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"Tutto il potere allo zar?"

Data: 26-06-2001 Fonte: "Dnevnik" [Sofia], "Kapital"
Autore: Autori vari

NOTIZIE EST #453 - BULGARIA
26 giugno 2001


TUTTO IL POTERE ALLO ZAR?

[Seguono tre articoli: 1) un bilancio sulle elezioni in Bulgaria e le prospettive politiche immediate nel paese (a cura di A. Ferrario); 2) perché l'ex zar può avere la maggioranza quasi assoluta in parlamento e tuttavia non essere in grado di controllare alcune tra le più importanti leve del potere (da "Dnevnik" [Sofia ]); 3) una breve rassegna delle lobby della finanza criminale che sostengono l'ex monarca (da "Kapital")]


1) IL DOPO ELEZIONI IN BULGARIA
di Andrea Ferrario


Il 17 giugno scorso si sono tenute in Bulgaria elezioni parlamentari che hanno sconvolto il panorama politico del paese. Il NDSV guidato dall'ex zar Simeon, entrato in politica solo nell'aprile scorso, ha superato ogni previsione ottenendo il 43% dei voti (percentuale che sarebbe arrivata addirittura al 50% circa se non fosse stato per le numerose liste civetta che si richiamavano al suo nome), tanto che per un solo seggio non ha conseguito il risultato della maggioranza assoluta in Parlamento. La SDS del premier Ivan Kostov, al potere dal 1997, ha subito una completa disfatta, ottenendo solo poco più del 18% dei voti. In piena crisi anche gli ex comunisti del BSP, che sono ulteriormente arretrati rispetto ai loro precedenti minimi storici, superando di poco il 17%. Sorprendentemente in ripresa è risultato essere, invece, il DPS, partito della minoranza turca, che ha superato ampiamente il 7% ed è ritornato a vincere tutti i seggi nei distretti in cui i turchi sono maggioranza. Non ha superato invece la soglia del 4%, e rimane pertanto fuori dal parlamento, la coalizione "Gergjovden-VMRO", due partiti della destra revanscista che hanno ottenuto tuttavia il 3,6% e un successo notevole tra l'elettorato giovanile. L'affluenza al voto è stata di quasi il 67%, in netto aumento rispetto alle ultime elezioni parlamentari. Secondo le prime analisi, il movimento dell'ex zar avrebbe riscosso consensi in tutte le categorie sociali, ma con punte nettamente più alte tra i disoccupati, le persone a basso reddito e quelle con un basso livello di istruzione. Superata con un successo superiore alle già rosee aspettative la prova elettorale, il NDSV di Simeon si trova ora di fronte al grande problema di come consolidare il proprio potere con una struttura, come quella del "movimento" creato in tutta fretta, molto fragile e priva di basi sia a livello sociale sia nelle sfere del potere (riguardo al secondo aspetto riferisce nei dettagli l'articolo che segue). Il NDSV ha già dichiarato, probabilmente proprio per questo motivo, l'intenzione di formare comunque un governo di coalizione. Gli osservatori locali danno per scontata una partecipazione del DPS, che ha sempre avuto ottimi rapporti con l'ex monarca, e già si afferma che, per la prima volta nella storia bulgara, il governo avrà ministri della minoranza turca. Il NDSV ha sempre affermato, e ha ancora ribadito dopo il voto, che il proprio alleato "naturale" è la SDS - questo si spiega da una parte con la vicinanza ideologica delle due formazioni, dall'altra con la necessità del NDSV di appoggiarsi, vista la sua fragilità cui si accennava sopra, alle strutture di quella che è la forza che controlla la maggior parte delle leve del potere. La SDS esce tuttavia dalle elezioni in preda a forte divisioni interne e non è ancora chiaro in quale misura potrà costituire un interlocutore affidabile. L'atteggiamento del movimento di Simeon verso i socialisti del BSP è più prudente, ma gli uomini dell'ex zar hanno lasciato la porta aperta anche a una collaborazione con questo partito e il segretario del BSP ha dichiarato da parte sua la disponibilità a partecipare a una coalizione con il NDSV, a condizione che quest'ultimo rinunci chiaramente a una reinstaurazione della monarchia nel paese. Anche la destra della coalizione "Gergjovden-VMRO" potrebbe fare parte del nuovo governo, pur non essendo riuscita a entrare in parlamento: l'ex zar Simeon ha pubblicamente dichiarato che alcuni suoi esponenti potrebbero ugualmente occupare posti nel governo e ha avuto parole di apprezzamento esplicito per questa coalizione che ritiene esseregli particolarmente vicina. I dirigenti della "Gergjovden-VMRO" hanno avuto parole analoghe per l'ex zar e hanno dato la loro disponibilità. Potrebbero entrare a fare parte del governo anche l'ex ministro degli interni del governo Kostov, Bogomil Bonev, o personaggi della destra thatcheriana un tempo vicini alla SDS come Reneta Indzova, che aveva presieduto in passato un governo tecnico di transizione. Da parte loro, i sindacati saranno con ogni probabilità docili nei confronti dell'ex monarca: quello maggiore, il KNSB, si è già dichiarato disponibile a firmare un patto per la pace sociale nel paese, mentre il secondo, Podkrepa, ha una leadership dichiaratamente filomonarchica e accesa sostenitrice di Simeon. Anche la chiesa ortodossa ha benedetto, letteralmente, lo "zar dei bulgari" per bocca del patriarca Maxim, nominato a suo tempo dal regime comunista di Zivkov e che guida l'ala "rossa" di una chiesa divisa in due da uno scisma organizzato anni fa da fazioni vicine alla SDS. Infine, come spieghiamo più sotto nel riassunto dell'articolo di un settimanale bulgaro, nelle strutture dello zar sono già presenti molti esponenti di quel mondo criminale che, dopo avere accumulato capitali illegalmente, si sta riciclando nelle sfere della finanza "pulita". Insomma, il terremoto che ha scosso la scena politica bulgara potrebbe anche risolversi, dietro la facciata di un parlamento in cui 3/4 dei seggi saranno occupati da deputati alla loro prima esperienza, in un rientro massiccio dalla porta di servizio della maggior parte del precedente ceto politico-affaristico, il tutto all'insegna di un "vogliamoci bene" generale su cui sarebbe fin troppo facile fare dell'ironia.


