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BNN, ovvero la CNN dei Balcani

Data: 05-02-2004 Fonte: "Dani"
Autore: Emir Imamovic, Emir Suljagic

N.E. BALCANI #756 - BOSNIA/BALCANI
5 febbraio 2004


BNN, OVVERO LA CNN DEI BALCANI
di Emir Imamovic e Emir Suljagic - ("Dani" [Sarajevo], 9 gennaio 2004)

Il miliardario serbo Karic sta per lanciare un network televisivo interbalcanico: il settimanale "Dani" indaga sull'emittente bosniaca che ne farà parte


Il cortile offre una strana vista su Sarajevo: tanto strana, che diventa subito chiaro perché i cetnici si sono posizionati proprio qui e vi hanno tenuto fino alla fine un carro armato. Una casa piccola, evidentemente restaurata in fretta, accanto alla cui porta di entrata invece di una targhetta con il numero si trova la scritta "RTV Alfa", parla eloquentemente del fatto che qui, a Vraca, cioè ai confini stessi tra la capitale della Bosnia-Erzegovina e la Republika Srpska, vivacchia una delle tante emittenti radiotelevisive il cui segnale raggiunge solo le immediate vicinanze.

Entriamo. E subito usciamo. Un ragazzo in ciabatte, quando ci presentiamo e chiediamo del direttore Mahir Zisko, ci dice: "E' giù". Scendiamo di un piano lungo scalini dalle brusche svolte. Dietro alla porta, in un corridoio scuro nel quale due persone rappresenterebbero già una folla e tre sverrebbero per mancanza di ossigeno, ci accoglie un uomo con un berretto di lana, appoggiato con i gomiti a un piccolo banco accanto a un cane di razza ignota, non più grande di un bidone da cinque litri e legato a qualcosa che potrebbe essere un tubo del gas. Ascoltiamo le sue istruzioni e svoltiamo a destra, in uno spazio pieno di fumo nel quale tre donne bionde in completa tenuta invernale ci dimostrano con il loro sguardo il loro disinteresse e quindi continuiamo diritto, camminando su un pavimento scricchiolante fino alla porta dell'ufficio del direttore.

REALTA' E PROGETTI

Capelli lisci, una barba ben curata, in un vestito scuro, Mahir Zisko siede da solo dietro un computer, una stampante e un fax. Tutto ha l'aria di un imbroglio. A prima vista. E la prima vista, a volte, inganna. Perché qui (nella casa che una volta apparteneva a Goran Pandurevic, sospettato di crimini di guerra per stupro, in seguito liberato), ma anche a Belgrado, Skopje, Podgorica, Lubiana, Fiume e Sofia, sta nascendo una rete televisiva balcanica: Balkan News Network (BNN!).

Mahir Zisko, ex presidente dell'Unione della Gioventù Musulmana, ex comproprietario della TV Hayat, proprietario della radio bosniaco-musulmana Hayat, cofondatore della Televisione Bosniaca, da lui persa nel giro di una notte per colpa dei fratelli Latic e di Mensur Brdar, l'attuale boss della rivista "Ljiljan", amico intimo di uno degli uomini più aggressivi della SDA, Omer Behmen, e proprietario della RTV Alfa, non nasconde che la rete televisiva regionale sia una sua idea che si concretizzerà già nel febbraio di quest'anno.

Dietro a questo nome un po' ambizioso ci saranno sette emittenti televisive che vanno dalla Slovenia fino alla Turchia. "Non volevamo fare nascere alcuna associazione di idee con la ex Jugoslavia, quindi abbiamo deciso di farne un progetto balcanico", spiega Zisko. Le controversie, tuttavia, saranno inevitabili. Di quella che probabilmente sarà la rete TV più grande dei Balcani entreranno a fare parte la slovena TV PIKA, la greca TV ALFA, la macedone A1 TV, la bulgara TV Balkan, la TV RI di Fiume, la BK TV di Belgrado e la RTV Alfa di Sarajevo. La BK TV, di proprietà di Bogoljub Karic, uno dei beniamini del regime di Slobodan Milosevic, fa parte di un impero economico che si estende su alcuni continenti. Tutto questo in grande misura stride con l'atmosfera qui a Vraca, ma, secondo le parole di Zisko, tutti i partner sono entrati a fare parte del network su basi eque.

