|
|
 |
Mass media e sviluppo democratico in Romania
| Data: 26-05-2004 | | Fonte: "Link" |
| Autore: Marian Odangiu |
|
N.E. BALCANI #808 - ROMANIA
26 maggio 2004
MASS-MEDIA E SVILUPPO DEMOCRATICO IN ROMANIA
di Marian Odangiu , (”Link” [Novi Sad], aprile 2004)
L’apertura del sistema al settore privato porta con sè buoni frutti sul piano della diversificazione del prodotto e dello sviluppo dei media sia nazionali che locali. Adesso le aspettative si spostano dall’ambito quantitativo a quello qualitativo. Prioritario il bisogno di rinnovare il ruolo dell’informazione con nuove sinergie con la società civile
L’articolo in questione è degno di interesse per due ordini di motivi. In primo luogo, esplica una questione difficilmente fuori moda: i rapporti che intercorrono tra i mutamenti nel sistema mass-mediatico e lo sviluppo di una società civile e democratica nei cosiddetti paesi in transizione. In secondo luogo, è autorevole la fonte di provenienza: la rivista ospite dell’intervento è il mensile „Link” di Novi Sad, città capoluogo della regione di Vojvodina (Serbia). I più curiosi possono visitare il suo sito bilingue (in serbo e inglese) di „Link” all’indirizzo http://www.mediart.org. L’autore è il giornalista romeno Marian Odangiu, manager del programma „West Radio” di Timisoara e presidente della „West Foundation for Regional and Euroregional Journalism Timisoara” (per ulteriori informazioni visitate il sito http://www.regionalnet.org/fair2003/list.html del CED - Centro Euro-Regionale per la Democrazia). Timisoara e Novi Sad appartengono, rispettivamente, alle regioni contigue di Banato e Vojvodina. Le grandi pianure del Danubio e i suoi affluenti, corridoio rinnovato di comunicazione tra variegate realtà socioculturali che, a pensarci bene, nell’ ottocento erano vicine più intime di quanto non lo siano state nell’era del socialismo reale.
Prova ne sia un progetto del valore di 19.192 dollari USA approvato, nel gennaio 2004, dalla West Foundation for Regional and Euro-regional Journalism di Timisoara per supportare una serie di programmi radiofonici interattivi che hanno come target lo sviluppo delle comunità locali e corsi di formazione estivi per giornalisti incentrati sulle relazioni con le autorità locali, organizzati in collaborazione con la Scuola di Giornalismo di Novi Sad, la Augusta Foundation alla Tibiscus University di Timisoara, la casa editrice romena Libertatea, la Publishing House di Pancevo, West Radio di Timisoara e Radio 021 di Novi Sad.
All’interno di „Link” troverete uno spaccato interessante delle modalità in cui il sistema di informazione e di auto-monitoraggio dei mass-media, nell’area balcanico-danubiana, si stia parzialmente rimodellando nell’ottica di creare e rafforzare il network euro-regionale.(Lorenzo Guglielmi)
La circolazione delle informazioni costituisce una delle fasi inevitabili dello sviluppo e dell’evoluzione della democrazia, nonchè di un clima „salubre” per le relazioni tra gli attori sociali.
Il loro fluire tra le istituzioni democratiche, autorità locali, entità pubbliche e private, organizzazioni e, dall’altro lato, tra i cittadini è un aspetto vitale del processo di transizione.
Infatti, qualsiasi processo di democratizzazione raggiunge uno stadio avanzato quando ha come presupposto un livello di comunicazione fluente e costante tra tutti gli attori sociali. La sua mancanza, o la presenza di una circolazione problematica delle informazioni, è di serio impedimento alla corretta gestione del governo locale e delle istituzioni democratiche regionali e nazionali, e finisce per compromettere lo sviluppo delle coscienze collettive e l’efficienza dell’armonizzazione sociale e la collaborazione tra i differenti centri di potere e la società.
Negli ultimi anni, dopo un lungo periodo di confusione, i mass-media romeni hanno rinnovato identità e personalità. Un fatto veramente positivo, all’inizio degli anni 90, fu la definitiva abolizione del monopolio statale sui mezzi di comunicazione di massa. Oggi, tutta la carta stampata e gran parte dei media elettronici sono privati e indipendenti.
Se ci riferiamo al settore audio-visivo romeno, per esempio, dobbiamo prendere in considerazione che alla fine del 2002 c’erano ben 400 radio private, 242 televisioni e oltre 3214 compagnie di cable TV con regolare licenza di trasmissione. Adesso più di 113 città romene hanno una loro stazione radio, e 51 di queste una propria TV locale.
Secondo i dati statistici forniti dal Consiglio Nazionale per l’audiovisione, più di 1492 comunità romene sono servite da stazioni radiotelevisive locali private e indipendenti. Tutto ciò rappresenta un elevato potenziale informativo e, al tempo stesso, una forte alternativa alle emittenti radiotelevisive del settore pubblico.
Per il giornalismo romeno, privatizzazione e indipendenza rappresentano il più importante successo sul terreno della professionalità e, al contempo, una tappa significativa da superare.
