![]() |
|
|||
| News e analisi sulla penisola balcanica |
| BALCANI ECONOMIA | CHI SIAMO | ARCHIVIO | LINKS | RICERCA | ||||
|
"Grecia: scioperi e privatizzazioni"
NOTIZIE EST #50 - GRECIA GRECIA: SCIOPERI E PRIVATIZZAZIONI "La Grecia corre a passi da gigante verso il futuro. Abbiamo dieci milioni di motivi per rendere la Grecia moderna e forte!" I milioni di abitanti di Atene si sono svegliati a metà della settimana scorsa e si sono trovati nel più completo caos di traffico, perché per uno sciopero non funzionavano autobus e filobus, ma hanno potuto godersi questo slogan riprodotto su giganteschi manifesti. E' cominciata in questo modo la campagna del governo per convincere la gente, ma anche il proprio partito, del fatto che al suo programma di adeguamento e di piena partecipazione all'UE non solo non ci sarà alcuna esitazione, ma nemmeno alcun'altra alternativa. Manifesti ed esortazioni simili da parte del partito di governo PASOK continueranno di sicuro a esserci anche in futuro, nell'ambito della campagna propagandistica avviata, anche se la loro comparsa ha suscitato brusche reazioni. Il giornale filogovernativo Ta Nea ritiene addirittura che per questa eclatante campagna i contribuenti pagheranno almeno 200 milioni di dracme, provenienti dalle casse statali e non dai fondi per la propaganda del partito di governo. Perfino numerosi esponenti dello stesso partito sono rimasti perplessi per il costo delle iniziative del governo [e in parlamento dieci di essi hanno presentato un'interpellazione in merito]. O TUTTO, O NIENTE Nonostante le pressioni che provengono da tutte le parti, il moderato Simitis, noto tuttavia come uno che ama i rischi e che è riuscito a superare tutte le prove che ha dovuto affrontare dopo essere stato nominato premier e leader del proprio partito, è rimasto fermo sulle proprie posizioni, giocando il tutto per tutto e affermando che il governo non farà nessun passo indietro e realizzerà il proprio programma così come lo ha messo a punto. Ma anche i lavoratori, soprattutto quelli della Banca Ionica, rimangono energicamente fermi sulle proprie posizioni. Quindi la realizzazione con successo della vendita della Banca Ionica è diventato il test cruciale per la credibilità del governo, che deve dimostrare la capacità di realizzare in maniera coerente il proprio piano di privatizzazione delle aziende di stato. Se la vendita della Banca Ionica verrà cancellata, e di conseguenza anche la ristrutturazione della compagnia di bandiera Olimpik, che ha circa settemila dipendenti, la Grecia difficilmente potrà convincere i suoi partner di essere sulla strada giusta per la realizzazione del programma di adesione all'Unione Monetaria Europea, afferma Jason Stratis, capo della Federazione degli industriali greci. Ma non è solo lui a mettere in guardia, anche molti altri membri del governo, e in particolare il Ministro per l'Economia Papantoniou, affermano che se non si riuscirà a compiere la privatizzazione della Banca Ionica il governo sarà costretto a dimettersi. [...] Secondo un'indagine i cui risultati sono stati pubblicati la settimana scorsa, la popolarità del governo, e del premier Simitis, è passata in un anno dal 51% al livello più basso mai toccato, il 31,2 per cento. L'enorme calo della popolarità, pari al 20% e in particolare al 15% solo negli ultimi sei mesi, è un indice della grave crisi e della sempre minore fiducia nella politica del governo. Il governo era riuscito a superare la grave crisi provocata nei mesi scorsi dalle proteste degli agricoltori (che non hanno visto soddisfatta alcuna loro richiesta) ma si sono trovati subito di fronte a una crisi ancora maggiore. [...] In queste condizioni, la vendita della Banca Ionica e la ristrutturazione della Olimpik costituiscono per il governo una questione di vita o di morte. Se i sindacati, i cui membri sono per la maggior parte allo stesso tempo membri del PASOK, continueranno le loro proteste e se persisterà l'opposizione interna al partito, potrà accadere di tutto. E' difficile pensare che il premier Simitis, nonostante le enormi pressioni, possa permettersi di compiere dei passi indietro. Per questo corrono voci che il governo abbia intenzione di chiedere il voto di fiducia in parlamento, o che abbia in piano di provvedere a una propria ristrutturazione, anche se pare che tutto verrà rimandato alle elezioni amministrative che si terranno nel prossimo ottobre. Il premier, come ultima carta da giocare, potrebbe indire elezioni anticipate, delle quali ha particolarmente paura il partito di opposizione Nuova Democrazia, che le chiede, ma in realtà prega dio che la sua richiesta non venga accolta. (selezione da due articoli pubblicati dal corrispondente da Atene di "Nova Makedonija" l'1 e 2 giugno 1998 - traduzione dal macedone di A. Ferrario) [top]
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Copyright © 1997-2005 Notizie Est. Tutti i diritti riservati |