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In costruzione: il Corridoio n. 10
| Data: 12-10-2002 | | Fonte: "Ekonomist" |
| Autore: Biljana Korica Vukajlovic |
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N.E. BALCANI #584 - SERBIA/MONTENEGRO
12 ottobre 2002
IN COSTRUZIONE: IL CORRIDOIO N. 10
di Biljana Korica Vukajlovic - ("Ekonomist" [Belgrado], 16 settembre 2002)
**Il sistema di trasporti paneuropeo, che comprende autostrade e ferrovie, ma lungo il quale si prevede di costruire anche oleodotti, reti di cavi a fibre ottiche, decine di motel e stazioni di servizio, nonché quattro parchi tecnologici, rappresenta un'opportunità di occupazione per le imprese e i lavoratori locali. I circa due miliardi di euro necessari per la costruzione e la modernizzazione delle autostrade che attraversano la Serbia dovranno essere messi a disposizione da una partnership strategica tra il settore pubblico e quello privato**
L'avvicinamento della Serbia all'Europa potrebbe essere accelerato, fino a quando non verranno soddisfatte le altre condizioni previste, portando il locale tratto del Corridoio paneuropeo n. 10 ai livelli di qualità che sono la norma per gli altri sistemi di trasporto europei. Attualmente non esiste un'autostrada diretta che porti dall'Europa Occidentale fino alla Grecia, e più oltre verso l'Oriente: vengono pertanto utilizzate invece vie alternative. Il rinnovo e la modernizzazione delle infrastrutture di trasporto nella parte jugoslava del corridoio risolverebbe il problema della "strettoia" balcanica e farebbe risparmiare a coloro che si muovono su tale tratta spese di viaggio e di trasporto, un fattore particolarmente importante, se si tiene conto tra le altre cose dell'imminente Olimpiade che si terrà ad Atene nel 2004.
Una moderna "spina dorsale" del traffico potrebbe allo stesso tempo favorire lo sviluppo e i collegamenti con le altre arterie stradali e ferroviarie serbe, nonché un miglioramento dell'economia nel suo complesso. Il Corridoio 10, in particolare, non è solo un corridoio multimodale stradale-ferroviario, bensì anche un'opportunità per lo sviluppo economico e generale del paese. All'importanza di sfruttare le potenzialità di questa arteria è stata dedicata la conferenza di due giorni intitolata "Il Corridoio 10 - una strada verso lo sviluppo e l'integrazione", organizzata a inizio settembre dall'Istituto G17, dalla società "Alma Kvatro" e dall'agenzia di PR "Olaf & Mekatir".
UNA NUOVA STRADA...
Il Corridoio 10, nella sua direzione principale che va da Salisburgo fino a Salonicco, collega otto stati, che diventano quattordici se si considerano anche le sue diramazioni. La lunghezza complessiva del sistema di trasporto stradale è di 2.360 chilometri, di cui 800 attraversano la Serbia. Attualmente meno della metà della parte che attraversa la Serbia, più precisamente 380 chilometri, è costituita da un'autostrada completa. Circa 165 chilometri del Corridoio sono in forma di semiautostrada, mentre una tratta lunga 255 chilometri ha solo due corsie. Per la costruzione di un'autostrada moderna lungo l'intero Corridoio 10, secondo quanto ha detto il ministro serbo dei trasporti e delle telecomunicazioni, Marija Raseta Vukosavljevic, sono necessari circa due miliardi di euro. Il costo dell'arteria dipende soprattutto dalla configurazione del terreno e di conseguenza un chilometro di strada nella pianeggiante Vojvodina potrebbe essere costruito, secondo gli esperti del settore, a un costo anche di un solo milione di euro, mentre per la costruzione dell'autostrada lungo la gola di Grdelica, cioè la parte più complessa dell'intero tratto serbo, si dovranno investire oltre 10 milioni di euro per chilometro. Proprio per questo la tratta autostradale che andrà da Belgrado al confine macedone sarà la più costosa e richiederà un finanziamento di circa 800 milioni di euro.
