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"Le combinazioni politiche preelettorali in Montenegro"
| Data: 05-04-2001 | | Fonte: AIM |
| Autore: Petar Komnenic |
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NOTIZIE EST #424 - SERBIA/MONTENEGRO
5 aprile 2001
LE COMBINAZIONI POLITICHE PREELETTORALI IN MONTENEGRO
di Petar Komnenic - (AIM Podgorica, 1 aprile 2001)
Allo scadere del termine per la presentazione delle liste elettorali, la disposizione delle forze sulla scena preelettorale del Montenegro si è cristallizzata: hanno annunciato la loro partecipazione alle elezioni parlamentari straordinarie quattro coalizioni e dieci partiti. Le coalizioni sono: DPS-SDP "La vittoria è il Montenegro - Coalizione Democratica Milo Djukanovic", la coalizione SNP-NS-SNS "Insieme per la Jugoslavia", la Coalizione dei partiti comunisti, nonché la "Coalizione bosgnacco-musulmana in Montenegro".
Nell'arena elettorale compariranno in autonomia: Alleanza Liberale del Montenegro, Partito della Prosperità Democratica, Unione Democratica degli Albanesi, Alleanza Democratica nel Montenegro, Partito Radicale Serbo "dr. Seselj", Partito per la Difesa dei Risparmi e della Sicurezza Sociale dei Cittadini del Montenegro, Partito della Legge Naturale, Unità Popolare, Partito Liberal-Democratico e il Partito Popolare Socialista (NSS) di Momir Bulatovic.
Quindi, in risposta alla formazione di un blocco pro-Montenegro e al proseguimento della collaborazione in coalizione tra il Partito Democratico dei Socialisti (DPS) e il Partito Socialdemocratico (SDP), si è avuta la creazione di una nuova alleanza sulla scena politica locale. Sotto il motto "Insieme per la Jugoslavia" hanno unito le loro forze il Partito Socialista Popolare (SNP) e il Partito Popolare (NS). Lo scopo della formazione di questa coalizione è nota fin dall'inizio. "Queste elezioni, è più che evidente, sono elezioni a favore o contro la Jugoslavia, e ciò significa che tutti coloro che sono a favore di quest'ultima devono unire le proprie forze e i propri voti, perché dall'altra parte gli ideologi della separazione lo hanno già fatto" - ha dichiarato il leader del NS, Dragan Soc, dopo avere siglato l'alleanza con il SNP.
Dopo questo appello, alla coalizione per "salvare la Jugoslavia" si è associato anche il SNS, guidato da Bozidar Bojovic. Le forze si sono unite - il blocco "projugoslavo" è stato formato.
Al primo posto della relativa lista ci sarà, come si attendeva, Predrag Bulatovic, leader del partito più forte di questa triplice alleanza, cioè il SNP. Anche se è il più forte dell'alleanza, sembra che il SNP sia stato quello che ci ha guadagnato di meno: un terzo dei 77 posti per i candidati è stato riservato al NS, mentre 7 posti sono rimasti a disposizione dell'ultimo arrivato, il SNS.
Anche se a malavoglia, il SNP, che si ritiene il singolo partito più forte del Montenegro, ha dovuto decidere di compiere tale passo al fine di conseguire obiettivi più alti.
"Sono convinto che il SNP, se si fosse presentato da solo in queste elezioni, avrebbe ottenuto più voti di quanti non ne otterrà singolarmente all'interno di tale coalizione", ha ammesso Predrag Bulatovic. E tuttavia è meglio "qualche mandato in meno come partito, pur di riuscire a ottenere più voti per la Jugoslavia" - ha affermato, spiegando i propri calcoli preelettorali.
A parte i calcoli dei partiti, fonti bene informate vicine al SNP affermano che una tale costellazione preelettorale è stata richiesta anche da altre istanze - la chiesa ortodossa serba, la cerchia più vicina al presidente jugoslavo Kostunica, nonché anche parte della comunità internazionale, la quale ritiene che in tal modo sarà possibile conservare la stabilità nella regione. Questa tesi è a suo modo sostenuta anche dalle dichiarazioni piuttosto audaci del vicepresidente del SNP, Zoran Zizic, secondo cui la coalizione SNP-NS-SNS "ha il sostegno della comunità internazionale e della Serbia democratica".
Tuttavia, anche se i tre membri della coalizione "pro-jugoslava" prenderanno parte alle elezioni "convinti della propria vittoria", le indagini effettuate presso l'opinione publica montenegrina non danno loro tanti motivi di festeggiare. In particolare, le inchieste finora effettuate indicano un "evidente" calo del sostegno al SNP, che ora si ritrova sotto il 20%. Il suo partner di coalizione SNS, anche se ha cominciato a "divincolarsi", è rimasto ciò che era fin dall'inizio - un attore di poco conto. In questo blocco l'unico a registrare un aumento dei favori nei sondaggi è stato il Partito Popolare (NS).
