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Corridoio 10, un anno perso
| Data: 19-09-2003 | | Fonte: "Ekonomist" |
| Autore: Biljana Korica Vukajlovic |
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N.E. BALCANI #695 - SERBIA-MONTENEGRO
19 settembre 2003
CORRIDOIO 10, UN ANNO PERSO
(di Biljana Korica Vukajlovic - "Ekonomist" [Belgrado], 4 agosto 2003)
Dopo un lungo periodo di rallentamenti politici, riparte la sfida della ristrutturazione stradale in Serbia, con un rinnovato impegno di Grecia e Europa, a due passi dalle olimpiadi di Atene 2004
[NOTA INTRODUTTIVA: Adesso è Corridoio 10. Un tempo si chiamava “E 65”, meglio conosciuta nella Jugoslavia socialista come strada della “Fratellanza e dell’unità”. Svanito ogni richiamo all’ utopia jugoslavista, da qualche anno compare questa nuova denominazione tecnica. Forse suona un po’ da reparto ospedaliero, ma si tratta a tutti gli effetti di un’ imponente opera “chirurgica” di restauro e modernizzazione della rete stradale e del territorio. Per la Serbia e il Montenegro e, in senso lato, per tutti i paesi limitrofi - ma divisi dal un decennio di guerre e da persistenti barriere geografiche e politico- economiche - il corridoio 10 significa la riconquista di un pieno ruolo di centralità geo-strategica. Timidamente si riaffermano diverse volontà e progetti per l’ integrazione balcanica, un tema spinoso rimasto in sostanziale stato di ibernazione fin dallo strappo del ’48 tra Tito e Stalin. Questa tratta di corridoio paneuropeo che passa per la Serbia, contribuirà a revitalizzare un paese che da sempre s’è posto come crocevia e anello di congiunzione dei traffici che dal Baltico vanno all’ Adriatico e all’ Egeo (la Trieste-Belgrado-Salonicco) e dal Danubio al Mar Nero. Ma non si tratta solamente di flussi e rotte commerciali: l’intera area dei Balcani meridionali vedrà aumentare il proprio valore come “nuova frontiera” per gli investimenti nell’economia reale. E’ infatti innegabile che in questi ultimi anni la produzione industriale e gli investimenti hanno pagato, tra i tanti prezzi salati, quello di un’inadeguata rete di infrastrutture stradali e di trasporto. L’articolo in questione , tratto dall’ “Ekonomist” è un valido aggiornamento sulla situazione dei lavori in corso - Lorenzo Guglielmi]
Ottocento chilometri di autostrada, 22.000 posti di lavoro nella costruzione e modernizzazione di questa via, e ancora 100.000 posti di lavoro nelle connesse attività di edificazione di 45 motel, 70 stazioni di benzina, 60 luoghi di sosta con tutto ciò che ne consegue…- questo è appena una frazione dell’immagine del Corridoio 10. Non solo di una strada si tratta ma, come si è detto, del “timone dell’intera evoluzione economica della Serbia”, che è stato immaginato e messo in scena la scorsa estate. Che fosse irreale attendersi che la tratta autostradale fino al confine con la Macedonia venisse nel frattempo completata - fatta eccezione per la breve tratta che passa attraverso le gole della Grdelicka - non lo dubitava quasi nessuno. Le olimpiadi del 2004 ad Atene e il conseguente grande interesse della Grecia, sono stati uno dei principali assi nelle nostre maniche. “E’ possibile che la parte jugoslava del corridoio sarà terminata per la scadenza prevista, all’inizio delle Olimpiadi, ma non sono sicuro che davvero sarà così. In ogni caso, le strade saranno notevolmente migliorate per tutti quelli che giungeranno in Grecia nel 2004”, ha detto con diplomatico ottimismo Papakonstantinidis Leonidas, funzionario dell’ambasciata greca a Belgrado.