In termini concreti, a nostro avviso, in Romania la privatizzazione dei media ha significato un frequente asservimento ai dettami e alle esigenze di diversi fattori, non direttamente connessi alle necessità di un giornalismo di levatura professionale: interessi commerciali, economici e/o politici, subordinazione alle domande di rating e così via, con un impatto veramente negativo sul ruolo civico ed educativo dei mezzi di comunicazione di massa.
Assumendosi la responsabilità di fare da „cane da guardia” della società, quasi l’intera parte dei mass-media romeni presta attenzione non tanto al concreto, efficiente e costruttivo dialogo tra attori sociali (comuni cittadini e istituzioni locali) quanto a vicende sensazionali e di cronaca nera, come frodi, rapine, stupri, e abusi di ogni genere.
Sebbene ci si prenda cura di soddisfare un effettivo appetito del pubblico e il gusto del sensazionale, è evidente che nel medio o nel lungo periodo questa politica e queste strategie di rincorrere l’audience hanno un impatto davvero negativo sul pubblico, sul suo coinvolgimento e responsabilizzazione all’interno dei processi democratici.
Su larga scala, la condizione morale dei cittadini è in qualche modo influenzata da questa situazione. I semplici cittadini sentono di essere sempre più alienati rispetto ai processi di democratizzazione. I loro bisogni concreti sempre più trascurati dai mass-media e di conseguenza dagli interessi delle autorità. In un simile contesto, la conclusione generale di un’indagine scientifica ha mostrato dati di carattere esplicativo sull’irregolare distribuzione delle informazioni all’interno delle comunità locali romene.
A dire il vero, ciò è stato segnalato anche dalle analisi interne alle compagini dei governi locali, i quali sentono da sempre l’assenza di una corretta informazione come un problema.
Infatti, la circolazione delle informazioni è, innanzitutto, scarsamente definita dalla mancanza di una struttura specializzata con chiare responsabilità in materia. Ciò si ripercuote negativamente sul corretto funzionamento e sulla gestione delle strutture dei governi locali.
Altro effetto negativo di questa lacunosa circolazione delle informazioni è che i possibili partner nella cooperazione sociale e coloro che da essa potrebbero esserne beneficiati vengono privati di potenziali opportunità di cooperazione.
Inoltre il cittadino non è mediamente informato sulle politiche del governo locale e delle istituzioni nazionali e, di conseguenza, la valutazione delle loro attività esclude un controllo pubblico diffuso.
E’un fatto accertato che negli ultimi anni certi canali mediatici, specialmente a livello locale e regionale, ma anche alcune reti nazionali private hanno riservato molta più attenzione alla comunicazione diretta tra cittadinanza e governi locali e/o autorità nazionali. Il loro successo nell’aumento dell’audience testimonia l’importanza di trasformare i mass-media nell’interfaccia relazionale privilegiata tra i diversi attori sociali.
Ovviamente, sono necessarie nuove infrastrutture dell’informazione pensate per un lungo periodo e capaci di rispondere a certe questioni principali, come la creazione di un meccanismo di raccolta e distribuzione delle informazioni significativo per i bisogni concreti dei cittadini; una periodica campagna di informazione per il patrocinio degli interessi civici (promosso da mass-media indipendenti, ONG e giornalisti specializzati sul tema); la messa in onda di programmi televisivi e radiofonici periodici focalizzati sui temi dell’armonizzazione del dialogo sociale, della partnership e della cooperazione.
Secondo noi, è necessaria una strategia di sviluppo dei mass-media di lungo termine, basata sull’idea comune che una nuova mentalità per una società democratica nell’Europa sud-orientale deve essere costruita attraverso la promozione e lo sviluppo della partecipazione attiva dei cittadini, secondo un ideale di riconciliazione democratica e di assunzione della responsabilità sociale.
Nella nostra visione, questo è un processo che deve basarsi sulla partecipazione diretta dei cittadini, nella comprensione del background della transizione, nell’ambito del decision-making, nella ricerca e implementazione di soluzioni pragmatiche e di risposte a tutti i generi di sfide economiche, sociali, educative e culturali.
In tale contesto, è necessario prendere in considerazione che i media rappresentano una delle principali risorse del progresso sociale, economico, educativo e culturale.
D’altro canto è ovvio che i mass-media nel sud est dell’Europa hanno bisogno a loro volta, per se stessi, di una nuova visione basata su un autentico dialogo con i cittadini, su nuovi principi deontologici e sul rispetto dei valori democratici e dei diritti umani, per poter rispondere al meglio alle istanze poste dal recente sviluppo della democrazia.
Nel costruire questa nuova visione, i mass-media devono essere direttamente coinvolti al fine di garantire un orientamento vincente.
La società civile ha il dovere di stimolare le concrete iniziative giornalistiche, in contatto con la realtà e migliorare il dialogo tra le autorità e la popolazione.
E’ inoltre necessario accrescere il senso di responsabilità dei futuri giornalisti di fronte al processo educativo della professione giornalistica e l’assunzione pratica dei principi deontologici della loro professione.
(Titolo di “Notizie Est”, traduzione dal serbo di Lorenzo Guglielmi)
| Data: 26-05-2004 | | Fonte: "Link" |
| Autore: Marian Odangiu |
|
|
 |

|
 |
 |
Copyright © 1997-2005 Notizie Est. Tutti i diritti riservati
|