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Amnesty denuncia manicomi disumani

Data: 22-09-2004 Fonte: "Diario"
Autore: Nando Sigona

N.E. BALCANI #829 - ROMANIA
22 settembre 2004

AMNESTY DENUNCIA MANICOMI DISUMANI
di Nando Sigona - ("Diario della settimana", anno 9, n.34)

In Romania i bimbi vengono parcheggiati in ospedali psichiatrici dopo la chiusura degli orfanotrofi


Strutture che cadono a pezzi, niente acqua calda (e spesso neanche fredda), niente riscaldamento, niente elettricità, poche medicine, ratti, rifiuti ed escrementi sparsi un po’ ovunque, lenzuola luride, pazienti che dormono in due nei letti singoli per riscaldarsi, cibo immangiabile, così il rapporto di Amnesty International descrive la situazione degli istituti psichiatrici romeni. Nel suo monitoraggio l’organizzazione internazionale ha documentato decine di casi specifici, fatto interviste, raccolte denuncie e testimonianze. Il risultato è una condanna netta, quasi senza appello che, secondo gli estensori del rapporto, “chiama in causa direttamente la moralità dello stesso governo romeno”. Una chiamata che però non hanno udito in molti. La risposta del governo, infatti, si è fatta attendere per giorni. Nessuno nel paese sembra interessato a sollevare un polverone su questo tema, con i negoziati per l’accesso all’Unione Europea che periodicamente sembrano arenarsi per i pochi progressi che il paese sta facendo rispetto alla tutela dei diritti umani e delle minoranze etniche e culturali, aggiungere un ulteriore capitolo alla triste lista di mancanze non fa comodo a nessuno nel governo, quanto all’opposizione.

Riuscirà la denuncia di Amnesty a smuovere qualcosa? Molto dipende da quanto il rapporto farà impressione nelle capitali europee.

In un ospedale a trecento chilometri da Bucarest, a Poiana Mare, nel 2003 sono morti ottantaquattro pazienti di malnutrizione e ipotermia. Lo scorso febbraio, in un solo mese, i morti sono stati diciotto. Solo allora il ministro della Sanità Branzan si è deciso ad andare in visita ufficiale alla struttura. Ma l’ha fatto avvisando con largo anticipo i dirigenti dell’istituto. Così che nel giorno prefissato ha potuto constatare in prima persone che “i pazienti indossano vestiti puliti ed hanno lenzuola e coperte” e che “i riscaldamenti funzionano regolarmente”. La farsa è stata smascherata qualche settimana dopo. Un reporter del quotidiano "Evenimentul Zilei", una delle voci più interessanti del panorama editoriale romeno, si è fatto ricoverare in incognito nell’ospedale filmando la vita nell’ospedale dall’interno. Il governo è stato costretto ad aprire un’inchiesta, non ancora conclusa.

Le ragioni di tale situazione sono varie, la carenza di fondi è sicuramente una della più importanti. Sette euro e mezzo per trattamento medico, assistenza personale, cibo, lavanderia, questo è quanto la Romania destinerebbe per ciascuno malato mentale. Una cifra assolutamente insufficiente. Ma ci sono anche aspetti che prescindono dalla mancanza di finanziamenti.

Nel rapporto di Amnesty si evidenzia che tra gli internati negli ospedali ci sono anche persone, si parla del dieci per cento del totale, che non soffrono di disturbi gravi. Secondo il rapporto “molti sono stati rinchiusi semplicemente perché senza famiglia o perché non ci sono risorse per un loro reinserimento nella società”. Persone che, anche se non malate, rischiano di passare tutta la vita nell’ospedale. Negli ospedali sarebbero finiti, per esempio, anche ragazzi precedentemente residenti negli orfanotrofi statali chiusi dalla Romania per assecondare le pressioni di Bruxelles ma senza provvedere a soluzioni alternative. Nella sua replica, il governo contesta i dati di Amnesty, soprattutto quest’ultimo sugli orfani, ma riconosce il problema di quelli che definisce “casi sociali”, che rappresenterebbero però non il risultato delle sue politiche ma “una conseguenza della situazione pre-1989”.

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Data: 22-09-2004 Fonte: "Diario"
Autore: Nando Sigona





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