quale le finanze della Bulgaria sono state poste dal 1997 sotto il diretto controllo del FMI era un progetto che stavano per mettere in atto gli stessi socialisti nel '96 e che è stato "soffiato" a questi ultimi dalla SDS con la sua ascesa al potere - oggi il BSP è favorevole al proseguimento dell'esperienza del consiglio valutario. Inoltre, come nel caso della SDS, all'interno del BSP e intorno a esso fioriscono forze nazionaliste e intellettuali patriottici dalle malcelate aspirazioni grande-bulgare, in particolare riguardo alla Macedonia, e dall'atteggiamento sciovinista, spesso ai limiti del razzismo, rispetto alle minoranze turche, musulmane e rom. Lo stesso Parvanov, che originariamente era studioso di storia, ha pubblicato opere in cui si avallano le tesi sull'identità bulgara dei macedoni con chiari intenti "patriottici". L'unico fattore per cui il BSP si era distinto negli ultimi otto-nove anni dalla SDS era di segno negativo, e cioè la minore tendenza all'autoritarismo, in particolare per quanto riguarda il controllo dei media e quello del sistema giuridico. Ma ciò era attribuibile soprattutto alla sua debolezza e alla scarsa coesione interna - ora che anche la SDS ha chiaramente gli stessi problemi, tale "qualità" sembra essere diventata meno rilevante.

La Bulgaria si accinge alle prossime elezioni con due sole certezze: la massiccia disaffezione della popolazione nei confronti di tutte le forze politiche e la chiusura del periodo di governo incontrastato della SDS a favore di una situazione molto più incerta e instabile. Non è da escludersi che la fondamentale somiglianza tra i due principali partiti porterà a qualche forma di reciproca convivenza pacifica nell'interesse comune, come d'altronde sta già avvenendo ora in forma embrionale. Dal comportamento della "comunità internazionale" si può intuire che continueranno a essere esercitate pressioni in tal senso. Se ciò dovesse avvenire, la soluzione dei gravissimi problemi della Bulgaria verrà ulteriormente bloccata e rimandata nel tempo, a completo danno dei bulgari.

(fonti: "Kapital", 23-29 dicembre 2000 e 13-19 gennaio 2001; "Sega", 29 dicembre 2000; "Novinar", 4 gennaio 2001; "Trud", 4 gennaio 2001; "24 casa", 5 gennaio 2001)


[top]

Data: 14-01-2001 Fonte: "Notizie Est"
Autore: Andrea Ferrario





Copyright © 1997-2005 Notizie Est. Tutti i diritti riservati