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L'economia pagherà caro il populismo dei giorni di festa

Data: 01-05-2004 Fonte: "Dnevnik"
Autore: Dnevnik

N.E. BALCANI #788 - BULGARIA
29 aprile 2004


L’ECONOMIA PAGHERÀ CARO IL POPULISMO DEI GIORNI DI FESTA

(“Dnevnik” [Sofia], 25 aprile 2004)


[In Italia ha suscitato polemiche la proposta del premier Berlusconi di sopprimere alcuni giorni festivi, i cosiddetti “ponti”, per aumentare la produzione. In Bulgaria la decisione di creare un imprevisto “ponte” di quattro giorni intorno alla festa di San Giorgio, presa dal governo all’ultimo momento, ha scatenato le proteste di buona parte del mondo imprenditoriale, che accusa l’esecutivo di aver adottato un provvedimento populista sulla scia del vecchio regime comunista, senza tener conto delle esigenze della produzione - Francesco Martino]

L’ennesima modifica dei giorni festivi, annunciata dal governo due settimane prima della festa di San Giorgio (Gergjovden), ha provocato il malcontento delle imprese in tutti i principali settori dell’economia. Nell’ultimo consiglio dei ministri è stato infatti deciso che oltre alla festa del santo, il 6 maggio, sarà festivo anche il giorno successivo, cioè venerdì, così che si avranno quattro giorni di riposo dal lavoro uno dietro l’altro. Direttori di stabilimenti industriali, tour-operator, albergatori, banche, negozi, ristoranti, e tutti quelli che sottoscrivono contratti o riscuotono denaro da fondi a scadenza fissa, si sono ritrovati ad essere danneggiati loro malgrado dalla decisione presa all’ultimo momento. Per l’amministrazione pubblica queste ferie significano senz’altro minori spese, ma, sostengono gli imprenditori, per uno stabilimento a produzione continua portano a spese altissime, e ricordano che nell’Unione Europea i giorni festivi vengono annunciati con alcuni anni di anticipo.

In Bulgaria le festività ufficiali sono nove. La decisione del governo di recuperare il successivo sabato 15 maggio il lavoro perso il 7, secondo molti avvocati è illegittima, poiché trasgredisce il codice del lavoro. L’anno scorso il piano delle festività intorno a San Giorgio fu comunicato già in marzo, anche allora senza alcun accordo con i datori di lavoro, ma le imprese riuscirono comunque ad organizzarsi per tempo. Nel frattempo la decisione del governo fu portata davanti al Supremo Tribunale Amministrativo dall’avvocato di Sofia Borislav Nestorov, che contestava il provvedimento con l’argomentazione secondo la quale il codice del lavoro stabilisce che la settimana lavorativa non può eccedere le 40 ore, mentre il riposto infrasettimanale deve essere di almeno 48 ore. I sabati lavorativi sono quindi illegittimi, visto che infrangono entrambe le disposizioni. Non si arrivò comunque al processo, poiché il tribunale prese in esame il reclamo soltanto dopo il fatto compiuto, facondo così decadere de facto l’interesse legittimo del querelante.

“Per evitare ricorsi in tribunale, quest’ anno abbiamo fatto in modo che la decisione dell’esecutivo fosse presa all’ultimo momento”, si è vantato davanti ai deputati della commissione per gli affari sociali un esperto del ministero del Lavoro. Così si sarebbe evitato ogni eventuale nuovo ricorso. Con le stesse argomentazioni, per dare cioè piena libertà d’azione al governo, la settimana scorsa i membri della commissione hanno votato una modifica al codice del lavoro, che autorizza il riposo infrasettimanale di un solo giorno.
“L’economia bulgara è indietro di anni, e non di giorni, e invece di recuperare il tempo perduto, continuiamo sulla strada del vecchio regime socialista”, ha commentato Nikolai Kitov, direttore della “K&K electronics”, proprietaria della catena di negozi “Tehnomarket”. “Le conseguenze di una tale sequenza di feste per le aziende di questo settore saranno molto pesanti. Le banche sono chiuse, le rimesse di valori vengono fermate e tutto questo ha conseguenze su di noi, distributori e fornitori”, ha aggiunto Kitov, che conclude: “Solo perché i supermarket continuino ad essere aperti, le varie ditte dovranno pagare gli straordinari ai lavoratori dei magazzini, e si dovranno assumere lavoratori in più per l’occasione”.

