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"Il 24 maggio troverà il porto di Burgas sotto l'assedio della polizia"

Data: 28-05-2002 Fonte: "Bulgaria-Italia"
Autore: Milena Kotzeva

N.E. BALCANI #553 - BULGARIA
28 maggio 2002


IL 24 MAGGIO TROVERÀ IL PORTO DI BURGAS SOTTO L'ASSEDIO DELLA POLIZIA
di Milena Kotzeva - ("Bulgaria-Italia" [http://www.bulgaria-italia.com], 23 maggio 2002)

BURGAS - Domani si festeggia il 24 maggio, la festa della cultura, dell'alfabeto e della scuola; la festa più bulgara in assoluto. Il 24 maggio è l'ultimo giorno di scuola per i bambini di prima elementare e per i maturandi (gli studenti dell'ultimo anno delle superiori). Ogni piazza bulgara vedrà le manifestazioni degli studenti e degli insegnanti, accompagnati dalle lettere dell'alfabeto bulgaro, da Cirillo e da Metodio, da Clemente e da Naum. Il 24 maggio è il giorno di riconoscimento per tutti gli insegnanti, i quali riceveranno fiori dai loro alunni. Alla fine della giornata l'insegnate con più fiori è l'insegnante migliore! E' la serata dei balli di maturità, dove le ragazze diventano donne e i ragazzi uomini, dove si mischiano l'eleganza e le lacrime, perché è anche la serata degli addii, quando finisce la giovinezza ed inizia la maturità (Università, lavoro). E' il giorno che ogni bulgaro ricorda alla pari del proprio matrimonio.

Domani è il 24 maggio, ma a Burgas non si festeggerà.

Capoluogo di regione (il secondo contribuente alle casse dello Stato dopo la regione di Sofia), circa 300.000 abitanti, l'industria di Burgas è sostanzialmente divisa tra il mare e la raffinazione. Grazie a questo binomio, fino a poco tempo fa Burgas era rimasta un'isola felice nel disastroso panorama economico bulgaro dell'ultimo decennio.

Il mare è da sempre il maggior business per la gente di Burgas. Non c'è famiglia a Burgas che non sia direttamente legata al Porto oppure, fino al 1991, all' "Okeanski ribolov", un'impresa statale che possedeva circa 80 navi di pesca oceanica industriale. Quando lo Stato ritirò i contributi all'azienda, questa fallì clamorosamente (con sequestri di navi e marinai in giro per il mondo), bruciando migliaia di posti di lavoro.

Rimanevano il Porto di Burgas e Neftochim, la maggiore raffineria in tutta la penisola Balcanica.

Tre anni fa Neftochim fu venduta a Lukoil. "Perché gli impianti di raffinazione sono fra i più obsoleti d'Europa e lo Stato bulgaro non ha risorse per investire", dissero i politici. Non importava che questa vecchia baracca portava al bilancio dello Stato circa il 10% di utili sul fatturato. I russi di Lukoil si impegnarono ad investire e a rimettere (?!) Neftochim sul sentiero di crescita. L'unico limite era il blocco dei licenziamenti per tre anni.

I tre anni sotto la guida di Lukoil videro la riduzione della produzione del 50%. Il colosso russo attese pazientemente il termine legale dei tre anni che scadrà in ottobre di quest'anno. Ha già fatto sapere ai dipendenti dei reparti "morti" che entro la fine dell'estate dovranno trovare un altro posto. Attualmente in Neftochim lavorano 5.000 persone. Di investimenti, neanche traccia. C'è chi pensa che Lukoil abbia acquisito Neftochim solo per togliere di mezzo un concorrente competitivo.

Rimaneva sempre il Porto di Burgas, un'azienda ancora statale con risultati economico – finanziari soddisfacenti, che ha saputo ricavare una propria nicchia nel mercato del trasporto merci via mare. I dipendenti erano 1.800, fino a due settimane fa.

Il primo maggio, la Festa Internazionale del lavoro, fu l'occasione per l'alto management del Porto di Burgas di comunicare, unilateralmente, la riduzione dei salari di tutti i dipendenti del 15%. La decisone fu resa nota con una circolare che doveva essere firmata dai diretti interessati per presa visione. Il middle management del Porto non appoggiò e non firmò la decisione dei due direttori esecutivi, Borislav Botev e Krasen Balev. Il 13 maggio 58 persone, tra cui il Direttore generale del Porto Est, Prodan Prodanov, i capi squadra ed altri esponenti del middle management, sono stati licenziati in tronco.

Pochi giorni dopo un'altra circolare comunicava al personale addetto al carico/scarico delle merci (i docker) il licenziamento di 110 persone ed una riduzione del "giornaliero presenza" da 15 leva (7,5 Euro) a 80 stotinki (41 centesimi di euro). Il "giornaliero presenza" è il corrispettivo percepito dai docker nei giorni in cui non ci sono navi da scaricare, ma loro sono comunque presenti e disponibili a fare il loro lavoro.

Il 20 maggio comincia lo sciopero di 850 docker, sotto la sigla sindacale di KNSB. Il sindacato Podkrepa (in bulgaro "Appoggio") non appoggia lo sciopero.

Ieri tutte le 850 persone sono state licenziate, l'ingresso al Porto è stato bloccato dalla polizia e la direzione del Porto ha annunciato in TV che è pronta ad assumere del personale al posto dei docker licenziati. Nel frattempo, stanno contattando telefonicamente i docker in pensione per proporli di tornare a lavorare.

Dopo 3 giorni di sciopero, la città vive in un clima di tensione acuta.

Che festa sarà domani? Forse i docker genitori dei bimbi in piazza, che portano fiori alla maestra, metteranno la fascia a lutto, così come hanno dichiarato gli insegnanti, minacciati da 7.000 licenziamenti in tutta la Bulgaria?


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Data: 28-05-2002 Fonte: "Bulgaria-Italia"
Autore: Milena Kotzeva





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