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"Veto" USA per le forze UE in Macedonia?
| Data: 12-02-2003 | | Fonte: "Dnevnik" |
| Autore: Svetlana Jovanovska |
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N.E. BALCANI #619 - MACEDONIA
12 febbraio 2003
GLI USA POTREBBERO OPPORSI ALL'ARRIVO DELLE FORZE UE IN MACEDONIA
di Svetlana Jovanovska - ("Dnevnik" [Skopje], 11 febbraio 2003)
A Skopje circolano voci secondo cui gli USA starebbero pensando di bloccare, per ritorsione, l'arrivo in Macedonia delle forze UE che sostituiranno la NATO; l'invito di Frckovski a schierarsi con gli USA
Le difficoltà in cui la NATO si trova a causa degli sviluppi della crisi irachena potrebbero avere delle ricadute sulla Macedonia e ritardare a tempo indefinito l'arrivo nel paese delle forze europee di pronto intervento, afferma un alto funzionario di Bruxelles che ha chiesto di rimanere anonimo. Tale fonte racconta che gli USA hanno annunciato l'intenzione di bloccare l'arrivo in Macedonia delle euroforze, in risposta al veto posto dai paesi europei agli aiuti militari alla Turchia. Lunedì la Francia, la Germania e il Belgio, cioè proprio i tre paesi che si sono maggiormente impegnati per il rilevamento da parte dell'Europa dell'operazione NATO in Macedonia, hanno posto in sede di Alleanza un veto che blocca la decisione di avviare preparativi per la difesa della Turchia nel caso in cui questo paese della NATO si dovesse trovare in pericolo in seguito allo scoppio di un conflitto con l'Iraq. Il segretario generale della NATO ha confermato che i tre paesi hanno bloccato la procedura con la quale doveva essere dato semaforo verde alle autorità militari dell'Alleanza affinché iniziasse la pianificazione della difesa della Turchia, che confina con l'Iraq. Nel corso di gennaio, Washington aveva consegnato ai propri alleati della NATO un elenco di richieste per fornire sostegno alla Turchia, consistenti soprattutto in sistemi antieaerei, aerei Awaks, sistemi di difesa contro le armi nucleari, batteriologiche e chimiche. Parigi, Berlino e Bruxelles ritengono che vi sia ancora spazio per la diplomazia e che sia troppo presto per ogni pianificazione che implicherebbe l'entrata in una logica di guerra. Washington ha manifestato pubblicamente la propria irritazione e George Robertson ha confermato che si tratta di una crisi molto seria. Secondo la stampa occidentale la crisi ha messo in pericolo la stessa esistenza della NATO. La fonte diplomatica ha detto a "Dnevnik" che la situazione è così grave che Washington non esiterebbe ad adoperare ogni mezzo di cui dispone per rimandare nel tempo, o addirittura per bloccare, l'assenso che la NATO ha dato al rilevamento dell'operazione "Armonia alleata" da parte dell'UE. L'accordo "Berlino più", in base al quale la NATO dovrebbe consentire all'UE di accedere alle proprie risorse militari, non è ancora stato finalizzato. Si tratta di fasi negoziali che la "crisi irachena" nella NATO potrebbe rimandare a date da definirsi. Ufficialmente alla NATO non si parla di tutto questo, dicono rappresentanti dell'alleanza. I diplomatici ricordano che la Francia si sta preparando a guidare le forze europee in Macedonia e sono più aperti nelle loro interpretazioni: "Parigi e Berlino tengono in modo particolare alle forze europee, e Washington ritiene fondamentali gli aiuti alleati alla Turchia. Nel balletto diplomatico, che è anche questione di fiducia, non è da escludersi che gli USA ricordino ai loro alleati europei che si stanno per recare in Macedonia quando il lavoro è già praticamente stato portato a termine e che sono necessari aiuti seri in altri posti", spiega una nostra fonte. In ambito UE queste interpretazioni vengono definite come voci di corridoio e si ribadisce che i preparativi per le euroforze sono in corso e si svolgono senza problemi.
[Un rappresentante ufficiale della NATO ha definito oggi le notizie riferite da "Dnevnik" pure speculazioni, smentendole tuttavia con un giro di parole un po' contorto, come riferiscono i quotidiani macedoni di oggi: "La questione non è stata messa in tale contesto in nessuna sessione formale della NATO"]
FRCKOVSKI: "DOBBIAMO SCHIERARCI CON GLI USA"
In un editoriale pubblicato nel numero dell'11 febbraio di "Dnevnik", Ljubomir Frckovski, consulente del presidente Trajkovski e uno dei principali artefici della politica interna e internazionale macedone dell'ultimo decennio, invita la Macedonia a schierarsi apertamente con gli USA nelle dispute che oppongono Washington a Parigi e Berlino. Nel suo scritto Frckovski si lamenta di coloro che chiedono l'adozione, da parte della Macedonia, di una posizione neutrale, accusandoli di non tenere conto "degli interessi nazionali macedoni nel contesto delle divisioni politiche che la guerra in Iraq creerà nella regione o nel contesto dei rapporti UE-USA". Secondo Frckovski, "chiunque abbia 'succhiato' insieme al latte materno anche il destino della Macedonia sa, di fronte al bivio in cui ci troviamo, che nessuna decisione rimarrà senza conseguenze per il paese. In primo luogo, i paesi vicini prenderanno posizione, perfino la Serbia; in secondo luogo, gli albanesi di Macedonia, se le autorità di Skopje si mostreranno esitanti, pubblicheranno una loro 'dichiarazione' di sostegno agli USA in questo conflitto (indipendentemente dagli sforzi dell'UE); gli USA sfrutteranno comunque tutto ciò di cui avranno bisogno nel nostro cielo, senza preoccuparsi di comunicarcelo o di chiedere il nostro assenso; (...) rischiamo di essere schiacciati da tutti quelli che desiderano il nostro male e che ritengono di potere indebolire la nostra posizione; l'Europa non ci aiuterà in alcun modo, ossessionata come è dallo scontro con gli USA e dalle conseguenze che gliene possono derivare. (...) Per noi è molto importante schieraci in questo conflitto e lo dobbiamo fare in maniera netta e coerente, definendoci come paese alleato degli USA. (...) Dovremo cercare di materializzare il nostro sostegno ottenendo promesse di aiuto sul nome dello stato e sull'eliminazione delle radici dell'instabilità nella regione, che poi sono i possibili attacchi terroristici dal Kosovo. Solo gli USA possono prometterci tali ricompense".
| Data: 12-02-2003 | | Fonte: "Dnevnik" |
| Autore: Svetlana Jovanovska |
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