Per la costruzione della corsia sinistra nel tratto Horgos-Belgrado, per esempio, verranno investiti circa 300 milioni di euro: il solo completamento della tratta che da Novi Sad va a Belgrado, senza contare il ponte presso Beska, richiederà circa 215 milioni di euro. Si stima che la tratta autostradale Nis-Pirot-confine con la Bulgaria, per la quale è in preparazione un progetto di massima, saranno necessari tra i 500 e i 600 milioni di euro. E' chiaro che senza aiuti esteri il Corridoio non potrà essere reso tale da fornire dei servizi di qualità, ha affermato Raseta Vukosavljevic, aggiungendo che parte dei soldi per la costruzione e ricostruzione verrà prelevata dal bilancio dello stato, mentre la rimanente parte verrà messa a disposizione da investitori esteri e nazionali. Questa volta, però, il governo non si indebiterà, come finora è sempre accaduto, né si assumerà tutti i rischi, ha detto il vicepremier federale Miroljub Labus. Invece del modello di finanziamento "da secolo scorso" finora adottato per la costruzione di strade, cioè quello di scaricarne tutto l'onere sul deficit di bilancio che deve poi essere compensato dai contribuenti, il progetto dovrà essere finanziato secondo un nuovo modello: una collaborazione strategica tra stato e imprenditoria, nella quale i crediti svolgeranno il ruolo minore e gli investimenti proprietari quello maggiore dei mezzi necessari. Allo stesso tempo, i rischi verranno suddivisi tra i partner.
Il nuovo concetto di partnership strategico-pubblica, presentato da Dusan Vujovic, consigliere della Banca Mondiale, come IRIS - Iniziativa per lo Sviluppo delle Infrastrutture in Serbia, è necessario perché il tradizionale finanziamento dei progetti ha dei limiti, visto che lo stato, a causa dell'indebitamento ereditato, della limitatezza delle risorse delle organizzazioni finanziarie internazionali e degli alti rischi degli investimenti, ha sempre più difficoltà a ottenere nuovi crediti. Vujovic ha citato come potenziali partner dello stato per questi lavori la Banca Mondiale e le sue organizzazioni, l'EBRD, la BEI, le banche commerciali, le compagnie di assicurazioni, le banche e i fondi di investimento esteri, nonché le società di costruzioni, le imprese del settore energetico, del turismo, del commercio, dei trasporti, delle telecomunicazioni... Tale concetto è applicabile alla costruzione del Corridoio 10 perché si tratta di un progetto di importanza strategica per la Serbia, i Balcani e l'intera regione. "Il Corridoio 10 ha un enorme effetto sullo sviluppo, perché è la prima arteria autostradale diretta che porta dall'Europa Occidentale in Grecia e oltre, rende attivi gli investimenti effettuati in passato e ha un positivo effetto economico primario e secondario sulla crescita, l'occupazione e i redditi", ha concluso Vujovic.
...PER IL BUSINESS...
La partnership tra pubblico e privato, secondo le dichiarazioni di Labus, dovrebbe in pratica avere la seguente forma: si prevede che il governo della Serbia crei un'apposita compagnia, che con ogni probabilità si chiamerà Corridoio 10, alla quale, in qualità di proprietario al 100%, apporterà il valore dei terreni, delle strade e delle strutture già costruite. Successivamente verrà scelto un consulente finanziario, che organizzerà il concorso per la capitalizzazione aggiuntiva della compagnia. I partner privati che decideranno di partecipare all'opera non potranno contare su una quota di maggioranza, bensì al massimo sul 49% del valore della Corridoio 10. Gli imprenditori che vorranno costruire motel e altre strutture secondarie lungo l'arteria dovranno versare preventivamente del capitale anche nell'impresa pubblico-privata, trovandosi così nella situazione di condividere con lo stato e gli altri partner i profitti generati, ma anche i rischi. Nel caso in cui, nonostante gli apporti, per qualche lavoro dovessero esserci fondi insufficienti, la compagnia potrà indebitarsi. Anche Labus si attende che al progetto parteciperanno istituzioni finanziarie internazionali, e le porte sono aperte in maniera analoga anche agli investitori serbi. La costruzione del Corridoio 10 rappresenta per le aziende serbe un'opportunità di mettere a regime le proprie capacità, se sono in grado di farlo. In caso contrario dovranno cercare partner all'estero. "Il Corridoio 10 non è solo un'autostrada, è un'autostrada più business. E business vuole dire nuovi posti di lavoro", ha dichiarato Labus, aggiungendo che solo per i lavori di costruzione delle arterie di trasporto e delle strutture che le affiancheranno, saranno circa 22.000 le persone che troveranno un lavoro. Indirettamente, attraverso il miglioramento dell'economia lungo l'intera tratta, troveranno lavoro altre 100.000 persone. "Ci chiedono se è reale la cifra secondo cui 100.000 persone otterranno un lavoro. Non solo è reale, ma può anche essere superata: 100.000 è il numero minimo", è la previsione ottimistica di Labus. Nell'intero progetto, secondo la valutazione di Mladjan Dinkic, governatore della Banca Nazionale della Jugoslavia, avranno un ruolo molto importante anche le banche, ma solo nella seconda fase, quando la partnership tra settore pubblico e privato avrà già preso vita, poiché si prevede che molti investitori avranno bisogno di crediti commerciali. Entro la fine di quest'anno, secondo le parole di Dinkic, è attesa l'approvazione della Legge sui fondi di investimento che dovrà favorire l'inserimento di queste istituzioni finanziarie nel nuovo progetto di costruzione di infrastrutture in Serbia.
