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"La strada di Majko e il viaggio di Meta"
| Data: 04-06-2002 | | Fonte: "Kapital" |
| Autore: Alban Bala |
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N.E. BALCANI #557 - ALBANIA
4 giugno 2002
LA STRADA DI MAJKO E IL VIAGGIO DI META
di Alban Bala - ("Kapital" [Skopje], 30 maggio 2002)
Il premier albanese Pandeli Majko ha ripetuto il suo appello a cominciare la costruzione della nuova autostrada dal porto adriatico di Durazzo fino al confine con il Kosovo. L'attuale strada, costruita durante l'occupazione italiana, ha molti tornanti, è vecchia e pericolosa. La nuova strada passerà per la valle di Fan, continuerà fino a Kukes lungo il fiume Drim e dovrebbe terminare presso il passaggio di frontiera di Morina/Vermica nei pressi di Prizren. In una recente intervista televisiva Majko ha parlato dell'importanza dell'autostrada. "Vi potete immaginare quale influenza questa autostrada avrà sul complesso del mercato albanese se il viaggio da Durazzo a Morina durerà circa due ore? Non è un sogno. E' una realtà. Abbiamo esaminato diverse opzioni e abbiamo concordato di realizzare il progetto, che costerà 250 milioni di dollari". Majko ha annunciato una nuova tassa che verrà introdotta in bilancio per il prossimo anno fiscale, in maniera tale che lo stato possa finanziare la costruzione dell'autostrada. L'obiettivo è quello di raccogliere 30 milioni di dollari all'anno, mentre nel finanziamento del progetto verranno coinvolti anche businessmen e leader della diaspora albanese, che hanno già promesso ingenti donazioni.
IL PREMIER SI ORIENTA VERSO I NAZIONALISTI
Ma i grandi gruppi d'affari del paese sono divisi nelle loro opinioni riguardo alla nuova tassa. L'Unione delle Associazioni degli Imprenditori ha salutato con favore l'idea, mentre l'Associazione degli Investitori e dei Produttori è contraria. Gli esperti osservano che nel momento in cui l'economia ristagna e il governo non riesce a privatizzare due aziende statali di importanza strategica - la Telekom albanese e la Banca di Risparmio - le autorità hanno deciso di diminuire il bilancio annuale dello stato del 6% per fare fronte all'inflazione in crescita. Nel tentativo di impedire il fallimento del suo progetto di autostrada, Majko si è rivolto agli abitanti dell'Albania che chiedono un orientamento politico più nazionalista. I giornali indipendenti, da parte loro, si pongono domande sull'efficacia delle imprese greche sul merato albanese nel corso dei cinque anni che hanno fatto seguito ai disordini civili in Albania. Il governo ha deciso infatti anche di liberalizzare il mercato dei carburanti, che finora era controllato da importatori greci. Gli esperti osservano inoltre che gran parte degli albanesi preferisce la presenza delle truppe greche per la stabilizzazione piuttosto della sempre più pronunciata presenza militare italiana.
MAJKO: PRISHTINA E' IL CENTRO DEI RAPPORTI TRA TIRANA E BELGRADO
Ma gli oppositori di Majko all'interno dello stesso partito del premier (il Partito Socialista), nell'evidente tentativo di annacquare la sua politica, hanno inviato all'inizio di questo mese il suo predecessore, Illir Meta, a Belgrado. La visita di Meta ha suscitato costernazione negli ambienti politici di Tirana, poiché tale visita - se mai doveva essere effettuata - normalmente avrebbe dovuto essere compiuta dal ministro degli esteri o dal premier, e non da un funzionario di partito. Inoltre, la visita è stata effettuata in maniera lampante senza avere consultato le autorità del Kosovo, che giuridicamente rimane parte della Jugoslavia, anche se è sotto il controllo della NATO. Commentando il viaggio di Meta, Majko ha detto che, se mai un giorno visiterà Belgrado, come prima cosa si consulterà con i leader albanesi di Prishtina. "Prishtina è il centro dei rapporti tra Tirana e Belgrado. Non possiamo diventare tutori del Kosovo e discutere delle sue questioni. Belgrado è solo una capitale dei Balcani", ha detto Majko. Egli ha inoltre detto che se vi sono questioni di cui devono discutere Tirana e Belgrado, prima di avviare qualsiasi discussione preferisce attendere fino a quando la situazione diventerà più chiara. Anche dopo di ciò, e addirittura dopo essersi consultato con il premier kosovaro Bajram Rexhepi, Majko potrebbe pensarci due volte prima di recarsi in visita a Belgrado.
UNA POLITICA ESTERA NON OMOGENEA
Le divergenze relative alla politica estera hanno suscitato all'interno del Partito Socialista appelli per una maggiore coordinazione della diplomazia albanese. Per esempio, Genc Pollo, rappresentante dei Democratici Riformati all'opposizione, il terzo gruppo parlamentare in ordine di grandezza, ha detto che vorrebbe vedere una maggiore coordinazione della politica estera albanese. "Sarebbe di primaria importanza avere una politica estera unificata, soprattutto per quanto riguarda il Kosovo, che rappresenta una grande questione, ma anche per quanto riguarda la Serbia, i rapporti con la quale per noi sono molto delicati. Secondo me, la questione del Kosovo deve essere una priorità che in qualche modo condiziona i rapporti con la Serbia. Quando dico questo, intendo dire che la normalizzazione dei rapporti con tutti i paesi della regione darà un contributo generale al superamento dell'amara eredità del passato", ha detto Pollo.
IL KOSOVO COME ARMA POLITICA INTERNA
Albert Rakipi, presidente dell'Istituto Albanese di Studi Internazionali con sede a Tirana, afferma: "Voglio sottolineare che l'amministrazione albanese è all'origine di una politica controversa per quanto riguarda gli eventi della regione, soprattutto in Kosovo. Questa contradditorietà deriva dal fatto che la questione albanese nella regione e la questione del Kosovo vengono sfruttate indebitamente per motivi politici interni e secondo me il precedente governo del Partito Socialista offriva una posizione più moderata al fine di ottenere credibilità e un maggiore sostegno a livello internazionale". Rakipi, ex viceministro degli esteri del Partito Democratico, ha detto che una decisione definitiva per lo status del Kosovo accelererebbe la pacificazione nei Balcani, soprattutto tra gli albanesi e i serbi. Nel frattempo il governo albanese continuerà con i suoi tentativi di raccogliere fondi per la costruzione dell'autostrada fino alle montagne del Kosovo. Rimane da vedere se l'autostrada sarà finita prima della soluzione definitiva dello status del Kosovo.
(titolo di "Notizie Est")
| Data: 04-06-2002 | | Fonte: "Kapital" |
| Autore: Alban Bala |
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