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"Deficit di opposizione in Romania"
| Data: 05-09-2001 | | Fonte: "Mediapool.bg" |
| Autore: Autori vari |
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NOTIZIE EST #465 - ROMANIA
5 settembre 2001
DEFICIT DI OPPOSIZIONE IN ROMANIA
(analisi di "Oxford Analysis", pubblicata da "Mediapool.bg" [Sofia], 24 agosto 2001)
[Segnalamo che sulla Romania, e in particolare sulle forze populiste e di estrema destra di tale paese, pubblica regolarmente approfondimenti interessanti la rivista on-line "RFE/RL East European Perspectives": http://www.rferl.org/eepreport/]
**Il controllo ineffettivo nei confronti del governo in Romania è il segnale di una crisi sempre più profonda nell'opposizione democratica. Allo stesso tempo, sono in atto tentativi da parte del partito socialdemocratico al governo di "inghiottire lo stato", soprattutto attraverso purghe e sostituzioni di quadri, riporta nella sua analisi sulla situazione politica interna in Romania l'istituto Oxford Analysis.**
Durante il governo della coalizione tra liberali e democristiani nel periodo compreso tra il 1996 e il 2000, la fiducia nei loro confronti è caduta sotto il dieci per cento. Un'indagine di opinione, condotta nel mese di giugno, ha registrato un sostegno del 60% per il partito socialdemocratico al governo.
Tutto indica che i partiti orientati a sinistra governeranno ancora per lungo tempo in Romania e lo scenario di un ritorno delle formazioni di centro-destra in un prossimo futuro è per ora impossibile:
1. Il Partito Democristiano. L'attore principale della precedente coalizione - il PNTCD - è attualmente in fase di disgregazione. Dopo che non è riuscito a entrare in parlamento con le ultime elezioni parlamentari del novembre scorso, il partito ha scelto come proprio leader Andrei Marga, incaricato di risanare il partito. Ma Marga, che è una personalità rispettata negli ambienti accademici, rettore di università ed ex ministro dell'educazione, non è riuscito a fare fronte al compito che gli era stato assegnato e il 6 luglio ha dato le dimissioni con il motivo che i suoi tentativi di rinsaldare il partito sono stati ostacolati dai suoi oppositori all'interno del partito stesso. Dopo il ritiro di Marga, nel partito si è aperta una divergenza riguardo a chi avrebbe dovuto ereditare la sua carica. Il controllo della forza politica è stato assunto da Victor Corbea, primo ministro della Romania nel periodo 1996-1998, che ha messo da parte il vicepresidente del partito - Vasile Lipu, il quale è noto soprattutto per i suoi tentativi di reinstaurare il modello di nazionalizzazione della terra e della proprietà privata che ha caratterizzato il periodo comunista. In conseguenza di ciò, entrambi hanno organizzato un congresso del partito, previsto per la seconda metà di agosto. Questa divisione, tuttavia, non è di carattere ideologico o politico-tattico, ma è piuttosto dettata dalle lotte per stabilire chi metterà le mani sulle risorse del partito. Le due fazioni si accusano reciprocamente di corruzione - per esempio per il grande numero di fondazioni, create da leader del partito, il cui unico scopo è quello di garantire loro l'alto standard di vita di cui godono.
Per la maggior parte dell'opinione pubblica, il partito è interamente compromesso e incapace di una vita politica pienamente attiva. Alla fine degli anni '90 la sua retorica anticomunista ha smesso di essere attuale, dopo che è diventato chiaro che la moralità della coalizione di centro-destra al governo non è diversa da quella del partito socialdemocratico.
Marga ha lanciato l'idea della creazione di una nuova formazione di centro-destra che lavori per le riforme democratiche e l'integrazione europea, ma finora questi piani sembrano poco plausibili. Nonostante la sua retorica di sinistra, nei fatti il partito socialdemocratico ha conquistato il centro dello spazio politico. Indipendentemente dai numerosi cambiamenti nei posti di dirigenti del settore pubblico, esso ha fatto propri gli obiettivi economici e di politica estera, così come le priorità, del precedente governo.
2. Il Partito Liberale. Alle ultime elezioni i liberali sono riusciti a entrare in parlamento con il 7%. Nonostante questo, il partito è molto debole per potere riuscire a mobilitare e a guidare le forze di centro-destra. L'instabilità del suo comportamento politico risulta evidente soprattutto nei suoi rapporti con i socialdemocratici. I due partiti hanno firmato in dicembre un'intesa per la collaborazione, dalla quale i liberali si sono ritirati in aprile con la motivazione che il partito al governo ha mancato di soddisfare le sue richieste. Alcuni mesi dopo, tuttavia, in luglio, i due partiti hanno nuovamente trovato un punto di intesa sull'idea di modificare la costituzione del paese al fine di migliorare le modalità di lavoro del parlamento.