...E PER LO SVILUPPO
Per innalzare il livello dei servizi lungo il 10° sistema di comunicazioni paneuropeo sarà necessario costruire lungo l'arteria anche una serie di strutture accessorie di alta qualità, a cominciare da transiti di confine moderni, fino a motel, stazioni di servizio e punti di vendita. E' proprio il segmento di nuova strada transitante sul territorio serbo che, secondo i funzionari statali, dovrebbe attirare il maggior numero di investitori. E' in corso l'elaborazione di un piano di ampio respiro con il quale, come ha detto Dragoslav Sumarac, ministro serbo dell'urbanistica e dell'edilizia, verranno descritti nei dettagli il numero e le ubicazioni delle strutture accessorie necessarie. Attualmente si prevede che il tratto di autostrada dal confine con l'Ungheria fino a Belgrado sarà in futuro "affiancato" da circa 25 motel, 32 aree di servizio, 25 aree di sosta e svincoli. Nella tratta autostradale E75 che va da Belgrado a Nis verranno costruiti complessivamente 21 motel, 41 aree di servizio, 36 aree di sosta e svincoli, mentre i collegamenti con le autostrade circostanti verranno realizzati attraverso 22 svincoli già costruiti e 6 nuovi svincoli. Nella parte più complessa dell'arteria, quella che va da Nis in Macedonia, secondo il piano spaziale la cui elaborazione è entrata nella fase conclusiva, i viaggiatori potranno utilizzare 9 motel, 12 aree di servizio e 36 aree di sosta. E' in corso di elaborazione anche il piano spaziale per la tratta E70 che dalla Croazia porta a Belgrado, la quale è interessante come zona industriale, soprattutto per i grandi ipermercati nella periferia della capitale, e per il tratto autostradale E80 che da Nis porta alla Bulgaria. Quando i piani spaziali saranno stati portati a compimento, verranno indetti i tender per assegnare le varie ubicazioni ai costruttori.
Un altro importante segmento del Corridoio 10 è rappresentato dalla ferrovia, soprattutto se si tiene conto che la maggior parte del trasporto delle merci dovrebbe avvenire su rotaia, la soluzione di trasporto meno costosa per l'industria. Attraverso la Serbia passa circa un terzo del Corridoio 10, vale a dire più o meno 767 chilometri di strada. Con il credito di 70 milioni di euro ottenuto dalla Banca di Investimento Europea (BEI) per il Corridoio 10 finora è stata coperta la ricostruzione di un totale di 45 chilometri di tratte di importanza critica. L'entrata degli investitori in questo campo di attività è attesa dopo l'approvazione della nuova legge sulle ferrovie e la trasformazione della Impresa di trasporto ferroviario Beograd. Gli investitori potranno partecipare alla costruzione delle infrastrutture contribuendo allo snodo ferroviario di Belgrado, nel quale finora è stato investito mezzo miliardo di euro, mentre ne servono ancora da 100 a 200 milioni circa per portare a termine i lavori.
L'organizzazione del traffico, tuttavia, non è possibile senza buoni collegamenti nelle telecomunicazioni. Per questo è in corso l'elaborazione di una descrizione urbanistico-tecnica per la costruzione di cavi ottici autostradali lungo il corridoio, che supereranno complessivamente in lunghezza i 1.000 chilometri. L'obiettivo principale di questo progetto è quello di collegare i nodi telecomunicativi nazionali con quelli internazionali, regionali e locali. Un catalizzatore della realizzazione di questo progetto potrebbe essere rappresentato in parte dall'Olimpiade di Atene, dato che si è cominciato a pensare a esso proprio perché attualmente non vi sono capacità ottiche sufficienti per il trasporto di dati dalle grandi manifestazioni sportive. La proposta è quella di costruire una rete ottica con 96 fibre che, sfruttando l'attuale struttura delle PTT, dell'EPS delle ferrovie, della NIS e delle imprese stradali, collegherà tra di loro, intorno e lungo il Corridoio 10, tutte le maggiori città, nonché i paesi confinanti. Si prevede che questo progetto otterrà il semaforo verde in ottobre e secondo la valutazione di Branislava Andjelic, direttrice dell'Istituto della Repubblica per l'Informatica e Internet, è importante che il lavoro venga avviato in tempi brevi perché "l'Olimpiade non ci aspetterà, e potrebbe portare delle buone entrate".
