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La strategia per Cipro è da rivedere
| Data: 28-04-2004 | | Fonte: "Kathimerini" |
| Autore: Kathimerini |
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N.E. BALCANI #786 - GRECIA/CIPRO
28 aprile 2004
LA STRATEGIA PER CIPRO E’ DA RIVEDERE
("Kathimerini" [Atene], 25 aprile 2004)
Il giorno del giudizio è passato su Cipro: il verdetto lascia tutto come prima e, ora, si respira il clima da “ giorno dopo”. A suo modo il referendum è stato uniforme: i 3/4 dei grecociprioti hanno detto NO al piano Annan che, invece è stato votato in misura quasi eguale dai turcociprioti. La stampa greca ha stigmatizzato l’atteggiamento di quanti hanno visto nel referendum del 24 aprile “la storica occasione” per la soluzione del Kipriakò (aggettivo con cui viene chiamata la spinosa questione). Al contrario, il quotidiano “Kathimerinì” (vicino alle posizioni di Nuova Democrazia del premier Karamanlìs) rilancia la sfida per trovare una soluzione, ma che abbia delle basi diverse, più realiste e più solide. Sarà fondamentale coinvolgere la controparte turca, evitando di metterla alle corde- Antonio Frate
Valutazioni contrapposte, promesse, pressioni e “premonitorie” dichiarazioni sulla questione cipriota hanno terminato il loro ciclo col referendum di ieri, lasciando il posto al “giorno dopo”.
Anche se il piano Annan è stato presentato come “l’ultima occasione”, sia con sincerità, sia per rafforzare la posizione a favore dei grecociprioti, certo è che gli sforzi per dare una soluzione al problema di Cipro non finiscono coi referendum: e questo perché le ragioni che hanno spinto le parti al tavolo delle trattative sono ancora valide.
La grande sfida di riproporre nuovamente questo tema – magari su fondamenta più giuste e realiste – pesa sulla parte cipriota e greca, che vengono chiamate a dispensare fantasia, coraggio, generosità e, forse, unanimità e perfetta sintonia, per contrastare qualsiasi forza contraria.
Il primo passo in questa nuova direzione è ciò che ha già presagito il presidente Papadopulos: previdenza e moderazione, cosicché gli interessi impliciti nell’integrazione di Cipro nell’UE coinvolgano anche i turcociprioti. Cosa questa che non solo renderà più autentica un’esplicita intenzione di Nicosia di far convivere in pace le due comunità, ma avrà anche il risultato di rafforzare il messaggio politico inviato alla comunità turcocipriota e cioè che bisogna aspirare alla riunione e non a perpetuare il conflitto.
In modo parallelo a questa linea, che tanto Atene quanto Nicosia devono riuscire ad imporre all’UE per ammorbidire tutte quelle prese di posizione ostili a Nicosia (specialmente britanniche), i due governi devono rilanciare subito le proposte per la soluzione della questione, sì da dimostrare che il piano Annan è “morto”, ma è fallito a causa dei suoi concreti ed unilaterali – se non addirittura inammissibili - contenuti, col risultato che è concretamente possibile la continuazione delle trattative già solo per questi aspetti.
Con questo obiettivo Nicosia ed Atene devono darsi molto da fare, puntualizzando laddove Papadopulos ha avuto modo di avanzare le sue principali obiezioni di tipo giuridico istituzionale, cioè spostando il problema sul piano politico e suggerendo soluzioni politiche.
In questa direzione un grande ruolo lo potrà giocare l’iter europeo della Turchia, perché è in questo ambito che i Greci hanno maggiore opportunità di far valere i loro diritti e di mostrare come credibile la loro propensione ad una convivenza pacifica.
Questo servirà a proseguire sulla strada intrapresa non solo da Atene e Nicosia, ma anche da tutte le potenze politiche fuori dalla Grecia e da Cipro. Le nostre intenzioni sono di pace e di giustizia: dobbiamo portarle avanti sempre più compatti.
(traduzione dal greco di Antonio Frate)
| Data: 28-04-2004 | | Fonte: "Kathimerini" |
| Autore: Kathimerini |
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