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Libertà di stampa: i Balcani non stanno poi così male

Data: 18-12-2002 Fonte: "Kapital"
Autore: Kapital

N.E. BALCANI #605 - BALCANI
18 dicembre 2002


LIBERTA' DI STAMPA: I BALCANI NON STANNO POI COSI' MALE
(da "Kapital" [Skopje], 10 dicembre 2002)

Secondo una classifica di Reporters Sans Frontieres, la situazione della libertà di stampa nei Balcani non è poi così preoccupante. L'Italia, fanalino di coda dell'UE, viene dopo Croazia e Bulgaria


La maggior parte dei paesi dell'Europa Sud-Orientale rientra tra i primi 45 posti della prima classifica mondiale della libertà di stampa, pubblicata recentemente da Reporters Sans Frontieres (RSF), con sede a Parigi. Una delle conclusioni a cui giunge l'indagine, che copre 139 paesi, è che la libertà dei media è una variabile della prosperità materiale del singolo paese: un governo eletto democraticamente non è di per sé una garanzia di libertà di stampa. L'indice è stato redatto sulla base delle risposte che giornalisti, analisti ed esperti di diritto hanno dato a 50 domande che coprono un ampio spettro di limitazioni alla libertà di stampa: dagli arresti e le uccisioni di giornalisti, fino alla censura, alle pressioni, alla proprietà statale monpolitistica, alle limitazioni legali e alle normative di legge sui media. Dall'elenco sono stati esclusi alcuni paesi per i quali non sono disponibili informazioni affidabili e nell'Europa Sud-Orientale rientrano in tale categoria Albania e Macedonia. Finlandia, Islanda, Norvegia e Olanda condividono il primo posto della classifica, mentre Turkmenistan, Birmania, Cina e Corea del Nord si trovano all'ultimo posto. Secondo il rapporto di RSF nei paesi che si trovano nella situazione peggiore "la libertà di stampa è lettera morta ed esiste solo sulla carta, con la completa assenza di giornali indipendenti". I pochi giornalisti indipendenti che esistono in questi paesi sono sottoposti a continui maltrattamenti, vengono arrestati o perseguitati dalle autorità, mentre i media stranieri sono vietati o vengono fatti passare solo in "piccole dosi", sotto costante sorveglianza. Tra i paesi dell'Europa Sud-Orientale la Grecia occupa il posto più alto nella classifica: è 19ma, insieme agli USA e a Hong Kong. La Croazia è 33ma, dietro alla Namibia e al Paraguay, mentre la Bulgaria è 38ma, dietro alle Isole Mauritius e al Peru. La Bosnia-Erzegovina occupa la 43ma posizione, dietro la Repubblica Ceca e l'Argentina, mentre la Romania è 45ma, appena dopo il Mali. La Jugoslavia occupa il 60° posto, dopo le Isole Canarie e il Gabon, ma si trova molto più avanti della Turchia, che è al 99° posto, dietro a Kirghizistan e Giordania. Nel rapporto di RSF si afferma che, nonostante i tentativi di riforma del governo turco, molti giornalisti di questo paese si trovano ancora in prigione a causa del lavoro svolto e la censura è una pratica regolare nei media turchi. Geograficamente, la libertà dei media è particolarmente limitata nella parte sud-orientale della Turchia. La Slovenia occupa un invidiabile 14° posto nella classifica, appena dopo Francia, Austria e Belgio, ma prima di Costarica, Svizzera e USA. Il paese membro dell'UE che occupa il posto più basso è l'Italia, classificata al 40° posto, due posizioni indietro rispetto alla Bulgaria. "Anche nell'UE vengono recati danni alla libertà di stampa. E' un fenomeno che non si verifica solo nei paesi in cui era già nota l'esistenza di limitazioni alla libertà di stampa, e che si riscontra anche in luoghi inattesi, come l'Italia, paese in cui è minacciato il pluralismo dell'informazione", ha dichiarato Soraya Blatman, responsabile dell'Europa presso RSF. Nel rapporto si sottolinea che la situazione della libertà di stampa è particolarmente cattiva in Asia e che nessun paese arabo si classifica tra i primi 50. In Iraq, che si trova al 130° posto, e in Siria (126° posto), lo stato ricorre a ogni mezzo per controllare i media e soffocare le voci dissidenti.

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Data: 18-12-2002 Fonte: "Kapital"
Autore: Kapital





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