ROSMARINO E GIUNCO
Ma tutto questo è stato “ricoperto dal rosmarino e dal giunco” [espressione ripresa da una canzone di Goran Bregovic - N.d.T.]. Già all’inizio dell’anno si potevano leggere informazioni secondo cui la Grecia non sarebbe soddisfatta del modo in cui la Serbia ha condotto i lavori per il corridoio 10, e addirittura che avrebbe ritirato i 230 milioni di euro (dai complessivi 500 milioni per tutti i Balcani) promessi per questo progetto, fino al punto che, qualche giorno fa si sono addirittura fatte sentire delle proteste dalla Serbia meridionale: “Perché questa strada non si costruisce?”, “Perché non è finito il troncone da Pecenjevac fino al confine con la Macedonia?”, e “Perché si trascura lo sviluppo di questa tratta finale?”…
Il Governo della Serbia ha allora dichiarato che i lavori non sono fermi e che vi sono intensive negoziazioni con i potenziali investitori che potrebbero inserirsi nei progetti collegati al Corridoio 10. Quindi, alla fine di luglio, si sono incontrati Goran Pitic, ministro per le relazioni estere e Andreas Loverdos, vice-ministro per gli affari esteri della Grecia, i quali hanno comunicato pubblicamente che “il Governo della Grecia finanzierà due tronchi dell’autostrada da Vladnic Han al confine con la Macedonia e la lunga tratta Nis-Skopje”. Su questa notizia indubbiamente buona, al contempo, getta un’ombra il fatto che greci e serbi già avevano sottoscritto ufficialmente l’anno scorso un accordo bilaterale su un programma di sviluppo cooperante tra i due paesi, nella configurazione del quale verranno finanziati anche i suddetti progetti . Era più o meno questo stesso periodo dell’anno.
DONAZIONI GRECHE
Il piano ellenico, tanto per ricordare, è stato annunciato ancora nell’anno 2001, ideato come aiuto dell’Unione Europea allo sviluppo dei Balcani per il tramite il governo greco. L’accordo sul programma quinquennale di sviluppo cooperante di Grecia e Serbia dal 2002 al 2006 è stato sottoscritto il 25 luglio 2002 a Salonicco, quando il governo greco ha promesso alla Serbia un aiuto del valore di 232,5 milioni di euro.
All’inizio di novembre dello scorso anno, il governo serbo ha offerto al team greco otto progetti. Il Parlamento greco intanto ha ratificato l’accordo di luglio appena nel gennaio del 2003. Sono stati accolti tre progetti candidati: per 94,4 milioni di euro il governo greco avrebbe dovuto finanziare la costruzione di metà autostrada sul troncone Vladicin Han – Srpska kuca e Srpska kuca- confine Macedonia, e con ancora 30 milioni di euro la costruzione della linea elettrificata da Nis alla Macedonia.
Nel corso di una recente visita, la delegazione del governo greco ha consegnato per la prima volta – un anno dopo la firma dell’accordo – osservazioni e commenti scritti sull’applicazione dei progetti da parte della Serbia, dice Miodrag Jocic, vice-ministro per i rapporti e le telecomunicazioni e membro del team per l’attuazione del piano ellenico.
“Si tratta di un grande passo in avanti, se si tiene conto di di quanto è stata lunga la pausa da quando abbiamo trasmesso ai Greci le richieste contenenti i progetti candidati, chiedendo loro al contempo di rispondere quanto prima alle nostre proposte per i progetti. Tuttavia la nostra controparte ha reagito con lentezza. Questa visita ha chiarito alcuni dettagli e accelererà lo sviluppo del progetto”, mette in rilievo Jocic nell’intervista al nostro settimanale “Ekonomist”.
INTERESSE PIU’ ALTO
Al fine di completare, su richiesta della Grecia, i progetti candidati, la direzione della Repubblica per le strade dovrà redigere entro due mesi un documento di "prefeasibility", cioè uno studio preliminare di giustificazione del progetto, ed entro i prossimi quattro mesi, un vero e proprio studio di fattibilità del progetto.
Questi studi, stando alle parole di Jocic, fino ad ora non sono stati realizzati perché si attendeva che i greci spiegassero quale tipo di documentazione serviva loro per proseguire le procedure, ma anche perché alcune istituzioni di casa nostra hanno reagito con ritardo alla richiesta del ministero delle comunicazioni di elaborare gli obiettivi del progetto, coprendo tutti i dettagli necessari al governo greco: un’analisi dell’impatto ambientale, nonché un’analisi “costi-benefici”.
Alla Grecia serve che la parte serba spedisca anche le mappature sulle quali si vedranno le esatte localizzazioni e ubicazioni delle tratte che verranno costruite. E’ possibile che l’Agenzia Europea per la Ricostruzione o, rispettivamente, la Commissione Europea, diano un supporto finanziario nell’elaborazione degli studi di fattibilità, così come negli altri progetti correlati al Corridoio 10.
Un’altra responsabilità del Governo serbo è quella di dichiarare pubblicamente l’“interesse superiore” dello Stato in relazione all’espropriazione dei terreni sui quali si costruirà l’autostrada. Il ministro delle comunicazioni lavorerà a un procedimento di espropriazione accelerata.
