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Bucarest tra due fuochi (occidentali)
| Data: 25-02-2003 | | Fonte: "Politika" |
| Autore: M. Petrovic |
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N.E. BALCANI #625 - ROMANIA
25 febbraio 2003
BUCAREST TRA DUE FUOCHI (OCCIDENTALI)
di M. Petrovic - ("Politika" [Belgrado], 21 febbraio 2003)
L'imbarazzante "crisi irachena" di Bucarest, schieratasi con gli americani e oggetto delle ire francesi
BUCAREST - Come ci ha detto un diplomatico straniero a Bucarest, "le autorità romene non ne possono più", si sono trovate in una situazione davvero poco invidiabile, tra due fuochi occidentali. Tutto è accaduto a causa dell'Iraq. A Bruxelles il presidente francese Chirac ha definito le autorità romene "maleducate" e "sconsiderate". La Francia ha direttamente minacciato la Romania di ostacolarla nei suoi sforzi per integrarsi nella NATO e, in particolare, nell'UE. "Se la loro [della Romania e della Bulgaria] intenzione era quella di diminuire le chance di entrare nell'UE, non potevano trovare un modo migliore", ha detto Chirac, accusando i due paesi di "non rendersi conto dei pericoli ai quali si espongono schierandosi immediatamente a fianco della posizione americana". Qui a Bucarest hanno avuto eco in particolare le affermazioni esplicite di Chirac dalle quali si desume che la Romania, attualmente solo "un candidato al quale non è garantita l'entrata nell'UE", ha ora meno diritto di pensare e parlare in autonomia. Bucarest le ha interpretate così: Parigi ci mette tra i "satelliti senza diritti".
UN'AMICIZIA IMBARAZZANTE
Le autorità romene sono rimaste irritate per l'ultima svolta provocata dalle "grossolane sortite di Chirac". Il presidente Iliescu, autore della posizione "pragmatica" romena secondo cui bisogna sempre essere al fianco degli americani, perché "così vogliono gli interessi nazionali in questo momento", si è trovato in evidente imbarazzo, perché i "fratelli francesi" fino a oggi passavano per i migliori e più sinceri amici occidentali della Romania. Due giorni fa questo imbarazzo ha fatto sì che dall'aeroporto di Bucarest, nel quale Iliescu è atterratto dopo il viaggio a Bruxelles dove la "trojka europea" ha illustrato a tutti i candidati UE quale compromesso aveva raggiunto il gruppo dei quindici paesi membri riguardo alla crisi irachena, il presidente romeno si recasse direttamente negli studi dell'emittente Antena 1, per una trasmissione che vedeva la partecipazione dei tre più noti commentatori del paese. Il tema della discussione era il modo in cui la Romania si spiegava l'aspro attacco di Parigi e il suo obiettivo era quello di... tranquillizzare la popolazione. Iliescu ha cominciato il proprio intervento affermando che il suo collega francese "rimane un buon amico ed evidentemente ha avuto una reazione emotiva della quale ora sicuramente si dispiace". Secondo Iliescu si è trattato di una posizione personale, e non ufficiale. "Viviamo nel 21° secolo, non nel 19°, e queste divergenze, normali in una normale famiglia democratica, di norma vengono discusse in silenzio tra i suoi membri". Iliescu ha detto di "non capire le uscite arrogantemente aristocratiche secondo qui alcuni membri della famiglia europea hanno più diritti di libero pensiero rispetto ad altri". "La Francia e la Germania hanno mai consultato qualcuno, quando si sono proclamate leader dell'opinione europea?".
L'EUROPA SCHIACCIATA
Nei fatti, Iliescu ha continuato a sforzarsi di smorzare le tensioni tra Parigi e Bucarest, nel tentativo di tranquillizzare l'opinione pubblica romena. Ha approvato tacitamente le aspre osservazioni dei tre commentatori romeni Cristian Tudor Popescu ("Adevarul"), Marius Tuca ("Antena 1") ed Emil Hurezeanu, per lungo tempo collaboratore di Radio Free Europe, i quali hanno affermato che nelle dispute riguardo all'Iraq nessuno si attiene ai principi democratici. Non lo fanno né la Francia, che in Iraq ha propri "interessi petroliferi", né gli USA che, "per portare avanti la democrazia, mediante l'abbattimento della dittatura in Iraq, schiacciano l'Europa". Iliescu ha accolto a braccia aperte il pensiero del Commissario europeo per gli affari esteri, Chris Patten, secondo cui l'UE "non è il Patto di Varsavia, bensì un forum politico" in cui tutti possono esporre i propri punti di vista, ivi inclusa la Romania. Tuttavia qui si può rilevare un paradosso, che è stato analizzato sulle pagine del quotidiano "Ziua" dal suo corrispondente da Parigi, Dan Burlacu. Secondo quest'ultimo, i politici di Parigi hanno più di un motivo per sentirsi irritati "dal filoamericanismo dei paesi dell'Europa Orientale, che con le 'tasche' si sentono a Bruxelles, mentre con il cuore sono dall'altra parte dell'oceano". Ai romeni è piaciuto il commento dato ieri a Bruxelles dal premier Nastase ai giornalisti che gli ponevano domande sulla "frattura euro-atlantica": "Anch'io, quando sono in disaccordo con mia moglie, me la prendo con i miei due figli. I francesi hanno problemi con gli americani, e non con noi".
| Data: 25-02-2003 | | Fonte: "Politika" |
| Autore: M. Petrovic |
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