3. Il Partito Democratico. Attualmente il partito è completamente impegnato nella lotta tra il leader del partito, Petre Roman, e una delle sue figure più popolari - Traian Basescu. Nel corso dell'anno passato Basescu è stato sindaco di Bucarest e la sua popolarità in alcuni momenti ha superato addirittura quella del primo ministro Adrian Nastase. Ma la fiducia nel partito continua a diminuire, dopo che Basescu ha preso il posto di Roman alla guida del partito. Uno dei suoi primi passi è stato quello di avviare trattative per l'unione con il nazionalista Partito Popolare guidato da Virgil Maguerano, ex capo dei servizi segreti. Lo scopo di Basescu è quello di garantirsi una difesa di fronte a Maguerano, poiché si ritiene che quest'ultimo abbia nelle proprie mani i dossier relativi a molte figure politiche pubbliche della Romania. Lo stile autoritario di Basescu, tuttavia, ha portato a molte dimissioni e fuoriuscite dal partito.
Uno dei maggiori problemi nella vita politica della Romania è quello del governo monocolore e privo di controllo del Partito Socialdemocratico (PDSR). La debolezza politica degli ex partiti di governo non consente loro di essere un'opposizione attiva ed effettiva. Le critiche nei confronti dell'attuale governo provengono soprattutto dai media e dai "think-tank" come la Società Accademica Romena. Esse riguardano sopratutto l'aumento delle violazioni delle norme nel sistema giudiziario, nonché la politica dei quadri - cioè la rimozione dai loro posti delle persone la cui fedeltà nei confronti del partito è dubbia. Per molti di coloro che terminano attualmente i propri studi, la tessera del PDSR viene ritenuta una delle condizioni irrinunciabili per fare una buona carriera nel settore pubblico. Gli osservatori ritengono che il partito voglia "inghiottire lo stato" e instaurare un pieno monopolio sulla vita pubblica.
Un altro problema è quello delle tendenze nazionalistiche. I tentativi del PDSR di liberarsi della propria precedente immagine di partito che divide, al fine di indossare i nuovi vestiti di partiti unificatore, hanno portato al raggiungimento di un consenso con un proprio ex opponente - l'Unione Democratica degli Ungheresi di Romania (UDMR). Ciò lo ha aiutato a non cercare l'aiuto del partito di estrema destra Romania Mare (Grande Romania), cosa che avrebbe seriamente danneggiato la sua immagine, soprattutto all'estero.
Ma un passaggio della "legge di stato" approvata dal parlamento ungherese minaccia questi rapporti. Si tratta della concessione di maggiori diritti economici e sociali alle minoranze ungheresi negli stati confinanti con l'Ungheria. Se l'opposizione del PDSR a questa legge proseguirà, i suoi accordi con l'UDMR verranno seriamente messi in discussione.
Nel suo complesso il PDSR è riuscito a migliorare la sua immagine in Occidente, dopo avere garantito un periodo di ripresa economica, avere abbandonato il proprio orientamento alla dominanza dello stato nell'economia e avere dimostrato le sue serie intenzioni di fare del paese un membro dell'Unione Europea e del Patto Atlantico.
La Romania, oltre a ciò, durante il periodo in cui ha avuto la presidenza dell'OSCE ha svolto un ruolo costruttivo nella ricerca di una soluzione alle tensioni etniche nell'Europa Sud-Orientale. Le tensioni nei rapporti con la minoranza ungherese possono quindi essere considerate come qualcosa che non è espressione dello sciovinismo romeno. Tuttavia ciò non proseguirà, se il partito deciderà di unirsi, riguardo a tale questione, ai nazionalisti di estrema destra.
Per il futuro vicino non si prevede che il partito di Nastase avrà problemi con l'opposizione, che molto poco probabilmente riuscirà a unirsi. La maggiore minaccia per il partito si nasconde nelle sue stesse fila. Il gruppo di nazionalisti economici che si è dichiarato contro la vendita di imprese industriali a società estere non è per nulla piccolo e inoltre vi è la possibilità che cerchi un sostegno dei nazionalisti di destra.
La debolezza cronica dell'opposizione garantisce al parlamento la possibilità di lavorare in maniera più rapida. Ma la mancanza di un controllo efficace da parte dell'opposizione è un serio problema e Nastase deve mettere in atto intensi sforzi all'interno del suo partito, per tenerlo salvo dalle tendenze autoritarie. La debolezza dell'opposizione porta con sé un'altra carenza - una futura insoddisfazione nei confronti del governo potrà essere canalizzata nel campo del populismo, dove si trovano il partito Romania Mare o i sindacati più estremisti.
Anche la posizione di Iliescu merita attenzione. La costituzione non gli consente di candidarsi per un terzo mandato nel 2004, ma secondo le ultime indagini il 40% degli intervistati vorrebbe che egli rimanesse capo dello stato e il 23% di essi ritengono che sia necessario modificare la costituzione a tale fine.
Il PDSR si è assunto in Romania il ruolo di partito unificatore e di fronte a esso non si profila qualsi nessun ostacolo alla sua dominazione politica e istituzionale. Nonostante questo, le correnti nazionaliste all'interno del partito potrebbero emergere e influire sia sulle riforme economiche che sui rapporti con l'Ungheria e la minoranza ungherese. E la mancanza di un efficace controllo da parte dell'opposizione può causare gravi danni al suo governo.
Uno dei problemi più seri che potrebbe emergere in Romania è che l'eventuale insoddisfazione nei confronti del governo trovi espressione nel populismo, e non nei tradizionali canali democratici.
| Data: 05-09-2001 | | Fonte: "Mediapool.bg" |
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