default.asp default.asp
Notizie Est
1997-2004

Archivio ospitato da
Bulgaria-Italia
News e analisi sulla penisola balcanica
BALCANI ECONOMIA CHI SIAMO ARCHIVIO LINKS RICERCA
Albania
Bosnia-Erzegovina
Bulgaria
Croazia
Grecia
Kosovo
Macedonia
Romania
Serbia-Montenegro
Slovenia
 
Balcani società
L'Italia e i Balcani
La regione balcanica
  Stampa printer friendly

Presidenziali in Serbia: la difesa del 5 ottobre

Data: 29-06-2004 Fonte: "Danas"
Autore: Danas

N.E. BALCANI #821 - SERBIA-MONTENEGRO
29 giugno 2004


PRESIDENZIALI IN SERBIA: LA DIFESA DEL 5 OTTOBRE
(editoriale di “Danas”, [Belgrado], 29 giugno 2004)

La vittoria di Tadic alle presidenziali serbe non mette fine ai giochi politici, che rimarranno ancora aperti tra le numerose forze che godono di un sostegno consistente


I fan del Partito Democratico hanno festeggiato l'altroieri notte l’elezione di Boris Tadic alla presidenza della Serbia. Tutto il paese può senz'altro dire di aver compiuto, come si è potuto constatare, un lavoro molto travagliato e un po’ faticoso, che nell’ultimo anno e mezzo ha consumato una buona parte delle energie della politica. Dopo tanto tempo è stato portato a compimento un sistema di potere istituzionale, il che di per sé è una condizione fondamentale per il normale funzionamento dello stato e della società.

Il primo e il secondo turno delle elezioni presidenziali, dai quali è uscito vincitore il candidato del DS (Partito democratico, ndt.), sono stati un utile indice della situazione politica in Serbia. Per quanto a molti un pensare dicotomico possa essere sembrato semplificativo, in sostanza anche in queste elezioni si sono contrapposti due tipi di Serbia: una provinciale, incline alla grandezza mitomane dei valori e degli intenti nazionali, diffidente verso l’ambiente esterno e verso tutto ciò che è diverso; e l’altra, rivolta al futuro, aperta verso il mondo e pronta ad entrare in tutti gli attuali processi internazionali di integrazione.

Qualcuno potrebbe dire che la Serbia aveva fatto questa scelta storica già nell’inverno del 2000, quando rimosse dal potere Milosevic, sotto il quale durante gli anni novanta il paese ha vissuto un pesante tramonto. Il Partito Radicale Serbo, tuttavia, è riuscito a unificare le forze sconfitte e ad annunciare seriamente la possibilità di una restaurazione del vecchio regime. Ecco perché queste elezioni presidenziali sono state una difesa sui generis dei valori dei cambiamenti del 5 ottobre.

Bisogna subito dire che i circa 1 milione e 400 mila voti di Nikolic confermano solo quanto sia ancora forte la Serbia antiriformista e quanto con essa si dovranno fare i conti anche nel futuro. Il blocco democratico entra in una nuova fase che, certamente, porterà pure nuove sfide nelle relazioni tra i partiti. Tadic al secondo turno ha avuto l’appoggio della coalizione di governo e del premier Kostunica, ma a tutti è chiaro che questi circoli sarebbero stati più felici se il rappresentante del Partito Democratico, di opposizione, non fosse a capo dello stato. La Serbia praticamente avrà per la prima volta una vera coabitazione: al governo e alla presidenza della repubblica saranno due partiti concorrenti, ma pronti a utilizzare tutta la forza del loro potere.

Come e fino a che punto potrà funzionare una tale soluzione? Molti pronosticano che già quest’anno ci saranno elezioni parlamentari anticipate. Lo stesso Tadic non ha certo detto che lavorerà per rovesciare il governo, ma non appoggia nemmeno le iniziative mirate a fare sì che il suo partito entri nell’esistente governo di minoranza per farlo diventare di maggioranza.

Nel prossimo periodo i principali attori politici della Serbia si guarderanno sicuramente con attenzione l’un l’altro, cercando di mettere a punto la tattica ottimale per se stessi.

Il governo di minoranza DSS, G17 Plus, SPO-NS difficilmente si manterrà a lungo con l’appoggio parlamentare del sempre più minoritario SPS. Le elezioni presidenziali hanno mostrato che sono svariate le forze che godono di un considerevole sostegno politico, tra tutte il DS, ma anche i radicali (i quali hanno già il maggior numero di deputati in parlamento) e Bogoljub Karic, che entra dalla porta principale (più precisamente: ritorna) in politica.

Tutto ciò lascia intravedere una vita politica molto interessante anche per i prossimi mesi, almeno per quella piccola metà di cittadini maggiorenni che nonostante tutto sono andati a votare.

(traduzione dal serbo di Luka Zanoni)

[top]

Data: 29-06-2004 Fonte: "Danas"
Autore: Danas





Copyright © 1997-2005 Notizie Est. Tutti i diritti riservati