default.asp default.asp
Notizie Est
1997-2004

Archivio ospitato da
Bulgaria-Italia
News e analisi sulla penisola balcanica
BALCANI ECONOMIA CHI SIAMO ARCHIVIO LINKS RICERCA
Albania
Bosnia-Erzegovina
Bulgaria
Croazia
Grecia
Kosovo
Macedonia
Romania
Serbia-Montenegro
Slovenia
 
Balcani società
L'Italia e i Balcani
La regione balcanica
  Stampa printer friendly

"Ire 'macedoni'"

Data: 24-09-1999 Fonte: "Balkanite+"; "Sega"
Autore: Autori vari

NOTIZIE EST #263 - BULGARIA
24 settembre 1999


IRE "MACEDONI"
("Balkanite+", n. 5-6, agosto 1999; "Sega", 9 agosto 1999)

[Seguono due pezzi che danno un eloquente spaccato del clima che regna oggi in Bulgaria riguardo alla questione macedone. Il primo, tratto dal mensile "Balkanite+", riporta i commenti di alcuni politologi e storici bulgari di orientamento "liberal" (secondo gli standard bulgari) riguardo a una recente inchiesta della filiale bulgara della Gallup, secondo la quale il 20% dei macedoni della Repubblica di Macedonia si autoidentificherebbe come di nazionalità bulgara. Va subito precisato che non siamo riusciti a reperire informazioni dirette sull'inchiesta e il dato va preso con estrema cautela, tanto più che mancano le dovute precisazioni (modalità delle interviste, età media di chi si considera come tale, zona d'origine ecc.). Ai commenti dei politologi fa seguito la reazione dell'Istituto Scientifico Macedone, un'istituzione bulgara revanscista controllata dalla VMRO, una piccola, ma agguerrita e e sempre più forte, formazione politica di destra, che fa parte della coalizione di governo a Sofia. La reazione scomposta e irata dell'Istituto, è dovuta al fatto che secondo quest'ultimo è un dogma che TUTTI i macedoni siano in realtà di nazionalità bulgara. Abbiamo cercato di conservare il farraginoso linguaggio dell'Istituto, che costituisce un bell'esempio di retorica sciovinista e revanscista, mischiata ai classici armamentari stalinisti. Per alcune delucidazioni sul ruolo della questione macedone nella storia della Bulgaria e sulla VMRO, si vedano rispettivamente "Notizie Est" #110, 16 novembre 1998 e #175, 22 febbraio 1999.
Il secondo pezzo riporta alcuni brani di un'intervista a Ivan Tatarcev, che nella sua qualità di procuratore generale della Bulgaria ha goduto di enormi poteri tra il 1992 e il 1999 (il suo mandato è appena scaduto). Tatarcev è anche presidente onorario della VMRO, pur essendo in dissidio con la sua attuale direzione politica a causa della scelta di quest'ultima di entrare nella coalizione di governo. Tatarcev è anche noto per i suoi intensi legami con businessman arricchitisi alle spalle delle ex aziende statali e noti mafiosi - a.f.
]

(I risultati di un'indagine sociologica condotta nella Repubblica di Macedonia dall'agenzia bulgaro-britannica Gallup hanno scatenato un acceso dibattito tra i politologi bulgari e gli studiosi dell'Istituto Scientifico Macedone di Sofia)

I MACEDONI SONO GLI ULTIMI JUGOSLAVI

IVAN KRASTEV, politologo:

La questione non è tanto a chi competa il problema della Macedonia, vale a dire alla Macedonia stessa piuttosto che alla Bulgaria. Macedonia è il nome del domino balcanico. Se vogliamo rispondere alla domanda di quale aspetto avranno i Balcani fra 10 anni, dobbiamo potere rispondere a quella di quale aspetto avrà la Macedonia tra 5 anni.

