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"Il caldo agosto di Trepca"

Data: 04-10-2000 Fonte: AIM, "NIN", "Vreme"
Autore: Autori vari

NOTIZIE EST #351 - KOSOVO
4 ottobre 2000


IL CALDO AGOSTO DI TREPCA

[Nel corso dei due mesi di sospensione estiva delle pubblicazioni di "Notizie Est" uno degli eventi più importanti verificatisi è stato quello della presa di controllo da parte dell'UNMIK della fonderia del complesso minerario-metallurgico di Trepca a Zvecan. Pubblichiamo ora un mini-dossier sull'argomento, segnalando innanzitutto che potete leggere su web, all'URL: http://www.ecn.org/est/balcani/kosovo/trepca0008.htm, un'ampia scheda su Trepca con rassegna stampa sull'azione dell'UNMIK, a cura di Emiliano Di Marco, che ringraziamo per averci messo cortesemente a disposizione il suo testo. Qui sotto potete invece leggere un lungo servizio dell'AIM uscito l'agosto scorso, seguito da alcuni brani dai settimanali serbi "NIN" e "Vreme" e dal testo in inglese delle raccomandazioni formulate per Trepca dall'International Crisis Group nel novembre del 1999 - A. Ferrario]

LA PRESA DI CONTROLLO DI TREPCA
di Zoran B. Nikolic - (AIM Podgorica, 25 agosto 2000)


Da quando l'amministrazione delle Nazioni Unite per il Kosovo il 14 agosto scorso ha assunto il controllo della fonderia del piombo a Zvecan, i cui dipendenti sono esclusivamente serbi e che costituisce un elemento fondamentale del Complesso minerario-metallurgico di Trepca, con la motivazione che la fonderia inquina oltre ogni limite l'atmosfera con il piombo, gli operai del Complesso, o più precisamente alcune centinaia di essi, si raccolgono ogni mattina di fronte all'entrata principale della Fonderia in segno di protesta. Ma la mischia più grossa finora osservata, quella del 21 agosto mattina, è stata provocata dalla dichiarazione della nuova amministrazione di Trepca che da martedì cessera il pagamento dell'acconto di 50 marchi tedeschi per ogni operaio. La gente si è gettata a prendere quel che ancora si poteva prendere, dimostrando in tal modo qual è il suo livello di fiducia nei tentativi delle più svariate strutture serbe ufficiali e non ufficiali di fare tornare Trepca sotto il controllo serbo.

La sfiducia degli operai di Trepca non meraviglia. Mentre gli organi ufficiali della Jugoslavia continuano a portare senza successo note e lettere di protesta ai diversi organi delle Nazioni Unite e dell'Unione Europea, i differenti Consigli Nazionali Serbi (SNV) sfruttano il cambiamento forzato dell'amministrazione del Complesso per un reciproco scambio di colpi. L'ex amministrazione ufficiale di Trepca, intanto, tiene le proprie sedute a Belgrado e a Novi Pazar, emettendo comunicati infuocati. La posizione più razionale la ha assunta Oliver Ivanovic, presidente del Comitato esecutivo del SNV di Mitrovica, il quale insiste sulla richiesta che nessuno rimanga senza lavoro, che tutti vengano pagati e che presso la fonderia del piombo di Zvecan venga esclusa l'assunzione di albanesi. Ivanovic riconosce tacitamente la nuova amministrazione, mentre i rappresentanti del consorzio internazionale appena formato per la gestione del Complesso discuteranno il 27 agosto con il team di esperti di Trepca e con il team di esperti del SNV di Kosovska Mitrovica in merito alla ricostruzione di questo complesso e al riavvio della produzione.