"In questo momento ci mancano 300.000 KM (marco convertibile bosniaco, ca. 150.000 euro) per fare progredire la televisione. Avremo tre ore di programma sulla rete e penso che siamo già pronti per realizzarle", dice Zisko. Secondo l'accordo tra i membri del network, ogni televisione avrà tre ore di programmi che rientreranno nello schema comune. Rispetto alle altre televisioni, RTV Alfa, con i suoi 30 dipendenti e una programmazione ancora in fasce, sembra essere il motore più debole. Zisko, tuttavia, non dubita che la sua televisione sia sufficientemente cresciuta per fare fronte a tale sfida. D'altronde, sul mercato bosniaco e con la programmazione che ha, RTV Alfa non ha altra via d'uscita. Come membro del network, questa emittente rappresenta però qualcosa di completamente diverso: la BNN, tra le altre cose, ha recentemente acquistato dalla BBC anche la licenza per il Milionario e già a febbraio dovrebbe cominciare la sua messa in onda anche in Bosnia-Erzegovina. Lo stesso vale anche per il quiz Hugo.

UN GROVIGLIO DI CIRCOSTANZE

La televisione di Mahir Zisko ha un altro problema: la sua audience, rispetto a quella di altre televisioni, è minima. Come probabilmente fanno anche i proprietari delle rimanenti televisioni bosniache, Zisko dà la colpa di tutto questo alla CRA (Agenzia di Regolamentazione delle Comunicazioni), lanciando accuse molto gravi: "Penso che al suo interno vi siano persone che non lavorano nell'interesse delle televisioni bosniache".

La domanda quindi è cosa, oltre alla buona volontà, abbia portato la Alfa nel network di grandi televisioni balcaniche. Tutti i problemi tecnici, in questa faccenda, sembrano trascurabili: la Alfa presto si trasferirà in nuovi spazi, e se non otterrà la possibilità di installare trasmettitori più potenti, entrerà a fare parte del sistema via cavo a Sarajevo, nella Bosnia centrale e a Mostar, coprendo così una quota significativa del territorio; per la produzione dei programmi potrà sfruttare la tecnologia estremamente moderna della televisione dei fratelli Karic... Mahir Zisko è stato veramente "abbagliato dal sole" nel momento in cui sono fallite le sue trattative con Zeljko Mitrovic, proprietario di TV Pink, per l'acquisto della Alfa, nel momento in cui la stessa Pink, rilevando piccole emittenti TV nella Republika Srpska, ha semplicemente costretto la concorrenza ad allargare gli orizzonti e in cui è diventata possibile un'unione che rende lo spazio balcanico appetibile. Il calcolo in questo caso è semplice: ogni programma ottenuto in licenza risulta più economico tanto più sono i potenziali spettatori; ogni costoso programma concesso in licenza (logicamente) rende di più su un mercato di oltre 20 milioni di persone, e questi milioni attirano inserzionisti che possono siglare con il network un accordo complessivo per l'intera regione, oppure trattare con le emittenti che fanno parte del network. In questo processo inevitabile, Alfa è stata l'unica interessata, indipendente e aperta e, in fin dei conti, non poteva fare altro che collaborare.

Che l'intera storia sia seria lo testimoniano anche le immagini degli spazi "segreti" nella casa cadente a Vraca: negli spazi di regia piccoli, ma funzionali e ben attrezzati, Zisko mostra con ottimismo le sigle dei programmi informativi, di intrattenimento, sportivi e specializzati della BNN. A giudicare dal design, che deve essere ancora completato solamente da un logo della BNN, il lavoro comune viene preso estremamente sul serio. Così come seriamente è stato preparato: d'altronde la BK Sound, il ramo musicale dell'impero BK, ha firmato un contratto con tutta una serie di stelle balcaniche, la cui presenza come ospiti ora è garantita nel programma della BK TV, rispettivamente della BNN.

SHOCK PER IL RITORNO DEL PASSATO

Tra le acquisizioni della casa discografica dei fratelli Karic vi è anche la maggiore stella del turbo-folk nella zona del mondo in cui questa musica viene ascoltata: Svetlana "Ceca" Raznatovic. Ed è proprio a causa sua che la RTV Alfa ha attirato su di sé l'attenzione un mese prima dell'avvio delle trasmissioni del network. In quello che probabilmente è stato il peggiore programma mai trasmesso a Sarajevo (va bene, non è sicuramente il peggiore: questo titolo è conteso dalla RTV Vogosca e dalla NTV 99) è comparsa... Ceca. Non in uno spot, non in una fotografia, non in un'intervista presa dalla BK TV, bensì in una trasmissione girata in esclusiva per la TV Alfa!