ANDREJ PANTEV, storico:

La Macedonia ormai non è più tanto un territorio, quanto piuttosto un'idea. Non vi è da meravigliarsi che i macedoni abbiano parenti soprattutto in Serbia e nelle altre parti della ex Jugoslavia. In fin dei conti, nessun abitante della Macedonia vera e propria ha mai vissuto in uno stato bulgaro, per quanto siano notevoli le leggende, i ricordi, i nomi, le mentalità, le analogie e le similitudini comuni ai due popoli. Oggi vi è una questione fondamentale, che non è ancora stata chiarita. Quando diciamo che i macedoni sono nostri fratelli, cosa intendiamo nei fatti dire? Se guardiamo la cosa da un punto di vista etnoculturale, è scontato che essi siano molto più fratelli nostri che dei serbi, su un piano puramente storico. Ma non possiamo essere fratelli di noi stessi. Se ho un fratello, si tratta di qualcuno che comunque è pur sempre un po' diverso da me. E' necessario dire infine la verità - continuiamo a identificare la Macedonia come parte della nostra eredità storica e culturale, oppure timidamente, a tappe, discretamente, accettiamo che si tratta di un altro stato, per quanto fraterno?

ANDREJ RAJCEV, sociologo:

La nostra indagine, come minimo, ha portato alla luce che il rifugio naturale del popolo macedone è la nazione macedone. Allo stesso tempo, circa il 20% dichiara di considerarsi bulgaro o vicino ai bulgari fino a esserne indistinguibile. Cosa dovrebbe fare la Bulgaria in questa situazione?

IVAN KRASTEV:

Nella nostra letteratura è stato scritto molto della serbizzazione della Macedonia, ma la verità oggi è che la Macedonia si identifica non tanto nella propria "serbità", quanto piuttosto nella propria "jugoslavitudine".A Skopje l'identità jugoslava è diventata parte della nuova identità della Repubblica di Macedonia. Skopje cercava l'indipendenza dalla Serbia, ma non dalla Jugoslavia. La cosa più importante che dimostra l'indagine è che sulla base della storia comune negli ultimi 50 anni gran parte dei macedoni continua a sentirsi legata alla Jugoslavia ormai scomparsa. La tragedia degli ultimi 100 anni emerge nella maniera più chiara nel fatto che la maggior parte di noi bulgari ha "parenti" in Macedonia, mentre la maggior parte dei macedoni sono convinti di non avere parenti in Bulgaria.

Ci sono solo due tipi possibili di politica della Bulgaria nei confronti della Macedonia. Possiamo avere una politica nei confronti dello stato Macedonia oppure una politica nello stato Macedonia. Questa è la differenza. Attualmente non si prende atto di questa necessità di scelta, perché la VMRO-DPMNE [il partito del premier macedone Georgievski, da non confondersi con la VMRO bulgara - N.d.T.] viene vista come un partito filobulgaro, mentre la SDSM di Crvenkovski era apertamente antibulgara. Ma le relazioni bulgaro-macedoni possono subire nel giro di 3-4 mesi numerosi capovolgimenti, per tutta una serie di motivi.

In primo luogo, nel momento in cui la Bulgaria e la Macedonia scoprono in maniera molto simile, molto emozionale e quotidiana, di conoscere le medesime canzoni, si viene a creare una vicinanza emozionale incredibilmente potente. Ma negli stessi mesi, l'economia bulgara e i soldi bulgari non sono presenti in Macedonia - in questo campo domina totalmente la Grecia. Bisogna capire che si tratta di una partnership incredibilmente fragile, che può proseguire unicamente se noi rinunciamo a costruire la nostra politica sulla base della promozione dell'identità bulgara di questo 20% della popolazione. Se non sarà così, la Bulgaria verra sempre vista come un problema, in Macedonia.

E' importante decidere se la Bulgaria vuole avere un alleato nella persona dello stato Macedonia, oppure vuole avere un alleato etnico in Macedonia. La maggior parte della gente dice che la Macedonia riuscirà a sfuggire alla divisione. Secondo me, la conservazione della Macedonia e il più grande interesse strategico della Bulgaria. La Bulgaria ha bisogno della Macedonia come alleato e come partner, e non come fratello etnico.


