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I moderni "feudi" italiani in Romania

Data: 08-04-2003 Fonte: "Politika"
Autore: Milan Petrovic

N.E. BALCANI #652 - ITALIA/ROMANIA
8 aprile 2003


I MODERNI "FEUDI" ITALIANI IN ROMANIA
di Milan Petrovic - ("Politika" [Belgrado], 4 marzo 2003)

I media romeni accusano gli imprenditori italiani di essersi creati veri e propri "feudi" nel paese acquistando illegalmente terreni per cifre irrisorie


BUCAREST - All'improvviso, anche se forse troppo tardi, i media romeni hanno fatto squillare un forte segnale dall'arme: gli stranieri ci stanno comprando illegalmente e per pochi soldi la terra più fertile. Come informano i giornali, i più attivi in tale campo sono gli investitori italiani, che si sono gettati sull'"ovest romeno", il Banato, dove hanno comprato a prezzi letteralmente irrisori, come afferma il presidente della Camera di Commercio di Timisoara, Emil Mateiescu, circa 400.000 ettari di terreni. Tale cifra è stata "arrotondata" dal presidente della Camera di Commercio Italo-Romena, Guglielmo Frinzi, altrimenti direttore generale del consorzio italiano Generali Asigurari, il quale ha affermato che gli investitori italiani sono eccezionalmente interessati all'agricoltura romena, aggiungendo che "in questi ultimi anni hanno acquistato centinaia di migliaia di ettari di terreni agricoli per coltivarvi grano e vigneti". Da lui si è venuti a sapere che i moderni "feudi" italiani sono stati conquistati soprattutto nelle contee di Timisoara, Arad e Sibiu, mentre adesso si sta passando alla "conquista" della contea di Caras-Severin, che confina anch'essa con la Serbia. In questa contea gli italiani, secondo le parole di Frinzi, "vogliono produrre vino perché l'uva romena è di ottima qualità".

CAMPI SENZA PROPRIETARI

Dopo la svolta rivoluzionaria romena del 1989, la dissoluzione dei kolchoz locali e la restituzione delle terre ai contadini, nei villaggi romeni si è creato un vero e proprio caos. Oltre nove milioni di piccoli proprietari si sono visti restituire terre frammentate in oltre 40 milioni di appezzamenti. Molti di loro erano solo eredi dei vecchi proprietari e vivevano ormai in zone urbane. Non erano interessati alla terra. Oltre a questo, l'età media degli abitanti dei villaggi era notevolmente aumentata, la popolazione era composta soprattutto da anziani e non c'era più chi lavorasse la terra, così milioni di ettari sono rimasti abbandonati. In queste condizioni, un ettaro veniva venduto anche a meno di 100 marchi, perché non c'erano acquirenti interessati.

Allora sui fertili campi del Banato sono comparsi gli avveduti italiani. Per pochi soldi hanno acquistato decine e centinaia di migliaia di ettari il cui prezzo, nel momento in cui la Romania entrerà nell'UE (2007) si decuplicherà.

Secondo le leggi attualmente in vigore, le persone fisiche estere non hanno il diritto di acquistare terreni nel paese. Tuttavia, la Legge sul regime degli investimenti esteri consente alle società commerciali a capitale parzialmente o completamente estero, costituite come persona giuridica romena, di acquisire diritti di proprietà e ogni altro diritto reale su terreni "necessari per la conduzione delle attività di investimento".

IL TRUCCO ITALIANO

Il quotidiano "Adevarul" spiega il "trucco italiano" per l'acquisto di terreni in Romania: "Per potere ottenere terreni in Romania, gli italiani hanno fondato società commerciali (attualmente solo nella contea di Timisoara ve ne sono 1.276) che, fatte salve alcune rare eccezioni, non si distinguono per avere un sostanzioso capitale sociale in valuta. Questo potrebbe significare che alcuni investitori italiani, che in Romania sono diventati dei 'feudatari', intendono realizzare grossi profitti rivendendo i terreni tra alcuni anni".

Come racconta a "Politika" Oprea Nicolaie, direttore dell'Amministrazione agricola della contea di Timisoara, a livello locale si può già notare una cessazione della compravendita di terreni. Nicolaie afferma che non ci sono quasi più terreni liberi e che il prezzo di un ettaro di terra è balzato ormai da 100 marchi a 1.000 euro.

Aggiungiamo ancora che la Romania, nei negoziati con l'UE, alla quale verrà ammessa nel 2007, ha chiesto di ottenere il permesso di liberalizzare la vendita di terreni a cittadini dei paesi UE solo a partire dal 2014, per i terreni agricoli, e dal 2012, per quelli edificabili. Sul periodo intermedio di "transizione" sono ancora in corso mercanteggiamenti.

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Data: 08-04-2003 Fonte: "Politika"
Autore: Milan Petrovic





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