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Successione: Belgrado contro il veto dei croati

Data: 19-02-2003 Fonte: "Vjesnik"
Autore: Vjesnik

N.E. BALCANI #622 - BALCANI
19 febbraio 2003


SUCCESSIONE: BELGRADO CONTRO IL VETO DEI CROATI
(da "Vjesnik" [Zagabria], 14 febbraio 2003)

Anche dopo l'incontro di Zagabria rimane irrisolto il problema della suddivisione dei beni della ex Jugoslavia socialista


ZAGABRIA, 13 febbraio, - I rappresentanti dei paesi successori alla ex Repubblica Federale Socialista Jugoslava (RFSJ) non sono riusciti a raggiungere un accordo sull’annunciato scongelamento parziale dei beni della ex Jugoslavia negli Stati Uniti.

I rappresentanti autorizzati di Croazia, Bosnia-Erzegovina, Macedonia e Slovenia erano pronti a sostenere la proposta di risoluzione croata, con la quale sarebbe stato richiesto dagli Stati Uniti di sbloccare entro il 25 febbraio unicamente i beni di Serbia e Montenegro, e non quelli della RFSJ. Veroljub Dugalic, rappresentate della Serbia e Montenegro, era contrario a tale proposta poiché ritiene che tutti i beni siano esclusivamente della più recente Repubblica Federale Jugoslava (formata da Serbia e Montenegro) e non della ex RFSJ.

Dopo l’ottava seduta della commissione per la ripartizione degli impegni e dei beni finanziari della ex RFSJ, Zdravko Rogic, rappresentante croato, ha dichiarato che gli Stati Uniti avrebbero sbloccato 102 milioni di dollari di depositi, di cui 62 milioni di dollari consistono in depositi delle banche e di istituzioni parastatali della Serbia e Montenegro. Rogic sostiene che 40 milioni di dollari sono contestabili. I rappresentanti di tutti i paesi della ex RFSJ, Serbia e Montenegro esclusi, fanno riferimento alla dichiarazione del Dipartimento di Stato e sono dell'opinione che si tratti dei depositi della ex RFSJ, i quali, secondo l’Accordo sulla successione, non possono essere sbloccati e, quindi, fanno parte dell'ammontare da dividere tra tutti i paesi.

Presso le banche americane sono inoltre congelati 225 milioni di dollari di depositi della ex Narodna Banka Jugoslavije ( Banca Nazionale della Jugoslavia) e 129 milioni di dollari dei depositi delle due filiali a New York di Jugobanka e Beobanka, attualmente in liquidazione. Dugalic ha ribadito che si tratta di beni di banche e soggetti della Serbia e Montenegro, e che sarebbe insensato avanzare nuove richieste al governo americano o chiedere il rinvio dello scongelamento.

Rogic ha detto che tale argomento ha suscitato “una lunga ed accesa discussione”. Dugalic ha dichiarato che la Croazia ha approfittato del suo ruolo, avendo fatto da ospite a questo incontro. Si è deciso che ogni paese si rivolgerà agli Stati Uniti per difendere i propri interessi. La Croazia ha già provveduto all’invio di tale richiesta.

E' stata nuovamente posta la questione dei depositi delle banche miste operanti nei seguenti paesi: Stati Uniti, Svizzera, Austria, Francia, Gran Bretagna e Cipro, che risultano smarriti e ammonterebbero a 590 milioni di dollari. Per questo motivo la Croazia si rifiuta di ratificare l’Accordo sulla secessione. Dugalic ha risposto che soltanto le banche miste, di cui fanno parte anche alcune banche croate, sapranno rispondere dove “sono finiti i soldi” e si è dichiarato favorevole a muovere causa in maniera coordinata.

“Rivolgetevi alle banche croate, i cui membri facevano parte dei Consigli e dei Comitati di Sorveglianza in quelle banche miste, perché questo potrebbe essere il modo per scoprire dove sono spariti i soldi”, ha detto Dugalic. France Arhar, rappresentante sloveno, ha sottolineato che Banca Nazionale Jugoslava non ha mai reso pubblici i propri bilanci finali, mentre Rogic ha affermato che l’arbitraggio rimane l’ultima soluzione.

Durante la seduta della Commissione è stato inoltre deciso di aprire trattative con Mosca, in marzo, a Belgrado, per la regolarizzazione dei debiti fra l’ex RFSJ e l’ex Unione Sovietica.

(traduzione di Sanja Savic-Boninsegna)

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Data: 19-02-2003 Fonte: "Vjesnik"
Autore: Vjesnik





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