LA BANCAROTTA DELLA POLITOLOGIA BULGARA RISPETTO ALLA QUESTIONE MACEDONE
Brani dalla Dichiarazione dell'Istituto Scientifico Macedone di Sofia

I politologi bulgari Ivan Krastev e A. Rajcev, nonché lo storico A. Pantev, unitosi a loro, hanno cercato di analizzare i dati dell'indagine condotta dalla Gallup nella Repubblica di Macedonia nello spirito di quella che fino a oggi è stata la visione comunista skopjo-belgradese dell'Unione Socialdemocratica (SDSM) di Branko Crvenkovski, fino a poco tempo fa al governo e da alcuni mesi all'opposizione. Tutte le simpatie pro-jugoslave e pro-titoiste che scopriamo nei giudizi dei tre autori ne sono una testimonianza.

I politologi bulgari non sospettano nemmeno che oltre alla politologia skopjo-belgradese, che hanno appreso molto bene, esiste anche un'altra politologia macedone contemporanea che risolve in un modo diverso le questioni sollevate.

In quanto ha scritto il trio Rajcev-Krastev-Pantev non si menziona nemmeno una volta la parola macedonismo - il termine fondamentale con il quale si indica negativamente la teoria e la pratica della cerchia politica Tito-Kolisevski-Gligorov-Crvenkovski-ana, che lavora da mezzo secolo per la debulgarizzazione della Macedonia. Per i nostri politologi la linea di questa cerchia è l'unica vera e la mettono in atto, senza nemmeno cercare di vedere la seconda, oggi divenuta ufficiale, che insiste sulle radici bulgare e sull'unità spirituale bulgara.

I nostri politologi accettano come moneta sonante il macedonismo e lo attribuiscono all'intera popolazione della repubblica. Ecco cosa scrive in merito Mladen Srbinovski [autore macedone di un recente libro che rivendica l'identità bulgara della popolazione slava della Macedonia - N.d.T.]: "I bulgari di Macedonia, in quanto dominanti nelle aree prima separate e poi nuovamente restituite all'impero ottomano sono gli unici, nella nazionalmente variegata Macedonia, che non traggono la loro spiritualità dall'esterno, bensì, al contrario, da Cirillo e Metodio fino alla Rinascita, è proprio da qui che da più di mille anni trova la sua fonte e si diffonde verso le altre regioni la bulgarità. La parte liberata e più fortunata della Macedonia, quella in Bulgaria, non ha avuto bisogno di creare suoi adepti in Macedonia, la numerosa popolazione omogenea ha di frequente invocato i suoi fratelli affinché accorressero in suo soccorso. A differenza di essi, la maggior parte degli stati circostanti, con aperte pretese territoriali nei confronti della Macedonia, ha creato "artificialmente", o ha aumentato, la propria popolazione locale, oppure i gruppi che li appoggiavano". Più avanti Srbinovski parla di un'identica popolazione da entrambe le parti del confine; del fatto che dietro alla VMRO vi fosse l'intero popolo; del macedonismo creato da figure e studiosi serbi come Garasanin, Novakovic, Cvijc e Belic; del fatto che l'idea della Macedonia autonoma di Goce Delcev e Dame Gruev [rivoluzionari macedoni che hanno fondato la VMRO alla fine del secolo scorso - N.d.T.] è bulgara; della variante greca del macedonismo; del fatto che gli sparuti gruppi di partigiani di sinistra e i primi dirigenti della Repubblica di Macedonia dopo il 1944 avevano un'autocoscienza nazionale bulgara; delle incarcerazioni e dei maltrattamenti da parte della UDBA [i servizi segreti della jugoslavia socialista - N.d.T.], proseguiti addirittura fino agli anni novanta del XX secolo; delle due correnti nella slavistica (quella effettivamente scientifica - la macedone, e quella pseudoscientifica - la macedonistica). Nel suo ripudio del macedonismo cominternista, l'autore sottolinea: "Senza una verità completa e multiforme su noi stessi non saremo in grado di cominciare a costruire uno stato rispettando noi stessi e facendoci rispettare dagli altri. [...].

E' più che chiaro che non è pensabile fare un confronto tra la politologia bulgara contemporanea (macedonista, cominternista e vetusta) con quella macedone contemporanea, che innalza come postulato per lo sviluppo - la verità. Con la loro mancanza di informazione i politologi bulgari alimentano i socialisti serbomacedoni, che attaccano la spiritualità bulgara in Macedonia e aiutano a rafforzare la campagna antibulgara nella repubblica.

