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La chiesa distribuisce le carte

Data: 09-11-2003 Fonte: "Politika"
Autore: R. Arsenic

N.E. BALCANI #714 - CROAZIA
9 novembre 2003


LA CHIESA DISTRIBUISCE LE CARTE
di R. Arsenic - ("Politika" [Belgrado], 4 novembre 2003)

La chiesa cattolica croata invita i cittadini a non votare per chi è a favore dell'aborto, dell'eutanasia e dei matrimonni omosessuali, vale a dire contro la coalizione di governo, ma Racan incassa il ritorno di immagine di un incontro con il Papa in piena campagna elettorale


I vescovi cattolici croati, che si sono riuniti nella conferenza episcopale svoltasi appena prima della grande festività del giorno dei morti, hanno indirizzato ai fedeli una loro dichiarazione preelettorale in vista delle imminenti elezioni parlamentari (23 novembre), nella quale li invitano a non votare per partiti e singoli che sono a favore della legalizzazione dell'aborto, dell'eutanasia e delle unioni coniugali innaturali tra persone dello stesso sesso". In questo modo, la più influente chiesa della Croazia, paese che si definisce anche ufficialmente cattolico, si è immischiata direttamente nelle elezioni in cui la principale battaglia si svolgerà tra due opzioni politiche: quella dell'attuale coalizione democratica di governo guidata dalla SDP del premier Racan e quella del ritorno al potere della HDZ guidata da Ivo Sanader (dalla quale nel frattempo sono fuoriusciti svariati esponenti che hanno fondato nuovi partiti), una forza politica che ha cercato di cambiare il pelo, ma ha avuto le maggiori difficoltà nel cercare di cambiare il vizio.

La chiesa cattolica croata, allora guidata dal cardinale Franjo Kuharic, aveva già esercitato in passato un'influenza decisiva nelle elezioni croate quando, nel dare un orientamento politico ai propri fedeli, generalmente conservatori, ha aiutato nel 1990 la conquista del potere da parte della nazionalista HDZ di Franjo Tudjman, il quale evidentemente solo per motivi biologici è riuscito a non ritrovarsi sul banco degli accusati all'Aja. Con la dichiarazione dei vescovi si crea la possibilità di un ripetersi della storia e ciò nel peggiore dei modi, perché la "chiesa dei croati" ha in tale modo nei fatti invitato i cittadini a non votare per il partito che guida la coalizione di governo (che, fatta eccezione per la HSS, è a favore proprio di ciò a cui la chiesa cattolica si oppone energicamente) e ha detto loro di votare di nuovo per i partiti che, all'opposizione, sono guidati dalla HDZ "travestita".

Oltre a questi sviluppi della situazione preelettorale, sta diventando sempre più evidente la divisione tra i due maggiori partiti della coalizione governativa: la SDP di Racan e la HSS di Tomcic. Fino a che punti si sia arrivati in questi giorni lo dimostra la dichiarazione di Racan, secondo cui la SDP "interromperà la prassi adottata finora di fare concessioni ai partner". Elencando nei comizi preelettorali tutto ciò che ha fatto la HSS, il suo leader Zlatko Tomcic, tra le altre cose, si è vantato di quanto segue: "Se non ci fosse stata la HSS, non ci sarebbe l'insegnamento della religione nelle scuole, e oggi in Croazia avremmo anche una Legge sulla famiglia secondo la quale si potrebbero contrarre matrimoni omosessuali".

[Da rilevare anche, come riferisce il "Novi List", che ieri il premier croato Racan si è recato in visita in Vaticano, dove ha avuto un colloquio con il Papa. La coincidenza di questa visita con la campagna elettorale in pieno svolgimento è stata oggetto di forti critiche da parte di molti]

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Data: 09-11-2003 Fonte: "Politika"
Autore: R. Arsenic





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