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"L'OSCE, la Russia e l'Europa"

Data: 17-12-1998 Fonte: "Nova Makedonija"
Autore: Mirce Adamcevski

NOTIZIE EST #127 - OSCE
17 dicembre 1998

L'OSCE, LA RUSSIA E L'EUROPA
di Mirce Adamcevski

Mosca, 4 dicembre 1998 - In questi giorni Oslo ha ospitato la settima sessione del Consiglio dei Ministri degli esteri dell'OSCE. Il motivo formale è stato che la Norvegia ha assunto la presidenza dell'organizzazione dopo che è scaduto il termine della Polonia. Nei fatti si è trattato di un'occasione per discutere di molte questioni fondamentali legate alla stessa organizzazione e all'Europa nel suo complesso.

Riguardo a tutto ciò che a Mosca è giunto come notizia, testo o comunicazione da Oslo, i russi questa volta hanno messo l'accento in particolare sull'opposizione al "natocentrismo" in Europa. A tale fine essi hanno preparato un documento che dovrà sostituire il cosiddetto accordo di Helsinki, divenuto ormai sorpassato alla luce dei cambiamenti prodottisi nelle condizioni reali dell'Europa. Tale accordo era stato scritto ai tempi in cui in Europa regnava la Guerra Fredda. E' noto che nell'accordo di Helsinki uno dei punti centrali era chi ha dei diritti da rivendicare e quanto essi possano essere fondati. Si trattava in particolare del diritto di ogni popolo all'autodeterminazione e alla conservazione dell'integrità territoriale del proprio stato. Nel frattempo in Europa non solo sono stati modificati confini, a volte anche con il ricorso alla violenza, ma si fa sempre più evidente un'irrequietezza che può durare ancora a lungo. Ed essa minaccia continuamente la sicurezza e la collaborazione europea.

Probabilmente basandosi anche su tali fatti, la Russia ritiene che sia necessario elaborare una carta della sicurezza europea. La sua proposta è stata accettata e il paese ha già approntato un proprio documento che, a quanto pare, ha ben 110 pagine. L'obiettivo è quello di fare approvare tale carta in occasione del summit dell'OSCE che si terrà a Istanbul l'anno prossimo. Vi è anche il progetto di presentarla alla riunione ufficiale di Washington in occasione della quale verrà proclamato l'allargamento della NATO. A giudicare da quanto si è potuto leggere o dalle notizie che circolano, la Russia vuole che con la nuova struttura di sicurezza europea non siano possibili in alcun modo azioni in relazione a qualsivoglia stato senza l'approvazione dell'OSCE o del Consiglio di Sicurezza dell'ONU. Più concretamente, si sta lavorando a determinare quale sarà l'organizzazione che svolgerà il ruolo chiave in Europa: l'OSCE, la NATO o l'Unione Europea. La Russia vuole che al centro della sicurezza europea vi sia l'OSCE, poiché prevede in tal modo di riuscire a esercitare un'influenza nelle questioni europee. I russi ritengono che fino a quando al centro di tutto vi sarà la NATO, essi non avranno modo di chiedere nulla in Europa.

Qui a Mosca sono state riportate alcune dichiarazioni di membri della delegazione russa i quali hanno affermato che nel caso di una dominazione della NATO o dell'Unione Europea, i muri di Schengen o quelli atlantici si faranno più insormontabili di quello di Berlino. I russi ritengono per il momento di essere in grado di non consentire che la situazione si evolva verso un tale scenario, visto che a Oslo nessuno si è opposto al ruolo centrale dell'OSCE. E' stato detto che i maggiori alleati della Russia sarebbero i paesi che per ora difficilmente possono contare sull'ingresso nella UE o nella NATO. Ma la Russia non è per un'OSCE che non sia precisamente definita. A Oslo il Ministro degli Esteri Igor Ivanov ha fatto capire che Mosca si darà da fare perché l'OSCE non concentri la propria attenzione sui problemi della CSI. D'altra parte, se gli europei possono risolvere i problemi del Karabach, dell'Abhazia e della Cecenia, vuol dire che la Russia può prendere parte alla decisione di alcuni problemi in Europa. L'attuale missione di pace in Kosovo è importante per la Russia. Come ha affermato un collaboratore del Ministero degli Esteri russo. che ha voluto rimanere anonimo, tale missione è una specie di test per l'OSCE. Se in Kosovo si giungerà alla pace, allora, secondo tale diplomatico, si rafforzerà il ruolo chiave dell'OSCE in Europa; se invece accadrà il contrario, verrà in primo piano la NATO e in futuro tale organizzazione avrà il compito di pacificatrice. E' quindi probabile che la Russia deciderà di spendere i circa 20 milioni di dollari necessari per la presenza di propri osservatori in Kosovo.

Una cosa, tuttavia, sono i desideri della Russia, tutt'altra cosa, invece, sono le possibilità reali. Il fatto che qualcosa debba essere cambiato nell'OSCE è indubbio. Per i russi sarebbe il massimo riuscire in qualsivoglia modo a mettere tale organizzazione al centro della sicurezza del continente. Ma proprio questi tentativi portano alla luce i primi segni di prudenza da parte di molti paesi. Per esempio, per il paese che ha fino a oggi presieduto l'organizzazione, la Polonia, la creazione di un sistema di sicurezza collettiva sulla base dell'OSCE, nel senso tradizionale di questa parola - è un concetto assolutamente irreale. E' possibile spiegarsi questa posizione della Polonia con il fatto che tale paese può essere nei fatti considerato come già facente parte della NATO. Ma ancora più importante è chi darà i soldi per la sicurezza collettiva. A Oslo non c'erano il Ministro degli Esteri americano Albright e il suo collega britannico Robin Cook. Il commento di alcuni giornalisti è stato che ciò avrebbe avuto il ruolo di dimostrare che per la diplomazia occidentale l'OSCE svolge un ruolo di secondo piano. Probabilmente tali paesi ritengono di spendere già a sufficienza per la NATO. Per l'anno prossimo, a Istanbul, ci si può attendere qualche documento di compromesso. E i desideri che i russi sperano di realizzare rimarranno tali ancora per lungo tempo.

(da "Nova Makedonija", 5 dicembre 1998 - traduzione dal macedone di A. Ferrario)



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Data: 17-12-1998 Fonte: "Nova Makedonija"
Autore: Mirce Adamcevski





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