(da "Balkanite+", n. 5-6, agosto 1999)


BRANI DA UN'INTERVISTA A IVAN TATARCEV
domande di Ana Klisarska

D: Oggi la VMRO è un partner di coalizione della SDS e partecipa al governo.

R: Mi dissocio dalla linea attuale dell'organizzazione, perché coloro che la dirigono non hanno nulla in comune con l'autentico movimento rivoluzionario macedone. Quest'ultimo deve avere una posizione e dei compiti ben precisi. Oggi la VMRO non può più agire con i metodi del passato, con la forza delle armi, ma deve realizzare una rivoluzione nella coscienza dei bulgari di Macedonia oppressi da anni. Essi sono stati costretti a ripudiare la propria identità nazionale, sono stati mandati in galera, nei lager, umiliati, picchiati, mentre in Bulgaria, in conseguenza del tradimento nazionale compiuto in passato, molte persone hanno smesso di essere bulgari autentici.

D: E le mosse successive quali saranno?

R: E' ancora presto per parlare delle mosse successive. Bisogna innanzitutto realizzare questo passo e, soprattutto, dire apertamente che sul territorio della Repubblica di Macedonia vivono soprattutto bulgari. Perché la nazione macedone non è mai esistita, è stata creata in maniera artificiale, così come la lingua macedone. Chiunque conosca la storia, sa come è stata creata questa nazione: su ordine del Comintern. E la lingua macedone è totalmente inventata, composta da parole bulgare, termini stranieri, serbismi e parole contraffatte. Non posso accettare che esista una tale lingua. E per me è un errore il riconoscimento di questa lingua, un errore che potrebbe essere definito anche con parole ben più pesanti.

D: Ma i macedoni possono accettare di essere bulgari?

R: Per i giovani è una lotta un po' più difficile, perché a scuola sono stati educati a uno spirito che esclude la bulgarità. Ma io ritengo che in presenza di una corretta politica nazionale della Bulgaria e di una maggiore perseveranza, l'autocoscienza bulgara verrà ristabilita nella maggior parte della Bulgaria corrispondente alle terre del Vardar [l'attuale Repubblica di Macedonia - N.d.T.].

D: Come valuta la politica del premier macedone Ljubco Georgievski?

R: Nonostante abbia una buona opinione di lui, non posso essere categorico riguardo alla sua politica, perché nella VMRO in Macedonia esistono diverse correnti. E non si sa ancora quale di esse avrà la meglio.

D: Ljubco Georgievski e il premier bulgaro Ivan Kostov hanno dimostrato di intrattenere rapporti decisamente amichevoli. Quali conseguenze potrà avere questo fatto per i due paesi?

Dal comportamento del sig. Kostov non posso trarre la conclusione che stia agendo conformemente agli interessi nazionali del paese. Ha dichiarato, provocando la mia indignazione, di avere seppellito il nazionalismo bulgaro. Questo significa che non ha idea di cosa sia il nazionalismo e di quali siano gli interessi nazionali, oppure che in conseguenza del fatto che in passato è stato un combattente sul fronte ideologico del passato regime, in qualità di docente di Economia Politica del Socialismo, semplicemente non è un buon bulgaro.

D: Kostov durante la guerra in Jugoslavia ha giocato la carta nazionalistica della Macedonia come argomento politico.

R: Con ogni probabilità è stato solo per mettersi in mostra. Ma dai bombardamenti la Repubblica di Macedonia non ha guadagnato nulla. Al contrario, nel paese ci saranno presto problemi con la popolazione schipetara, che è sensibilmente aumentata di numero. Probabilmente parte di quelli che sono fuggiti dalla Serbia durante i bombardamenti non ha alcuna intenzione di tornare.

(da "Sega", 9 agosto 1999)


[top]

Data: 24-09-1999 Fonte: "Balkanite+"; "Sega"
Autore: Autori vari





Copyright © 1997-2005 Notizie Est. Tutti i diritti riservati