Dalla fine della guerra, è stata la prima intervista concessa a un media bosniaco da questa cantante, fino a poco tempo fa in carcere e vedova del criminale di guerra Zeljko Raznatovic Arkan. Inoltre, è stata un'intervista con una fine del tutto inaspettato: nei titoli di chiusura scriveva "A Sarajevo con amore, Svetlana Ceca Raznatovic"!

L'intervista, interrotta da spot, era giornalisticamente superficiale, registicamente catastrofica, moralmente accettabile quanto la dichiarazione con cui Bora Paravac si è vantato del fatto che suo padre era un cetnico... Si è trattato, tuttavia, di un'esclusiva giornalistica e di uno shock televisivo. In realtà, nessun media si asterrebbe dal trasmettere l'intervista a una donna che ha una biografia cinematografica, è una cantante che vende decine, se non centinaia, di migliaia di supporti sonori e che può riempire qualsiasi stadio in qualsiasi luogo della ex Jugoslavia. D'altronde, dopo la Alfa, ha pubblicato un'intervista a Ceca anche l'autorevole giornale britannico "Independent": naturalmente, però, quest'ultimo ha posto delle domande che erano assolutamente assenti dalla trasmissione bosniaca (guerra, crimini, Arkan...). Lo shock in questo caso è stato maggiore di qualsiasi altro effetto: Mahir Zisko, un giovane il cui matrimonio secondo il rito musulmano, ripreso da videocamere e svoltosi a Sarajevo, è stato visto come un evento/una dimostrazione del risveglio dell'energia dei nuovi musulmani, un giovane proprietario di un media che ha promosso il più oscuro nazionalismo, simbolo della generazione dei giovani tecnomanager musulmani, ma anche un uomo al quale i cetnici hanno gravemente ferito il padre e hanno ucciso due sorelle - ebbene, questo uomo ha firmato come direttore l'intervista a una donna il cui marito ha accumulato una ricchezza a suon di colpi di pugnale, riducendo il più possibile il numero dei bosniaci, una donna il cui pubblico si adorna di simboli cetnici e che passa per la regina senza rivali di quei serbi che ritengono che Draza Mihailovic fosse un brav'uomo.

Zisko spiega questa uscita con il fatto, tra le altre cose, che sia i tempi sia la gente cambiano. Cosa che in parte è vera. Ma è ancora più esatto dire che in questi cambiamenti sopravvivono i più resistenti. Mahir Zisko, che era stato impudentemente imbrogliato nella storia riguardante la Televisione Bosniaca, è resistente, e anche un po' fortunato e furbo. Con una sola intervista è riuscito a raggiungere la più alta audience mai toccata da RTV Alfa in un anno di esistenza; con un'intervista ha dimostrato che ciò che appare rischioso, in realtà non comporta alcun pericolo, e ha attirato su di sé l'attenzione nelle fasi finali di preparazione del network televisivo balcanico. Un network che con i suoi programmi in esclusiva, con il forte sostegno dell'azienda BK e con un pubblico potenziale di 20 milioni di persone, può crescere fino a superare anche quella che finora era l'intoccabile TV Pink.

[In un riquadro "Dani" ricorda che nel febbraio del 1994, appena dopo la strage al mercato di Markale, la radio Hayat (di proprietà di Zisko) ha interrotto i propri programmi con inviti brutali a linciare i serbi di Sarajevo. Zisko minimizza e afferma che il suo passato di guerra non ha nessuna importanza per i suoi nuovi partner d'affari. Segnaliamo anche che il quotidiano belgradese "Blic", in un articolo del 4 febbraio riguardante l'ambasciatore americano in Serbia, William Montgomery, afferma che quest'ultimo, in vista dell'imminente abbandono del suo incarico, intende "fondare imprese di consulenza che forniscano servizi alle imprese statunitensi operanti nei Balcani, e collaborare inoltre con la famiglia Karic, che prevede di inaugurare un programma televisivo e un'organizzazione economica che copriranno l'intera regione". La moglie di Montgomery, segnala sempre "Blic", insegna filosofia all'università privata di Bogoljub Karic.].

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Data: 05-02-2004 Fonte: "Dani"
Autore: Emir Imamovic, Emir Suljagic





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