Ora è ormai chiaro che il Corridoio 10 non consiste solo in arterie stradali con il relativo contorno, ma anche in uno spazio per le attività economiche che, secondo le parole di Dragan Domazet, ministro della scienza, della tecnologia e dello sviluppo nel governo della Serbia, dovrà intercollegare e facilitare le comunicazioni. Per questo si prevede di costruire, lungo il Corridoio 10, delle zone di sviluppo tecnologico il cui nucleo sarà costituito dai parchi tecnologici di Novi Sad, Belgrado, Kragujevac e Nis. Questi parchi renderanno possibili investimenti green-field lungo il Corridoio 10, che dovrà diventare la "spina dorsale dello sviluppo della Serbia". Agli investitori verranno proposti in un primo tempo i parchi di Belgrado e Nis, e questo secondo due criteri: affinché vi costruiscano infrastrutture per le proprie esigenze, oppure per metterle in vendita. La seconda variante è addirittura più desiderabile perché, secondo le parole di Domazet, i grandi produttori di software e i loro partner sono interessati ai parchi tecnologici annunciati, ma non a costruire degli edifici.
UNA CARICA INSUFFICIENTE
Tra due anni il Corridoio 10, e la Serbia, come promettono i funzionari greci, verranno attraversati dalla fiaccola olimpica, che fin dall'antichità è un simbolo di pace. Riuscirà entro ad allora il filo principale che dovrebbe collegare la Serbia con chi la circonda a brillare di una nuova luce? Alcuni dei progetti previsti, come per esempio la creazione della compagnia Corridoio 10, dovranno essere approvati dai deputati della repubblica, e quanto difficilmente riescano a mettersi d'accordo sulle questioni importanti è noto a tutti. Anche per la stessa elaborazione di molti progetti, considerato che numerosi di essi non sono ancora stati portati a conclusione, ci vorrà un certo tempo. La creazione di strutture come le aree di servizio, inoltre, non ha senso prima che le strade non siano pronte... Che il piano di un completamento definitivo dell'arteria stradale del Corridoio 10 entro l'inizio delle Olimpiadi di Atene 2004 sia un obiettivo ambizioso lo conferma anche Dusan Vujovic, ma è convinto che si tratti di un piano realizzabile. Labus si attende che i progetti e la struttura finanziaria per i nostri 800 chilometri verranno realizzati all'inizio dell'anno prossimo e che entro le già citate olimpiadi verrà costruita la maggior parte dell'autostrada.
Nemmeno l'individuazione di partner strategici, secondo quanto hanno affermato i funzionari, dovrebbe costituire un problema, dato che, considerate le opportunità di sviluppo e di rafforzamento della cooperazione con altri paesi offerte dal Corridoio 10, alla sua costruzione sono interessati Austria, Ungheria, Croazia, Slovenia... e naturalmente anche la Grecia, che nell'ambito del piano Hellenik ha stanziato per la tratta di corridoio che attraversa la Serbia 250 milioni di euro. Ma i greci hanno minacciato che i paesi della regione, se non presenteranno dei progetti entro i prossimi dieci, al massimo dodici mesi, perderanno i fondi che sono stati loro riservati. Vi è un grande interesse per il Corridoio 10 tra i grandi investitori, afferma Vujovic, e ora spetta al governo serbo costruire il contesto affinché il piano si possa realizzare. Conferenze analoghe sul Corridoio 10 si terranno, secondo quanto annunciato dagli organizzatori, a intervalli trimestrali e già in occasione del prossimo incontro potrebbero essere rese pubbliche le prime offerte concrete. E' chiaro che la storia del Corridoio 10 è appena all'inizio. Quale ne sarà il corso e se e quando sarà possibile intravvederne una fine positiva dipenderà da molti fattori. Uno di quelli più importanti è ad ogni modo la pace politica, perché, come ha detto lo stesso Labus, senza di essa difficilmente sarà possibile ottenere la prosperità per la Serbia.
| Data: 12-10-2002 | | Fonte: "Ekonomist" |
| Autore: Biljana Korica Vukajlovic |
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