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"Il 2001 della Macedonia"
| Data: 10-05-2001 | | Fonte: AFP |
| Autore: Autori vari |
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NOTIZIE EST #437 - MACEDONIA
10 maggio 2001
IL 2001 DELLA MACEDONIA
(AFP, 8 maggio 2001)
[Segue una cronologia dei principali avveniment in Macedonia a partire dall'inizio di quest'anno, a cura della France Presse: anche se vi sarebbero molti particolari da aggiungere, ci sembra un utile riepilogo.]
GENNAIO 2001
17: Branko Crvenkovski, leader del principale partito di opposizione, accusa il governo di avere intercettato illegalmente le telefonate di figure politiche di primo piano del governo e dell'opposizione, nonché di noti giornalisti.
18: Il primo ministro Ljubco Georgievski crea una commissione parlamentare di indagine per verificare tali asserzioni, e il presidente Boris Trajkovski chiede che i responsabili vengano puniti.
22: Un poliziotto viene ucciso e altri due rimangono feriti in un attacco con lanciamissili contro una stazione nel villaggio di Tearce, nei pressi di Tetovo, una regione popolata in maggioranza da albanesi, situata 45 chilometri a ovest di Skopje. L'attacco è il primo a essere rivendicato da un gruppo albanese di Macedonia, fino ad allora sconosciuto, che si definisce Esercito di Liberazione Nazionale e la cui sigla in albanese (UCK) è la stessa dell'ex Esercito di Liberazione del Kosovo.
FEBBRAIO 2001
12: Scoppiano combattimenti tra le forze di sicurezza macedoni e ribelli dell'UCK nella regione montagnosa del nord-ovest della Macedonia, intorno al villaggio predominantemente albanese di Tanusevci.
16: Il ministro degli interni Dosta Dimovska dà le dimissioni in seguito allo scandalo delle intercettazioni telefoniche [le sue dimissioni verranno comunque respinte dal governo - N.d.T.]
17: La Macedonia mette in allerta le truppe al confine con il Kosovo.
20: Il ministro della difesa macedone, Ljuben Paunovski, scrive al segretario generale della NATO, George Robertson, mettendolo in guardia per il pericolo costituito dai gruppi armati al confine tra il Kosovo e la Macedonia.
21: La forza multinazionale di mantenimento della pace dell'ONU (KFOR) conferma il rafforzamento delle sue truppe sui confini.
25: Più di 150 abitanti di Tanusevci scappano in Kosovo al fine di sfuggire all'esercito macedone, secondo Hamdi Hasani, un funzionario di Debelde, nel Kosovo meridionale, appena al di là del confine in corrispondenza di Tanusevci. Il portavoce del governo macedone, Antonio Milososki, nega la fuga dei profughi definendola null'altro che "una montatura politica bene orchestrata".
26: L'esercito macedone e forze dell'UCK si scambiano colpi di fuoco al confine tra Tanusevci e Debelde, all'interno della Jugoslavia.
27: Skopje accusa le truppe KFOR di insufficiente vigilanza al confine e di avere consentito a gruppi armati provenienti dal Kosovo di occupare Tanusevci.
MARZO 2001
4: Tre soldati macedoni vengono uccisi nei pressi di Tanusevci, uno da spari provenienti dal villaggio, gli altri quando una mina esplode sotto il loro veicolo. La Macedonia chiude i confini con il Kosovo e chiede una seduta urgente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, nonché la creazione di una zona cuscinetto tra le due regioni.
5: Skopje annuncia la mobilitazione dei riservisti dell'esercito e della polizia dopo nuovi scontri nel nord tra forze governative e ribelli dell'UCK. Robertson manda un inviato speciale della NATO a Skopje. Osservatori della KFOR affermano di avere visto circa 75-150 combattenti albanesi nell'area, ma il ministero della difesa macedone afferma che nella zona sono attivi circa 300 combattenti.
6: Nuovi scambi di fuoco nei pressi di Tanusevci. La Macedonia riceve il sostegno del consiglio permanente dell'OSCE, che condanna le azioni delle forze dell'UCK. Le truppe della KFOR arrestano sei sospetti guerriglieri albanesi nell'area di confine. Trajkovski si impegna, in un discorso al parlamento, a espellere gli estremisti dal proprio territorio. Un distaccamento di soldati USA viene inviato al confine tra il Kosovo e la Macedonia nell'ambito della forza di mantenimento della pace, annuncia il Pentagono.