Nel frattempo Bernard Kouchner, capo dell'UNMIK, ha visitato la fonderia del piombo appena dopo la presa di controllo, descrivendola come un dinosauro in stato disperato, all'interno del quale gli operai lavoravano in condizioni da XIX secolo. Nel corso della conferenza stampa per i giornalisti, tenutasi il 18 agosto, i funzionari dell'UNMIK hanno presentato la nuova amministrazione di Trepca e il piano per darla in affitto. Il consorzio internazionale ITT, che amministrerà Trepca, è composto dalla società metallurgica americana "Morrison Knudsen", dalla svedese "Boliden Kontek" e dalla francese TEC. Kouchner ha visitato anche i minatori albanesi presso la miniera di Stari Trg, che già da alcuni mesi stanno lavorando al prosciugamento dei canali allagati. Come scrive il quotidiano di Pristina "Koha Ditore", "Kouchner non si è recato sul posto per consegnare ai minatori gli stipendi che non ricevono ormai da due mesi, ma solo per presentare loro i nuovi direttori".

Con la presa di possesso degli edifici di Trepca a Zvecan, tutte le filiali del Complesso che si trovano sul territorio del Kosovo si trovano ora nelle mani dell'UNMIK. Del Complesso (creato nel lontano 1939 con capitale francese) fanno parte tutte le 14 miniere di piombo e zinco esistenti sul territorio della Jugoslavia, ma dalle sette miniere che si trovano in Kosovo proveniva circa il 90% della produzione mineraria jugoslava di piombo e zinco. Dopo la lavorazione primaria nelle otto strutture per la flottazione, tutto il concentrato minerario passava alla fonderia e alla raffineria del piombo di Zvecan o al reparto per l'elettrolisi dello zinco nella parte sud di Mitrovica. Queste due strutture metallurgiche sono le più grandi del loro tipo in Europa, così come Stari Trg è la maggiore miniera di piombo europea. Del complesso fanno parte anche 17 fabbriche, tra i quali la fabbrica di batterie e lo stabilimento chimico di Mitrovica, la fabbrica di lampade a batterie a Pec, lo stabilimento per la produzione di vernici e lacche a Vucitrn, quello per la produzione di munizioni per fucili da caccia a Srbica e l'impresa per la produzione di gioielli a Prizren.

Aziz Abrashi, direttore del complesso fino al 1989, scrive in un libro pubblicato di recente che nel corso degli anni ottanta Trepca aveva un giro d'affari di circa 200 milioni di dollari all'anno. Nel 1989 il solo valore della produzione rappresentava 120 milioni di dollari. La produzione di questi sistemi varia di anno in anno, in conseguenza dell'oscillazione della qualità dei minerali e della situazione sul mercato, ma ai tempi della Jugoslavia socialista a Trepca venivano estratte oltre 1,5 tonnellate di minerali grezzi all'anno, dai quali venivano estratte circa 80.000 tonnellate di piombo puro. Dalle miniere di Trepca venivano estratti anche zinco, argento, oro e cadmio. Nel complesso lavoravano circa 22.000 operai, di cui 18.500 nel solo Kosovo.

Dopo le proteste dei minatori albanesi nel 1988 e nel 1989, organizzate mentre era in corso la costituzione dell'attuale regime in Serbia, molti albanesi sono stati cacciati dal lavoro e alcuni sono stati condannati anche al carcere. I rimanenti hanno abbandonato il complesso da soli. Nel successivo periodo di sei anni Trepca ha prodotto quanto in precedenza veniva prodotto in un solo anno. La nuova amministrazione, guidata dall'attuale direttore Novak Bjelic, è stata instaurata nel 1996. Bjelic è riuscito a riorganizzare la produzione e a riportarla a un livello pari alla metà di quello degli anni '80. Nel corso del 1998 il Complesso ha prodotto 40.000 tonnellate di piombo e 60.000 tonnellate di zinco. Nel sistema di Trepca lavoravano più di 10.000 persone.

