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"Tagliate le ali all'indipendenza del Kosovo"

Data: 06-06-2002 Fonte: "Stina"
Autore: Ylber Emra

N.E. BALCANI #559 - KOSOVO
6 giugno 2002


TAGLIATE LE ALI ALL'INDIPENDENZA DEL KOSOVO
di Ylber Emra - ("Stina" [Spalato], 5 giugno 2002)


Il capo della missione civile dell'ONU in Kosovo, Michael Steiner, ha revocato una decisione del parlamento suscitando così la rabbia degli albanesi del Kosovo, che hanno interpretato la sua mossa come un modo di sottrarre loro la sovranità dello stato. Steiner ha dimostrato con i fatti di essere l'unica ed esclusiva autorità in Kosovo e che non è ancora il momento giusto perché i leader politici albanesi adottino in autonomia delle decisioni sul futuro della provincia, sotto tutela civile e militare internazionale dal luglio del 1999. Con tale atto, approvato letteralmente dieci minuti dopo l'adozione della risoluzione parlamentare, Steiner ha fatto notevolmente diminuire le speranze degli albanesi del Kosovo di riuscire a raggiungere in tempi brevi un obiettivo a cui aspirano da lungo temp: l'indipendenza. Quest'ultima è stata lo slogan unanime di tuti i partiti albanesi durante la campagna elettorale che ha preceduto le elezioni generali del novembre scorso. E' stata anche un desiderio sottolineato con particolare enfasi nel corso degli ultimi decenni del secolo appena terminato. Il "peso" della decisione di Steiner consiste nel fatto che fin dai primi passi al parlamento del Kosovo è stato impedito di approvare una dichiarazione che implicasse la sovranità. L'inviato speciale del segretario dell'ONU, questa è la denominazione per esteso dell'incarico che Steiner ricopre, ha revocato il 23 maggio scorso la Risoluzione dell'Assemblea del Kosovo che aveva rifiutato l'accordo internazionale sui confini tra Jugoslavia e Macedonia stipulato il 21 gennaio 2001. L'atto del parlamento del Kosovo respingeva anche l'accordo sui legami istituzionali tra la Jugoslavia e l'UNMIK (firmato il 5 novembre 2001), con la spiegazione che tale accordo, così come quello tra Jugoslavia e Macedonia sulla linea di confine, era stato approvato senza l'approvazione delle istituzioni kosovare. Appena prima del voto, 22 membri della coalizione serba "Povratak" avevano abbandonato la sessione. Il parlamento del Kosovo è composto da 120 deputati. I diplomatici di Prishtina fanno notare che la maggioranza dell'assemblea, costituita dai tre maggiori partiti degli albanesi kosovari, ha optato per tale risoluzione, nonostante fosse stata in precedenza ammonita più volte dalla comunità internazionale. Gli avvertimenti sono provenuti sia da Steiner, che dalla sede centrale dell'ONU e dall'Unione Europea. Tuttavia, i deputati hanno deciso di approvare la risoluzione che, tra le altre cose, mirava a "preservare l'integrità dei confini del Kosovo". E' per questo che, come ha fatto notare un diplomatico occidentale, la decisione degli 85 deputati che hanno votato a favore della risoluzione, aveva delle implicazioni aggiuntive; altri dicono che si trattava del preannuncio di altre mosse simili, che avrebbero nei fatti sfidato l'amministrazione internazionale a stabilire come e quando lo status finale del Kosovo verrà confermato. Immediatamente dopo l'adozione della risoluzione, i deputati della coalizione serba "Povratak" hanno espresso un netto rifiuto di tale documento, sottolineando che non avrà alcuna validità legale e che va in senso opposto alla Risoluzione 1244 dell'ONU. Un membro della presidenza dell'Assemblea del Kosovo, Oliver Ivanovic, ha detto che la risoluzione non ha fatto altro che rafforzare le divisioni tra i deputati. Il leader del gruppo parlamentare di "Povratak", Rada Trajkovic, ha detto che i deputati della coalizione hanno deciso all'unanimità di abbandonare la seduta e di non partecipare al voto su tale documento. Questi rappresentanti, che già in passato avevano avuto opinioni diverse sugli eventi in Kosovo, hanno dato prova di unità anche il mese scorso, quando hanno condannato la decisione di Steiner di modificare in parte la Cornice Costituzionale per aprire un nuovo posto all'interno della presidenza del parlamento del Kosovo, destinato a un membro del terzo partito in ordine di grandezza degli albanesi kosovari, l'Alleanza per il Futuro del Kosovo (AAK), guidata da Ramush Haradinaj, che è stato uno dei leader dell'ex Esercito di Liberazione del Kosovo (UCK). Il presidente del parlamento del Kosovo, Nexhat Daci, ha cercato di siminuire gli effetti collaterali dell'annullamento della risoluzione. Il giorno in cui essa è stata annullata, questo ex collaboratore del presidente kosovaro Ibrahim Rugova, ha detto che la decisione di Steiner "non significa che inizierà un conflitto tra i rappresentanti albanesi e le missioni civili della comunità internazionale". L'opinione generale prevalente, sia nell'establishment politico del Kosovo che nelle stesse missioni, è che tale affermazione sia falsa. E' stata pronunciata per cercare di contenere almeno un po' gli effetti negativi, dato che la grande maggior parte degli albanesi pensa che il compito dell'amministrazione internazionale sia quello di proteggerli dai serbi, e che su tutto il resto spetti decidere a loro. Dopo la dichiarazione di Daci è venuto il commento di Steiner, il quale ha detto che "il parlamento del Kosovo ha arrecato danno agli interessi della comunità internazionale e se si vuole il progresso del Kosovo bisogna appoggiare la comunità internazionale". Steiner ha detto che "il parlamento del Kosovo deve porre rimedio a tale danno insieme al popolo del Kosovo", concludendo di non avere avuto altra scelta se non quella di annullare la decisione approvata dal parlamento.