2) QUALI SONO GLI SCOGLI NASCOSTI CHE MINACCIANO SIMEON II
di Hristo Hristov - ("Dnevnik" [Sofia], 19 giugno 2001)

L'euforia per l'indiscutibile vittoria del Movimento Nazionale "Simeon Secondo" (NDSV) alle elezioni parlamentari è ingannevole. Essa crea l'impressione che l'ex monarca abbia nelle mani tutto il potere nel paese. Ma è così solo a prima vista. Simeon Koburggotski si trova di fronte non solo alla sfida di dimostrare di non avere ingannato gli elettori, ma anche a tutto un sistema di ostacoli che lo tengono lontano da quelle leve del potere di cui godevano il BSP [Partito Socialista Bulgaro, ex comunisti] e la SDS [Unione delle Forze Democratiche, che guida il governo uscente]. Nel 1994, quando il partito socialista ha ottenuto la maggioranza assoluta, i governanti di via Positano 20 [dove ha sede il Partito Socialista] hanno dato per scontato, senza riflettere sufficientemente, di avere in mano tutto il potere. Due anni dopo sono naufragati nelle proprie riforme. Il Partito Socialista non è stato capace di fare fronte ad alcuni altri centri di potere, che avevano garantito i cambiamenti democratici e che i socialisti non avevano conquistato. In quella situazione il governo socialista aveva aperto fronti di guerra con il potere giudiziario, con la Corte Costituzionale e con il presidente della repubblica Zelju Zelev. Se la SDS deciderà di condurre una guerra di opposizione contro il movimento dell'ex monarca, non sarà una sorpresa, secondo gli osservatori, se Simeon Koburggotski si ritroverà in tempi molto brevi in una situazione analoga. A prima vista, con la sua maggioranza quasi assoluta in parlamento, l'ex zar ha ottenuto tutto il potere parlamentare e il diritto di risolvere il rebus della formazione del nuovo governo. A Simeon Koburggotski e al suo movimento, tuttavia, mancano le scorciatoie per giungere alle rimanenti leve del potere.