Dopo l'arrivo in Kosovo delle forze internazionali, a metà dell'anno scorso, sul fiume Ibar è stata creata una linea di demarcazione tra i serbi al nord e gli albanesi al sud. Le strutture per la lavorazione del piombo a Zvecan si sono ritrovate in territorio serbo e sono rimaste sotto la vecchia amministrazione, ma le cinque maggiori miniere di piombo del Kosovo, tra cui quella di Stari Trg, sono rimaste al di fuori del raggio di azione del Complesso. Tali miniere davano circa il 70% delle materie prime per la fonderia di Zvecan. Il Complesso ha impegnato parte delle capacità produttive mediante l'importazione di concentrati di minerali, che sono giunti nel paese attraverso il porto di Bar [in Montenegro - N.d.T.].

L'amministrazione delle Nazioni Unite ha dimostrato fin dall'inizio un grande interesse per Trepca. Bernard Kouchner già il 25 luglio dello scorso anno ha introdotto un decreto che trasferisce all'UNMIK il diritto di amministrare tutte le proprietà mobili e immobili della Federazione Jugoslava, della repubblica di Serbia e dei loro organi, che si trovano sul territorio del Kosovo. Nei mesi successivi l'UNMIK e la KFOR sono entrati progressivamente in un reparto di Trepca dopo l'altro, arrestandone la produzione. L'elettrolisi dello zinco di Mitrovica è bruciata in un incendio alla fine di maggio di quest'anno.

Nel novembre dell'anno scorso l'International Crisis Group, un'organizzazione non governativa che gode dell'appoggio di George Soros e nel cui comitato direttivo siedono Wesley Clark e Louis Arbour [ed Emma Bonino; tutti e tre questi ultimi sono entrati a farne parte solo dall'estate di quest'anno - N.d.T.], ha pubblicato un rapporto su Trepca. Nella conclusione di tale documento il Gruppo raccomanda all'UNMIK di prendere possesso di tutti i reparti di Trepca e di mettere in atto un programma per la loro abilitazione alla produzione, rendendo così Trepca attraente per gli investitori esteri. All'UNMIK e alla KFOR si consigliava in particolare di chiudere completamente la Fonderia di Zvecan quale fonte di inquinamento per l'ambiente e, cosa forse ancora più importante, quale sistema per il riciclaggio di denaro per il regime di Milosevic. La variazione della qualità dei minerali, così come quella della quantità dei metalli estratti, creano un ambiente ideale per le malversazioni finanziarie.

Nel giugno di quest'anno la Fonderia aveva aumentato la produzione. L'UNMIK il 19 giugno scorso ha chiesto a Novak Bjelic di consentire agli esperti dello stesso consorzio che ora amministra Trepca l'avvio di lavori per la ricostruzione della Fonderia, ma non è stato raggiunto un accordo in merito. Alla fine di luglio sulla stampa francese hanno cominciato a comparire i primi testi relativi all'intossicazione da piombo dei soldati francesi di stanza in Kosovo. In quella occasione il comando della brigata francese di Mitrovica ha distribuito ai soldati che facevano parte delle truppe francesi appena arrivate delle raccomandazioni in cui si consigliava loro di astenersi da rapporti sessuali durante i quattro mesi della permanenza in Kosovo e di evitare la gravidanza nei due anni successivi. Il ministero della difesa francese ha chiesto il 1 agosto a Kouchner, ex ministro francese della sanità, di "limitare temporaneamente" il lavoro della Fonderia e di riportare le emissioni di piombo entro limiti conformi agli standard internazionali. Suzanne Manuel, portavoce dell'UNMIK, ha dichiarato l'8 agosto che alcuni membri del contingente internazionale erano stati intossicati dal piombo e che la concentrazione di piombo nell'aria di Zvecan e dintorni era di 20 volte superiore a quella consentita. Già il giorno seguente nei servizi dei giornalisti esteri lo slancio faceva aggiungere uno zero in più, e così da allora si ripete che il livello di inquinamento è 200 volte superiore a quello consentito. Allo stesso tempo si poteva osservare come anche la concentrazione di soldati della KFOR e della polizia internazionale a Mitrovica e dintorni fosse di gran lunga superiore alla norma e quindi a tutti era ormai chiaro cosa si stesse preparando.

