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La lotta Nano-Berisha e la giustizia
| Data: 25-05-2004 | | Fonte: "Panorama" |
| Autore: Andrea Stefani |
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N.E. BALCANI #807 - ALBANIA
25 maggio 2004
LA LOTTA NANOBERISHA E LA GIUSTIZIA
di Andrea Stefani- ("Panorama" [Tirana], 13 maggio 2004)
Lo scontro politico tra i due principali leader albanesi, Fatos Nano e Sali Berisha, nelle ultime settimane è divenuto sempre più violento, e lo scambio di accuse e di insulti pubblici non nuoce solo alle istituzioni democratiche, ma a tutta la società civile albanese
In un sistema politico dominato completamente da due uomini, dalla dubbia integrità, le istituzioni democratiche rischiano di essere seriamente compromesse. I toni apocalittici di questo articolo riflettono l’esasperazione della società civile albanese di fronte ad uno scontro politico che ha assunto i caratteri di una lotta tra capibanda mafiosi
Un’altra ondata di accuse e contraccuse è esplosa tra Nano e Berisha. Fin qui niente di nuovo dal fronte di guerra tra i due nemici storici. La sola novità consiste nella formulazione di queste accuse, con la necessità che ha lo stato albanese di una lotta reale, e non fatta di sole parole, contro la corruzione. Berisha così accusa violentemente Nano di corruzione e Nano controbatte, principalmente attraverso il quotidiano del partito, accusando proprio Berisha di corruzione. Dove stanno la verità e la menzogna in questo groviglio di dichiarazioni? Chi mente e chi afferma la verità? Chi è il corrotto e chi è l’onesto? Questi sono i dilemmi che assillano l’opinione pubblica.
Si tratta di una preoccupazione giustificata, perchè non riguarda il sindaco di un comune sperduto, ma i due leader della politica albanese. Sulla scia dell’indole patriarcale, che contagia i politici albanesi, il potere di questi due leader negli affari di stato è cento volte più forte del potere che può avere il leader di un grande partito in uno stato cento volte più democratico e più potente dell’Albania. Il peso politico di uomini come Nano e Berisha è inversamente proporzionale al grado di democrazia del paese. Uomini come Nano e Berisha oggi hanno in mano il futuro del paese. Questa è la fatalità dell’immatura democrazia albanese. Questo è il suo calvario. Un sistema, che deve svilupparsi sulla scia della rotazione di una pluralità di poteri e leadership, così come il processo di decision making non personale ma istituzionale, vede il proprio futuro nella mani di due soli uomini politici. Lasciamo che Nano faccia i suoi discorsi sulla democratizzazione del Partito Socialista. Lasciamo che Berisha incontri la società civile. Tutti sanno che questi non sono altro che espedienti della loro volontà di ferro e autocratica, che ha condotto i rispettivi partiti all’assenza di democrazia interna. In questi due partiti, infatti, a regnare non è la libertà, bensì il prodotto più spregevole dell’anti-libertà, vale a dire la paura. Perciò in queste condizioni non ci si può non chiedere: quale probabilità di vita ha la democrazia in Albania?
La mancanza di democrazia all’interno del Partito Socialista e del Partito Democratico di fatto ha messo fuori gioco la possibilità di rotazione di Nano e Berisha dalla posizione di leader dei rispettivi partiti. Ma, anche se è un’utopia parlare concretamente della loro rimozione, poiché le masse di schiavi all’interno dei loro partiti li amano e li vogliono, è possibile parlare di una loro morale? I cittadini di questo paese, anche quelli senza partito, hanno diritto di sapere nelle mani di chi è riposto il futuro dei loro figli, delle loro famiglie? Nelle mani di chi è la loro vita? Hanno il diritto di sapere quanto sono pulite le mani dei loro monarchi? Hanno il diritto di sapere quanto è onesto Fatos Nano e quanto lo è Sali Berisha?
La gente è stanca dello scambio di accuse e contraccuse non verificate. La gente vuole sapere quale sia la verità e la menzogna in queste accuse. Vuole sapere se corrisponde a verità ciò che Berisha afferma su Nano e ciò che Nano afferma sul conto di Berisha. Gli albanesi hanno il diritto di preoccuparsi. Poiché, dopo tutto il fango che è stato gettato, non c’è nessuna possibilità che i due siano sinceri. La loro sincerità renderebbe impossibile un tale scambio di calunnie, poiché un innocente non accusa un innocente. Perchè l’onesto, essendo tale, non può affermare qualcosa di falso contro un altro onesto. Uno dei due è inevitabilmente disonesto. O Nano o Berisha. O entrambi.