Negando l'autenticità delle indagini menzionate, i funzionari di questi partiti affermano che i numeri in ultimo sono a loro favore. Lo ha confermato recentemente anche Zoran Zizic, richiamandosi ai risultati di "due indagini" che danno in vantaggio la loro opzione. Chi sia l'autore di questi sondaggi e su quali parametri essi siano basati il vicepresidente del SNP non lo ha spiegato!
E' sicuro, tuttavia, che non si tratta della più recente indagine d'opinione effettuata tra il 15 e il 19 marzo dall'agenzia bosniaca "Prima" su commissione dell'Istituto americano per la democrazia nazionale.
Più precisamente, su un campione di 1265 abitanti di tutte le municipalità si è giunti alla valutazione che il "blocco montenegrino" potrà contare alle prossime elezioni sul 70% dei voti. Suddiviso per singoli partiti: al DPS andrebbe il 51%, al LSCG il 13% e al SDP il 6% dei voti.
Sul fronte opposto la situazione, quindi, non è così allegra. "L'orientamento pro-jugoslavo" secondo tali previsioni, dovrebbe ottenere meno del 30% ddei voti: il SNP 17%, il SDP 6% [è un chiaro errore, evidentemente l'autore intendeva il NS - N.d.T. ] e il SNS il 3%. I numeri parlano da soli, ma a favore della coalizione pro-montenegrina. Ma gli oppositori sono coscienti dei rapporti di forza effettivi?
Gli osservatori ritengono che l'alleanza di tutti coloro che sono favorevoli alla Jugoslavia, con il superamento di tutte le precedenti insofferenze reciproche tra NS, da una parte, e SNP e SNS, dall'altra, sia una prova sufficiente del fatto che tale blocco è conscio delle reali potenzialità del campo opposto.
Ma anche dopo la chiara polarizzazione delle forze, sia l'una che l'altra parte entrano nella parte finale della competizione elettorale in formazione "mutilata" - senza i propri alleati naturali. Così al blocco montenegrino manca il LSCG, mentre la coalizione pro-jugoslava si presenta alle elezioni senza il Partito Socialista Popolare (NSS) guidato dall'ex leader del SNP Momir Bulatovic.
Tuttavia, le due parti non pongono le stesse speranze nei rispettivi partner "infedeli". Infatti, la coalizione DPS-SDP ammette di non avere definitivamente respinto l'offerta dei liberali (LSCG) di formare una coalizione, ma di averla solo rimandata a dopo la fine delle elezioni. "Forse sarà necessario giungere dopo le elezioni a un accordo con un altro partito, anch'esso democratico, per avere non solo la maggioranza assoluta in parlamento, ma anche quella maggioranza che viene calcolata come necessaria per approvare legittimamente le più importanti decisioni per il futuro dello stato e dei cittadini del Montenegro", ha detto l'alto funzionario del DPS Miodrag Vukovic, alludendo in maniera abbastanza chiara al LSCG. In altre parole, il DPS conta sul LSCG come alleato che lo aiuterebbe, dopo un'eventuale vittoria alle elezioni, a ottenere in parlamento la maggioranza necessaria per indire il referendum [sull'indipendenza - N.d.T.].
Da parte sua, la coalizione "Insieme per la Jugoslavia" non si attende poi molto per quanto riguarda il NSS, anzi si potrebbe già dire che tale partito rappresenta per essa un impaccio nella strada che porta alle elezioni. Inoltre, gli osservatori ritengono che, oltre a quella con DPS-SDP, gli "jugoslavi" dovranno mettere in conto un'aspra lotta anche con l'ex alleato Momir Bulatovic, il quale è pronto a tutto per arrivare in parlamento.
A giudicare da tutto, la coalizione tra SNP-NS e SNS non può sperare in chissà quale successo elettorale. Tuttavia le rimane un asso nella manica. Unendo i loro voti, questi tre partiti hanno pur sempre la possibilità di rendere impossibile alla coalizione DPS-SDP di ottenere nel prossimo parlamento, con l'aiuto del LSCG, la maggioranza dei due terzi che potrebbe aprire la strada all'indipendenza del Montenegro.
Un tale esito, quindi, non rappresenterebbe né una vittoria della "Jugoslavia" né una vittoria del "Montenegro". Si otterrebbe una situazione di patta che non andrebbe a vantaggio né dell'una né dell'altra parte, con uno stato in disgregazione.
| Data: 05-04-2001 | | Fonte: AIM |
| Autore: Petar Komnenic |
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