L'operazione per la presa di controllo della Fonderia è cominciata il 14 agosto alle tre e mezza del mattino. All'azione hanno preso parte circa 900 soldati britannici, danesi, francesi e pakistani. Le strade che portano da Zvecan a Mitrovica e tutte le uscite da Mitrovica sono state bloccate. Sopra la zona volavano elicotteri della KFOR, che hanno gettato volantini stampati in Macedonia con i quali si spiegava che i membri del Second Royal Corp dell'Esercito britannico nei giorni successivi avrebbero pattugliato Zvecan e dintorni "per mantenere un ambiente sicuro". Nel volantino si spiegava agli abitanti di Zvecan che i veicoli "Warrior" non sono carri armati, ma solo veicoli da trasporto blindati nei quali i soldati britannici dormono quando non sono presso la loro base. "Saremo lieti di fare conoscenza nei prossimi giorni con i membri di questa comunità. Vi ringraziamo anticipatamente per la vostra collaborazione", scriveva il volantino. In quel momento nella fonderia non c'erano molti lavoratori e le truppe britanniche non hanno fatto semplicemente altro che entrare nell'edificio. Nessuno ha fatto alcun tipo di resistenza, solo un gruppo di circa 30 ingegneri e tecnici si è rinchiuso nell'edificio dell'amministrazione, rifiutandosi di aiutare gli esperti dell'UNMIK a spegnere il forno della fonderia. Il forno è stato comunque spento mezz'ora dopo.

Dopo avere fatto il loro lavoro nella fonderia, i soldati della KFOR hanno preso controllo anche dell'albergo di Zvecan, nel quale era stata trasferita parte dell'amministrazione di Trepca (è lì che è stato ferito un dipendente e sono state legate tre cuoche), così come della Radio S, l'unico mezzo di comunicazione locale elttronico in serbo, la cui chiusura era stata disposta due giorni prima dal commissario per i media dell'UNMIK, Simon Hizelock, a causa della non conformità al concorso per le frequenze. Radio S, altrimenti, è una stazione alla cui fondazione ha partecipato il regime di Belgrado.

Intorno alle sette del mattino di fronte all'entrata della Fonderia si sono raccolte alcune centinaia di abitanti di Zvecan e di operai del primo turno. Hanno attaccato con pietre la pattuglia britannica all'entrata della Fonderia e i danni maggiori li ha subiti il capo dei soldati britannici, che si è ritrovato in mezzo a due gruppi di serbi. Quattro britannici sono rimasti feriti. I britannici sono stati salvati dalla gendarmeria francese che è intervenuta con manganelli, gas lacrimogeno e pallottole di gomma. Il risultato è che sono rimasti feriti sei serbi.

Poi la situazione si è calmata. Non ci sono stati più incidenti, il blocco delle strade è proseguito ancora per alcune ore e già nel corso del pomeriggio il numero di soldati della KFOR a Zvecan è stato ridotto a 400. Ancora nella mattinata, William Nash, l'amministratore regionale dell'UNMIK, prometteva agli operai della fonderia di dare a ciascuno di loro un contributo di 50 marchi. I giorni successivi i funzionari dell'UNMIK hanno spiegato quali erano i loro piani per Trepca. Nella prima fase del programma, che è già in corso, i funzionari del consorzio internazionale valuteranno le condizioni degli edifici di Trepca e decideranno quali tra essi vale la pena di rinnovare. Redigeranno un piano in base al quale verranno spesi 16,5 milioni di dollari che l'Unione Europea e i governi di USA, Olanda, Francia, Italia e Svezia hanno stanziato per l'effettuazione della seconda fase del programma. L'obiettivo della prima fase, oltre a ciò, è la difesa delle proprietà del Complesso, che implica la pulizia e la difesa dell'ambiente e la garanzia degli stipendi ai lavoratori. Nella seconda fase i summenzionati 16 milioni di dollari verranno spesi per la ricostruzione degli impianti del Complesso e per la loro abilitazione alla produzione. Alla realizzazione di tale obiettivo lavoreranno circa 2000 lavoratori. Dopo di che, in circa tre mesi, verrà effettuata un'asta internazionale con la quale verranno scelti i futuri acquirenti di Trepca.