“Quando il governo proclamerà la condizione di interesse superiore per quest’opera, i funzionari autorizzati effettueranno una perizia e constateranno i valori commerciali relativi alle categorie dei terreni. I proprietari saranno rimborsati con fondi del bilancio statale. Successivamente, i lavori potranno iniziare. Se qualcuno non sarà soddisfatto del prezzo fissato per i terreni, avrà il diritto di intentare una causa giudiziaria, ma ciò non ostacolerà l’inizio e l‘attuazione dei lavori”, dice Jocic.
Fino a poco tempo fa i funzionari dello stato annunciavano che i primi fondi previsti dal piano ellenico avrebbero dovuto arrivare in Serbia a metà di quest’anno. Poiché ciò non è avvenuto, viene messo in questione anche l’inizio dei lavori, pianificati per la primavera del 2004.
Jocic frattanto ritiene che i lavori potrebbero comunque mettersi in moto con l’inizio della prossima stagione di costruzione. “Se adempiremo nei tempi previsti i requisiti dei greci e completeremo le nostre richieste, per la fine di quest’anno potremmo ritirare la prima tranche di donazioni e ciò fino a una quota del 20%, pari a poco più di 20 milioni di euro. La parte restante dei fondi, sarà ritirata successivamente e in modo dipendente dalla dinamica di esecuzione dei lavori, ossia dell’implementazione del progetto, della quale terrà conto una commissione mista speciale di controllo”.
Jocic prevede che la costruzione del raddoppiamento della corsia autostradale nei due tronconi previsti sarà intensificata nei prossimi due anni. Per completare questo progetto l’investimento necessario s’aggira sui 108 milioni di euro e la differenza tra questo importo e la donazione greca sarà coperto dal bilancio del Governo serbo.
ANCORA UNO SFORZO!
La donazione greca, tuttavia, copre appena un quinto della somma necessaria per la costruzione di tutta l’autostrada da Nis al confine con la Macedonia, visto che secondo le stime il completamento dell’autostrada in questo tronco servirà oltre mezzo miliardo di euro. E per far sì che sia completata l’intera autostrada da Horgos al confine macedone lungo il corridoio 10 ne servono circa 1,7 di miliardi di euro, dice all’ “Ekonomist” Tihomir Timotijevic, direttore della Direzione per la rete stradale della Repubblica di Serbia.
Concretamente, la prosecuzione di ulteriori lavori sulla tratta Belgrado-Novi Sad, insieme con la costruzione del ponte sul Beska, richiede una cifra di 120 milioni di euro; la costruzione dell’altra autostrada da Novi Sad all’Ungheria circa 200 milioni di euro; la tratta Nis-Dimitrovgrad intorno ai 400 milioni; la tangenziale di Belgrado sui 500 milioni, e la stessa cifra è necessaria anche per completare la già citata tratta da Nis alla Macedonia.
E’ del tutto chiaro che lo Stato non ha questi soldi. Eppure, sottolinea Timotijevic, i lavori sul corridoio 10 non si sono fermati, e nemmeno si fermeranno. I lavori di costruzione in corso vengono finanziati attingendo al bilancio statale oppure mediante i crediti degli stessi esecutori dell’opera. Più precisamente, dal budget di quest’anno per la costruzione e la riabilitazione delle strade che attraversano la Serbia è stata accantonata una somma di circa sette miliardi di dinari, mentre il debito da rimborsarsi l'anno prossimo alle imprese costruttrici ammonta a circa tre miliardi di dinari. I lavori di ripristino e ricostruzione dell’esistente autostrada vengono attualemnte coperti anche con 110 milioni di euro ottenuti attraverso i prestiti della Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo e della Banca Europea per gli Investimenti.
L’ IMPORTANTE E’ PARTECIPARE
In quale misura il problema della “definizione della struttura finanziaria” per le opere stradali del Corridoio 10 - che evidentemente esiste in questo momento - potrà costituire un ostacolo quando, proprio tra un anno solare, il traffico attraverso la Serbia andrà ad intensificarsi a causa dei giochi olimpionici ad Atene?
“Entro le Olimpiadi l’esistente autostrada lungo il Corridoio 10 sarà integralmente ricostruita, così come la strada principale che da Leskovac conduce al confine macedone, e l’autostrada Belgrado-Novi Sad sarà stata realizzata ex novo. Per quanto riguarda il Corridoio 10 e il traffico che adesso abbiamo sullo stesso, siamo pienamente soddisfatti. L’influsso che i giochi olimpici eserciteranno sulla crescita del traffico nel nostro paese viene esagerato. Le nostre autostrade e strade non hanno problemi per la capacità di traffico. Ciò che invece non soddisfa è la situazione delle carreggiate, la segnaletica del traffico e dell’equipaggiamento, a causa di svariati anni di mancati investimenti nella manutenzione. Ma le tratte di carreggiate saranno pronte e sicure lungo il Corridoio per il traffico atteso”, dice Timotijevic.
