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"Attentati, indagini, accuse"

Data: 30-01-2001 Fonte: "Dnevnik" e altre fonti
Autore: Autori vari

NOTIZIE EST #394 - MACEDONIA
30 gennaio 2001


ATTENTATI, INDAGINI, ACCUSE



1) L'ATTENTATO DI TEARCE
a cura di Andrea Ferrario


[Segue più sotto un articolo da "Dnevnik" sulle formazioni armate albanesi in Macedonia]

Nella notte tra il 21 e il 22 gennaio scorso persone fino a oggi non ancora identificate hanno attaccato la stazione di polizia del villaggio di Tearce, presso Tetovo, a dieci chilometri dal confine tra Macedonia e Kosovo. L'attacco è stato compiuto con lanciamissili a spalla M-68 da 40 millimetri di produzione cinese e con kalashnikov da una distanza di alcune decine di metri. Un poliziotto macedone di 30 anni è stato ucciso e altri tre sono rimasti feriti, mentre gli attentatori sarebbero fuggiti immediatamente a bordo di un'auto non identificata. Secondo la televisione locale "Kiss", che si basa su fonti anonime, la polizia macedone avrebbe arrestato una decina di giorni prima tre abitanti albanesi di un villaggio della fascia di confine macedone con il Kosovo che indossavano uniformi dell'UCK. Due di essi sarebbero poi stati rilasciati, ma la notizia, sempre secondo le fonti anonime della "Kiss", non sarebbe stata resa pubblica. L'attentato ha avuto un'ampia eco sui media macedoni ed è stato condannato da tutte le forze politiche, ivi compresi i due maggiori partiti albanesi, il DPA e il PDP, i quali hanno ribadito la loro fedeltà alla Macedonia e al suo esercito. Il 25 gennaio il quotidiano di Skopje "Dnevnik" ha ricevuto un fax con il quale l'attentato veniva rivendicato dall'Esercito di Liberazione Nazionale. L'acronimo in albanese di questa formazione militare è uguale a quello dell'Esercito di Liberazione del Kosovo, e cioè UCK, anche se i media macedoni vi aggiungono un -M per distinguerlo dall'UCK "originale". In Notizie Est #360 del 18 ottobre 2000 avevamo pubblicato un articolo di Stephan Lipsius, nel quale si raccontava nei dettagli come tale denominazione era quella prevista per l'ala armata del Fronte Nazionale Unito Albanese, i cui tentativi di creazione a opera di forze nazionaliste panalbanesi alla sinistra di Thaqi erano terminati senza successo nell'autunno del 1999. Nel comunicato n. 4 dell'Esercito di Liberazione Nazionale con il quale si rivendica l'attentato, e spedito da un numero di cellulare della Germania, che ai controlli è risultato essere inesistente, si scrive tra le altre cose che "l'attacco è stato limitato e di carattere dichiarativo nei confronti degli occupatori macedoni e dei collaboratori albanofobi. L'uniforme degli occupatori continuerà a essere attaccata in futuro fino a quando non verrà liberato il popolo albanese". Il 27 gennaio il quotidiano "Nova Makedonija", strettamente controllato dalla VMRO-DPMNE del premier Georgievski, ha pubblicato in prima pagina un articolo non firmato con il quale si afferma che fonti anonime hanno fatto sapere al giornale che i principali organizzatori dell'attacco di Tearce sarebbero gli ex prigionieri politici Rufi Osmani e Xhevad Ademi. Rufi Osmani è un politico particolarmente noto tra gli albanesi di Macedonia, essendo stato il sindaco di Gostivar incarcerato nel 1997 dopo un'azione della polizia per togliere la bandiera albanese dal municipio della città, che era degenerata in fatti di sangue. Di