Il consiglio direttivo che dirigerà Trepca nel corso di tali operazioni dovrebbe essere composto da rappresentanti dei serbi e degli albanesi. L'UNMIK promette che per ora nei reparti di Trepca a nord del fiume Ibar non lavoreranno albanesi, ma aggiunge subito che non vi sarà lavoro per tutti i serbi che finora vi hanno lavorato. Se l'UNMIK continuerà a mettere in atto così coerentemente le istruzioni dell'International Crisi Group, il licenziamento verrà dato sulla base dei "legami con il regime di Belgrado". L'UNMIK tuttavia ha deciso di non occuparsi in questo momento della questione di chi sia il vero proprietario di Trepca, lasciando ogni decisione in merito ai tribunali. Nessuno specifica di quali tribunali si tratti. La decisione di assumere il controllo del Complesso è stata presa sulla base dei già menzionati decreti di Kouchner e della cognizione, da parte dell'amministrazione, che Trepca, anche se nominalmente è una società per azioni, è esclusivamente di proprietà statale e pubblica. Formalmente,, i proprietari di Trepca sono il Fondo per lo sviluppo della repubblica serba (66% delle azioni), la Jugobanka (2,5%), la Beobanka e la Progres (insieme, 2,5%) e la Elektroprivreda Srbije (2%). Il 27% delle azioni del Complesso è di proprietà pubblica. Una quota delle azioni di Trepca è oggetto di rivendicazione di due aziende estere. La francese SCMM afferma di essere diventata comproprietaria dopo che sulla base del debito non rimborsato ha acquisito la filiale del Kosovo della Jugobanka e tutte le azioni di Trepca in possesso di quest'ultima. Tale azienda non è sostenuta dal governo francese nelle sue rivendicazioni. L'amministrazione regionale dell'UNMIK a Mitrovica si è insediata nell'edificio della Jugobanka e la SCMM di conseguenza chiede che le venga pagato l'affitto. L'UNMIK si rifiuta, perché considera la Jugobanka proprietà statale.

L'altra società che rivendica diritti su Trepca, la greca Mitilineos Holding, rappresenta un caso più serio. Il suo direttore, Evangelos Mitilineos, afferma di avere investito in Trepca 180 milioni di dollari e che il Complesso gli deve ancora 50 milioni di dollari. Mitilineos è in stretti rapporti d'affari con Milosevic anche attraverso la Telekom serba, poiché è uno dei direttori della OTE greca, che detiene una quota del 20 per cento della società telefonica. Mitilineos dè entro fino al collo in affari con la Geneks e la Eletroprivreda e, a quanto pare, ha investito anche nella miniera di Bor. Mitilineos ha forti agganci anche in Grecia, dove una delle sue società fornisce al governo sottomarini e missili "Patriot".

Una settimana prima della perdita della Fonderia di Zvecan, gli azionisti serbi hanno tenuto una riunione a Skopje alla quale ha partecipato anche Evangelos Mitilineos. Il tema di tale incontro è stato la privatizzazione di Trepca. A Skopje, nel corso delle due settimane che hanno preceduto tale riunione, vi sono state trattative anche tra i rappresentanti dell'UNMIK e i rappresentanti del Consiglio direttivo di Trepca. Quest'ultimo afferma che in tale occasione non si è discusso dei rapporti di proprietà. Il Consiglio nega inoltre con decisione le "voci di una vendita di Trepca". Tali voci, alle quali tale smentita ha dato ancora maggior adito, si basano sulla debola reazione e sulla mancanza di ogni resistenza alla presa di controllo di Trepca, nonché sulle precedenti esperienze con Milosevic. Ma non è tutto. Quando i funzionari dell'UNMIK il giorno dopo la presa di controllo di Trepca sono giunti sul posto per pagare i 50 marchi promessi ai lavoratori, hanno portato con sé delle valige piene di... dinari. Banconote nuove di zecca in pezzi da cento dinari, con il timbro della Banca Nazionale di Jugoslavia sulle fascette di ogni mazzetta. Inoltre, i funzionari avevano anche elenchi completi dei dipendenti.