Il ministro mette in rilievo che lo stato non realizzerà più opere con i propri mezzi lungo l’autostrada del corridoio 10 - considerati gli attuali livelli di traffico, non ce n’è bisogno. “Continueremo la costruzione mediante crediti, nei casi in cui ciò sia economicamente giustificato. Al momento il ramo più interessato dai lavori in corso nel Corridoio 10 è la tratta Belgrado-Novi Sad, sulla quale quotidianamente registriamo circa 15.000 auto. I lavori su quest’opera vengono finanziati dal governo della repubblica, più precisamente dalla Direzione della Repubblica per la Rete Stradale. Senza buoni crediti, tuttavia, non potremo costruire l’autostrada da Leskovac alla Macedonia, per non parlare di quella Nis-Dimitrovgrad, sulla quale quotidianamente, in media, transitano 4000 veicoli. Stiamo meditando di costruire quella tratta attraverso una concessione a privati. Forse la più importante priorità del corridoio 10 è il completamento della tangenziale intorno a Belgrado. Con fondi propri, stiamo ricostruendo quest'anno il ponte abbattuto presso Ostruznica e l’arteria di comunicazione da Dobanovac a Ostruznica. Da soli non abbiamo possibilità di portare definitivamente a compimento le opere”, prosegue Timotijevic.
ANDIAMO AVANTI…
Sul troncone più trafficato che attraversa la Serbia, la tratta Belgrado- Beska, attualmente sono in corso lavori di riadattamento della corsia di sinistra. Principale titolare del lavoro è la ditta austriaca Alpina Meireder, finanziatore il governo della Serbia, mentre i lavori sulla tratta di 34 chilometri vengono eseguiti da quattro nostre aziende.
L’inizio dei lavori è stato accompagnato da problemi, e anche lo stesso finanziamento non è andato come era stato annunciato al momento dell’attivazione del progetto. L’impresa austriaca, infatti, aveva offerto nel tender per quest’opera di finanziare i futuri lavori con un credito di 30 milioni di euro, ma il ministero delle finanze non aveva accettato le condizioni di tale credito.
L’inizio della stessa opera di costruzione, come afferma Timotijevic, s’è interrotto a causa della cattiva conduzione dei lavori da parte della precedente concessionaria, il consorzio RAST, in conseguenza della quale non poche somme di denaro erano state spese nel risanamento del terreno. “Nonostante i problemi che abbiamo avuto, non supereremo il termine previsto, che scadrà a metà novembre, quando questa arteria di comunicazione sarà assolutamente terminata”, ha promesso l’uomo numero uno della Direzione per la Rete Stradale.
La costruzione del ponte e della tratta Beska-Novi Sad, come pure la restaurazione dell’esistente corsia, dovrebbero proseguire il prossimo anno. I lavori saranno, con la più alta probabilità, finanziati dai crediti della EIB (Banca Europea per gli Investimenti) e della EBRD (Banca Europea per lo Sviluppo e la Ricostruzione), sui quali già esiste un accordo firmato.“Il contratto sul prestito dovrebbe esser sottoscritto in autunno”, dice Timotijevic.
“Per l'anno venturo abbiamo pianificato di completare definitivamente l’autostrada Belgrado-Novi Sad. Se si tiene conto delle nostre possibilità e di ciò che offrono le banche, verso la fine dell’anno prossimo potremmo indire un tender per la costruzione della seconda corsia autostradale da Novi Sad a Horgos. Grazie ai fondi forniti dall’Unione Europea, è in corso di elaborazione un precedente studio di fattibilità, e i lavori potrebbero aver inizio nel 2005. Su questa tratta non abbiamo nemmeno problemi con l’intensità del traffico, ma, se riusciamo a ottenere crediti vantaggiosi, non abbiamo nessuna ragione per non proseguire quest’opera di costruzione”, conclude Timotijevic.
Vale la pena di ricordare che nella conferenza internazionale sul Corridoio 10, tenutasi nel mese di settembre dell’anno scorso e durante la quale sono state anche formulate le promesse menzionate all’inizio di questo testo, era stato indicato come miglior sistema per costruire con successo l’autostrada e le infrastrutture che l’affiancano quello della partnership privato-pubblico. L’associazione di capitale statale e privato, come si erano detti convinti i partecipanti a tale conferenza, starebbe a significare la fine dell’indebitamento del paese per le opere di costruzione delle strade. Tuttavia, non un solo lavoro è stato portato a termine fino ad ora.
(traduzione di Lorenzo Guglielmi)
| Data: 19-09-2003 | | Fonte: "Ekonomist" |
| Autore: Biljana Korica Vukajlovic |
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