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L'UNMIK ha fallito!

Data: 10-06-2004 Fonte: "Radio Free Europe"
Autore: Albin Kurti, Olsi Sulejmani

N.E. BALCANI #815 - KOSOVO
10 giugno 2004


L’UNMIK HA FALLITO!
intervista ad Albin Kurti - ("Radio Free Europe", 9 giugno 2004)

L'UNMIK è un regime e in Kosovo non c'è democrazia: la società civile kosovara annuncia le prime proteste contro l'amministrazione ONU


"L'UNMIK ha fallito!" - è quello che si ripete ormai in tutte le case, negozi, uffici e strade del Kosovo. Non sono solo gli albanesi a sostenerlo, ma anche i serbi. Lo dicevano da mesi (se non addirittura da anni) tutti gli analisti di geopolitica, e ormai si sussurra sotto voce anche nei corridoi della diplomazia occidentale. Giudizio forte, ma che rispecchia la realtà dei fatti. Troppe volte ammonito riguardo ai limiti della pazienza albanese, l’UNMIK ha continuato con la sua arroganza. Questa è la parola più usata in Kosovo per definire il comportamento dell’UNMIK.

Alla fine la società civile kosovara si sta svegliando da un lungo sonno durato 5 anni. Sono previste infatti, le prime manifestazioni contro l’UNMIK dall’arrivo dell’amministrazione ONU in Kosovo. La particolarità del fatto è che a muoversi è la società civile del Kosovo, e non i reduci di guerra o altri ancora. E se la protesta non degenererà in violenza, come sostengono gli organizzatori, sarà uno schiaffo pesantissimo. L’UNMIK, arrivata come una forza di liberazione amata e acclamata, è riuscita in questi 5 anni a trasformarsi agli occhi dei kosovari in un regime. Ma di chi è la vera colpa? Dell’UNMIK e di conseguenza dell’ONU, o dell’Occidente che non ha il coraggio di affrontare la questione? Il meno peggio, come viene considerato il rinvio dell’annosa questione dalla burocrazia diplomatica, si sta dimostrando un boomerang pericolosissimo. Su questo tema, riportiamo qui sotto un intervista ad AlbinKurti dell KAN (Kosova Action Network), promotore della prima protesta pacifica contro l’UNMIK mai svoltasi in Kosovo - Olsi Sulejmani.


Radio Free Europe:
Signor Kurti, voi avete annunciato la prima protesta pacifica richiedendo il riconoscimento dello status di cittadino e la definizione di una data certa per il ritorno a casa della missione delle Nazioni Unite. Potete spiegarci più dettagliatamente le vostre richieste?

Albin Kurti:
Giovedì 10 giugno del 2004 saranno 5 anni dell’approvazione internazionale della risoluzione 1244.
Cinque anni dopo, il Kosovo non ha fatto progressi politici, economici e sociali. La piattaforma dell’intero attuale sistema politico e sociale è stata costruita sulla risoluzione 1244. Per questa ragione la Kosova Action Network, in cooperazione e coordinazione con molte altre associazioni, principalmente di giovani, sta organizzando questa protesta pacifica.
In questa occasione le nostre richieste sono che venga definitivamente fissata una data per la fine della missione ONU in Kosovo, che non solo è in una situazione di stallo ma addirittura di regresso, e che ci venga riconosciuto lo status di cittadino che sottintende un più ampio spettro di diritti umani e sociali. Noi pensiamo che questo sia indispensabile per uscire dalla crisi attuale dove ci troviamo e nella quale di giorno in giorno stiamo precipitando sempre di più.

Radio Free Europe:
In un vostro comunicato avete sostenuto che il cittadino del Kosovo si trova tra l’impotenza e l’inefficienza della leadership kossovara e il potere assoluto e l’incompetenza dell’UNMIK. Questo vuol dire che la colpa e comune?

Albin Kurti:
Sì. Le istituzioni del Kosovo hanno pochissime competenze. L’UNMIK ne ha troppe. La realtà kosovara non è democratica. Anche se le istituzioni del Kosovo hanno poche competenze, non vuol dire che la situazione sarebbe eccezionalmente migliore qualora ne avessero di più. Ma è chiaro che noi, come autoctoni in Kosovo, non ci sentiamo un fattore in gioco. Dall’altra parte tutte le competenze e il potere sono concentrati nella struttura internazionale che governa e amministra il Kosovo, ma questo non avviene in maniera democratica. Il cittadino del Kosovo, situato tra queste due realtà, non ha nessuna prospettiva positiva per il suo futuro e allo stesso tempo non possiede neanche i mezzi e le opportunità per cambiare questa situazione, in poche parole non ha libertà di sviluppo. La colpa è comune, ed è aggravata dalla stessa mancanza di prospettive offerta da entrambe: istituzioni del Kosovo e UNMIK.

Radio Free Europe:
Signor Kurti, voi sostenete tra le altre cose che l’UNMIK agisce come un regime. Può spiegarsi meglio?

Albin Kurti:
L’UNMIK è una struttura autoritaria. In primis l’arrivo dell’UNMIK in Kosovo non è avvenuto democraticamente. Non essendoci stata una votazione per l’UNMIK, non esiste il benestare del popolo del Kosovo a quest'ultima come struttura che governa e amministra il Kosovo. Ripeto, l’arrivo di questa struttura governativa non è stata decisa democraticamente. Dall’altra parte, il regime dell’UNMIK continua a essere autoritario. In poche parole nel processo decisionale non sono inclusi realmente gli autoctoni. Il cittadino del Kosovo non si sente parte di questo processo. Viene trattato più come oggetto che con il suo silenzio, o peggio ancora con il suo servilismo, come nel caso delle istituzioni del Kosovo, deve approvare decisioni che non sono sue. Il cittadino del Kosovo viene considerato un residente, status che è assimilabile a quello di un rifugiato. In breve, in Kosovo non abbiamo democrazia. Non l’abbiamo nel modo in cui è stata instaurata la struttura governativa, e non l’abbiamo neanche per quanto riguarda lo sviluppo futuro di questa struttura.

(traduzione dall'albanese di Olsi Sulejmani)

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Data: 10-06-2004 Fonte: "Radio Free Europe"
Autore: Albin Kurti, Olsi Sulejmani





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