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Perché nessuno viene "lustrato"?
| Data: 29-02-2004 | | Fonte: "Blic" |
| Autore: Nikola M. Jovanovic |
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N.E. BALCANI #767 - SERBIA-MONTENEGRO
29 febbraio 2004
PERCHÉ NESSUNO VIENE "LUSTRATO"?
di Nikola M. Jovanovic – ("Blic" [Belgrado], 18 febbraio 2004)
A che punto è la "lustrazione", cioè il processo in base al quale in Serbia dovrebbero essere individuati coloro che in passato si sono resi responsabili di violazioni dei diritti umani?
Il DSS (Partito Democratico della Serbia) vuole che il DS (Partito Democratico) si ripulisca, Vuk Draskovic che l’SPS (Partito Socialista della Serbia) prenda le distanze da Milosevic, mentre Velimir Ilic ritiene che l’SPS si sia già rigenerato nei tre anni passati. Otpor da tempo vorrebbe lustrare Tomislav Nikolic. Nenad Canak desidera più di ogni altra cosa proibire i radicali, mentre l’SRS (Partito radicale serbo) propone di abolire la lustrazione.
Tenendo in considerazione che gli ultimi quindici anni sono ritenuti i più bui della nuova storia serba e nonostante tutti abbiano qualcuno da ripulire, e alcuni anche da “far fuori”, in questo momento in Serbia non si è pronti per accertare la responsabilità di coloro che hanno violato i diritti umani nel periodo precedente, a prescindere che si tratti del periodo prima o dopo il 5 ottobre.
La legge sulla responsabilità della violazione dei diritti umani è stata adottata nel giugno dello scorso anno e in base alle sue disposizioni nei prossimi 10 anni dovrebbe essere obbligatorio verificare se gli incaricati di determinate funzioni hanno violato i diritti umani, dal 1976 ad oggi. La Commissione per la lustrazione è stata istituita con una composizione incompleta, e fino ad oggi, benché in Serbia ci siano state le elezioni presidenziali e parlamentari, i membri di questa commissione non si sono occupati del loro lavoro, perché appunto mancanti del nono membro che dovrebbe essere nominato dai partiti di opposizione, i quali credono che “si tratti di un atto politico il cui unico obiettivo è perseguire i rivali politici”.
Jovica Trkulja, professore alla facoltà di Diritto di Belgrado, descrive a "Blic" la lustrazione come il cartoncino rosso del calcio, quello che il giocatore riceve quando non rispetta le regole, e per ciò viene escluso dal gioco per un certo periodo. Trkulja considera che a distanza di poco più di sei mesi, tenendo presente anche le circostanze riguardanti la formazione del nuovo governo, la lustrazione appaia in Serbia come un processo che ormai non ha un futuro. Per il professore, è più facile che si giunga alla decisione di troncare con la lustrazione come modo di confrontarsi con un passato autoritario.
“Non esiste una preparazione dell’elite politica a un taglio netto con tale passato. Qui, invece del confronto col passato, è in gioco l’elaborazione della memoria collettiva e tutto viene finalizzato alla politica quotidiana”, spiega il nostro interlocutore. Con questa posizione è d’accordo anche l’ex presidente della Commissione per la lustrazione, Sima Radulovic, tra l’altro membro della Presidenza del partito GSS, e aggiunge che per le nostre condizioni politiche, perfino il modello della “lustrazione morbida” prevista in Serbia evidentemente è ancora troppo duro.
“Secondo la nostra legge, la lustrazione si esercita solo contro persone selezionate e a coloro che sono stati coinvolti direttamente si lascia che, dopo la decisione della Commissione, decidano da soli se ritirarsi dall’incarico. Ma anche questo, a quanto pare, è ancora troppo” - dice Radulovic.
Trkulja aggiunge che, se si fosse voluto arrivare a troncare col passato regime, sarebbe stato necessario adottare, oltre alla lustrazione, anche delle leggi in grado di risolvere il problema dell’apertura dei dossier segreti, della riabilitazione di determinati personaggi, ma anche della denazionalizzazione delle proprietà.
“Se il governo della DOS lo avesse voluto, lo avrebbe fatto immediatamente dopo il 5 ottobre. Invece, una buona parte di essa non ha voluto recidere il ramo sul quale sedeva e non c’è discontinuità tra il regime di Slobodan Milosevic e il potere della DOS. Alcuni hanno temuto l’apertura dei dossier, perché si sarebbe potuti venire a sapere della loro collaborazione con la polizia segreta, mentre altri hanno utilizzato i dati dei dossier nelle manipolazioni pre-elettorali, cosa resasi piuttosto evidente l’inverno scorso”, dice Trkulja.
Radulovic considera certo il fatto che la lustrazione verrà a cadere, perché nella nuova alleanza del Parlamento serbo, come dice, “vedo ancora di più una maggioranza antilustrazione”. Radulovic aggiunge che le relazioni del governo uscente con la Commissione erano tali che quest'ultima non aveva spazi propri, che i suoi membri e le sue attività non erano coperte con mezzi di bilancio. I membri di questo organismo hanno tenuto le loro poche riunioni presso la Presidenza della Serbia come affittuari.
La lustrazione avrebbe dovuto comprendere la responsabilità dei deputati della Repubblica e delle Assemblee regionali, del presidente della Repubblica, dei presidenti e dei membri della Repubblica e dei governi regionali, dei sindaci, dei presidenti, dei vice presidenti, come anche dei funzionari comunali e dei giudici, dei procuratori, dei membri del MUP e della BIA (Ministero dell’interno e Agenzia informativa per la sicurezza, l’intelligence serba - N.d.T.).
(traduzione di Luka Zanoni)
| Data: 29-02-2004 | | Fonte: "Blic" |
| Autore: Nikola M. Jovanovic |
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