“Non riesco a spiegarmi come il governo possa decidere a cuor leggero di aggiungere così spesso ferie non programmate”, ha commentato Bozhko Bonev, direttore del consiglio d’amministrazione del complesso industriale “Kremikovci”. “La compagnia è legata ai porti di Lom e Burgas, che per i propri servizi durante i giorni festivi chiederanno tariffe raddoppiate. Questo si rifletterà sui costi di produzione. Inoltre i contratti collettivi di lavoro obbligano le imprese a pagare quasi il doppio per i turni lavorati in quei giorni, che verranno considerati come straordinario”.

“Stabilire nuovi giorni di festa all’ultimo momento è assurdo, e può succedere solo in Bulgaria”, è l’ennesimo commento negativo sul provvedimento che viene da Aleksandar Spasov, direttore della compagnia turistica “Aerotravel”. Secondo Spasov in tempi così ristretti è molto difficile organizzare buoni pacchetti turistici, che hanno bisogno di marketing e pubblicità, e di tempo per riservare hotel e voli per i viaggi all’estero. Inoltre è praticamente impossibile organizzare voli charter in pochi giorni. “Le agenzie turistiche sono state spiazzate dal governo, e soprattutto dal ministro agli affari sociali Hristina Hristova”, aggiunge Spasov, “visto che fino ad oggi tutti i pacchetti erano stati organizzati per il 1 maggio (venerdì, sabato e domenica), perché era stato confermato che non ci sarebbero state feste aggiuntive. Ora però in molti hanno cambiato i piani e si organizzano per San Giorgio, così che c’è stata la cancellazione di interi voli charter diretti all’estero e molti tour-operator sono in perdita”.

Dello stesso avviso è il direttore di “Alma Tour BG” Ljubomir Pankovski. “Nelle circostanze che si sono venute a creare al momento non abbiamo nessuna strategia, visto che è impossibile organizzare pacchetti turistici ad una settimana dalle feste”.

Dall’esecutivo si esprime invece apprezzamento per il provvedimento preso, che prenderebbe in considerazione gli interessi sia dei datori di lavoro che dei lavoratori, che hanno bisogno di recuperare le proprie energie, secondo le parole del ministro Hristova. Inoltre, sostiene il ministro, questo va a favore anche delle imprese, per le quali sarebbe comunque un problema fermare la produzione il giovedì, riattivarla il giorno seguente per fermarla ancora il sabato. In molte fabbriche questo potrebbe portare addirittura al rischio di avarie nelle macchine. “Questi sono i motivi che hanno spinto il governo al provvedimento”, ha concluso la Hristova.
Il provvedimento preso sulle ferie di San Giorgio, così come quello dell’anno scorso, rimane illegittimo, visto che la modifica del codice del lavoro non è stata presa in seduta plenaria né pubblicata sulla gazzetta ufficiale. I burocrati utilizzano però dei cavilli procedurali perché la decisione non possa essere messa in discussione dal tribunale amministrativo. “Ancora oggi il provvedimento del governo non è stato pubblicato, e ne siamo a conoscenza solo attraverso gli organi di stampa, il che significa che non possiamo impugnare la decisione”, ha commentato l’avvocato Nesterov. Secondo il giurista, il fatto stesso che si sia resa necessaria una modifica del codice del lavoro dimostra che il governo in carica riconosce l’illegittimità della decisione. Il governo ha il diritto di modificare il calendario delle festività, ma deve comunque assicurare un riposo infrasettimanale di almeno 48 ore.

Delle feste non programmate si lamentano anche altri avvocati della capitale, i cui processi verranno rinviati di due-tre mesi, mentre nei tribunali si accumulano procedimenti che rendono ancora più lenta l’attività degli organi giudicanti. Limitandoci al Supremo Tribunale Amministrativo, circa 50 processi sono già stati rinviati a causa del giorno di festa proclamato per l’ingresso della Bulgaria nella Nato.

(traduzione dal bulgaro di Francesco Martino)

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Data: 01-05-2004 Fonte: "Dnevnik"
Autore: Dnevnik





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