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Corso di nuoto
| Data: 02-05-2004 | | Fonte: "Dnevnik" |
| Autore: Mirjan Lacic |
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N.E. BALCANI #790 - SLOVENIA
2 maggio 2004
CORSO DI NUOTO
di Mirjan Lacic - (“Dnevnik” [Lubiana], 23 aprile 2004)
[Dopo aver sostituito il dinaro jugoslavo con il tallero meno di quindici anni fa, la Slovenia, con l’ingresso nell’Ue, ha dato il via ai preparativi per l’introduzione della moneta unica europea. L’autore invita a fare il più presto possibile, poiché le condizioni sono favorevoli e i rischi limitati - Francesco Martino]
I preparativi per l’ingresso nell’ERM2, il meccanismo europeo di cambi monetari e per l’ingresso nell’area dell’euro ci ricordano un corso di nuoto. Quando si vuole imparare a nuotare, anche se all’asciutto si sono ripetuti all’infinito tutti i movimenti, non si è mai sicuri di aver imparato a stare a galla. Sulla questione dell’ingresso nell’ERM2 e sull’introduzione dell’euro possiamo aspettare e limare a volontà la nostra situazione macroeconomica, ma non saremo mai del tutto sicuri di essere davvero pronti per la moneta unica.
Dovremmo per questo ascoltare il parere di alcuni dei nostri esperti di economia e le valutazioni dei membri della direzione della Banca di Slovenia, i quali affermano all’unisono che l’ingresso nell’euro nei termini più rapidi possibile è nell’interesse dell’economia slovena.
La situazione macroeconomica, nel nostro paese e in quei paesi vicini che hanno per noi particolare importanza, è al momento favorevole ad un tale “tuffo nell’acqua”. Tra il governo e la banca centrale, le due istituzioni che portano le maggiori responsabilità per l’attuazione di questo progetto, già da tempo esiste una collaborazione coordinata. Possiamo guardare a questa collaborazione con un certo ottimismo, visto che meno di quindici anni fa ha prodotto risultati positivi in una situazione simile ( la creazione della moneta slovena, il tallero, che sostituiva il dinaro jugoslavo). E all’epoca le condizioni erano molto più complicate di quanto non lo siano adesso.
Diverse istituzioni che si interessano di previsioni in campo macroeconomico, in Slovenia come all’estero, sono concordi nel prospettare un’ulteriore diminuzione dell’inflazione slovena sia durante quest’anno che nei prossimi due, e un rafforzamento della crescita economica. Nelle maggiori istituzioni internazionali non credono ancora possibile che riusciremo a portare il tasso d’inflazione sotto il 4% o addirittura il 3%. La già ricordata collaborazione tra banca centrale e governo, che come detto sono i massimi responsabili della politica fiscale e monetaria, negli ultimi tempi ha però aperto uno spiraglio perché anche questo obiettivo possa essere raggiunto. Naturalmente con l’ ingresso nell’ERM2 e l’introduzione dell’euro non mancano alcuni rischi. In alcuni dei paesi che sono entrati tra gli ultimi nel processo di allargamento dell’Ue di quest’anno, si è visto che l’ingresso nell’Unione prima e nell’euro poi, potrebbe provocare un’innaturale crescita della domanda interna. Se questo accadesse anche da noi, sarebbe praticamente impossibile rallentare l’inflazione fino al livello richiesto dall’accordo di Maastricht. Questo significherebbe di conseguenza che l’ingresso preliminare nell’ERM2 in queste condizioni porterebbe ad una diminuzione della concorrenzialità della nostra economia. Naturalmente potremo restare nell’ERM2 tutto il tempo che riteniamo necessario, ma visto che anche questa soluzione non è priva di rischi, sarebbe meglio entrare comunque nell’euro il prima possibile.
In alcune delle maggiori imprese esportatrici slovene, già da tempo si insiste sul fatto che non bisognerebbe fissare troppo presto il tasso di cambio tra euro e tallero, cosa che dovremo comunque fare all’ingresso nell’ERM2. Dal punto di vista di queste aziende tali considerazioni appaiono giustificate e comprensibili. La Banca di Slovenia, comunque, già nel passato ha aiutato le esportazioni con una costante svalutazione del tallero, che ha permesso alle aziende di compensare l’alto tasso d’inflazione del nostro paese.
Bisogna superare la situazione in cui la politica monetaria ha talvolta contribuito solamente a generare un’inflazione più alta. Una certa stabilità in macroeconomia è sempre la condizione più desiderabile, e questo è risaputo anche tra i soggetti microeconomici, e cioè le stesse imprese, che un giorno dovranno riconoscerlo ad alta voce. Molte aziende slovene già nuotano da anni. Il pericolo più grande è quindi quello di non buttarsi in acqua anche come nazione nel suo complesso, capace di introdurre l’euro rapidamente e per prima tra i nuovi membri dell’Ue.
(traduzione dallo sloveno di Francesco Martino)
| Data: 02-05-2004 | | Fonte: "Dnevnik" |
| Autore: Mirjan Lacic |
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