Osmani alcuni sostengono che sia stato in quell'occasione "mandato in prima linea" da Arben Xhaferri, con l'intento nascosto di disfarsi di un personaggio radicale e popolare che avrebbe potuto essere un suo rivale (su Osmani si veda "Notizie Est" #165, 15 febbraio 1999; sull'uso "strumentale" di Osmani da parte di Xhaferri si veda Zoran Kusovac, "Macedonia: surviving ethnicity?", Jane's Intelligence Review, August 2000). Osmani attualmente è assistente presso l'Università "parallela" di Tetovo e Ademi dirige l'Associazione degli ex prigionieri politici. Secondo "Nova Makedonija" i due avrebbero stretto un'alleanza con Fadil Bajrami, deputato eletto a Kicevo nelle liste del DPA, il partito di Xhaferri. Il gruppo avrebbe come proprio referente in Kosovo Emrush Xhemajli, della miniformazione Movimento per un Kosovo Indipendente. Il giornale filogovernativo afferma che Osmani e Ademi punterebbero a creare caos per "aumentare l'insoddisfazione tra gli albanesi, distruggere la popolarità del DPA e creare spazio per una nuova formazione politica albanese". Il loro principale nemico in Kosovo sarebbe Hashim Thaqi. Secondo "Nova Makedonija" il gruppo non avrebbe alcun sostegno politico né in Macedonia, né in Albania, né in Kosovo, né, in particolare, presso la comunità internazionale. Un testo praticamente identico è comparso su un altro giornale controllato dal governo, "Vecer". Vista la "fonte anonima", visto che si parla di complotti senza fornire alcun particolare concreto, vista la tendenza politica del giornale e vista infine la lotta in atto per la successione di Xhaferri, gravemente malato, tale articolo sembra avere un significato unicamente politico, teso chiaramente a criminalizzare coloro che tra gli albanesi non sono in sintonia con Xhaferri e il suo vice, Menduh Thaci. Tra quest'ultimo e Osmani ci sono stati pesanti scambi di battute dopo la pubblicazione dell'articolo. Osmani in un'intervista alla televisione A1 ha rifiutato le accuse, affermando che la fonte di queste ultime è il "bandito politico Menduh Thaqi". Quest'ultimo ha ribattuto affermando che Osmani non è un soggetto politico ed è solo "un uomo malato, che ha bisogno dell'aiuto di un medico". Oggi, 30 gennaio, il quotidiano "Dnevnik" riporta "notizie riservate" della polizia macedone, secondo cui nel corso delle numerose retate effettuate negli ultimi giorni tra la popolazione albanese della regione sarebbe stata arrestata una decina di persone, tutte abitanti della zona di Tearce, di cui alcune sarebbero considerate dalla polizia direttamente responsabili dell'attacco del 22 gennaio. Ieri, inoltre, persone non identificate hanno sparato contro un autobus di linea nella zona di Kicevo, mentre alla stazione ferroviaria di Skopje c'è stato un falso allarme bomba. Per completare il quadro, va detto anche che l'attacco contro la stazione di polizia di Tearce è stato condotto in un momento politicamente molto delicato a causa del "Watergate macedone", lo scandalo conseguente alla presentazione da parte della SDSM, attualmente all'opposizione, di materiali che proverebbero l'ascolto indebito delle telefonate di alti personaggi politici (tra i quali il presidente della repubblica Trajkovski) da parte degli organi di sicurezza macedoni. Molti, tra i quali la stessa SDSM, hanno avanzato il sospetto che l'attentato sia stato organizzato per distogliere l'attenzione da tale scandalo.

