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La Macedonia chiede l'ammissione all'Unione Europea
| Data: 25-02-2004 | | Fonte: "Kapital" |
| Autore: Verica Milanova |
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N.E. BALCANI #766 - MACEDONIA
25 febbraio 2004
LA MACEDONIA CHIEDE L'AMMISSIONE ALL’UNIONE EUROPEA
di Verica Milanova - ("Kapital" [Skopje], 5 febbraio 2004)
Forse l’UE non opporrà un rifiuto alla richiesta di Skopje, ma ci penserà su almeno un anno o due!
Il caso della Macedonia è particolare perché la domanda di ammissione all’unione viene consegnata a quasi due mesi dallo storico allargamento dell’Ue a nuovi dieci membri e nel momento in cui è in corso nella stessa Unione Europea un’ intensa discussione sulla futura impostazione delle proprie istituzioni.
Proprio per questo non è certo che l’attuale commissione o quella che verrà daranno il loro parere sulla domanda d’ingresso presentata dalla Macedonia. L’unica cosa certa, come viene dichiarato da gran parte dei diplomatici europei, è che l’Ue sarà molto prudente riguardo a futuri allargamenti prima di valutare l’effetto di quello che avrà luogo quest’anno, il più grande mai effettuato.
Dunque il governo macedone ha deciso. Il premier Branko Cervenkovski andrà a Dublino il 26 di questo mese per consegnare ufficialmente la domanda al primo ministro irlandese. L’Irlanda, infatti, al momento presiede l’Unione Europea.
Veniamo a sapere dal gabinetto della vicepresidente Radmila Shekjerinska che la domanda si compone della richiesta standard di ammissione accompagnata da materiale aggiuntivo, che non sarà comunque troppo voluminoso. Tuttora non è chiaro chi accompagnerà il primo ministro in Irlanda per consegnare la domanda. La richiesta di ammissione all’Ue è uno dei pochi temi su cui governo e opposizione al momento mostrano accordo.
E dopo la domanda?
“La domanda in quanto tale non può essere respinta. Questo diritto appartiene ad ogni stato che risponde ai criteri per poterla presentare. Il problema è vedere quali saranno gli sviluppi di questo processo”, dichiarano fonti governative.
La procedura di ammissione è stata definita attraverso il memorandum dell’Unione Europea. Dopo la consegna la domanda viene indirizzata al consiglio dei ministri dell’Ue che prende la decisione finale, ma solo dopo che la commissione europea avrà espresso il suo parere ufficiale e dopo che la questione sarà stata discussa ed votata dal parlamento europeo. Una tale procedura può durare un anno o due. Il momento più importante in questo processo è quello in cui la commissione decide se proporre l’inizio delle trattative per l’ingresso oppure si limita a dare consigli riguardo ai settori in cui lo stato richiedente deve migliorare il proprio funzionamento.
Fonti governative fanno presente che non esiste il rischio che la domanda venga respinta. La commissione dovrà formulare il suo giudizio, anche se questo dovesse risultare negativo.
Il governo di Skopje, nonostante sia cosciente del difficile contesto in cui la domanda viene presentata, sottolinea continuamente che la richiesta d’ammissione all’Ue è il modo migliore di stringere le fila sul fronte interno e uno stimolo in più per rispondere in modo più dinamico agli accordi del Patto di stabilità e associazione.
Nonostante i diplomatici europei ci chiedano di assicurarci che il momento scelto sia davvero quello giusto, da parte macedone le principali argomentazioni sono il rispetto degli accordi di Ohrid e la realizzazione del programma concordato con l’Fmi.
“Il nostro punto forte è che il 2003 è stato l’anno in cui la Macedonia è tornata ad occuparsi delle normali riforme che di solito porta avanti un paese in transizione e quello nel quale il paese si è allontanato definitivamente dal periodo in cui erano d’attualità solo problemi politici e di sicurezza”, ha dichiarato a “Kapital” la Shekjerinska.
Il direttore dell’ufficio per l’integrazione europea Dragan Tilev ha però dichiarato che la parte commerciale del Patto di stabilità e associazione è già organizzata nei dettagli e ben funzionante.
“C’è stato un progresso nella formulazione della legislazione sulla concorrenza, sulla standardizzazione, sulla qualità tecnica dei prodotti, sulla proprietà intellettuale ed industriale, e abbiamo anche approvato la nuova legge sul sostegno pubblico alle imprese. In tutti questi settori abbiamo anche nuove istituzioni conformi agli standard di quelle europee”, ha aggiunto Tilev.
Fino ad ora sono state tradotte circa 9.000 pagine della legislazione europea. In questi giorni si lavora intensamente per tradurne altre 10.000.
Nel suo ultimo rapporto la commissione europea raccomanda la completa applicazione degli accordi strutturali, la lotta contro la corruzione attraverso una strategia globale, che comprenda il finanziamento dei partiti, la decentralizzazione, la riorganizzazione delle strutture che si occupano di sicurezza, la creazione di un servizio professionale di intelligence, le riforme da apportare agli organi giudiziari, l’accellerazione da imporre alla riforma dell’amministrazione pubblica ed una serie di provvedimenti che possa rispondere ai diversi casi che riguardano perdite o fallimenti da parte di risparmiatori e aziende.
(traduzione di Francesco Martino)
| Data: 25-02-2004 | | Fonte: "Kapital" |
| Autore: Verica Milanova |
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