[AGGIUNTA: Sul versante macedone la questione della demarcazione dei confini e della risoluzione approvata dal parlamento del Kosovo ha avuto un'ampia eco ed è stata utilizzata dalla VMRO-DPMNE di Georgievski nell'ambito della campagna elettorale, nei fatti già avviata. A tale proposito, il 4 giugno il segretario di stato statunitense Powell ha preso l'iniziativa di inviare al suo collega macedone Casule una lettera in cui si definisce la risoluzione approvata dai deputati di Pristina "una provocazione priva di basi legali", ricordando che in Kosovo è necessario "marginalizzare gli estremisti". Gli Stati Uniti, come l'ONU e l'UE, hanno fortemente osteggiato già in precedenza il comportamento degli albanesi kosovari che hanno deciso di approvare la risoluzione ("Utrinski Vesnik", 5 giugno 2002). E sempre in tema di Stati Uniti e Macedonia, nei giorni scorsi è stato dato il via a un programma militare in base al quale 25 commandos americani faranno da istruttori alle unità speciali dell'esercito macedone. Nella cerimonia di inaugurazione del programma, l'ambasciatore statunitense a Skopje, Lawrence Butler, ha ricordato che per gli Stati Uniti "la risoluzione del parlamento del Kosovo non ha basi legali e noi diamo il nostro pieno sostegno a Steiner" ("Dnevnik", 1 giugno 2002). Il quotidiano "Dnevnik" ha infine pubblicato il 4 giugno un articolo in cui si anticipa che il 17 giugno a Belgrado si terrà l'ultimo incontro per stabilire i dettagli tecnici della demarcazione dei confini tra Jugoslavia, Macedonia e Bulgaria. Il 25 giugno verrà firmato a Skopje il relativo protocollo e subito dopo comincerà la demarcazione effettiva sul terreno - a.f.]

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Data: 06-06-2002 Fonte: "Stina"
Autore: Ylber Emra





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