(fonti: "Dnevnik", 23 gennaio, 24 gennaio, 26 gennaio e 30 gennaio 2001; AIM Skopje, 25 gennaio e 29 gennaio 2001; "Nova Makedonija", 27 gennaio 2001)


2) GRUPPI TERRORISTI ALBANESI OPERANO IN MACEDONIA FIN DAL 1991
("Dnevnik", 26 gennaio 2001)


"Nel gennaio e nel febbraio 2000 hanno fatto la loro comparsa due nuovi movimenti guerriglieri che hanno preso a modello l'UCK: l'Esercito di Liberazione Nazionale in Macedonia (UCK-M) e l'Esercito di liberazione di Presevo, Bujanovac e Medvedja (UCPMB). Queste due organizzazioni effettuano attentati in Macedonia e in Serbia al fine di creare un clima di conflitto, che dovrebbe portare alla creazione di una Grande Albania", si scrive in una raccolta di testi dal titolo "Kosovo - la trappola" ("Kosovo - le piege") uscita tre settimane fa in Francia. L'autore del testo dedicato all'UCK è lo storico e giornalista Christophe Chiclet, un esperto bene informato sulla situazione. In una conversazione con "Dnevnik", Christophe Chiclet aggiunge che la "UCK-M" è per la Macedonia la stessa cosa che l'UCPMB è per la Serbia. E' evidente che gruppi terroristici albanesi operano in Macedonia fin dal 1991. Si presume, ma non è sicuro, che esistano addirittura due UCK-M, una vicina a Hashim Thaqi, l'altra ai "radicali". Secondo le informazioni di cui dispone il nostro interlocutore, questo esercito fantasma è vicino a Fazli Veliu, l'uomo di cui si sono perse le tracce da quando le autorità tedesche lo hanno liberato nel marzo 2000, sebbene la Macedonia avesse emesso un mandato internazionale nei suoi confronti, ma non abbia richiesto la sua estradizione. "Questo sviluppo della situazione non è ben visto dagli americani", afferma Chiclet, e aggiunge che Hashim Thaqi e Arben Xhaferri, in consultazione con gli USA, hanno voltato le spalle ai radicali. Tutto questo ha portato a un certo calmarsi delle acque nella scorsa primavera, ma durante l'estate si è giunti a un avvicinamento con il Movimento Popolare del Kosovo (LPK), illegale e attivo soprattutto in Svizzera, dal quale nel 1996 era nato l'UCK. Dall'estate del 2000 Fazli Veliu è responsabile delle sezioni estere di tale movimento, mentre il generale-coordinatore è Emrush Xhemajli. Dopo essere uscito dalle prigioni tedesche, Veliu si è diretto in Svizzera, da dove nel mese di settembre si è trasferito a Tirana. A novembre i servizi segreti francesi gli hanno rivolto un invito a recarsi in Francia per una conversazione, ma egli ha rifiutato il visto che gli era stato rilasciato. Lo stesso invito, con un analogo visto, è stato indirizzato sia a Emrush Xhemajli, che a Shefit Xhaferri, del quale si sa solo che è un albanese nato in Macedonia. Secondo le informazioni di cui dispone l'autore del testo, e che sono riportate nel libro, l'UCK-M sta dietro l'attentato effettuato il 20 gennaio [si sta parlando del 2000 - N.d.T.] contro il commissariato di Oslomej [in Macedonia], dietro l'attentato del 30 gennaio a Kumanovo e dietro la bomba esplosa l'8 marzo a Tetovo. Non vi sono ancora dati realtivi al fatto che tale esercito fantasma sia o meno autore anche dell'ultimo attentato a Tearce. L'analisi dell'"organigramma" dei nuovi eserciti porta alla conclusione che questi ultimi siano strettamente legati l'uno all'altro. Il capo militare dell'UCPMB è Shefket Hasani, che ha vissuto per 20 anni in Svizzera, dove ha lavorato come meccanico. Lì si è incontrato con Hashim Thaqi. Una delle figlie di Hasani è sposata con Emrush Xhemajli. Ma dopo che Thaqi ha voltato le spalle ai radicali, durante l'estate scorsa Hasani ha condotto una campagna contro Thaqi, accusandolo di avere rubato i soldi destinati all'UCPMB. Il capo politico di quest'ultimo esercito è Jonush Misliu, mentre il suo quartiere generale si trova in un villaggio vicino a Presevo, dove sono state scoperte armi, attrezzature militari e uniformi. Nella zona demilitarizzata tale esercito dispone di due prigioni segrete, afferma Christophe Chiclet.


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Data: 30-01-2001 Fonte: "Dnevnik" e altre fonti
Autore: Autori vari





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