Anche il momento politico della presa di controllo di Trepca è stato scelto in modo strano. La notizia di una tale operazione nel bel mezzo della campagna elettorale in Jugoslavia significa dare alla propaganda di regime materiale a volontà per attaccare l'opposizione serba accusandola di collaborare con una "tale" comunità internazionale. Ma va detto che questa scelta dei tempi è in armonia con le raccomandazioni date dall'International Crisis Group. Nel suo rapporto quest'ultimo scriveva che era necessario assumere il controllo del Complesso PRIMA delle elezioni in Jugoslavia, affinché un nuovo eventuale governo non venisse accusato di avere perso Trepca. Una logica interessante. Se l'opposizione serba venisse accusata di questo, vorrebbe dire che ormai sarebbe diventata governo, ma ora le possibilità che lo diventi sono diminuite. In breve, si ha l'impressione che il rapporto dell'International Crisis Group su Trepca sia stato scritto dallo stesso Milosevic.


L'ARTICOLO DI "NIN" E IL SERVIZIO DI BETA/"VREME"

Il settimanale di Belgrado "NIN", nel suo numero del 17 agosto 2000, ha pubblicato un articolo di Svetlana Djurdjevic e Tanja Jakobi sulla presa di controllo di Trepca da parte dell'UNMIK, di cui riportiamo alcuni brani che completano il quadro dato qui sopra dalla AIM:

