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Il tortuoso percorso di Zagabria verso Bruxelles
| Data: 28-10-2003 | | Fonte: Notizie Est |
| Autore: Jimmy Milanese |
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N.E. BALCANI #707 - CROAZIA
28 ottobre 2003
IL TORTUOSO PERCORSO DI ZAGABRIA VERSO BRUXELLES
di Jimmy Milanese
Alla vigilia di delicate elezioni politiche, i problemi della Croazia nelle relazioni con Italia e Gran bretagna rendono più difficile il processo di integrazione nell'UE
Sembrano essere due tra i paesi più favorevoli all’allargamento dell’Unione Europe, ovvero Italia e Inghilterra, ad ostacolare gli sforzi di Zagabria verso Bruxelles. Da una parte, il governo italiano si è più volte pronunciato a sfavore della costituzione da parte di Zagabria di una “Zona Economica Esclusiva” (ZEE), che allargherebbe unilateralmente la giurisdizione croata sul mare Adriatico, prevedendo cosi’ la possibilità di costruire e investire sulle isole della Dalmazia e di sfruttare l‘energia del mare e del vento. Dall’altra, ha precisato il Ministro degli Esteri Jack Straw, il governo britannico pur sostenendo il percorso di Zagabria verso l’UE, si riserva di non sottoscrivere il recente Accordo di stabilizzazione e integrazione tra Croazia e Unione Europea, se il generale croato Ante Gotovina non verrà consegnato al Tribunale Penale Internazionale dell‘Aja, titolare del procedimento d’accusa aperto nel giugno 2001 e sollevato a suo carico per crimini di guerra commessi durante il confltto nella ex Jugoslavia (nello specifico durante l‘azione “Tempesta“, che nell’estate del 1995 concluse trionfalmente la liberazione della regione croata dal controllo serbo). A questi due veti incrociati, il Premier croato Ivica Racan ha recentemente replicato opponendo la conformità della ZEE al diritto internazionale, confermando la totale assenza di responsabilità sul caso Gotovina e sostenendo la tesi secondo la quale il generale non si trova attualmente sul territorio croato.
Zagabria è ben consapevole che lanciare una sfida all’Unione Europea nel semestre di presidenza italiano sarebbe un autogoal. Inoltre, un prolungato braccio di ferro potrebbe rivelarsi doppiamente controproducente, considerando il recente appuntamento del 9 ottobre: termine per la consegna nelle mani di Romano Prodi del questionario debitamente compilato, a risposta delle circa 5000 domande, sulla base del quale l’Unione Europea prenderà la sua decisione in merito alla domanda di adesione presentata dalla Croazia nel febbraio di questo anno.
La Commissione Europea ha già espresso la sua contrarietà al disegno di legge sulla istituzione di una ZEE che, seppur modificato nella forma (la ZEE è ribattezzata Zona ecologico-ittica), il Sabor - Parlamento croato ha appena votato. Il governo italiano, dal canto suo, conferma il disappunto per un provvedimento sostanzialmente contrario allo spirito di cooperazione multipartisan europea, minacciando di non garantire la ratifica del Trattato di associazione Croazia/UE, la quale prevede il voto del Parlamento italiano. Inoltre, il governo italiano ha ribadito che il modello delle ZEE già adottato da Spagna e Francia (sull’Oceano Atantico) non puo’ essere preso in considerazione come precedente, in quanto non implica conseguenze per paesi terzi, come nel caso croato. A questa irritata, ma non ancora ufficiale, presa di posizione italiana Racan ribadisce che il provvedimento croato va nella direzione di una maggiore salvaguardia dell’ambiente marino (da quì il cambiamento del provvedimento, non più istituente una ZEE, ma una zona ecologico-ittica). Da notare come la costituzione della Zona ecologico-ittica sia stata ripetutamente condannata dal Primo Ministro sloveno Anton Rop, al punto da convincerlo a richiamare l’ambasciatore sloveno da Zagabria. Di fatto, Slovenia e Croazia hanno ancora aperta la questione del confine tra le due repubbliche, per la soluzione della quale non e’ da escludere il ricorso all’arbitrato internazionale, come recentemente sottolineato dal viceministro degli esteri croato Ivan Simonovic.
Sul versante britannico invece, l’esito della visita di Racan a Londra, ai margini del congresso del Labour Party, non ha sostanzialmente modificato la posizione di Downing Street. Nonostante un ottimistica conferenza stampa (Londra abolirà i visti di transito per i cittadini croati) a conclusione della visita croata, in cui Racan ha esaltato oltre misura il sostegno britannico al processo di adesione all’Unione, Zagabria ha ben presente che la Gran Bretagna non ratificherà l’accordo e non favorirà l’adesione se Gotivina non si presenterà davanti ai giudici del Tribunale dell’Aja. Racan ha dichiarato che il governo presenterà le prove di una totale collaborazione con Carla Del Ponte, procuratrice titolare dell’inchiesta. La vicenda ha assunto le caratteristiche del giallo internazionale, quando solo recentemente il vicepremier croato Granic ha denunciato manovre dei servizi segreti stranieri, meravigliandosi di come Gotovina (a lungo membro della Legione straniera) abbia facilmente ottenuto il passaporto francese, solo due mesi prima della consegna dell’atto d’accusa da parte della del Ponte.
Questi segnali indicano come il prossimo allargamento dell’Unione Europea verso le repubbliche della ex Jugoslavia dovra’ fare preliminarmente i conti con la soluzione di una serie di questioni emerse recentemente, ma che trovano origine nella dissoluzione della Federazione Jugoslava.
| Data: 28-10-2003 | | Fonte: Notizie Est |
| Autore: Jimmy Milanese |
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