7: Soldati della KFOR sparano e feriscono due ribelli albanesi armati nei pressi del confine con la Macedonia.
8: La NATO autorizza forze jugoslave a entrare nell'estremità meridionale della zona di sicurezza creata intorno al Kosovo nel giugno 1999, una mossa fino a tale momento vietata, al fine di prevenire le incursioni degli estremisti in Macedonia.
9: La Macedonia chiude il confine con il Kosovo per la seconda volta in sei giorni a causa della ripresa dei combattimenti.
10: Le forze di sicurezza macedoni "non riusciranno mai a cacciare" i guerriglieri dell'UCK dalle posizioni che occupano nel nord-ovest, affermano questi ultimi, negando tuttavia che la "Grande Albania" sia un loro obiettivo e affermando di volere ottenere solo diritti per gli albanesi di Macedonia.
11: Creazione di un nuovo partito politico albanese, il NDP, o Partito Nazionale Democratico, il quale chiede che il paese venga diviso in due entità, una delle quali un'enclave albanese [in realtà il NDP ha chiesto la federalizzazione della Macedonia, senza usare il termine qui inappropriato di "enclave" - N.d.T.]. La richiesta viene rifiutata il giorno successivo dal ministro degli esteri Srdjan Kerim.
13: Le forze macedoni vogliono riprendere possesso dei villaggi occupati dall'UCK nella valle di Lipkovo, mentre più di 20.000 albanesi dimostrano a Skopje per la pace e per i loro diritti come minoranza.
14: Un morto e 17 feriti in combattimenti tra guerriglieri albanesi e forze macedoni sulle colline intorno a Tetovo.
16: Pesanti combattimenti intorno a Tetovo e nella stessa città, dove quattro granate esplodono nel centro dell'abitato. Cinque civili feriti, che portano il totale a 25, dei quali 15 poliziotti. Le truppe tedesche di stanza in caserme di Tetovo si spostano per propria sicurezza dopo un attacco da parte dei ribelli.
18: A Tetovo viene dichiarato il coprifuoco, mentre Skopje accusa l'occidente di non agire contro i guerriglieri. L'UCK afferma di non volere prendere Tetovo e di volere semplicemente aprire trattative con il governo e nomina un negoziatore.
19: La NATO dispiega ulteriori truppe sul confine tra Kosovo e Macedonia.
20: Le forze macedoni svolgono un'azione contro i ribelli e danno loro un ultimatum di 24 ore per arrendersi o abbandonare le loro posizioni sui colli.
21: Ultimatum rifiutato dai ribelli, che minacciano di aprire nuovi fronti, ma annunciano un cessate il fuoco unilaterale e ribadiscono di essere pronti a negoziare. Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite condanna all'unanimità i guerriglieri albanesi. Un poliziotto ucciso e un altro ferito quando uomini armati aprono il fuoco contro di loro in un quartiere albanese di Skopje.
22: Le forze macedoni cominciano a bombardare le posizioni dei ribelli sui colli al di sopra di Tetovo, mentre l'ultimatum scade. A Tetovo, due albanesi vengono uccisi mentre, a quanto sembra, uno di essi brandiva una bomba a mano nei pressi di un posto di polizia. Il governo ordina un attacco "senza compromessi" contro i ribelli.
23: I leader albanesi del Kosovo chiedono ai ribelli di deporre le armi. L'UE esprime il proprio sostegno a Skopje in occasione del summit in Svezia, ma chiede che venga prestato ascolto alle rivendicazioni della minoranza albanese.
24: Un elicottero da combattimento spara missili sulle posizioni dei ribelli sopra Tetovo.
25: La polizia e la fanteria lanciano l'"attacco finale" contro i guerriglieri, affermando di averli cacciati da sei villaggi, tra i quali Selce, dove i ribelli hanno il loro comando generale.
26: Robertson, in visita a Skopje, loda l'"ammirabile autocontrollo" di Skopje.
