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La NATO rimane in Macedonia, l'UE si prepara a sostituirla

Data: 21-11-2002 Fonte: "Dnevnik"
Autore: Zana P. Bozinovska

N.E. BALCANI #596 - MACEDONIA
21 novembre 2002


LA NATO RIMANE IN MACEDONIA, L'UE SI PREPARA A SOSTITUIRLA
di Zana P. Bozinovska - ("Dnevnik" [Skopje], 21 novembre 2002)


La definitiva promozione delle forze europee dipenderà dal conseguimento di un accordo di massima tra la NATO e l'UE e dalla decisione o meno della Macedonia di chiedere il proseguimento di una presenza internazionale

La NATO ieri ha raggiunto un consenso sul proseguimento della missione dell'alleanza in Macedonia per un massimo di altri sei mesi, invitando il governo macedone a presentare una domanda ufficiale a Bruxelles nella quale sia specificato il tipo di missione e la quantità di effettivi richiesti da Skopje. Per l'inizio dell'anno prossimo, con ogni probabilità in febbraio, è previsto un riesame della missione in seguito al quale non è escluso che la NATO venga sostituita da forze interamente europee. "La NATO ha raggiunto un accordo per il proseguimento della missione in Macedonia per un periodo massimo di sei mesi a partire dal 15 dicembre. Ora spetta al governo macedone presentare una domanda ufficiale alla NATO nella quale sia specificato il tipo di missione e la quantità di effettivi richiesti", ha dichiarato il portavoce della NATO in Macedonia, Craig Ratcliff, durante una conferenza stampa tenutasi ieri. Egli ha affermato che le discussioni sul numero degli effettivi e l'aspetto della nuova missione in Macedonia sono ancora in corso, ma è sicuro che l'attuale missione della NATO, denominata "Volpe d'ambra", terminerà definitivamente il 15 dicembre. [...] "In questo contesto la NATO è pronta ad avere in Macedonia dopo il 15 dicembre due componenti: una destinata a dare sostegno agli osservatori civili dell'Unione Europea e dell'OSCE, l'altra a fornire aiuto esperto alle istituzioni e agli organi della Macedonia al fine di proseguire le riforme necessarie per l'adesione alla NATO", ha dichiarato Robertson. Il presidente macedone Trajkovski ha dichiarato che invierà una richiesta ufficiale alla NATO chiedendo un nuovo impegno semestrale nel paese dopo la fine del mandato delle "volpi". Fonti diplomatiche a Bruxelles affermano che la nuova missione della NATO in Macedonia sarà molto più limitata nei numeri, che tuttavia devono ancora essere precisati dalle autorità militari di Bruxelles. Secondo i piani la NATO dovrà fornire sostegno per un'ulteriore stabilizzazione delle ex zone di crisi, nelle quali i suoi uomini saranno "visibilmente presenti". Tali unità agiranno come team di collegamento. La missione forse non avrà nemmeno un nome, a differenza di quelle presenti nel paese fino a oggi, e non avrà neppure il classico comando da parte di uno dei paesi membri. La decisione presa ieri dalla NATO è un compromesso tra le richieste degli USA e della Gran Bretagna, la cui volontà era quella di un proseguimento della presenza NATO, e l'insistenza della Francia e di altri paesi europei per una promozione definitiva delle euroforze in Macedonia. La Francia, sostenuta dalla Germania e dal Belgio, voleva che la missione NATO avesse un mandato solo fino al 31 gennaio, mentre gli ambasciatori di USA e Gran Bretagna hanno insistito per un mandato di sei mesi. Il compromesso prevede un riesame a febbraio che non esclude un passaggio della consegne all'UE. Entro tale data, secondo un alto rappresentante dell'Unione, le euroforze saranno completamente pronte a rilevare la missione. La proposta originale delle autorità militari della NATO, che prevedeva una missione simbolica composta da un centinaio di militari affiancati da un centinaio di civili, aveva secondo Parigi un mandato troppo debole e non avrebbe consentito all'UE un effettivo debutto militare. Per questo la Francia chiedeva una missione che fosse molto simile a quella delle "volpi", composta da circa 500 persone e in grado di lavorare in Macedonia per un mese, al massimo due, per essere poi rilevata dall'UE. "La definitiva promozione delle euroforze dipenderà dal raggiungimento di un accordo di massima tra la NATO e l'UE per l'utilizzo delle strutture NATO in Turchia e dalla richiesta o meno da parte della Macedonia di una presenza internazionale", ha dichiarato a "Dnevnik" Kristina Galah, portavoce di Xavier Solana. Galah ha affermato di sperare che un tale accordo tra la Turchia e la NATO venga raggiunto al più presto. Secondo la portavoce di Solana, i segni politici giunti dalla Turchia sono positivi, ma Ankara non è in grado di adottare una decisione definitiva, perché il paese è ancora senza un governo.

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Data: 21-11-2002 Fonte: "Dnevnik"
Autore: Zana P. Bozinovska





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