Chi farà luce su tale enigma? Si tratta di una rivelazione di importanza colossale per la ripresa di questo paese, ormai in agonia. Non solo per abbattere uno o due miti tiranni, ma per porre fine a questo stato di caos in cui niente è morale e niente è immorale, niente è autorizzato e niente è proibito. E quando in una società si perde la capacità di distinguere tra onestà e corruzione, tra moralità e immoralità, tra ciò che è permesso e ciò che è vietato, tra valori e anti-valori, si direbbe che questa società sta scivolando in un abisso di caos. Tanto più spaventoso è l’annullamento di questi contrasti a un alto livello di politica e di leadership partitica, governativa e parlamentare. A chi spetterebbe delineare chiaramente il limite tra legalità e illegalità? La società, a maggior ragione quella del libero mercato, può agire e deve agire senza barriere che separino le persone, ma non senza le barriere che separino l’ “onore” pubblico dalla vergogna, cioè dalla corruzione. Di fronte a tutto ciò, la società deve sollevarsi giusta, severa, impietosa. Dunque chi verificherà l’onestà di Nano e Berisha? L’opinione pubblica esita. Naturalmente essa non può fare una cosa del genere. Ma, accidenti, la giustizia esita e trattiene il respiro ancora di più.
Poiché spetta alla giustizia il compito di intraprendere un tale passo. Essa è l’arbitro. Essa deve compiere il suo dovere verso lo Stato, il popolo, la Costituzione, i cittadini. La giustizia deve dire ai cittadini di questo paese chi è il calunniatore: Nano o Berisha. O entrambi. Questo groviglio di accuse e giuramenti pubblici per la difesa della propria onestà non può continuare ulteriormente senza provocare il crollo totale della già indebolita morale pubblica, perché le crepe nei muri della morale già ora sono molto profonde.
Ci sono molte persone che non ritengono scandaloso il fatto che il leader dell’opposizione abbia accusato il Primo Ministro di essere un ladro e un mafioso e che quest’ultimo ripaghi con la stessa moneta. La tendenza di massa a acquisire familiarità con il crimine esibito pubblicamente, e allo stesso tempo a tollerare le calunnie dei politici, sta arrivando ad un livello allarmante. Ma ecco, in un discorso tenuto alcuni giorni fa, Nano ha gettato a Berisha il guanto di sfida: “Gli domando senza alcuna esitazione di presentare immediatamente alla Procura Generale le denuncie legali per tutte le pseudo-accuse politiche di “corruzione” e di “incriminazione” di Fatos Nano, “per arricchimento illegittimo e conflitto di interessi”. “Io, -ha detto Nano- sono pronto ad affrontare qualsiasi tribunale; con chiunque e senza alcuna difesa costituzionale, tranne la mia dignità e il mio onore immacolato”.
Chiaro e conciso. Nano accusa Berisha di essere un calunniatore e di sbandierare la sua onestà. Berisha risponderà? E se così non fosse? Dovrà finire, o più precisamente, dovrà continuare questa storia? Ma perché Nano dovrebbe affidare alle dichiarazioni e alla volontà di Berisha le prove della sua onestà? La sua tolleranza è ammirevole, ma non fino a questo punto. Perché Nano non fa avviare un’inchiesta, accusando Berisha di accuse infondate?
Nano ha già mostrato altre volte di essere abbastanza sensibile nei confronti del proprio onore. E non ha forse portato davanti al tribunale, proprio per una questione d’onore, il giornale di Berisha, "Koha Jone"? Perché non denuncia direttamente Berisha? Che lo faccia e avvii un processo giudizario senza precedenti nella storia della giustizia albanese. E che i due rispettivi schieramenti rivali osservino la battaglia tra i due leader, una battaglia che non può essere omerica considerando il livello di culto raggiunto da questi due ex-cittadini negli ultimi 14 anni.
Che osservino e applaudano il vincitore, ma che non piangano se la lancia della legge colpirà i due politici a morte. Naturalmente, solo a livello politico.
(traduzione dall’albanese di Lucia Pantella e Alban Trungu)
| Data: 25-05-2004 | | Fonte: "Panorama" |
| Autore: Andrea Stefani |
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