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"Dopo le elezioni: istituzioni dai poteri limitati"

Data: 17-10-2001 Fonte: AIM
Autore: Rrahman Pacarizi

NOTIZIE EST #484 - KOSOVO
17 ottobre 2001


DOPO LE ELEZIONI: ISTITUZIONI DAI POTERI LIMITATI
di Rrahman Pacarizi - (AIM Pristina, 9 ottobre 2001)


Le imminenti elezioni per il parlamento del Kosovo, che spesso i partiti politici definiscono nazionali, mentre i rappresentanti internazionali le promuovono come elezioni dopo le quali il loro potere verrà gradualmente trasmesso alle strutture del potere locale, non offriranno nulla più di un'autonomia sostanziale. Ciò è "garantito" tra le altre cose anche dall'Approvazione della Cornice costituzionale per l'autogoverno provvisorio del Kosovo il 15 maggio di quest'anno.

Dopo il 17 novembre, data nella quale si svolgeranno le elezioni, il Kosovo avrà un parlamento, un presidente, un premier e nove ministeri, che costituiranno tutte le istituzioni legislative ed esecutive. Le modalità di funzionamento di tali organi, ivi incluse le loro competenze e i loro limiti, sono state definite dall'ultimo Decreto del capo della Missione civile dell'ONU in Kosovo (UNMIK), Hans Haekkerup. Con l'emissione di tale decreto, sembra che Haekkerup abbia ancora una volta desiderato fare capire ai leader albanesi e ai rappresentanti serbi nel Consiglio Amministrativo Temporaneo di essere lui la principale istanza in Kosovo e che continuerà a essere così.

Ormai da tempo si ha la sensazione di un'insoddisfazione generale per il modo in cui funzionano il Consiglio Amministrativo Temporaneo e il Consiglio di Transizione del Kosovo, nonché per il mandato dei loro membri. Si ritiene in particolare che il capo della Missione Civile in Kosovo abbia trasformato il Consiglio Amministrativo in un organo di consulenza, come avrebbe dovuto invece essere il Consiglio di Transizione del Kosovo, mentre il primo avrebbe dovuto verificare o rifiutare le proposte del secondo. E' ampiamente diffusa nell'opinione pubblica anche l'opinione che i membri del Consiglio di Transizione (che a suo tempo veniva paragonato a un parlamento sui generis), o meglio i rappresentanti dei partiti politici, delle associazioni e i singoli esponenti di tutte le nazionalità, abbiano utilizzato i loro incontri settimanali unicamente per "esprimere le proprie frustrazioni"...

Guardando da un tale punto di vista, gli osservatori politici hanno notato che l'assenza dei ministeri più importanti dal futuro governo del Kosovo, unitamente ai poteri illimitati del capo della Missione civile, avranno come conseguenza quella di replicare il precedente "dominio" delle istituzioni centrali del potere. In particolare, non è lontano dalla realtà che il futuro parlamento, il futuro presidente, il futuro premier e i futuri ministri saranno nuovamente solo un abbellimento dal ruolo di grado inferiore - proprio come i copresidenti dei dipartimenti che fino all'inizio della campagna elettorale svolgevano il loro ruolo nell'ambito delle strutture amministrative miste.

Uno degli alti rappresentanti del Partito Democratico del Kosovo, erede dell'ex UCK, Fatmir Limaj, ha dichiarato il 3 ottobre, quando ha terminato di funzionare il Consiglio Temporaneo del Kosovo (ed è cominciata la campagna elettorale): "Desideriamo che il parlamento del Kosovo non assomigli in nulla a questo Consiglio, non perché noi non ci siamo impegnati, ma per il fatto che qui nessuno ha preso in considerazione i nostri consigli e le nostre critiche"...

Ma quale aspetto avrà il futuro governo del Kosovo?

I settori come quelli dell'ordine e della legge, della difesa e della politica estera, saranno nelle mani del capo dell'ONU in Kosovo, mentre i 20 dipartimenti (che finora avevano un rappresentante locale e uno internazionale) si trasformeranno in nove ministeri di nuova creazione. I funzionari della Missione hanno affermato che questa decisione è stata presa sulla base della Cornice costituzionale per il governo temporaneo in Kosovo, anche se in tale documento non viene stabilito da nessuna parte il numero dei ministeri e i loro campi di competenza. Quindi, nel suo testo non è scritto da nessuna parte se, tra le altre cose, il Kosovo avrà o meno un ministero della difesa, uno della polizia, un ministero della giustizia o un ministero degli esteri...

Il numero e le responsabilità dei singoli settori di competenza dei futuri ministeri sono stati la vera e propria "pietra della discordia". Inoltre, la Cornice costituzionale non prende nemmeno in considerazione la questione del referendum. Gli esperti di questioni giuridiche sono dell'opinione che la formazione di un governo senza i quattro ministeri menzionati prima e senza una Corte costituzionale del Kosovo pregiudichi comunque in una certa misura il futuro status politico del Kosovo.

Il Kosovo, secondo il Decreto che i membri albanesi del Consiglio Temporaneo del Kosovo non hanno approvato del tutto, avrà un ministero dell'economia e delle finanze, un ministero del commercio e dell'industria, della cultura, della gioventù e dello sport, un ministero dell'educazione, della scienza e della tecnologia, un ministero del lavoro e della protezione sociale, un ministero della sanità, della difesa dell'ambiente e della pianificazione territoriale, un ministero dei trasporti e delle comunicazioni, un ministero dei servizi pubblici e un ministero per l'agricoltura, le foreste e lo sviluppo rurale. Se si mettono su una bilancia l'importanza di questi ministeri e quella dei settori che rimarranno di competenza dell'amministratore civile, non è difficile giungere alla conclusione che il vincitore di queste elezioni sarà il signor Hans Haekkerup e che i partiti politici che otterranno il maggior numero di voti si dovranno accontentare di essere divenuti nei fatti dei "partner" in un'ampia coalizione di governo con Haekkerup, il quale controllerà i ministeri chiave: difesa, ordine, legge e politica estera. Resteranno di sua competenza anche la politica fiscale e la riscossione delle imposte, la nomina dei giudici e dei magistrati.