"Secondo quanto dichiarano ora i rappresentanti della comunità internazionale", scrive "NIN", "il direttore generale Novak Bjelic ha rifiutato il 19 luglio di accettare l'investimento di fondi per una modernizzazione della fonderia, nonché la tenuta l'8 agosto di un incontro per discutere gli aspetti ecologici. Secondo quanto 'NIN' è venuto a sapere in via ufficiosa da fonti di Mitrovica, si trattava di sei milioni di dollari. Nelle reazioni della direzione di Trepca, degli organi repubblicani e federali, non si fa cenno a queste offerte e si insiste invece sul 'vandalismo', la 'ripetizione di scenari del tempo dell'occupazione fascista' e la violazione del concetto di proprietà privata, poiché Trepca viene da essi considerata come una società per azioni". Più avanti il settimanale belgradese scrive che "la possibilità di una presa di controllo della fonderia con metodi violenti era stata ventilata dal Consiglio direttivo di Trepca già a luglio e segnali del fatto che essa sarebbe avvenuta questo fine settimana li si sono avuti a metà della settimana nelle dichiarazioni di Oliver Ivanovic, il quale ha accusato la direzione di Trepca di trattare alle spalle dei lavoratori, nonché nel sempre ben informato quotidiano in albanese 'Koha Ditore'. All'inizio della settimana scorsa a quanto pare a Skopje si è tenuta una riunione in cui gli azionisti serbi di Trepca - il Fondo per lo sviluppo, la Jugobanka, la Beobanka, la Progres e la EPS - si sono incontrati con Evangelos Mitilineos al fine di accordarsi in merito alla difesa dei propri interessi, cosa che non avrebbe fatto altro che accelerare la decisione dell'UNMIK di assumere il controllo della fonderia. Il portavoce di Mitilineos non ha voluto né confermare né smentire lo svolgimento di una tale riunione. Si è diffusa poi la voce che la fonderia sarebbe stata presa sabato alle 18 [...]. Proprio nelle stesse ore le autorià di Belgrado hanno annunciato che le elezioni del 24 settembre si sarebbero tenute anche in Kosovo, mentre a Zvecan faceva la sua comparsa il ministro serbo Branislav Ivkovic in qualità di alto funzionario del SPS [...]. Rada Trajkovic, membro del Consiglio Nazionale Serbo [di Gracanica] e osservatore nel Consiglio Temporaneo di Amministrazione del Kosovo (CTAK), ritiene che [la presa di controllo di Trepca] costituisca una 'farsa per il popolo'. Nelle dichiarazioni rilasciate a 'NIN' Trajkovic afferma di avere rifiutato di discuterne nell'ambito del CTAK, chiedendo invece che l'UNMIK prendesse accordi direttamente con le autorità serbe, perché Trepca è proprietà statale. 'Ora me ne pento. Kouchner era in contatto con i rappresentanti del regime a Belgrado e si è messo d'accordo con loro per qualche compensazione in denaro. Per Milosevic si tratta di un ottimo atout elettorale, oltre che di un vantaggio materiale'. Alla preghiera di fornire prove per questa affermazione, che la direzione di Trepca ha più volte smentito con decisione, Trajkovic ha ricordato i dinari con i quali la UNMIK ha pagato i lavoratori della fonderia. 'Kouchner ha ritirato dalla circolazione il dinaro in Kosovo e ora all'improvviso si mette a distribuirlo. Vuol dire che qualcuno in Serbia si è preso dei marchi in cambio', è convinta Trajkovic. Contariamente a coloro i quali ritengono che il regime abbia rinunciato a difendere Trepca in cambio della promessa di potere organizzare le elezioni federali in Kosovo, il 'Guardian' di Londra afferma che si prevede che le misure di sicurezza rafforzate a Kosovska Mitrovica costituiranno una vantaggio per le autorità municipali e che i membri del SPS di Milosevic, in considerazione dei tentativi di usurpare il governo nella città, verranno arrestati o scacciati". Il settimanale riporta infine alcune dichiarazioni di Oliver Ivanovic: "'Le nostre richieste sono che nessuno rimanga senza lavoro, che tutti ricevano lo stipendio e che i nostri ingegneri vengano coinvolti nell'analisi delle condizioni del Complesso e nello sviluppo di un concetto per il futuro sviluppo di Trepca', ha detto a 'NIN' Oliver Ivanovic, presidente del Comitato Esecutivo del Consiglio Nazionale Serbo regionale. [...] 'Non siamo autorizzati a discutere della proprietà, ma vogliamo fare sapere con chiarezza che non permetteremo alcun esperimento multietnico e più precisamente che non consentiremo l'arrivo di albanesi', ha avvertito Ivanovic".

Anche il settimanale di Belgrado "Vreme", in un reportage di due cronisti dell'agenzia Beta pubblicato nel numero del 19 settembre 1999, conferma la notizia, raccolta presso i dipendenti dell'albergo di Zvecan, secondo cui i funzionari dell'UNMIK sono giunti a Mitrovica con borse piene di dinari nuovi di zecca in pezzi da cento, distribuiti poi ai lavoratori serbi di Trepca (1.250 dinari a testa, il corrispondente di 50 marchi) e riporta le stesse notizie che abbiamo visto nel pezzo della AIM in merito alle trattative condotte fin da metà luglio a Skopje tra funzionari dell'UNMIK e rappresentanti del Consiglio direttivo di Trepca. Secondo i giornalisti di "Vreme", la presa di controllo di Zvecan "era attesa da settimane, soprattutto dopo che la comunità internazionale aveva sottratto agli albanesi in maniera simile il controllo degli edifici della Elektrokosova". Inoltre, prosegue il settimanale, la mossa dell'UNMIK ha reso scontenti tutti, "in particolare i 1800 serbi che lavorano nella fonderia e negli altri reparti di Trepca e dipendono dal lavoro dello stabilimento", ma anche "gli albanesi, perché ora per questi ultimi è chiaro che nemmeno a loro sarà consentito di amministrare in autonomia il Complesso".