27: Un ufficiale ucciso e due feriti quando il loro veicolo viene fatto saltare da una mina anticarro nei pressi di Tanusevci.
28: Kerim annuncia a Vienna che il governo intraprenderà misure al fine di migliorare le condizioni della minoranza albanese. Hysni Shaqiri, membro del Partito Democratico Albanese (DPA) in parlamento, annuncia di entrare a fare parte dell'UCK e invita i suoi elettori a seguire il suo esempio.
29: Due civili kosovari e un cameraman britannico vengono uccisi da colpi di mortaio nel villaggio di Krivenik, nei pressi della frontiera con la Macedonia - si tratta delle prime vittime oltre confine dei combattimenti in Macedonia. La NATO e l'UE chiedono "chiarimenti" a Skopje, ma il governo macedone nega il proprio coinvolgimento. Il giorno successivo, il governo dà la colpa a un gruppo di ribelli armati che avrebbero indossato divise dell'esercito macedone per le uccisioni.
30: Skopje afferma di avere ripreso il controllo di tutte le posizioni tenute dai ribelli.
31: Georgievski afferma che il governo ha raggiunto i suoi obiettivi "militari e politici". I leader politici albanesi danno al governo nove giorni per aprire il dialogo sulla riforma della costituzione, minacciando altrimenti di ritirarsi dalla coalizione di governo.
APRILE 2001
3: Skopje annuncia la riapertura del confine con il Kosovo.
9: Skopje promette trattative con tutti i gruppi etnici "entro giugno".
10: Gli Stati Uniti annunciano un pacchetto di aiuti del valore di 3,5 milioni di dollari in forniture militari.
12-13: Il Segretario di Stato degli Stati Uniti, Colin Powell, visita Skopje e chiede l'apertura del dialogo, denunciando allo stesso tempo la violenza albanese.
23: L'UCK formula le proprie richieste con uno scritto inviato al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, all'UE, alla NATO e al Dipartimento di Stato degli Stati Uniti.
28: Otto soldati e poliziotti vengono uccisi nei pressi di Tetovo in un'imboscata rivendicata dai ribelli albanesi, i quali affermano di avere agito per autodifesa poiché si sentivano minacciati.
30: Il Consiglio di Sicurezza dell'ONU condanna l'attacco.
MAGGIO 2001
1: Scoppo di violenza nel quartiere albanese della seconda città del paese, Bitola, dove vivevano quattro degli ufficiali di polizia uccisi.
3: Due soldati uccisi a Vaksince, un villaggio nei pressi di Kumanovo. Le autorità chiedono ai residenti di evacuare svariate città nel nord-est e intimano ai ribelli di non utilizzare i civili come "scudi umani". Le truppe lanciano un'offensiva contro Vaksince e i villaggi circostanti.
4: Bombardamento da parte dell'artiglieria macedone dei villaggi intorno a Kumanovo, nei quali si trovano guerriglieri albanesi.
5: Il governo minaccia di dichiarare lo stato di guerra.
6: Il capo della diplomazia europea, Javier Solana, vola a Skopje dove fa un appello alla moderazione e al dialogo. I guerriglieri lanciano un nuovo attacco contro le forze di sicurezza vicino a Tetovo.
7: Arben Xhaferi, leader del DPA, annuncia che il suo partito abbandonerà la coalizione di governo se verrà dichiarato uno stato di guerra. Robertson ammette che Skopje è sull'orlo di "seri guai" e rinnova l'appello al dialogo. L'esercito intensifica il bombardamento da parte dell'artiglieria dei villaggi nei pressi di Kumanovo. Un combattente dell'UCK viene ucciso. Si hanno notizie di sette civili rimasti uccisi nei bombardamenti di Slupcane e Vaksince a partire dal 3 maggio.
8: Il portavoce del governo, Milososki, annuncia la formazione di un governo di unità nazionale e afferma che elezioni generali avranno luogo prima del gennaio del 2002. L'UNHCR afferma che più di 6.500 abitanti di villaggi della regione di Kumanovo sono fuggiti passando il confine verso il Kosovo a partire dal 3 maggio.
| Data: 10-05-2001 | | Fonte: AFP |
| Autore: Autori vari |
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