IL PRESIDENTE - UN SOPRAVVISSUTO TRA I POLITICI
La figura più forte, che riuscirà ad accumulare potere nella situazione appena venutasi a creare, è quella del capo dello stato. Petar Stojanov è un politico che è rimasto indenne dalle accuse di corruzione che hanno colpito gli uomini di governo. E' riuscito a conservare in larga parte la fiducia nei suoi confronti di cui ha goduto fin dall'inizio del suo mandato. Non a caso alcuni politologhi hanno commentato fin dalla notte delle elezioni che solo dopo le elezioni presidenziali di questo autunno diventerà chiaro qual è il potere reale del NDSV. Oggi la mossa con cui il capo dello stato ha dichiarato che si candiderà come indipendente [nel 1996 era stato eletto come candidato della SDS - N.d.T.] appare del tutto prevedibile. Non bisogna sottovalutare il fatto che Stojanov è il comandante in capo dell'esercito e gode di un'indiscussa autorità tra i vertici militari. E' lui a decidere le nomine e le revoche dagli incarichi più importanti nei ministeri che si occupano di sicurezza, come quello degli interni e quello della difesa. Fin da ora è chiaro che Simeon Koburggotski non dispone di professionisti in sicurezza nazionale tra i deputati del suo movimento. Le cariche di comando nel ministero degli interni, che oltre al ministro comprendono anche il segretario generale, possono essere cambiate solo con il benestare di Petar Stojanov. Sono sottoposti alla sua autorità alche il Servizio segreto nazionale (NRS) e il Servizio di difesa nazionale (controspionaggio), i cui direttori, il gen. Dimo Gjaurov e il Gen. Dimitar Vladimirov, difficilmente verranno sacrificati dal presidente. Gjaurov, che è stato deputato della SDS, è stato nominato alla guida del NRS all'inizio del 1997, quando la SDS ha conquistato il potere. In svariate occasioni, durante i 4 anni di vogerno della SDS, Stojanov ha fatto capire ai governanti che non rinuncerà nemmeno al gen. Vladimirov, che è l'unico ad avere conservato il suo posto fin dai tempi dell'ex presidente Zelju Zelev. Il presidente ha il diritto di decretare anche la revoca dei direttori dei più importanti servizi del ministero degli interni - i Servizi di sicurezza nazionale, quelli per la lotta contro la criminalità organizzata, la gendarmeria, la polizia di confine e la polizia. Nel mese di marzo, per esempio, Stojanov si è rifiutato di revocare dal suo incarico il poliziotto n. 1, gen. Vasil Vasilev, nonostante la richiesta in tal senso da parte del governo. In tal modo il presidente ha tutelato l'onore del generale, che doveva diventare il capro espiatorio per una serie di gravi crimini commessi a quei tempi nel paese. Se nel prossimo governo il posto di ministro degli interni diventerà oggetto di interesse da parte di diversi gruppi mafiosi, camuffati sotto le spoglie dei nuovi deputati del movimento dello zar, difficilmente il presidente userà la mano morbida con l'intento di accontentare il nuovo potere per la scelta dei quadri dei servizi segreti, il cui massimo dirigente è stato nominato durante il periodo del governo della SDS. L'ultimo, ma non minore, particolare è che da Petar Stojanov dipende anche la conduzione della politica estera, perché è con suoi decreti che vengono nominati e revocati gli ambasciatori.