LE CONCLUSIONI DEL RAPPORTO ICG

Per completare questo mini-dossier, riportiamo qui sotto, nell'originale inglese, le conclusioni del rapporto dell'International Crisis Group (cui si fa riferimento sopra) intitolato "Trepca - Making Sense of the Labyrinth" e pubblicato il 26 novembre 1999:

VIII. CONCLUSIONS

Most of the information in this report is available from public sources, yet among locals and many international staff now working in Kosovo the subject of Trepca is regarded as dangerous and shrouded in secrecy. A principal aim of this report is to improve the transparency of the debate.

Despite the lack of available long-term donor funding for the Trepca complex, the issue is too important to be allowed to stagnate in the hands of lawyers. Under the authority invested in UNMIK and KFOR by UNSC 1244 and the Military Technical Agreement, UNMIK and KFOR should implement a rapid and categorical takeover of Trepca complex, including the immediate, total shutdown of the environmentally hazardous facilities at Zvecan. Against an open admission that resources did not yet exist for a complete rehabilitation of the mining complex, UNMIK could nonetheless take a series of inexpensive measures to show active commitment and create a sense of progress. An initial assessment of Stari Trg has already been made: the priority now must be to produce a game-plan of measures whether easy and quick or depending on major investment of money and time, and vigorous attempts made to interest donors – Trepca featured as a separate issue neither in the World Bank's twin recent reports on Kosovo reconstruction 43 nor at the 17 November donors' conference in Brussels. Yet Stari Trg, one of the richest mines in Europe, must be potentially profitable again and should be a priority for donors interested in setting Kosovo on its feet. Perhaps at this stage reliable information is needed more urgently than anything else. While the Kosovars have the expertise, they have not had access to the mine for ten years and have little information on the status of the equipment. The objective of the assessment would be to identify urgent needs, to begin at least some mining activity, and to assess any safety hazards due to neglect of the mine over the past ten years. It would be prudent not to plan on a vigorous or ambitious production schedule. A gradual process lasting at least several months should be counted on. While production at Stari Trg is starting up, the Zvecan environmental assessment team should produce its report on the status of the equipment and infrastructure and advise as to what measures must be taken. Simply handing Trepca over to the Kosovars is ruled out by the shortage of modern skills available locally, the need for internationally-verifiable standards to avoid corruption, and the sheer scale of damage and degradation at the various installations. But the people of Kosovo must be included in the process. An energetic approach should be taken during the assessment and start-up period in attempting to define a consensus amongst the Kosovars – meaning the Albanian parties and the Serb professional workforce, since the Albanians will not treat with the Belgrade-appointed management of the combine. This discussion should involve such points as the number of workers to re-employ, possible pensioning schemes for those not to be employed (out of the mine's assets, perhaps, rather than the state's), how quickly and with which technology the mineral resources should be exploited, whether and how Trepca or portions of it can become economically viable, and the areas in which there is a need for donor subsidy or private investment. The social impact of the reduced workforce would need to be balanced against the need for competitively based private investment. As some international economic officials have pointed out, much of the Trepca workforce has already found alternatives for their economic livelihood over the last ten years. Should a consensus fail to materialise the Kosovar electoral campaign planned for next year will inevitably raise Trepca as an issue. Those in the international community dealing with electoral issues and political development should accept and encourage an open and clearly defined articulation of positions by political figures and parties regarding Trepca. The workforce and management of all Trepca facilities should be selected on a merit basis only. Kosovars – living in Kosovo, regardless of ethnicity – should have preference to work at any Trepca facility.44 But no one with ties to the Belgrade regime should be considered. Finally, looking beyond Kosovo's boundaries, it would be better to have accomplished the first key steps of this approach before a Serbian election campaign in order that the perception of 'who lost Kosovo' falls on the rightful culprit, Slobodan Milosevic , and to avoid the perception that a new, with luck more progressive government, can be accused of 'losing Trepca'.

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Data: 04-10-2000 Fonte: AIM, "NIN", "Vreme"
Autore: Autori vari





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