Tale suddivisione delle competenze viene spiegata dai funzionari dell'ONU in Kosovo con le limitazioni imposte dalla Risoluzione 1244 approvata nel giugno del 1999, cioè la Risoluzione che ha definito le modalità del governo temporaneo del Kosovo da parte dell'amministrazione internazionale. Così, anche il Decreto approvato relativamente alle strutture esecutive dell'autogoverno temporaneo afferma che "secondo la Cornice costituzionale e la Risoluzione 1244 l'UNMIK deve creare delle istituzioni di autogoverno temporaneo, lasciando all'amministratore un numero rilevante di funzioni amministrative di importanza chiave, come l'ordine e la legge, i rapporti con l'estero, la riscossione delle tasse e la nomina dei giudici e dei magistrati". Si afferma inoltre che il funzionamento delle altre strutture esecutive, ivi incluse le cariche di presidente e di premier, nonché il parlamento del Kosovo, non potranno in alcun modo usurpare o minare l'autorità suprema dell'inviato speciale del Segretario generale dell'ONU per l'implementazione della Risoluzione 1244 del Consiglio di sicurezza dell'ONU.

Quindi, il capo della Missione civile in Kosovo potrà dichiarare non valida qualsiasi decisione che non sia in armonia con i documenti approvati, e potrà inoltre risolvere le crisi parlamentari sciogliendo il parlamento, o sostituendo il presidente o il premier del Kosovo. Per fare un semplice confronto, l'autorità dell'amministratore del Kosovo può essere misurata come pari ad almeno i due terzi del parlamento del Kosovo che sono necessari per eleggere coloro che sono incaricati delle funzioni di cui sopra. Di conseguenza, l'amministrazione internazionale del Kosovo, con queste elezioni e con la creazione di organi centrali del potere, si spoglierà in una certa misura della responsabilità di alcune funzioni esecutive che non sono poi molto importanti per una decisione politica dei cittadini del Kosovo riguardo allo status finale di quest'ultimo.

Anche gli esperti giuridici locali ritengono che l'assenza dei principali quattro-cinque ministeri dal futuro governo del Kosovo pregiudichi tra le altre cose anche una soluzione definitiva dello status del Kosovo, e che essa nei fatti non riguardi solo la conservazione delle competenze del rappresentante speciale dell'ONU per l'implementazione della Risoluzione 1244 del Consiglio di sicurezza dell'ONU.

I nove ministeri del governo del Kosovo coprono quasi tutte le funzioni che fino a ora facevano parte del mandato dei 20 dipartimenti delle strutture amministrative comuni del Kosovo [guidati cioè ciascuno da un rappresentante locale e un rappresentante dell'UNMIK, con un diritto di veto da parte di quest'ultimo - N.d.T.]. I funzionari dell'UNMIK affermano che questo numero ridotto rappresenta una misura per razionalizzare i ministeri. Nel Decreto si scrive inoltre che è "necessario provvedere a un trasferimento e a un cambio delle cariche e bisogna creare un contesto di sicurezza per il nuovo governo temporaneo". Nei fatti, con queste spiegazioni, ritengono gli osservatori politici, alcuni settori vengono accorpati in singoli ministeri...

Quando erano stati formati i dipartimenti, alcuni di questi ultimi erano stati assegnati a determinate forze politiche e a singole personalità al fine di soddisfare le loro ambizioni. Così, per esempio, la creazione di un dipartimento per la gioventù distinto da quello dello sport è stata nei fatti una conseguenza della generosità dei rappresentanti internazionali allo scopo, come si affermava, di metterli a tacere...

Su un altro piano, è previsto che il premier abbia competenze e incarichi di grado superiore in termini funzionali, cioè competenze e incarichi modificati, in base ai quali egli svolgerà alcune funzioni supplementari che probabilmente non rientrano nelle funzioni di base dei governi tradizionali e che coprono il lavoro normalmente di competenza dei ministeri. La funzione esecutiva del premier sarà molto più forte e verrà messa in atto in coordinamento diretto con l'amministratore capo, di fronte al quale egli risponderà come risponde anche il parlamento, la cui maggioranza dei due terzi ha il diritto di nominare e revocare il premier stesso. Anche alla carica di presidente del Kosovo viene dato un nuovo mandato che, tuttavia, non è nemmeno lontanamente simile alla funzione del premier.

E' interessante notare che nell'ambito delle strutture di governo funzioneranno anche alcune cosiddette agenzie esecutive, come l'Autorità per l'emissione di decreti nel campo della farmaceutica, l'Ufficio per la statistica, l'Ente del catasto, nonché tutta una serie di altre agenzie simili, che verranno create ex novo e saranno dirette da rappresentanti internazionali.

La composizione prepianificata delle strutture esecutive del Kosovo, che verranno create dopo le elezioni, degraderà in grande misura, a quanto si può intuire, la convinzione e il gusto degli elettori per il vero valore di un voto liberamente espresso. Perché coloro ai quali i cittadini daranno il loro voto non potranno fare molto di più di quello che hanno fatto finora, oltre al fatto che forse potranno abbellirsi di funzioni fittizie.

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Data: 17-10-2001 Fonte: AIM
Autore: Rrahman Pacarizi





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