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"Il FMI e la Banca Mondiale governeranno la Romania"
| Data: 20-12-2000 | | Fonte: "Kapital" |
| Autore: Kiril Kirilov |
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NOTIZIE EST #379 - ROMANIA
20 dicembre 2000
IL FMI E LA BANCA MONDIALE GOVERNERANNO LA ROMANIA
di Kiril Kirilov - ("Kapital", n. 50, 16-22 dicembre 2000)
Adrian Nastase, nominato presidente del consiglio dal Partito per la Socialdemocrazia della Romania (PSDR), ha già reso pubbliche le parti fondamentali del nuovo programma di governo, che quasi sicuramente verrà votato e approvato in Parlamento. Il suo elemento fondamentale è che verranno rispettate le raccomandazioni del Fondo Monetario Internazionale (FMI), ma allo stesso tempo il programma verrà armonizzato con le idee dei socialisti relative a come deve essere governata la Romania. Il 12 dicembre il FMI ha pubblicato un documento sulla Romania nel quale si invita a effettuare una solida riforma del sistema fiscale e della spesa pubblica, raccomandando inoltre un deficit di bilancio non superiore al 3% del Prodotto Interno Lordo. Il FMI vuole una diminuizione dell'inflazione tramite un controllo più rigido sugli stipendi e una legislazione più rigorosa nel campo della sfera bancaria. Lo stesso Nastase ha dichiarato di essere in stretto contatto con il FMI e la Banca Mondiale tramite la mediazione di Mihai Tanasescu e Florin Gheorghescu, i quali probabilmente diventeranno rispettivamente ministro delle finanze e direttore della Banca centrale romena.
PROBLEMI, PROBLEMI
Secondo Nastase il nuovo governo avvierà a gennaio negoziati con il FMI per la firma di un nuovo accordo, tenendo presente che l'accordo attualmente in vigore, rispetto al quale sono state fornite solo due tranches di finanziamenti, è nei fatti congelato. "Posso garantirvi che affronteremo con serietà il bilancio e le spese del governo", ha dichiarato Nastase nel corso di una conferenza stampa e ha aggiunto: "I precedenti governi hanno speso molti fondi e hanno contratto troppi prestiti esteri". Un problema aggiuntivo per il governo è la richiesta, presentata presso la Corte Costituzionale dal partito "Grande Romania", di annullare le elezioni presidenziali che sono state vinte al secondo turno dal socialista Ion Iliescu. La Corte Costituzionale sta già esaminando l'istanza dei nazionalisti e la sua decisione sarà definitiva. Se la Corte confermerà la vittoria di Iliescu, si tratterà di una cosa estremamente importante per il governo di Nastase, che confida nell'appoggio di Iliescu soprattutto nel campo della sua politica sociale.
DOVE SI PUO' ANDARE SENZA IL FMI?
In ultima istanza, tuttavia, la politica governativa verrà determinata soprattutto da Washington attraverso il FMI e la Banca Mondiale. E' indicativo anche il fatto che Mihai Tanasescu, del quale si sa che è legato a una determinata forza politica e che fino a oggi è stato rappresentante della Romania presso la Banca Mondiale, è stato richiamato con urgenza da Washington per prendere il posto di ministro delle finanze. Tanasescu non si è impegnato con dati concreti riguardo al deficit di bilancio che verrà inserito nel programma del nuovo governo. Ci si attende che il governo uscente del tecnocrate Mugur Isarescu voterà la propria proposta di bilancio per il 2001, nella quale sarà previsto un deficit pari al 3,5% del PIL, la diminuzione dell'inflazione fino a raggiungere il 25% annuo e una crescita economica più alta. Non è chiaro come potranno essere conseguiti questi obiettivi, visto che indagini non ufficiali indicano che l'economia "nera" produce tra il 25% e il 40% del PIL del paese. Gli indebitamenti tra le aziende e i debiti nei confronti del bilancio sono pari al 50% del PIL, e l'inflazione annua è superiore al 40%. Tutto questo vuol dire che senza un nuovo accordo con il FMI, che avrà un'importanza chiave per attirare gli investitori esteri, il risollevamento dell'economia romena sarà un compito praticamente impossibile.
LA SPARTIZIONE DELLA TORTA POLITICA
Nel frattempo i leader dei gruppi politici nel Senato apenna eletto hanno raggiunto accordi per la spartizione dei posti chiavi in parlamento, con il PSDR che riserverà per sé la maggior parte delle presidenze delle commissioni parlamentari. Così i socialisti prenderanno nelle loro mani le commissioni difesa, politica estera, cultura, agricoltura, bilancio e finanze, ed economia. Al partito "Grande Romania" sono state assegnate le commissioni per la sanità, la privatizzazione e le violazioni. Il Partito Democratico ha ottenuto la presidenza della commissione per l'occupazione e la protezione sociale e l'Unione Democratica degli Ungheresi ha ottenuto le commissioni per la difesa dei diritti umani e quella per l'amministrazione locale. Il Partito Nazional-Liberale continuerà ad avere la presidenza della commissione per l'educazione. Entro la fine della prossima settimana i gruppi parlamentari dovranno rendere pubblici i propri candidati a presidenti delle commissioni. L'evento più importante del momento, tuttavia, è rappresentato dai negoziati tra rappresentanti del PSDR e del Partito Democratico affinché i democratici diano il loro appoggio parlamentare a un governo di minoranza dei socialisti. Il leader dei democratici Petre Roman ha già dichiarato che condurrà una politica di opposizione costruttiva e positiva in Senato, ma questo non vuole assolutamente dire che non avanzerà delle condizioni, forse anche inaccettabili, per il proprio appoggio a Nastase. Con o senza l'appoggio di Petre Roman, tuttavia, il governo di Adrian Nastase dovrà governare all'ombra del "grande fratello" di Washington - il FMI e la Banca Mondiale. Se il nuovo accordo con il FMI non diventerà un fatto a gennaio e se il nuovo governo non accetterà il programma di drastiche riforme economiche, che sicuramente saranno impopolari e avranno un alto prezzo sociale, la Romania continuerà a sprofondare nel fango dei problemi economici. In settimana è corsa addirittura voce che il FMI stia esaminando la possibilità di introdurre in Romania un consiglio valutario, sul modello di quello bulgaro.
| Data: 20-12-2000 | | Fonte: "Kapital" |
| Autore: Kiril Kirilov |
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