LA CORTE COSTITUZIONALE E L'ESPERIENZA DEL 1994
Quando nel 1994 il BSP, appena vinte le elezioni, pensava di avere messo le mani sull'intero potere, la Corte costituzionale ha svolto il proprio ruolo storico di soggetto regolatore tra le diverse istituzioni, impedendo a un singolo partito di sottoporre ai propri interessi individuali tutto lo stato. A quei tempi era stata dichiarata anticostituzionale gran parte delle leggi che il BSP aveva approvato con la maggioranza in parlamento, e in conseguenza di ciò il governo dei socialisti ha cominciato a marcare il passo, il parlamento a dare l'impressione di lavorare a vuoto e le riforme sono così rimaste irrealizzate. Simeon Koburggotski oggi non ha alcuna influenza sulla Corte costituzionale, se si esclude il giudice Georgi Markov, che si è dichiarato un suo "fan". La Corte tuttavia è composta da 12 persone. Un terzo di esse viene nominato dal presidente, altri quattro vengono eletti dal parlamento e un numero analogo dal potere giudiziario. Il loro mandato è di 9 anni, con il particolare che ogni tre anni viene rinnovato tramite sorteggio. L'ultima sostituzione la si è avuta l'anno scorso e la prossima sarà nel 2003 e solo in quest'ultima data la maggioranza di Simeon II in parlamento potrà candidare propri giuristi alla Corte. I nuovi governanti, tuttavia, non potranno nemmeno in quella occasione avere una quota decisiva, perché l'assemblea dei magistrati, eletti finora dalla SDS e dal presidente, sarà in maggioranza.

IL POTERE GIUDIZIARIO - UNA CONQUISTA IMPOSSIBILE
Il terzo potere difficilmente verrà conquistato dagli uomini dello zar. Il mandato quinquennale dell'attuale Corte suprema scadrà nel dicembre 2003. Se il nuovo parlamento non deciderà di "appropiarsene" attraverso qualche modifica della legge, i blu [cioè la SDS, i cui simboli sono appunto di tale colore - N.d.T.], nonostante la secca sconfitta, conserveranno un'enorme influenza sugli organi chiave del terzo potere. Se i nuovi governanti daranno prova di incompetenza e di ignoranza, molti degli atti amministrativi del governo potranno seguire lo stesso destino delle decisioni respinte dal Tribunale amministrativo supremo ai tempi del governo tecnico di Berov o di quello dei socialisti guidato da Videnov. La posizione del presidente della Corte di cassazione, Ivan Grigorov, è prevedibile in anticipo. L'ex avvocato è noto come un acceso sostenitore della SDS. Meno chiaro è quale sarà da qui in avanti il ruolo del procuratore generale Nikola Filcev. Egli è salito a tale carica durante il governo di Ivan Kostov ed è stato addirittura vice-ministro nel suo gabinetto. I suoi tentativi sempre più aspri di ampliare i poteri del procuratore lo hanno tuttavia reso imprevedibile, tanto più che egli non può più vedere nella SDS la lobby sulla quale contava nel precedente parlamento, mentre, a quanto pare, la riforma del potere giudiziario dipenderà nel prossimo futuro dal trio dello zar formato da Panajotov, Petkanov e Gerdzikov. Si tratta di giuristi che sono stati colleghi di Filcev all'Università "Sv. Kl. Ohridski" di Sofia.

IL POTERE SUI MEDIA
Per cambiare lo status quo nei media di stato, dove la SDS esercita la sua influenza da quattro anni, la nuova maggioranza ricorrerà probabilmente a una modifica delal Legge sulla radio e la televisione. Non a caso, in un accesso di ira, l'esperto dello zar, Vladimir Karolev, ha minacciato che, quando il movimento di Simeon giungerà al potere, si potrà vedere come alcuni media diventeranno davvero nazionali. Anche altri uomini dello zar hanno espresso in via non ufficiale posizioni analoghe. E se si tratta di controllo sui media di stato, i direttori di BNT (Televisione di stato), BTA (Agenzia stampa statale) e BNR (Radio di stato) potranno essere sostituiti unicamente attraverso una modifica della legge e, di conseguenza, con l'introduzione di riforme nel Consiglio nazionale per la radio e la televisione. Infine, e si tratta di un particolare per nulla secondario, Simeon Koburggotski non disporrà del potere a livello locale che, almeno per ora, hanno la SDS, il BSP e il DPS. Il nuovo gabinetto potrà al massimo arrivare alla sostituzione degli amministratori regionali. L'ex zar potrà sperare di avere un potere reale in occasione delle elezioni amministrative, che si svolgeranno nell'autunno avanzato del 2003. E in tale periodo la Bulgaria si troverà esattamente alla soglia dello scadere degli "800 giorni" da egli fissati [per portare a compimento con successo il proprio programma - N.d.T.] - un periodo di tempo sufficiente per mettere alla prova in maniera seria il NDSV, il cui operato avrà allora già dato una risposta all'elettore in merito alla domanda se la sua fiducia è stata ben riposta, oppure se si è trattato dell'ennesima delusione.


3) LE LOBBY DEL DENARO SPORCO SI ALLEANO CON SIMEON

Nel suo numero 22 del 2-8 giugno scorso, il settimanale bulgaro di politica ed economia "Kapital" ha pubblicato una lunga e documentata inchiesta (l'articolo "Qualcuno volò sul nido dello zar" - http://www-us.capital.bg/article.php3?broi=2001-22&page=10-22-1&rubr=politika) sulle lobby affaristiche a cui si sta appoggiando l'ex zar Simeon. Ne emerge un panorama davvero sconcertante. Nelle fila del Movimento Nazionale Simeon Secondo si trovano in prima fila personaggi come il faccendiere Dimitar Lambovski, direttamente legato alla SIK, uno dei due gruppi "assicurativi" dietro il cui paravento, nei primi anni della transizione, agivano le principali bande della criminalità organizzata. Lambosvki, alcuni soci d'affari del quale sono stati assassinati o sono morti in incidenti misteriori, è tra l'altro legato alla lobby del gas e alcune sue società lavorano per il colosso russo Gazprom. Tra i candidati del movimento dell'ex zar nella città di Burgas figura Miroslav Sevlievski, legato all\'altra società di "assicurazioni" mafiosa, la VIS-2 e che ha assunto il controllo di svariati complessi turistici, tour operator e casinò. Suo socio d'affari è Maksim Dimov, esperto di finanze del Movimento Nazionale Simeon Secondo e faccendiere legato ad ambienti del ministero degli interni, nonché alla lobby dell'industria bellica. Kamen Vlahov, candidato del movimento dell'ex zar a Razgrad, è invece vicino alla Multigroup, la maggiore società finanziaria bulgara, guidata da Ilija Pavlov, un personaggio unanimemente considerato dai media bulgari come il principale riciclatore di soldi provenienti da attività criminali. Poco prima delle elezioni, l'ex zar ha accettato l'invito di Ilija Pavlov a un ricevimento organizzato da quest'ultimo in onore del ex monarca a Varna, dove il "businessman" e Simeon hanno avuto una calorosa stretta di mano di fronte al pubblico. Plamen Panajotov, uno dei primi candidati dell'ex zar nella capitale Sofia, ha da parte sua come socio d'affari Branimir Botev, a sua volta socio d'affari di un altra società dedita in passato ad attività criminali, la "7M", e coinvolto nello scandalo di corruzione che ha portato alle dimissioni dell'ex vice-primo ministro del governo Kostov, Aleksandar Bozkov. Botev è inoltre in ottimi rapporti personali con lo stesso zar. Nella città di Ruse al n. 1 della lista dei candidati del movimento di Simeon figura Marko Todorov, un avvocato che cura gli interessi di molte società del banchiere Emil Kjulev, un personaggio legato ai capitali illegali russi e, in passato, alla SDS di Kostov. Oltre alle lobby del denaro riciclato, vi sono altre lobby "pulite" (ma in un paese come la Bulgaria sono pressoché inesistenti i casi in cui i grandi capitali sono stati accumulati in maniera pulita) i cui rappresentanti figurano massicciamente nelle liste dell'ex zar, come quella dell'industria farmaceutica e del settore medico. Nella città di Pazardzik, invece, la lista dei candidati alle elezioni per il movimento di Simeon è composta quasi per intero dalla dirigenza di due aziende, la Energija e la Gazengineering. Del consiglio di amministrazione di quest'ultima fanno parte rappresentanti di una società del banchiere Gibinski, sotto inchiesta per uno dei più scandalosi fallimenti fraudolenti in Bulgaria, quello della banca TSBank.


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Data: 26-06-2001 Fonte: "Dnevnik" [Sofia], "Kapital"
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